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Pedro, altro derby: sogna un finale come Selmosson e Kolarov

Pedro si è calato immediatamente nella realtà Lazio. La Roma è già il passato, eppure a maggio scorso, con la maglia giallorossa, segnava nel derby abbattendo i biancocelesti per 2-0 (l’altro gol di Mkhitaryan). Così è la vita di un calciatore, fatta di cambiamenti repentini, di nuovi scenari, di opportunità. I tifosi laziali coccolano lo spagnolo che in un mese ha conquistato tutti con impegno, sudore, abnegazione e grandi giocate. A riposo per un tempo contro il Torino, Sarri è pronto a sganciarlo dall’inizio domenica. Pedrito ha voglia di rivalsa dopo essere stato scaricato da Mourinho e dirigenti.

Pedro ha segnato alla Lazio e ora con la maglia della Lazio sogna di andare in gol contro la Roma. Solo due calciatori ci sono riusciti e portano il nome di Arne Selmosson, campione svedese degli anni ’50 e Aleksandar Kolarov. Selmosson ha vestito la casacca con l’aquila dal 1955 al 1958. Il club biancoceleste, in crisi finanziaria, lo deve vendere e la spunta la Roma. Soprannominato ‘Raggio di luna’ vista la sua folta capigliatura bionda, in quegli anni diventa un vero e proprio idolo laziale. La sua cessione, per 135 milioni di lire, fa scoppiare un caso. I tifosi scendono in piazza, protestano, ci sono tafferugli con la polizia. Cinque gol nei derby: due da laziale (il 3 marzo 1957 in un Roma-Lazio 2-2 e il 16 marzo 1958 in un Lazio-Roma 2-1). E tre da romanista: il primo il 30 novembre 1958 (Lazio-Roma 1-3), il secondo il 12 aprile 1959 (Roma-Lazio 3-0) e il terzo nel 18 ottobre 1959 (Roma-Lazio 3-0). Sessant’anni dopo, il 29 settembre del 2018, la storia si ripete con Kolarov. Un gol alla Roma da laziale nell’aprile del 2009, poi una rete alla Lazio con la maglia giallorossa per iscriversi alla storia. Pedro sogna questo, diventare il terzo marcatore di un derby con la maglia di entrambe le squadre. La missione è iniziata a maggio scorso e può essere completata già questa domenica. Corrieredellosport.it

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Ritardi previsti e nuove incertezze, il derby è già un bivio

Non solo una trappola, il derby può diventare un bivio per Maurizio Sarri. Non sta decollando il progetto del tecnico toscano alla Lazio. Tra ritardi previsti e nuove incertezze. Lo stesso Comandante aveva avvertito: il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 non sarebbe stato rapido. La necessità di compiere un certo tragitto attraverso tappe ineludibili per dare una nuova identità tattica alla squadra. Solo che i tempi si stanno attorcigliando tra inattese difficoltà. Aveva illuso il bis di vittorie al via del campionato: 9 gol rifilati a Empoli e Spezia. Poi l’esame di San Siro col Milan ha decretato un duro passo all’indietro non solo per la sconfitta, ma anche per la prova di una squadra lontana per personalità dalle aspettative per l’alta classifica. Il k.o. in Europa League nella trasferta col Galatasaray, al di là della papera di Strakosha, ha alimentato altri dubbi. Il pari interno col Cagliari, acciuffato nel finale, è scaturito da una prova ancora lontana dal progetto di Sarri. E anche nella trasferta di Torino la squadra è apparsa in difficoltà nell’applicare i dettami del tecnico toscano. Il pareggio, arrivato sui titoli di coda con un rigore di Immobile, ha dato un punto che serve tanto per smuovere la classifica, ma la prestazione dei biancocelesti ha suscitato ulteriori perplessità.

“Bisogna lavorare di più e non avere paura di giocare – ha sottolineato capitan Immobile al termine della gara contro i granata -. Sembra che scendiamo in campo timorosi nonostante abbiamo migliorato la fase difensiva in queste ultime partite. I cambiamenti sono tanti e le gare ravvicinate non aiutano. Inconsciamente l’autostima sta calando: dopo Milano abbiamo perso entusiasmo e ciò non deve mai accadere”. Sotto esame non solo i travagli nel passare al 4-3-3, ma anche l’adattabilità al modulo stesso di alcuni big. Milinkovic e Luis Alberto faticano a reggere i ritmi da interni in un centrocampo che richiede continuità anche in copertura: così a Torino c’è stata una staffetta tra il serbo e lo spagnolo per favorire l’innesto di Akpa Akpro in mediana. Dala sfida con la Roma passano non solo le ambizioni della Lazio per rilanciarsi in classifica, ma anche il progetto tattico di Sarri. Che non si è mai mostrato integralista a difesa del suo 4-3-3. “Al momento non c’è tempo per provare moduli diversi – ha detto Giovanni Martusciello che a Torino ha sostituito in panchina lo squalificato Sarri -. Già facciamo fatica così, cambiando faremmo solo peggio. In futuro, con le settimane tipo, si potrebbe provare”. Così il derby, oltre che sul piano del risultato, anche per quanto riguarda il modulo, diventa un appello molto importante per la Lazio di Sarri. Gazzetta.it

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Si pensa solo al derby: tornano le 5 stelle

La Lazio contro il Torino si è presentata con un piccolo turnover. Fuori dal blocco dei titolari Lazzari, Milinkovic, Leiva e Pedro. Dentro Marusic, Akpa Akpro, Cataldi e Raul Moro. Un po’ di ossigeno per calciatori che fin qui hanno sempre giocato. C’è il derby dopodomani e poco tempo per recuperare le energie. E così Sarri ha deciso di cambiare un po’. Ma per domenica torna la miglior Lazio.La squadra è tornata a Roma ieri sera. Stamattina ritrovo a Formello. Solo domani, a 24 ore dalla stracittadina, verrà provata la formazione. Probabilmente si rivedranno titolari Lazzari, Sergej, Leiva e Pedro. Anche Luis Alberto verrà schierato dal primo minuto dopo i 45’ a Torino. La formula a ‘5 stelle’ per una super partita dovrebbe essere riproposta. Da ricordare che Mattia Zaccagni è fuori per l’infortunio muscolare patito nel match contro il Cagliari. Tornerà dopo la sosta a metà ottobre. Sarri pronto a sedersi in panchina e dirigere i suoi dopo le due giornate di squalifica. Sarà il suo primo derby capitale. Corrieredellosport.it

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Appunti e sigarette, Sarri sconta la squalifica e prepara il derby: l’occasione giusta per il sarrismo?

Finalmente potrà tornare a dirigere la sua Lazio, Maurizio Sarri. Scontati i due turni di squalifica dopo i fatti di San Siro. In tribuna per le partite contro Cagliari e Torino, rientra giusto in tempo per vivere da vicino il suo primo derby. E si infiamma la sfida con il collega José Mourinho. Maurizio è nel pieno del suo lavoro, quello di trasformare una squadra e di plasmarla secondo la sua filosofia. “Si va avanti a piccoli passi”, ha ammesso il vice Martusciello dopo l’1-1 di Torino. Chissà se nella stracittadina si vedrà davvero il sarrismo.“Aprite le porte alla bellezza”, è lo slogan con cui la Lazio, ad inizio estate, presenta Maurizio Sarri. Ma di bello ancora c’è poco. Tutto normale, serve tempo. E così sia. Al derby però, i tifosi si aspettano una grande prova. Si gioca ogni tre giorni in questo momento della stagione, viene difficile aggiustare in allenamento le cose che non vanno. Il tecnico, più volte inquadrato dalle telecamere, ha passato due giornate di campionato chiuso nel box in tribuna a prendere appunti e fumare. Fogli e fogli per sistemare la Lazio. Ha sfidato la Roma 11 volte in totale. Il bilancio è quasi in pari: 4 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte. Si aspetta una grande gara in un Olimpico che non vede l’ora di rimanere folgorato dalla bellezza. La stracittadina sembra l’occasione giusta per dire, una prima volta in assoluto: sì, è la Lazio di Maurizio Sarri. Corriere dello Sport

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Dazn, la Camera approva risoluzione per imporre migliore qualità e più trasparenza

Approvata dalla IX Commissione della Camera dei Deputati, con i voti contrari soltanto di Fratelli d’Italia, una risoluzione per imporre a Dazn, titolare dei diritti tv della Serie A, maggior qualità nel servizio di streaming in esclusiva e più trasparenza nella rilevazione degli ascolti. Il Governo potrà dunque adottare tutte le iniziative, anche normative, per far sì che Dazn e gli altri operatori che offrono servizi analoghi garantiscano agli utenti piena tutela in materia di trasparenza, informazione, indennizzi, reclami e assistenza tecnica, valutando l’opportunità di un adeguamento dei poteri di controllo e sanzionatori conferiti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni”. In definitiva si chiede di “prescrivere alle piattaforme e agli operatori di individuare modalità di trasmissione dei contenuti audiovisivi idonee al miglioramento della qualità del servizio al cliente finale sulla base di parametri che l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni vorrà individuare”. Sportface.it

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Sarri ha una priorità, registrare la fase difensiva

Dopo due partite a secco (Milan e Cagliari), domenica contro il Cagliari l’attacco della Lazio ha ritrovato la via della rete. Nulla di sensazionale, sia chiaro: dovrebbe essere la normalità segnare per una squadra a trazione anteriore che gioca contemporaneamente con Luis Alberto, Milinkovic, Immobile e due tra Pedro, Felipe Anderson e Zaccagni.

Ma purtroppo, dati e prestazioni alla mano, c’è anche il rovescio nella medaglia biancoceleste. Perché se da una parte ci sono l’indole offensiva e le richieste di Sarri, che vuole una squadra alta con il baricentro che recuperi il pallone in avanti il prima possibile, dall’altra sono evidenti le difficoltà in fase difensiva che questo gioco comporta. “Se andiamo a recuperare il pallone con intensità nella metà campo avversaria è normale lasciare un po’ il fianco”, ha spiegato domenica Martusciello, il vice dell’ex allenatore della Juventus, squalificato contro il Cagliari.

I dati però parlano chiaro: 6 gol subiti in 4 partite di campionato, 7 in 5 se si conta anche l’Europa League. Ma sono numeri che non rendono appieno l’idea di quanto la Lazio fatichia contenere gli attacchi avversari. Domenica il Cagliari ha avuto almeno 3-4 palle gol nitide, così come l’Empoli alla prima giornata ha creato parecchi grattacapi a Reina (Bajrami ha preso la traversa). È un aspetto preoccupante, questo, anche se tutti a Formello avevano messo in preventivo le difficoltà iniziali. Normali quando si cambia tanto: non va dimenticato che la Lazio per cinque anni ha difeso a 5, seguendo altri principi. Lazzari ha sempre fatto il “quinto” di centrocampo, sta imparando a fare il terzino. Luiz Felipe lo stesso, era abituato da “terzo”. E poi c’è Leiva, che è meno protetto rispetto al passato e si ritrova sistematicamente solo in mezzo a 2-3 avversari: come già spiegato dopo il ko con il Milan, in questa fare embrionale la Lazio non regge il tridente con due mezzali così offensive. Dovrà lavorare tanto Sarri, che oggi conoscerà l’esito del ricorso fatto dalla società dopo le due giornate di squalifica inflittegli dal giudice sportivo per i fatti di Milano. TuttoMercatoWeb

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Ricorso Sarri, l’esito tra oggi e domani

l vice di Sarri ieri era in panchina perché l’ex allenatore della Juventus era squalificato. Ha visto la partita in un box sopra la tribuna stampa, fremendo per dare indicazioni. Sicuramente Sarri ci sarà domenica nel derby contro la Roma di Mourinho, mentre è ancora in bilico la sua presenza giovedì contro i granata. Al momento non potrà esserci perché dopo Milan-Lazio il giudice sportivo l’ha fermato per due giornate. Ma la società biancoceleste ha fatto ricorso e attende a ore l’esito: la speranza a Formello è che la giustizia ordinaria riduca la squalifica da due a un turno. Il primo turno di stop, quello scontato ieri, era riferito alla lite sul campo a San Siro dopo il triplice fischio. Quella ancora da scontare è dovuta alla bestemmia detta (Sarri si professa innocente) nel tunnel rientrando negli spogliatoi. Non può esserci il patteggiamento, con la conseguente multa, come accade in altri casi di blasfemia. Il motivo? L’espressione incriminata è stata riportata direttamente dal direttore di gara e non dall’ispettore federale. Tuttomercatoweb.com

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Scatto Cataldi, ecco il vice Leiva: “Ma devo crescere in fase difensiva”

Danilo Cataldi nel giro di pochi minuti è diventato l’uomo della provvidenza. Il suo diabolico tiro ha regalato alla Lazio il 2-2 contro il Cagliar ed evitato la terza sconfitta consecutiva per Maurizio Sarri. Una rete che può cambiare la stagione del centrocampista laziale, ma che può dare anche una svolta a questo inizio di stagione per i biancocelesti.

Cataldi finalmente vice Leiva?

Danilo ha raggiunto la sua maturità calcistica: 27 anni, elemento importante di uno spogliatoio che lo vede protagonista da diversi anni. Fa sempre il suo, con silenzio e devozione verso una maglia vestita fin da bambino. Ha sempre rispettato le scelte di Inzaghi, che non lo ha mai lanciato definitivamente. Con Sarri le gerarchie sono state resettate. E contro il Cagliari un messaggio chiaro: se esce Leiva, entra Cataldi. Che sia finalmente lui il vice del brasiliano? Quel gol è per far capire a tutti che lui c’è sempre e comunque. Aspetta solo le occasioni giuste. Nella passata stagione appena 4 presenze da titolare con zero gol e zero assist. Quest’anno 50’ totali tra Serie A e Europa League conditi da una rete. Leiva non è eterno e non può giocarle tutte. Danilo ha sorpassato Escalante nel ruolo di regista. Ora si aspetta di giocarne altre, di prendere la Lazio per mano e portarla in alto. “So che devo migliorare in fase di interdizione, provo a rubare qualcosa a Leiva in allenamento. Voglio dare a Sarri una possibilità di scegliere e metterlo in difficoltà”. Corrieredellosport.it

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Le parole di Acerbi come quelle di Chiellini. Ma Sarri alla Lazio avrà più tempo per lavorare

Leggete con attenzione queste dichiarazioni. Sono quelle rilasciate nella serata di ieri da Francesco Acerbi, centrale della Lazio dopo la sconfitta in Europa League sul campo del Galatasaray: “Stiamo lavorando molto per amalgamare difesa, centrocampo e attacco che devono andare in sintonia. E’ il lavoro che stiamo facendo con Sarri si sa che ci vuole tempo. Cerchiamo di diminuire questo tempo, testa alta e bisogna dare qualcosina in più da parte di tutti oltre che lavorare con il sorriso. E’ anche una questione mentale perché ci metti talmente tanta anima per far bene quello che dice il mister che a volte cedi, vuoi fare una cosa in più e non riesci a fare quel che dovresti”.

Queste invece, tornando indietro di circa due anni, solo le dichiarazioni che rilasciò Giorgio Chiellini, dopo qualche mese di lavoro con Sarri alla Juventus. Era il 3 dicembre 2019, in occasione della premiazione del Gran Galà della Serie A: “Le squadre di Sarri anche negli anni scorsi riuscivano a mantenere solidità difensiva quando riuscivano a mantenere alta intensità e pressione sulla palla lontano dalla porta. Quando, per vari motivi, si trovavano a difendere vicino alla propria porta si trovavano in difficoltà, perché è una ricerca costante di stare nell’altra metà campo anche in fase difensiva. Con Allegri, invece, era diverso: o si provava a recuperare subito la palla o si tornava indietro, difendendo dietro la linea della palla anche con otto o nove giocatori. Un modo di giocare che aveva vantaggi e svantaggi, perché chiaramente quando recuperi la palla più basso fai più fatica ad andare avanti. Ci stiamo lavorando, anche se c’è poco tempo perché giochiamo ogni tre giorni”. 

Sono dichiarazioni che hanno diverse passaggi in comune, che spiegano anche le difficoltà di una Lazio che dopo aver illuso – nella ripresa di Empoli e contro lo Spezia – di aver già appreso al 100% i dettami del suo allenatore è poi inciampata in due sconfitte, con la prestazione di Milano anche più infelice di quella di ieri. 

Per Sarri ieri è stato fatto un passo avanti e non ha tutti i torti. Ma le difficoltà difensive sono evidenti, e al netto di un difensore centrale in più che sarebbe servito – eccome se sarebbe servito – c’è da fare i conti con una fase difensiva che più delle altre è cambiata. Venti, 30 anche 40 metri più avanti rispetto a quando c’era Inzaghi, una difesa che deve aggredire gli avversari con l’aiuto del centrocampo e scappare indietro solo come ultima alternativa, accettando a quel punto l’uno contro uno.
E’ un’altra cosa. Un modo di difendere rispetto all’era Inzaghi, che deve necessariamente coinvolgere tutta la squadra per non mandare sistematicamente in difficoltà i difensori. A Napoli, soprattutto dalla seconda stagione in poi, si cominciarono a vedere i risultati. Alla Juventus Sarri – per sua stessa ammissione – ha invece presto alzato bandiera bianca.
Alla Lazio però è diverso: come a Napoli, non c’è l’esigenza di anteporre la vittoria a tutti i costi. Fin da subito. Ecco perché le parole di Acerbi, pur risuonando oggi come quelle di Chiellini di due anni fa, non saranno il prologo di un identico finale. Tuttomercatoweb.com

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Subito il Cagliari per cambiare il punto di vista: torna Reina, Marusic chiede spazio

Come si esce da due brutte sconfitte rimediate in pochi giorni? Solo con una bella prestazione e una vittoria. C’è l’occasione Cagliari per la Lazio domenica all’Olimpico. Davanti ai propri tifosi e senza Sarri perché squalificato, bisogna dare risposte: Milan e Galatasaray saranno analizzate per capire gli errori fatti, ma serve anche ripartire subito. I sardi, con Mazzarri in panchina, vogliono riprendersi. Sfida aperta. In porta toccherà a Reina, il suo ritorno era previsto a prescindere dal brutto errore di Strakosha in coppa. Milinkovic tornerà titolare dopo essere subentrato a partita in corso in Turchia. Anche Marusic chiede spazio sulla corsia di destra al posto di Lazzari, in campo 90’ contro il Galatasaray. Immobile scontato in attacco. Pedro e Felipe Anderson andranno a completare il tridente offensivo. Si gioca senza sosta. Giovedì prossimo con il Torino, domenica il derby con la Roma. Momento delicato. Corrieredellosport.it