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La Figc boccia il trust della Salernitana: “Non c’è indipendenza economica rispetto ai disponenti”. Le modifiche entro Sabato…

I dubbi sono diventati una vera e propria bocciatura. Per la Federcalcio il trust approntato da Lotito e Mezzaroma per uscire dal vicolo cieco della doppia proprietà -Lazio e Salernitana – in serie A, non va bene. O meglio, così non va bene. I punti critici sono almeno tre, ma ci sono due parole chiave che hanno provocato la decisione: mancata indipendenza.

SOLDI E NOMINE- In particolare gli incroci riguardano le regole che legano i due trustee, le figure chiave dell’operazione, ai cosiddetti “guardiani” della proprietà e soprattutto all’amministratore delegato, il generale della guardia di Finanza Ugo Marchetti (che Lotito aveva candidato nel 2017 alla presidenza della Lega), nominato dalla vecchia proprietà. Insomma, un problema di persone e di impalcatura generale dell’operazione. Ma c’è un altro tema: il trust con i due trustee navigherebbe senza in risorse in mare aperto, cioè nel piano si prevede una dotazione economica minima. Uno scenario che renderebbe inevitabile un rapporto di “dipendenza economica” fra i due trustee e la vecchia proprietà. Non è realistico, per i legali incaricati di stilare la relazione, pensare che la sola rata dei diritti televisivi possa garantire l’autonomia necessaria per i sei mesi previsti per trovare un compratore. Nella relazione si legge quindi che “in virtù del processo di scelta delle persone componenti del trust e delle regole previste nella gestione dello stesso” si ritiene che la soluzione prospettata “non sia un vero e proprio ‘blind trust’. È che “non è stata assicurata indipendenza economica al trust rispetto alle società disponenti”.

PROSSIME PUNTATE- E ora? Ora la vecchia proprietà dovrà approntare le dovute modifiche per evitare il rischio che la domanda di iscrizione, presentata regolarmente entro la giornata di ieri, possa essere respinta. La bocciatura arrivata in tempi rapidissimi, in pratica a poco più di tre giorni dalla consegna della documentazione, è segno che si vuole dare il tempo per trovare un’altra direzione e uscire dallo stallo: la scadenza per regolarizzare la posizione scade sabato alle ore 20. I tempi poi saranno veloci: entro il 7 luglio sarà convocato un consiglio federale per analizzare il nuovo piano modificato e prendere una decisione definitiva. Gazzetta.it

 

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Piano Flaminio, le condizioni di Lotito: ma il progetto potrà entrare nel vivo solo dopo le elezioni

Ormai è chiaro: Claudio Lotito vuole il nuovo stadio per la Lazio, e il Flaminio è la terra promessa. Come riporta Il Corriere della Sera, il presidente biancoceleste ha intenzione di accelerare ulteriormente nel suo progetto, ponendo quattro condizioni a riguardo. Anzitutto, la capienza: il Flaminio della Lazio dovrà avere almeno 40.000 posti a sedere, in modo da non creare alcun problema con la UEFA. Al momento, l’impianto da gioco potrebbe ospitare un massimo di 30.000 spettatori.

Seconda condizione, la copertura: uno stadio senza tetto è ormai anacronistico. Si tratta quindi di ampliare lo stadio e coprirlo, due dei principali ostacoli per il progetto di Lotito, dal momento che l’impianto è sotto la tutela della soprintendenza delle Belle Arti.

Le altre condizioni, parcheggi e viabilità, sembrano invece più raggiungibili. Il presidente ne ha già parlato con la sindaca Raggi, che ha mostrato un’apertura a riguardo, ma la questione potrà entrare nel vivo soltanto dopo le elezioni amministrative di questo autunno.

Elezioni in cui diversi candidati hanno inserito il Flaminio nei loro discorsi, alla luce delle condizioni in cui versa l’impianto e all’importanza che avrebbe la sua riqualifica. Tutto, in ogni caso, dipenderà dall’esito delle tornate elettorali. Se il nuovo sindaco accettasse le quattro condizioni poste da Lotito, si potrà fare, e la Lazo avrà il suo nuovo stadio. Altrimenti, si rischia uno stallo che non porterà a nulla. calcioefinanza.it

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Uefa, abolita la regola dei gol in trasferta in tutte le competizioni

Una decisione che era già nell’aria e che è stata formalizzata dal comitato esecutivo nella giornata di oggi: a partire dalle gare di qualificazione 2021/22, in tutte le competizioni Uefa non ci sarà più la regola dei gol in trasferta. “Se le due squadre segneranno lo stesso numero di gol nel computo della doppia sfida – si legge nella nota – l’incontro proseguirà con due tempi supplementari da 15 minuti ciascuno e, se necessario, con i calci di rigore”.

Gol in trasferta, parla Ceferin

“La regola dei gol in trasferta è stata una parte intrinseca delle competizioni UEFA da quando è stata introdotta nel 1965 – ha commentato il presidente Ceferin – Tuttavia, la questione della sua abolizione è stata dibattuta in vari incontri negli ultimi anni. Nonostante non ci sia stata unanimità di opinioni, molti allenatori, tifosi e altri attori del calcio hanno messo in dubbio la sua correttezza e hanno espresso una preferenza per l’abolizione della norma”.

“La regola va contro il suo scopo originale”

L’impatto della regola ora va contro il suo scopo originale in quanto, di fatto, dissuade le squadre di casa – specialmente nell’andata – dall’attaccare, perché temono di concedere un gol che darebbe agli avversari un vantaggio cruciale. Si critica anche l’ingiustizia, soprattutto nei tempi supplementari, di obbligare la squadra di casa a segnare due volte quando ha segnato la squadra in trasferta”.

“Il vantaggio in casa non è più significativo”

È giusto dire che il vantaggio in casa oggi non è più così significativo come una volta. Prendendo in considerazione la coerenza in tutta Europa in termini di stili di gioco e molti fattori diversi che hanno portato a un calo del vantaggio casalingo, il Comitato Esecutivo UEFA ha preso la decisione corretta nell’adottare l’opinione che non sia più appropriato per un gol in trasferta portare più peso di uno segnato in casa”. Corrieredellosport.it

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Reina si prepara per riabbracciare Sarri: via agli allenamenti personalizzati

Pepe Reina pronto ad incontrare sulla sua strada uno dei suoi maestri di calcio: Maurizio Sarri. Il legame è nato a Napoli. Si ritroveranno insieme alla Lazio. Il portiere ha già vissuto un’annata da protagonista con Simone Inzaghi, verrà confermato ancora e ha tutta l’intenzione di rimanere titolare. In porta la situazione non cambierà, con lui ci sarà sempre Strakosha. Pepe è in Spagna con la famiglia. Vacanze sì, ma anche allenamenti personalizzati. Palestra e bicicletta con gli amici. Il prossimo 31 agosto compirà 39 anni, non c’è nessuna voglia di smettere. Vuole farsi trovare pronto per i primi di luglio, quando la Lazio si ritroverà a Formello per i test fisici. Poi la partenza per il ritiro di Auronzo di Cadore. Con Sarri il legame è forte. Insieme proveranno a far volare la squadra. Corrieredellosport.it

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Lazio-Flaminio, si parte: “Proposta importante e seria, investimento da 80 milioni”

La Lazio a lavoro per lo stadio Flaminio. L’idea, lanciata da Claudio Lotito qualche settimana fa, è in piena fase di sviluppo. Tutto vero, si opera verso questa direzione. La conferma arriva direttamente dalle parole di Angelo Diario, presidente della Commissione Sport del Comune di Roma: “Stiamo verificando i vincoli per la fattibilità delle condizioni dette pubblicamente da Lotito (ovvero su copertura, parcheggi, capienza da 40.000 posti e attività commerciali, ndr) che sono necessarie per rendere interessante il progetto”, racconta ai taccuini di Leggo. Diario poi continua: “Si tratta di una proposta importante e seria, che ci ha fatto davvero piacere, anche perché da parte nostra c'è la massima disponibilità: il Flaminio è anche un monumento che però è chiuso da 10 anni e che deve tornare fruibile”.

Il Flaminio rappresenta per i tifosi della Lazio un sogno. Un ritorno a casa. L’idea c’è, ma tutto va velocizzato: “Verificheremo se ci sono le condizioni, poi la palla passerà alla Lazio che dovrà presentare un progetto con una proposta di partenariato. Ma essendoci al 99,9% l'interesse pubblico non vedo impedimenti”, spiega ancora Diario. La Lazio avrebbe lo stadio tutto per se attraverso una concessione a lungo termine per non meno di 30 anni. La proprietà dell’impianto resterebbe comunque del comune. Al momento non si registra nessun sopralluogo da parte del club biancoceleste. E i costi? Diario fa una stima sulle cifre: “La Lazio adesso dovrà fare i suoi conti anche perché parliamo di un investimento importante: il progetto depositato dalla Roma nuoto era di circa 80 milioni di euro e credo che la cifra sia quella in linea di massima. La Lazio vuole accelerare tanto quanto noi che saremmo ben contenti di concludere questo mandato con l'avvio del progetto”. corrieredellosport.it

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Luiz Felipe, tutto per la Lazio: domani a Barcellona per la caviglia, poi Auronzo e rinnovo

Luiz Felipe sarà il perno centrale, insieme ad Acerbi, della futura linea a 4 difensiva della Lazio. Che con Sarri cambierà impostazione, atteggiamento e movimenti dopo cinque anni con Simone Inzaghi. Per questo è fondamentale che tutti comincino a lavorare fin da subito con il nuovo tecnico, che attende la squadra tra l'8 e il 9 luglio a Formello per poi partire per Auronzo di Cadore l'11. In ritiro ci sarà anche Luiz Felipe, che non andrà a Tokyo per le Olimpiadi con il suo Brasile, che l'aveva inizialmente convocato. Lui e un nuovo acquisto (Pezzella, Maksimovic due dei nomi accostati) sarà la coppia di centrali di destra, Acerbi e Radu (vicino al rinnovo) quella di sinistra.

Luiz Felipe ha vissuto un'annata complicata, compromessa all'alba dall'infortunio alla caviglia destra subito nell'amichevole di metà settembre a Frosinone. Il 22 gennaio si è poi operato, per tornare in campo a Firenze l'8 maggio. Il brasiliano classe '97 vuole arrivare pronto all'appuntamento con Sarri e lavorerà nelle prossime settimane per migliorare la condizione della propria caviglia. Con questo obiettivo domani volerà a Barcellona, dove effettuerà un controllo medico e inizierà un ciclo fisioterapico: ha bisogno di svolgere un lavoro diverso per tornare al 100%.

Sullo sfondo c'è il suo rinnovo, che giorno dopo giorno diventa sempre più centrale perché l'attuale contratto è in scadenza nel 2022. Tra pochi mesi, quindi, sarebbe libero di accettare altre destinazioni e lasciare la Lazio a zero. La società vuole evitare una beffa del genere: l'ha presa giovanissimo per 500 mila euro, ora vale 20 milioni. A Formello lo stimano tutti, anche Sarri ha espresso un parere favorevole: ora al ds Tare il compito di chiudere i discorsi già intavolati da tempo. tuttomercatoweb.com

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Lotito non dimentica: Caicedo per l’Inter vale il doppio, Radu potrebbe rinnovare

Lotito non ha intenzioni di fare sconti sul mercato all'Inter, dopo il "tradimento" di Simone Inzaghi, ancora ferita aperta per il presidente della Lazio. Il nuovo tecnico interista vorrebbe portare con sé Felipe Caicedo, ma la richiesta, rispetto ai 4-5 milioni di euro di valore reale del cartellino per tutti i club interessati, è raddoppiata in risposta ai sondaggi nerazzurri. Anche per Radu il futuro potrebbe cambiare grazie all'interesse dell'Inter: ora Lotito pare intenzionato a proporgli un prolungamento biennale dell'attuale accordo. Qualsiasi espediente pur di mettere i bastoni tra le ruote al nuovo antagonista. A riportarlo è Il Messaggero. Tuttomercatoweb.com

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Sarri studia la Lazio: nel bunker di Castelfranco ha analizzato almeno 100 gare. Difesa, torna di moda Nastasic

Immaginatelo con gli occhiali appannati dal fumo, la cenere caduta sul ginocchio, al buio, davanti allo schermo. Da quattro giorni Sarri si è rinchiuso nel bunker di Castelfranco e ha studiato la Lazio nel dettaglio. Si era fatto subito spedire il materiale digitale degli ultimi due anni, ha analizzato quasi cento gare, visionato ogni uomo e singolo movimento. È pignolo, vuole capire come trasformare il 3-5-2 nel suo 4-3-3 già ad Auronzo, decifrare le tempistiche dell’adattamento. Per questo non ha ancora fissato quanto durerà precisamente il ritiro. Eppure ora è pronto a un nuovo confronto con Tare per stabilire le necessità primarie sul mercato: oggi in Toscana può essere il giorno giusto. Già prima della firma gli erano stati promessi almeno cinque colpi da Lotito. Maurizio non mette solo la questione esterni (insieme a Jovetic, Ilicic e Orsolini, c’è pure il 28enne Vincenzo Grifo del Friburgo), dovrà fare la difesa in quattro e vedere chi si adatta meglio al nuovo modulo. Così resta in bilico il veterano Radu, voglioso di restare alla Lazio (rifiutato un mese fa il rinnovo di un anno sotto il milione in attesa almeno dell’opzione per il successivo), nonostante Inzaghi potrebbe trascinarlo in nerazzurro. Si riparte da Acerbi-Luiz Felipe, ma sul brasiliano ci sono valutazioni in corso (legate alla sua fragilità fisica) ed eventuali offerte potrebbero cambiare il suo destino. Sarri ha promesso a Tare che, almeno da riserva, proverà a rilanciare Vavro, costato quasi 12 milioni e di rientro dall’Huesca in prestito.

DUE POSTI
I posti sono ristretti, i soldi pochi, occhio agli scambi o a qualche big da rilanciare. Bisogna avere inventiva con poco più di 25 milioni che entreranno dalla Uefa (qualificazione in Europa League). Al centro serve comunque un’altra prima scelta: lo svincolato di lusso Maksimovic resta nella lista, ma è l’ex viola Matija Nastasic (anche lui assistito da Ramadani) l’ultima idea. Lo Schalke è retrocesso ed è costretto a mettere il 28enne in svendita, l’opportunità può essere colta. Sarri lo stima, può rilanciarlo e sfruttare la sua velocità e potenza. Adesso sono le caratteristiche che mancano in rosa a fare la differenza. Dal Belgio insistono pure per un ritorno di fiamma, danno addirittura a un passo Ahmed Touba, 23enne algerino del Waalwijk, spilungone di un metro e novanta. Era già stato accostato e smentito da Tare a marzo, potrebbe essere una pista segreta. Ilmessaggero.it

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Incognita portiere: Reina rimane, Strakosha in bilico, Kepa ipotesi difficile

Reina sì, Strakosha in dubbio, Kepa difficile. A meno di un mese dall'inizio dell'era Sarri (da programma, salvo cambiamenti con Sarri, il 10 comincerà il ritiro di Auronzo), la Lazio riflette sulla propria porta. La certezza è Pepe Reina, quest'anno titolare 37 volte, che conosce il tecnico toscano e con cui c'è una grande stima reciproca. Lo spagnolo rimarrà, ma ha 38 anni (quasi 39) ed è normale che la società non possa fare affidamento solo su di lui. L'idea è accostargli un portiere di livello. Che possa sfruttare la sua esperienza per crescere e imporsi in futuro come titolare inamovibile. Cragno o Montipò – due nomi accostati nelle ultime settimane – sono profili che corrispondono in pieno a quest'identikit, come Strakosha, che dopo 3 anni da numero uno in questa stagione ha perso il posto alla Lazio proprio in favore di Reina. Un cambio di gerarchie che non è piaciuto all'albanese classe '95, in scadenza nel 2022 e poco orientato al rinnovo di contratto (ha congelato le trattative). Ha richieste dalla Germania e dall'Inghilterra, l'ipotesi di una cessione è molto probabile. Anche perché neanche la Lazio e Sarri sono più convinti al 100% di Strakosha, che comunque sarà valutato da vicino dal nuovo tecnico.

La strada però è segnata e a questo punto il grande interrogativo è: chi prenderà il suo posto? Cragno e Montipò sono due piste in Italia, la prima sicuramente più complicata e costosa, la seconda meno. Ma dopo i vari confronti con Sarri, il ds Tare ha acceso la luce anche su Kepa, 26enne basco del Chelsea, che nel 2018 lo fece diventare il portiere più pagato al mondo sborsando 80 milioni di euro all'Athletic Bilbao. Non ha fatto bene a Londra, dove ha lavorato anche con Sarri, ed è fuori dal progetto di Tuchel. Già a gennaio avrebbe voluto andare via in prestito, può succedere in estate. Vuole giocare e sarebbe disposto ad accettare la Lazio. L'operazione rimane molto complicata, anche se si tratterebbe di un prestito (come Loftus-Cheek), per via dei costi molto alti: il Chelsea dovrebbe infatti farsi carico almeno di una parte dell'altissimo e surreale ingaggio di Kepa (8,5 milioni di euro).

Tuttomercatoweb.com

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Lazzari, ora la sfida da vincere è diventare terzino

La sua corsa in teoria è un valore aggiunto, a prescindere dalla posizione. A Manuel Lazzari basterà farla partire da qualche metro più dietro, prendendo le misure e orientando-si con le nuove distanze dai compagni di squadra. Ci dovrà lavorare, quello è chiaro. Ma con un maestro di calcio vecchia scuola come Maurizio Sarri a fare da guida, non dovrebbe essere così diffi cile adattarsi a una "nuova dimensione". Per adattarsi al "sarrismo" dovrà modificare qualcosa, mettendo le sue straordinarie doti atletiche a disposizione di un nuovo concetto di gioco. Di certo i mezzi non gli mancano, così come l'umiltàe l'intelligenza per mettersi alla prova con una nuova sfida. Anche perché ci sarà una guida come l'allenatore napoletano (toscano d'azione) a indicargli la via per iniziare un nuovo capitolo della sua carriera. Lazzari non ha mai avuto problemi nel mettersi in gioco, d'altronde si tratta di un calciatore che – allo stesso modo di quan-to accaduto per Sarri in panchina – ha fatto realmente tutta la gavetta prima di approdare ad alti livelli. Ha scalato categoria dopo categoria, correndo a più non posso e sfruttando in ogni contesto la sua eccezionale dote, quella della velocità. .[…] Corrieredellosport.it