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Twente e mercato, Sarri vuole le prime risposte

L’ombra che spunta dall’angolo è quella dell’Empoli, il primo avversario che la Lazio affronterà nell’esordio in campionato il 21 agosto. Mancano quindici giorni al ritorno di Sarri al Castellani e oggi i tifosi biancocelesti capiranno a che punto sia la squadra: appuntamento alle 19.30 in casa del Twente, nel match visibile su Lazio Style Channel e Sky Sport Calcio. Gli ultimi due test contro Padova Keppen, terza serie tedesca, non sono stati positivi: non tanto nei risultati, due pareggi per 1-1, quanto nelle prestazioni, decisamente sottotono e lontane dalle aspettative di Sarri. Che oggi, nel primo vero esame da grande contro il Twente, attende segnali e risposte. Il giro palla e le posizioni da tenere in campo sono assolutamente da migliorare, come è logico che sia, mentre lo staff è più soddisfatto di come la squadra, in fase di non possesso, abbia imparato ad attaccare in avanti, portando la linea difensiva a centrocampo. 

Mentre oggi si aspettano risposte dal campo, mister Sarri è molto vigile anche sul mercato. Perché la rosa della Lazio, le cui operazioni sono bloccate dall’indice di liquidità (servono 25-30 milioni per sbloccarlo), deve essere ancora completata. Mancano dai 2 ai 4 elementi: un intermedio (Basic del Bordeaux, 7 milioni più 3 di bonus) e almeno un esterno d’attacco, che diventerebbero due se dovesse concretizzarsi la cessione di Correa, che piace in Inghilterra e all’Inter di Inzaghi. Queste sono le priorità che sicuramente, in un modo o nell’altro, il diesse Tare riuscirà a soddisfare. Poi ci sarebbe da discutere della difesa, perché Sarri ha bocciato Vavro Kamenovic, il 21enne serbo che la Lazio girerà in prestito per tesserare un altro extracomunitario, il suo connazionale Kostic. Nel gioco delle coppie dei centrali, con Acerbi Radu a sinistra, a destra c’è il solo Patric, che in questi anni non ha dimostrato di essere super affidabile. A sinistra Fares non ha convinto, ci sarebbe il solo Hysaj. Serve bene intervenire? Sì. 

Per regalare a Sarri gli ultimi elementi la Lazio deve fare cassa. Con Correa, che ha chiesto la cessione (non andrà via per meno di 30 milioni), e con i tanti giocatori in esubero. Molti di loro hanno richieste dalla Serie B, ma da Formello filtra che alcuni, il gruppetto ex Salernitana, stiano aspettando la cessione definitiva del club per poter tornare in granata e rimanere nella serie A appena conquistata. Di seguito l’elenco completo: Adamonis (verso Cosenza), Palombi (interessa a Lecce e Ternana), Rossi, Falbo, Lombardi (Cremonese e Spal), André Anderson, Cecerelli, Gondo (Como), Kiyine (Venezia e Parma), Maistro, Casasola (Frosinone), Dzicek (l’anno scorso aveva avuto problemi cardiaci), Durmisi, Lukaku, Armini (Piacenza), Adekanye, Djavan Anderson, Cerbara, Ndreka e la coppia Fares-Jony, che non sono proprio esuberi ma sono sul mercato. Tuttomercatoweb.com

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Juve, Real Madrid e Barcellona: “Avanti con la Superlega, l’Uefa non può minacciarci”

Un comunicato congiunto, firmato da Juventus, Real Madrid e Barcellona, per esprimere soddisfazione dopo la decisione del tribunale di Madrid, che impone alla Uefa di cessare le azioni legali contro i club fondatori della Superlega. "FC Barcellona, Juventus e Real Madrid CF prendono atto con soddisfazione della decisione del tribunale di Madrid di confermare l’obbligo di Uefa di cessare le azioni intraprese nei confronti dei club fondatori di European Super League, inclusi il procedimento disciplinare nei confronti dei tre club sottoscritti e la rimozione delle penali e delle restrizioni imposte agli altri nove club per evitare il procedimento disciplinare di Uefa".

Juventus, Real e Barcellona confermano che il Tribunale "ha intimato all' Uefa che, qualora quest’ultima non si conformasse alla decisione, ne scaturirebbero ammende e responsabilità penali. Il caso sarà valutato dalla Corte di Giustizia Europea, che analizzerà la posizione monopolistica di Uefa sul calcio europeo. È nostro dovere occuparci dei gravi problemi che affliggono il calcio. Uefa si è accreditata come legislatore, operatore esclusivo e unico titolare riconosciuto dei diritti delle competizioni europee, nonché organizzatore. Questa posizione monopolistica – confermano i club promotori della Superlega –  e in conflitto d’interessi danneggia il calcio e il suo equilibrio competitivo. Come dimostrato ampiamente, i controlli finanziari sono inadeguati e sono stati applicati impropriamente. Ai club partecipanti alle competizioni europee dovrebbe essere garantito di governare le competizioni".

Nella nota i tre club confermano la volontà di andare avanti nel progetto della Superlega. "Siamo felici che, da ora in avanti, non saremo più oggetto delle attuali minacce della Uefa. Il nostro obiettivo è di continuare a sviluppare il Progetto di Super League in modo costruttivo e collaborativo, contando sul contributo di tutti gli stakeholders del calcio: tifosi, calciatori, allenatori, club, leghe e federazioni nazionali e internazionali. Siamo consapevoli -concludono nella nota –  del fatto che alcuni elementi della nostra proposta potrebbero essere rivisti e, naturalmente, potranno essere implementati attraverso il dialogo e il consenso. Rimaniamo fiduciosi nel successo di questo progetto che sarà sempre rispettoso della normativa dell’Unione Europea".  Corrieredellosport.it

 

 

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Brekalo: velocità, qualità e poca costanza

Una soluzione che soddisferebbe tutti. Josip Brekalo piace alla Lazio, il direttore sportivo Tare lo segue con attenzione dal 2018. Il croato classe 1998 ha chiesto la cessione, il Wolfsburg è pronto a darlo in prestito con diritto di riscatto (formula gradita dal club biancoceleste che ha difficoltà con l'indice di liquidità). Per questo la trattativa fra la Lazio e il Wolfsburg per Brekalo può decollare.

Nelle scorse settimane Brekalo, esterno d'attacco capace di giocare su entrambe le fasce (ma di piede destro) ha chiesto a Jörg Schmadtke e a Marcel Schäfer (rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo del Wolfsburg) di lasciarlo andare. La società gli ha promesso di liberarlo, al punto che il croato ha già disdetto l'affitto di casa. Nelle ultime settimane si è parlato di un presunto interessamento dell'Atletico Madrid, della Real Sociedad e del Betis, ma, nel concreto, non sono arrivate offerte. Per il calciatore il Wolfsburg chiede 15 milioni più bonus, ma, come detto, è disposto a dare il giocatore in prestito. Già un anno fa si era parlato del suo addio: lo voleva il Napoli, lui si era detto entusiasta, ma alla fine non se ne è fatto nulla. Questa volta l'addio appare certo.

Nell'ultima stagione Brekalo ha segnato 7 gol in campionato (suo record personale), ma, nonostante questo, non è riuscito a togliersi di dosso l'etichetta del giocatore poco costante. Tecnicamente molto interessante, è veloce e forte fisicamente, ma spesso, troppo spesso, si eclissa. Per questo il Wolfsburg, benché si sia qualificato per la Champions, è pronto a darlo via. Considerando la tripletta segnata all'Union Berlino alla terzultima di campionato, inoltre, Brekalo ha segnato solo in 5 partite di Bundesliga, servendo assist in altre due. Incide raramente.

Nel 2018, inoltre, Brekalo finì al centro di una polemica stucchevole. Il Wolfsburg voleva mandare un segnare contro l'omofobia e il razzismo, creando una fascia con i colori dell'arcobaleno che avrebbero dovuto indossare tutti i giocatori. Il croato però si rifiutò di aderire all'iniziativa e venne perfino criticato perché spuntarono dei suoi like ad alcuni commenti di tifosi che si dicevano contrari alla fascia. Al termine di una partita di Bundesliga, quando gli venne chiesto di esprimersi a riguardo, prese il cellulare dalla borsa e mostrò che, a causa di un malfunzionamento, alcuni comandi partivano in automatico. “Non avrei mai messo like a certi commenti – assicurò –, è il mio telefonino che è rotto. Io rispetto tutti. Nonostante questo devo dire che non posso condividere questa iniziativa al 100% perché va contro le mie convinzioni di cristiano. Ho un credo molto forte perché sono stato educato nel rispetto di certi valori. Se qualcuno vuole vivere la sua vita in maniera diversa non è un problema, perché sono fatti suoi e io non sono nessuno per giudicare. Detto questo però non mi va di indossare un simbolo che difenda l'impostazione di vita di altre persone. Non penso di dover indossare la fascia”. Una presa di posizione forte. Un'idea ben precisa. Come quella della Lazio che ora lo vorrebbe portare a Roma, in una trattativa che soddisferebbe tutti: biancocelesti, giocatori e Wolfsburg.

Gazzetta.it

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Allo stadio solo con il green pass: si va verso il 50% della capienza

Allo stadio con il green pass. La notizia, nell’aria da qualche giorno, è stata confermata nella cabina di regia sul Covid che ha anticipato il Consiglio dei ministri, che ora dovrà approvare le nuove linee guida che scatteranno dal 5 agosto.

LA CAPIENZA – Per entrare negli impianti sportivi, che siano stadi o palazzetti, servirà il certificato vaccinale, e iniziano a filtrare le prime notizie sulla capienza. In zona bianca si va verso il 50% per gli impianti all’aperto, dunque il doppio di quanto concesso finora, e 25% per quelli al chiuso. Gazzetta.it

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Il momento di Raul Moro: la fiducia di Sarri per diventare protagonista nella Lazio

Deve essere la sua stagione. Due anni fa la Lazio strappò Raul Moro, all’epoca ancora 16enne, al Barcellona in cambio di 6 milioni di euro. Con i catalani il fantasista spagnolo non si trovava bene più per filosofia che non per tecnica: considerato troppo solista, non seguiva lo spartito della squadra, andava per conto proprio: punta, dribbla, crea superiorità. Non esattamente un giocatore adatto al Tiki-Taka blaugrana. Ora, con Sarri, vuole esplodere. E nelle prime amichevoli stagionali si sta già mettendo in mostra.

Con la Lazio Primavera che è retrocessa il club vorrebbe dare più spazio in prima squadra a Raul Moro per farlo crescere. Sarri lo sta schierando a sinistra nel tridente d’attacco, ma lì, fra Correa (ancora in vacanza dopo aver vinto la Coppa America con l’Argentina, ma che potrebbe lasciare la Lazio) e Brandt (sogno di mercato), lo spagnolo non partirà di certo in prima fila. Sarà l’alternativa da utilizzare a gara in corso, il giocatore che, con la sua freschezza e vivacità, può spaccare le partite. Proprio in tal senso Raul Moro, dopo aver esordito in Serie A nel 2020 (e aver giocato contro il suo idolo Ronaldo, al quale ha subito chiesto una foto a fine partita) ed essersi eclissato con la Primavera nella sua seconda stagione italiana, sta studiando gli schemi di Sarri. Il tecnico toscano, durante il ritiro di Auronzo (fino al 28 luglio), riprende in continuazione lo spagnolo. Lo sta istruendo, gli spiega i movimenti da fare sia quando ha la palla, sia quando deve inseguire gli avversari.

Nelle prime due amichevoli stagionali Sarri ha schierato Raul Moro dal primo minuto. Nella prima lo spagnolo, che ha segnato il primo gol su azione della stagione biancoceleste, è rimasto in campo per un’ora. Si è preso i complimenti del tecnico, è stato fra i migliori in campo. Nella seconda amichevole ha giocato solo 45 minuti, senza segnare, ma dando nuovamente vivacità alla manovra offensiva. Il suo contratto scade nel 2022, ma la Lazio ha intenzione di blindarlo fino al 2025. E, dopo i primi due anni piuttosto complicati, proprio la nuova dimensione potrebbe convincere il giocatore a legarsi alla Lazio anche per il futuro. Deve essere la sua stagione. In tutti i sensi. Gazzetta.it

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“Daje Hysaj”, spunta striscione di sostegno all’Olimpico. L’agente: “E’ scombussolato, è solo un ragazzo che pensa a giocare”

Daje Hysaj” è la scritta sullo striscione apparso questa mattina fuori lo stadio Olimpico a favore del terzino albanese in forza alla Lazio. Una risposta concreta e dovuta che ha accompagnato l’hashtag #iostoconHysaj che ieri ha invaso Twitter, a seguito degli attacchi che il terzino ha ricevuto sui social per aver cantato “Bella Ciao” e, soprattutto, dello striscione apparso due notti fa. I gesti di solidarietà nei confronti di Hysaj non fungono, però, solo come una risposta a quanto successo, bensì è un chiaro segnale che la tifoseria della Lazio, e la squadra stessa, non è (e nemmeno può e deve) essere rappresentata da gesti a cui, delle volte, viene dato un risalto mediatico eccessivo a fronte del vero numero di tifosi e del vero valore della Lazio. laziopress.it

“Ma che volete che ne sappia del valore politico o patriottico di Bella Ciao”. Mario Giuffredi, agente e amico di Elseid Hysaj, protagonista negli ultimi giorni di una spinosa polemica in casa Lazio: “È un ragazzo albanese che pensa solo al calcio – spiega il procuratore nelle parole riportate da Il Mattino – che ha sofferto tanto per arrivare dove è arrivato. Non ha pensato al significato di quel ritornello, al fatto che sia l'inno partigiano della seconda guerra mondiale. Gli piaceva e l'ha cantata. È pure lui adesso scombussolato da tutto quello che sta succedendo attorno. È finito al centro di una questione politica di cui non aveva idea, vuole che i tifosi capitano che gioca a calcio e basta”. tuttomercatoweb.com

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Manca solo l’ufficialità, ma Peruzzi ha fatto la sua scelta sofferta: domani firma la rescissione

Manca solo l'ufficialità, ma Peruzzi ha fatto la sua scelta sofferta. Domani il club manager si presenterà a Formello per siglare la rescissione del suo contratto (in scadenza in realtà fra un anno con opzione sino al 2023) dopo aver ricevuti tutti i premi relativi alla qualificazione in Europa. Ha già chiamato il segretario Calveri per avere tutti i moduli e apporre la sua firma. Purtroppo, non si sana il rapporto con la società ed è questo il retroscena: due giorni prima della presentazione di Sarri, c'era stata una telefonata fra Angelo e Lotito, in cui l'ex portiere aveva chiesto la massima autonomia nel settore di sua competenza senza dover fare mille passaggi per imporre la sua autorità. Peruzzi si aspettava dal presidente una risposta, che non è mai arrivata. Poco ha potuto Sarri, che aveva sentito il club manager tre volte al telefono e sperava di riaverlo il prima possibile nel suo staff. E' difficile che in 24 ore possa rientrare il caso e lui possa tornare indietro nella sua decisione questa volta. Ilmessaggero.it

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Luis Alberto e Felipe Anderson, la “strana coppia” dei desideri di Sarri: insieme solo 5 gare su 76

Mai, o quasi. Luis Alberto e Felipe Anderson si ritrovano insieme alla Lazio. Sono stati compagni di squadra per due anni (2016-17 e 2017-18) sotto la gestione Inzaghi, ma insieme hanno giocato pochissimo. Solo 201 minuti in campionato il primo anno, 220 il secondo. In pratica sono stati in campo contemporaneamente per meno di 5 partite su 76. Inizialmente i problemi di ambientamento di Luis Alberto, che trovava poco spazio, poi l’infortunio agli adduttori rimediato da Felipe Anderson nell’estate del 2017 (restò fuori 4 mesi), qualche problema di coesistenza nel 3-5-2 e la somma è fatta: Inzaghi li ha schierati raramente insieme. Sarri, nel 4-3-3, vorrebbe invece sfruttare la classe di entrambi. Sempre che lo spagnolo si chiarisca con la società e accetti di restare alla Lazio.

In tutto Felipe Anderson e Luis Alberto hanno giocato insieme 13 partite di campionato su 78 (totalizzando appunto 421 minuti totali). Spesso Inzaghi li alternava nel 3-5-2 (in più di un’occasione, nel 2017-18, il brasiliano è entrato a gara in corsa al posto dello spagnolo), solo nel finale di stagione li ha schierati insieme dal primo minuto: è successo alla 30a di campionato con il Benevento, quando la Lazio vinse 6-2 (un gol e due assist per Luis Alberto, un assist per Felipe Anderson), alla 31a con l’Udinese (2-1 per i biancocelesti con gol di Luis Alberto), mentre giocarono insieme per 65 minuti (ma non dall’inizio) alla 33a contro la Fiorentina (vittoria per 4-3 con doppietta e assist per Luis Alberto e gol per Felipe). Insomma, quando hanno avuto tempo per duettare hanno sempre fatto sfracelli. Ora starà a Sarri trovare il giusto equilibrio fra i due. Sempre che la Lazio riesca a confermare lo spagnolo. Altrimenti, ancora una volta, Luis Alberto e Felipe Anderson si sarebbero solo sfiorati. Come successo nei due anni già condivisi in biancoceleste. Quando di fatto non hanno mai giocato insieme. O quasi. Gazzetta.it

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Incontro Luis Alberto-Tare, ora la palla passa a Sarri: arrivo in serata ad Auronzo di Cadore

Luis Alberto é tornato. Il giocatore ha già parlato con il direttore sportivo Igli Tare é stasera intorno alle nove o al massimo alle dieci sarà in ritiro ad Auronzo dove avrà la possibilità di parlare con Sarri. Il giocatore avrà modo di chiarirsi con l’allenatore e iniziare la sua nuova avventura con la Lazio. Ilmessaggero.it

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Luis Alberto rientra, ora confronto con il club e lo spogliatoio: atteso per domani pomeriggio ad Auronzo

AGGIORNAMENTO – Luis Alberto accelera dopo il ritardo, in attesa di definire il suo reintegro in gruppo e soprattutto il suo futuro. Una settimana fa ha diserato il raduno e le visite mediche, tra poche ore dovrà delle spiegazioni al Ds Tare e successivamente al tecnico Sarri, oltre che al gruppo. Che voglia lasciare Roma o no, questo è il suo futuro prossimo, il resto si vedrà. Tutto in poche ore, visto che lo spagnolo è atteso domani pomeriggio nel ritiro veneto. Prima transiterà per la Capitale per recuperare il tempo perso una settiamana fa a livello di visite e per confrontarsi con il club. Radiosei

Luis Alberto pronto a tornare, nel giro di 48 ore dovrebbe fare rientro a Formello. Attenzione ai colpi di scena, perché con il Mago mai dire mai. Ha disertato il raduno, ha perso i primi giorni di ritiro ad Auronzo. Società arrabbiata, Sarri irritato. I motivi della sua assenza? Vari. Il primo: la voglia di lasciare la Lazio. Il secondo: ferie aggiuntive perché nella passata stagione le vacanze erano state corte. Il terzo: è in Spagna per completare un ciclo fisioterapico legato a problemi imprecisati, pubalgia o caviglia dolorante. Di fatto non ha lasciato traccia.Luis è atteso a Roma mercoledì mattina. Dovrà prima di tutto parlare con il ds Igli Tare e chiarire la sua posizione. Poi effettuerà le visite mediche e salvo sorprese andrà in ritiro. C’è Sarri che lo aspetta: si conosceranno e il Mago dovrà parlare ed eventualmente chiedere scusa del ritardo. Lo stesso farà con i compagni. Ci sarà tempo per discutere del futuro, anche perché al momento non si registrano offerte. Interessamenti da parte di Atletico Madrid e Milan, ma nessun passo ufficiale. Lotito lo valuta 60 milioni di euro e non fa sconti. Corrieredellosport.it