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E i giocatori tirano la volata al Comandante. Reina entusiasta

La Lazio, dopo l'addio di Inzaghi, è alla ricerca del suo nuovo condottiero. Anzi, comandante, è il caso di dire, visto che i contatti con Maurizio Sarri sembrano ben avviati. L'ex tecnico di Napoli, Chelsea e Juventus sembra essere il prescelto dalla società e anche lo spogliatoio approverebbe questa mossa. Inzaghi aveva instaurato un rapporto speciale con l'intero gruppo e i big, rivela il Corriere dello Sport, hanno chiesto una risposta importante alla società dopo questa perdita. Pepe Reina sarebbe entusiasta di ritrovare il tecnico toscano che lo ha già allenato con i partenopei.

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Superlega, interviene la Corte di Giustizia UE: i club al contrattacco con la UEFA

Dopo gli attacchi della UEFA, da ultimo quelli mediatici del presidente Ceferin, e l’apertura di un procedimento disciplinare nei loro confronti, i club della Superlega passano al contrattacco. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha infatti reso noto di aver ricevuto la citazione a giudizio di UEFA e FIFA per possibile violazioni delle norme anti-concorrenza dell’Unione Europea. Il caso, nato dal rinvio pregiudiziale del tribunale di Madrid che nei mesi scorsi ha già concesso una sospensiva ai club della Superlega, è incardinato col numero C-333/21: non è stato quindi dichiarato manifestamente inammissibile e sarà giudicato dall'organo comunitario.

Con un comunicato ufficiale, la UEFA prende posizione in merito all'entrata in scena della Corte di Giustizia dell'Unione Europea dopo che i club della Superlega hanno chiesto l'intervento per possibili violazioni delle norme anti-concorrenza: "La UEFA prende atto dell'annuncio da parte della Corte di Giustizia dell'UE del riferimento da parte di un Tribunale di Madrid sulla cosiddetta European Super League, nonostante il ritiro di nove dei suoi club fondatori. La UEFA ha fiducia nella sua posizione e la difenderà con forza".

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Ora il rebus tattico: proseguire il lavoro di Inzaghi o dare vita alla rivoluzione?

Organico costruito da molti anni per il 3-5-3: l’idea è continuare ma i tecnici in ballo giocano a 4. Come riportato dal Corriere dello Sport, dalla stagione 2016-17 la Lazio è abituata a giocare nella difesa a ”3”, modulo in cui ha creduto sempre il ds Tare. Tra tutti i nomi di possibili allenatori, l’unico che rientrerebbe in questa scelta tecnica è Mazzarri. Non sarebbe facile cambiare tutto in una sola estate, considerando che per anni la società biancoceleste è stata costruita acquistando esterni di centrocampo, i cosiddetti ”quinti”, tanto citati da Inzaghi. In ogni caso, l’addio di Simone blocca il mercato, quanto meno i piani d’azione. Nell’ultimo vertice con Inzaghi erano stati concordati almeno cinque rinforzi: due difensori (priorità del mercato), un esterno, un terzino sinistro e un’alternativa a Correa (il possibile ”big” da sacrificare). Laziopress.it

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I tifosi si sentono traditi, scritte contro Inzaghi a Formello

Non è andato giù neanche a qualche tifoso della Lazio l'addio di Simone Inzaghi, con i sostenitori biancocelesti che, a Formello, hanno scritto sui muri: "Inzaghi traditore, servo del calcio moderno". Tuttomercatoweb.com

“I laziali gli hanno dato fiducia fin dall’inizio. Lo hanno sempre amato, fino all’ultimo. L’errore non é essersene andato, ma come se ne è andato. Ha tradito il popolo, non il padrone. E il popolo che non se lo merita non dimentica”. Ecco uno dei tanti commenti sui social dei tifosi della Lazio rivolti a Simone Inzaghi. Sostenitori prima euforici per il rinnovo, poi spaesati, alla fine arrabbiati. Tutto in ventiquattro ore: l’appuntamento con Lotito, i sorrisi, la firma vicina. E dopo l’interessamento dell’Inter e il dietrofront. Momenti che rimangono. Sui social, nelle radio, i tifosi si sfogano. L’allenatore-bandiera va via, ma non sembra questo il male peggiore. Ma il modus operandi in cui l’addio è maturato. “Caro Simoncino, anche tu sei stato un traditore della Lazio”, scrive un sostenitore. E ancora: “Dici sì alla Lazio, poi all’Inter. Questo è stato il tuo errore”“Non sei stato di parola”. Tutti contro Inzaghi: “21 anni con noi, 21 minuti per girarci le spalle. Un uomo che vale quanto la sua parola”. Commenti caldi, dettati dal momento. Finisce così la storia amore con il giocatore-allenatore. E uno dei tanti commenti fa da sipario: “In bocca al lupo mister. Ti auguro di prendere quattro gol a Lazio-Inter e di andare a casa con una bordata di fischi!”. The end. Corrieredellosport.it

 

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Da “faremo grandi cose” a “porterò la Lazio mel cuore”: il ripensamento di Simone

Come riportato da Il Messaggero, poche ore prima Inzaghi, dopo aver lasciato Formello aveva dichiarato, intercettato a mezzanotte sotto i cancelli di casa sua a Parioli: ”Si tutto ok, resto e sono felice, è stata una bellissima serata, ci voleva, faremo una bella squadra, ci sarà da lavorare, ma sono contento che tutto si sia sistemato. Ho preso la decisione giusta, la Lazio era quello che volevo, restare qui era il mio obiettivo. La firma? Ancora non c’è stata, ma lo farò domani mattina, siamo d’accordo su tutto e io sono felice. I dissapori con Tare? Ma con Igli siamo fratelli, è tutto a posto ora, ci siamo visti anche il giorno prima io e lui. Gli devo molto. Sono contento perchè abbiamo parlato di tutto, con Lotito anche, è stata una bellissima serata”.

Ieri mattina, invece, il dietrofront e il saluto ai tifosi biancocelesti: ”Mi porterò la Lazio nel cuore”. Laziopress.it

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Da Villa San Sebastiano a Formello, la nuova Lazio riparte da Inzaghi: accordo fino al 2024

AGGIORNAMENTO ORE 00,05 – Le storie, quelle piene d’Amore, fanno giri immensi ma non finiscono! Incontro finito a Formello, divergenze appianate, accordo trovato sia dal punto di vista economico che sul progetto tecnico. Simone #Inzaghi e la #Lazio, avanti fino al 2024 a 2,2 milioni a stagione! 
 

AGGIORNAMENTO 21,45 –  È durato un’ora il "primo tempo" del vertice Inzaghi-Lotito per definire la permanenza (o meno) del tecnico sulla panchina della Lazio. Il "secondo tempo" andrà in scena tra pochi minuti in un ristorante romano, dove i due si ritroveranno a cena per continuare a discutere del rinnovo contrattuale dell’allenatore. Le sensazioni sono positive, in caso contrario i due non sarebbero andati a cena assieme. Ma è presto per dire che le divergenze si sono tutte appianate. Oltre che sull’aspetto economico l’intesa va trovata pure sul versante del progetto tecnico per le prossime stagioni. Le parti si sono notevolmente avvicinate, ma c’è ancora da discutere. gazzetta.it
 

AGGIORNAMENTO ORE 21,00 – Inzaghi via dalla villa: "Andiamo a cena" –Simone Inzaghi è uscito da pochi minuti da Villa San Sebastiano, dove ha incontrato il presidente della Lazio Claudio Lotito per parlare del futuro. Faccia sorridente per il tecnico biancoceleste, con l'incontro che riprenderà tra poco, visto che il diretto interessato ha affermato: "Stiamo andando a cena". Tuttomercatoweb.com

AGGIORNAMENTO ORE 18,00 – Appuntamento confermato: Simone Inzaghi ed il presidente Lotito sono arrivati a Villa San Sebastiano. Un tifoso: “Presidente confermi il mister!”

AGGIORNAMENTO ORE 17,40 – Depistaggi e conferme: l'incontro tra il presidente Lotito ed Inzaghi andrà in scena a Villa San Sebastiano, malgrado il numero uno del club abbia lasciato i propri uffici verso le 17,00. Tornerà alla base nei prossimi minuti, quando sarà raggiunto anche dal tecnico piacentino. Al vertice prenderà parte anche il Ds Tare.

AGGIORNAMENTO – Villa San Sebastiano, in attesa del vertice tra Inzaghi e Lotito, un tifoso lancia un messaggio chiaro: "Inzaghi a vita"

'NMM' – ALBERTO ABBATE (Il Messaggero): "Non mi arrivano conferme certe del sondaggio dell'Inter per Inzaghi. Certo che, se fosse reale, il tecnico si presenterebbe davanti a Lotito con argomenti diversi. Lotito, intanto, è appena arrivato a Villa San Sebastiano, mentre il direttore sportivo Tare ha lasciato Formello all'ora di pranzo. L'incontro con Inzaghi è previsto per il tardo pomeriggio: il club si aspetta anche le scuse per le dichiarazioni rilasciate dopo la gara con il Sassuolo"

 

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Peruzzi pronto al rinnovo: ma vorrebbe avere più voce in capitolo

Angelo Peruzzi pronto a prolungare con la Lazio un contratto in scadenza nel giugno del 2022: secondo il Messaggero l'attuale club manager biancoceleste è pronto a incontrare il patron Lotito e mettere a tacere tutte le voci su possibili dimissioni circolate nei giorni scorsi. La richiesta del dirigente laziale sarebbe però di avere più voce in capitolo circa le decisioni in seno al club. tuttomercatoweb.com

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In caso di divorzio con Inzaghi: restano Mihajlovic e Sarri

Dopo tanta attesa, oggi dovrebbe arrivare la svolta in casa Lazio: mesi e mesi a posticipare un incontro che oggi avverrà tra mister Inzaghi ed il presidente Lotito, per stabile insieme il futuro dell’allenatore e della squadra biancoceleste. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, dopo l’opzione-Gattuso uscita nei giorni scorsi, la conferma del tecnico piacentino sembra essere l’ipotesi più probabile. Fino a ieri l’appuntamento fissato sembrava dovesse servire per i saluti, mentre ad oggi filtra ottimismo circa la permanenza di Inzaghi sulla panchina laziale; nelle ultime ore ci sarebbero stati contatti che hanno rasserenato le parti. Nella possibilità che qualcosa andasse in un’altra direzione, i nomi da tenere in considerazione sono: Mihajlovic e Sarri.

laziopress.it

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Vertice per il futuro, al vaglio anche la posizione di Tare

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il summit di domani tra Lotito e Inzaghi non coinvolgerà solo il presidente e l'allenatore ma sarà alla presenza anche di Igli Tare storico ds laziale. Per la prima volta il suo ruolo è messo in discussione dopo 12 stagioni in biancoceleste e anche se difficilmente Lotito lo lascerà partire prima della scadenza del contratto (fino al 2023 a 2 milioni a stagione), il patron cercherà di capire quanto il dirigente albanese possa e voglia dare ancora alla Lazio. Domani si capirà meglio tutto.tuttomercatoweb.com

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Lazio, senza Simone Inzaghi un salto nel buio

Se non ci saranno ribaltoni dell’ultima ora, la grande storia d’amore tra Simone Inzaghi e la Lazio si è conclusa domenica notte a Reggio Emilia. Ventuno anni da Libro Cuore, ma soprattutto cinque da top manager, considerando il rapporto tra il valore complessivo della squadra (titolare) e i risultati raggiunti: 2 Supercoppe, 1 Coppa Italia, 1 finale persa, 4 qualificazioni all’Europa League, 1 qualificazione in Champions, 12 vittorie consecutive in casa e, soprattutto, un sogno da scudetto interrotto solo dalla pandemia. A marzo dell’anno scorso la Lazio stava volando, aveva battuto per due volte la Juve di Sarri ed era impegnata in una sola competizione, situazione ideale per un allenatore che poteva contare solo su dodici o tredici giocatori. Poi, il crollo alla ripresa, i big a pezzi e i loro sostituti assolutamente inadeguati, come accade da anni e come è accaduto nella stagione che si è appena conclusa, nonostante il presidente Lotito avesse stanziato quasi 40 milioni per rinforzare la rosa. Soldi spesi per un attaccante indecifrabile come Muriqi, due gol e una serie di partite inguardabili da titolare nelle ultime giornate, Fares, esterno chiesto dal tecnico per dimenticare i flop di Jony e Durmisi sulla corsia sinistra, Akpa Akpro, Kiyine e Anderson, tre giocatori della Salernitana che andava finanziata per la scalata alla serie A, Pereira e due giocatori a costo zero, Hoedt e Musacchio, che sono andati a fondo appena c’è stato bisogno di loro. Se davvero è finita la sua avventura alla Lazio, a Inzaghi resterà il rimpianto di non essersi battuto per una campagna acquisti diversa dopo il salto in Champions: il crollo nel finale della stagione scorsa aveva aperto grandi interrogativi sulla difesa, tanto che il ds Tare aveva trattato a lungo Kumbulla prima di destinare all’improvviso una cifra colossale (per il club) sull’acquisto di Muriqi, destinato comunque a restare all’ombra di Immobile, Correa e anche di Caicedo, che dopo Muriel è stato per anni la miglior terza punta del campionato. Inzaghi, aziendalista e innamorato della Lazio, si è adeguato come sempre e adesso è costretto a pagare il conto per una squadra che ha conquistato tre trofei ed è rimasta sempre tra le prime sei-sette posizioni quando è scesa in campo con le sue stelle. Ci riferiamo soprattutto a Luis Alberto, Milinkovic e Immobile, i grandi colpi del ds Tare su cui è nata una Lazio vincente. Colpi ormai datati, dopo i quali sono arrivati nel gruppo dei titolari solo Acerbi, Lazzari e Marusic: per il resto, soltanto brutte controfigure dei titolari. Adesso Lotito vuole correre il rischio di cambiare tutto, ma chi meglio di Inzaghi può gestire la squadra di un club che non ha mai cercato di fare il vero salto di qualità? Inserito nelle dinamiche più difficili, Simone per il presidente è stato a lungo anche un parafulmine, grazie al suo amore per la Lazio e al suo rapporto con la piazza. Niente da eccepire sul valore di Gattuso, sia chiaro, ma le perplessità sull’adattabilità di un tecnico che gioca in modo completamente diverso da Inzaghi sono davvero tante: la Lazio, come tutte le altre società, non naviga nell’oro e non sembra avere la forza economica per rilanciare cambiando una decina di giocatori. Potrebbe sacrificare una stella (Milinkovic) o due (Correa) e reinvestire l’incasso, ma sarà sufficiente per ripartire? Quali sono gli esterni in grado di ricoprire i ruoli di Insigne e Politano nel Napoli? Chi sarà l’erede di Lulic, destinato ad un doloroso addio? E ancora, chi saranno il centrale accanto ad Acerbi e il successore di Leiva? Gattuso, più di quanto ha fatto Inzaghi, riuscirà a dettare la linea per evitare che tante altre comparse sbarchino a Formello? Domani è il giorno decisivo, chissà che il faccia a faccia con Simone non consigli a Lotito di evitare un salto nel buio. Corrieredellosport.it