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Rivoluzione Lotito: big perplessi, per il cambio tattico servono attaccanti esterni ed interventi mirati

Sono tanti i fedelissimi di Inzaghi: giocatori cresciuti con lui, altri consacrati grazie al tecnico, altri ancora rinati con il suo aiuto. Da Immobile a Luis Alberto, passando per Milinkovic e Acerbi. Un gruppo solido quello del mister che in questi giorni sta pensando a quello che sarà il futuro della panchina laziale. Come sottolinea il Corriere dello SportInzaghi ha puntato sul 3-5-2; il nome dell’eventuale sostituto dell’allenatore laziale è Gattuso, che ha sempre puntato invece sul 4-2-3-1 o sul 4-3-3. Stando alle prime indiscrezioni, l’ex Napoli adatterebbe Lazzaricome esterno basso, ma a sinistra chiederebbe un acquisto. Mancano anche esterni offensivi: servirà quindi una rivoluzione in casa laziale. Laziopress.it

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Rewind Inzaghi, i suoi anni alla Lazio: “L’ho presa a Norcia, ora…”

Prova a tenersi stretta la sua Lazio, Simone Inzaghi. Lo fa mostrando tutti i risultati ottenuti nella sua era. Mette tutto sul tavolo della trattativa del rinnovo con patron Lotito: all-in. “Sono stati cinque anni uno meglio dell'altro. Ho preso una squadra ottava, contestata e in ritiro a Norcia. Ora siamo in Europa per il quinto anno consecutivo”, le parole dell’allenatore dopo aver chiuso la stagione con il Sassuolo.

Inzaghi, allenatore record per la Lazio

Simone è diventato allenatore con la Lazio. Cresciuto a Formello dopo la militanza da giocare e i trofei vinti. Dopo la prima stagione (2015-2016) in cui guida la squadra per le ultime 7 giornate (4 vittorie e 3 sconfitte), ha diretto la squsdra per altri 4 campionati. Questo è il quinto. La sua è una storia d’amore e di successi. Lo dicono i numeri. Da dove iniziare? Sicuramente dal record di presenze sulla panchina biancoceleste. Nessuno come lui. Tecnico bandiera, appoggiato ed esaltato dai tifosi. Due Supercoppe italiane (2017 e 2019), una Coppa Italia (2019). Praticamente sempre in Europa, con l’accesso in Champions League dopo 13 anni nel 2020. Un cammino interrotto solo agli ottavi contro il Bayern Monaco. In biancoceleste, dal 2016 (anno in cui prende in mano la squadra ufficialmente), ha una media punti di 1,78. 

L’annata conclusa potrebbe essere l’ultima

“Sono stati cinque anni uno meglio dell'altro”, ha commentato l’allenatore. In questa stagione alti e bassi tra infortuni e l’impegno europeo. Ma il cammino in Champions è stato soddisfacente. Nel campionato invece, il sesto posto lascia rammarico perché l’obiettivo era altro. Eppure Inzaghi si porta dietro un altro record: dodici vittorie consecutive in casa. Mai nella sua storia la squadra aveva raggiunto questo traguardo. A Reggio Emilia, chissà, potrebbe essere stata la sua ultima panchina con la Lazio. 

La lazialità di Inzaghi

I tifosi guardano sì i numeri, i trofei, ma anche certi comportamenti. Inzaghi è un portabandiera da 21 anni. I successi e lo scudetto del duemila, poi l’esperienza da allenatore. Quella maglia biancoceleste è diventata una camicia e una cravatta. Oggi corre ed esulta insieme ai suoi giocatori. Piace questo di lui. Grinta e voglia di vedere la Lazio sempre vincente. Le immagini del suo abbraccio a Caicedo, nel gol che è valso il pareggio con la Juve all’ultimo secondo, sono girate sui social per settimane. E poi il rapporto con Immobile, re del gol, con Luis Alberto, coccolato e strigliato allo stesso tempo facendolo diventare un mago. A breve conoscerà il suo futuro. Lui intanto ripensa a tutto ciò che è stato. Una storia d'amore lunga, tortuosa, bella. Forse ai titoli di coda, ma la parla fine non c'è ancora.

 

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Tamponi, la Procura di Avellino conferma: nessuno scambio di provette

Nelle ultime ore sono giunte novità sul caso tamponi. Come riportato dal Corriere dello Sport, la perizia con i risultati del Dna è stata depositata nei giorni scorsi alla Procura di Avellino e la professoressa incaricata, Paola Salvatore ha confermato: nessun imbroglio, nessuno scambio di provette o di tampone.

Il Dna di Immobile, Leiva e Strakosha (di cui si discuteva la positività prima della partita con la Juventus dello scorso 8 novembre) è lo stesso rivenuto sui tamponi su cui la Procura di Avellino sta indagando da mesi. Emerge quindi la totale corrispondenza dei referti che appartengono ai giocatori della Lazio. Se il presidente del Torino Cairo continua ad alimentare dubbi e sospetti, si tratta di un altro punto a favore del Laboratorio Futura Diagnostica e ovviamente della buona fede del club biancoceleste, i cui tesserati non sono nel registro degli indagati. L’inchiesta è quindi in dirittura di arrivo anche se ora spetterà ai magistrati archiviare il caso, chiedere un’ulteriore proroga alle indagini oppure chiudere il procedimento con un rinvio a giudizio. Laziopress.it

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Solo 2 gol su 61 e rendimento insufficiente: il mercato della Lazio ha fatto flop e non solo quest’anno

Riflessioni in corso. Nelle ultime settimane, ottenuta la qualificazione in Europa League e svanito l'obiettivo Champions, la Lazio ha staccato la spina. Persa la partita con la Fiorentina (2-0) lo scorso 8 maggio, i biancocelesti hanno improvvisamente faticato tremendamente a segnare. Zero gol con la Roma, zero con il Torino, uno solo con il Parma già retrocesso. Tre gare nelle quali Vedat Muriqi, l'acquisto principale della scorsa sessione estiva di mercato (pagato circa 20 milioni, ne prende 2 netti di ingaggio), ha giocato titolare. E proprio qui sta il problema della Lazio: gli acquisti degli ultimi anni non incidono. A differenza di quanto succede nelle altre squadre che ambiscono a un posto in Champions.

Le statistiche, in tal senso, sono chiare: nel campionato in corso la Lazio ha segnato 61 gol, solo due sono arrivati dai nuovi acquisti. In pratica i giocatori che la Lazio ha preso per rinforzare la rosa in vista di questa delicata stagione (la prima con l'impegno Champions dopo 13 anni) hanno realizzato solo il 3,2% dei gol. Poco, specie se si considera che in estate si è investito parecchio per l'attacco e che nelle altre squadre, in tal senso, i nuovi arrivati danno un contributo nettamente maggiore in zona gol. Nella Juventus, per esempio, anche in un anno deludente per la squadra, i vari Chiesa (7 gol), Morata (9 gol), McKennie (5), Kulusevski (4) e Arthur (1), hanno segnato 26 delle 73 reti totalizzate dalla squadra (vale a dire il 35,6%). Dall'Inter al Napoli, passando per Roma, Atalanta e Milan la media gol dei giocatori acquistati (o riscattati) in estate non incide mai meno del 14,1% sul totale delle reti delle rispettive squadre, ma nel più dei casi si assesta fra il 20 e il 35%. Lontano dal 3,2% dell'apporto che hanno dato gli acquisti biancocelesti. Non basta però, perché anche nella passata stagione la Lazio in tal senso ha faticato: con Lazzari, Jony e Vavro che sono rimasti a secco, nella passata stagione l'unico neoacquisto a segnare fu Adekanye. Sua l'unica rete (sulle 79 totalizzate dai biancocelesti in campionato) segnata da un nuovo acquisto (1,2% sul totale della squadra). Troppo poco per essere soddisfatti.

Se è vero che parlare solo dei gol segnati dai nuovi acquisti può essere fuorviante (ma il solo Manolas, difensore, l'anno scorso, nella sua prima stagione a Napoli, ha segnato più di quanto fatto da tutti gli acquisti della Lazio nel loro campionato d'esordio in biancoceleste fra il 2019-20 e il 2020-21), è anche vero che la Lazio sull'attacco ha investito pesantemente e che pure nella media voto i nuovi arrivati sono insufficienti. Stando ai voti raccolti durante l'anno sulla Gazzetta, Muriqi e Fares, i due giocatori più pagati nell'ultima sessione di mercato, arrivano solo al 5,39 (entrambi), Escalante non va oltre il 5,82, Pereira il 5,67 (come Akpa-Akpro) e Hoedt, il peggiore (e infatti recentemente tagliato dalla lista del campionato) a 5,29. L'unico a raggiungere la sufficienza stiracchiata è Reina (6,03), che non è un giocatore di movimento. Medie voto lontane da quelle dei vari Milinkovic (6,35), Immobile (6,23) e Luis Alberto (6,12), tutti ottimi acquisti ma ormai un po' datati nel tempo. Il mancato raggiungimento della Champions, dunque, è anche da ascrivere al poco apporto del mercato. E in casa Lazio ci si chiede il perché. Riflessioni in corso.

Gazzetta.it/Elmar Bergonzini

 

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Immobile-Cairo al veleno: “Offese ed infamie nello spogliatoio”. Il granata: “So chi è Ciro…”

Tensione in campo durante una partita che ha regalato molte emozioni, e nel post partita. Attorno alla mezzanotte, Ciro Immobile ha postato sui suoi account social un lungo messaggio per respingere alcune accuse che a suo dire avrebbe avuto a fine partita: "Tutti sanno chi è Ciro Immobile. Dentro il campo, e soprattutto fuori. Posso accettare le critiche al calciatore, non gravi offese diffamatorie all’uomo che sono – ha scritto -. Soprattutto se quest’ultime arrivano da dirigenti del mondo del calcio. Al termine della partita di questa sera il Presidente del Torino Urbano Cairo mi ha raggiunto all’ingresso dello spogliatoio della Lazio iniziando ad offendermi, a scagliarsi verbalmente nei miei confronti rivolgendomi gravi accuse infamatorie, accusandomi di aver giocato la partita con "il sangue agli occhi", e altre cose riguardanti anche la gara d’andata di questo campionato disputata contro il Torino, arrivando perfino a dirmi che ho giocato quella gara positivo al Covid". E ha aggiunto: "Non smetterò mai di ringraziare il Presidente Cairo per avermi dato la possibilità di consacrarmi nel Torino come calciatore, ma non posso sorvolare su un episodio che oltrepassa la dimensione calcistica. Tutti sanno chi è Ciro Immobile; un calciatore, sì, ma soprattutto un uomo rispettoso delle regole e dei principi della lealtà. Non posso tollerare ingiurie ed infamie che diffamino, senza alcun valido motivo, la mia persona".

La risposta di Cairo

Sempre sui social la replica di Urbano Cairo, che non smentisce la versione del giocatore della Lazio, ma attaccando precisa: "Ciro Immobile mi ha attaccato dal suo profilo Instagram dopo la partita con la Lazio. Ho risposto al suo post e pubblico il testo anche qui. Ciro Immobile mi accusa di averlo affrontato a fine gara e sostiene che tutti sanno chi è Ciro Immobile. Ebbene…Anch'io so chi è Ciro Immobile. Un calciatore che è venuto al Torino dopo un campionato deludente al Genoa per rilanciarsi. Ventura gli ha dato fiducia e lui ha fatto bene al Toro. Io pensavo che rimanesse volentieri almeno un altro anno e lui, Ciro Immobile, inveceha fatto il diavolo a quattro per andare al Borussia Dortmund. Ha avuto un altra stagione deludente e il Borussia lo ha prestato al Siviglia. Anche lì, Ciro Immobile, non è andato bene e allora mi ha telefonato e mi ha chiesto per favore di tornare al Toro. Io, che gli ero affezionato, l'ho accontentato. Ha fatto un girone di ritorno non molto brillante, ma io che ci tenevo molto a lui, lo avrei voluto riscattare comunque. Ma lui, Ciro Immobile, questa volta non mi ha chiamato personalmente, ma mi ha fatto dire dal suo procuratore che per motivi personali non poteva restare a Torino. E allora non l'ho riscattato perché ho capito chi è Ciro Immobile…". Skysport

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Inzaghi-Lazio, crescono i dubbi. Gattuso avanza

Gennaro Gattuso ha detto no a Rocco Commisso, almeno per ora. L’attuale allenatore del Napoli era in cima alla lista della Fiorentina ma non è ancora convinto del progetto tecnico viola. Oppure c’è anche dell’altro? Il suo nome in questo periodo va molto di moda, come riporta questa mattina La Gazzetta dello Sport. Gattuso sembra più orientato verso altri lidi, più solidi. Il suo procurate, Jorge Mendes, è lo stesso che ha accomodato Mourinho sulla panchina dellaRoma. Avere due allenatori sulle due panchine romane è una possibilità concreta, che stuzzica. Ma la Lazio segue anche altri profili, anche se quello di Rino sembrerebbe essere uno dei favoriti. Laziopress.it

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Nervi tesi all’Olimpico: diverbio fra Cairo e la dirigenza della Lazio. Il patron granata portato via

Tensione al termine della gara dell’Olimpico fra Lazio e Torino, che ha sancito la salvezza della squadra granata. Al fischio finale infatti il patron dei piemontesi Urbano Cairoè stato portato via dalla sicurezza dopo aver avuto un diverbio piuttosto acceso con la dirigenza laziale. Segno che i rapporti fra i due patron continuano a essere tesi come durante il corso della stagione. Lo riferisce Lazio Style Radio. Tuttomercatoweb.com

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Immobile-Belotti, eurosfida del gol

Rivali in campo e amici fuori il rettangolo verde: Ciro Immobile e Andrea Belotti oltre ad aver formato in passato la coppia d’attacco granata, sono anche compagni in Nazionale. Come sottolinea il Corriere dello Sport, la sfida questa sera passerà dalle loro marcatore: all’andata entrambi sono andati in gol. Immobile ha segnato 7 reti in 10 partite al Toro, 5 nelle ultime 4 sfide. Belotti contro i biancocelesti è andato in gol 4 volte, di cui 3 su rigore. Laziopress.it

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Inzaghi per il fratello, Lotito per il “nemico”: le motivazioni di Lazio-Torino

Il derby, gli Inzaghi e Lotito vs Cairo. Se tre indizi fanno una prova, il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, può stare tranquillo: la Lazio oggi con il Torino giocherà una partita vera. Il numero uno dei campani, in lotta per la retrocessione con i granata, aveva esternato dei timori per l’atteggiamento che avranno i biancocelesti, ormai senza stimoli di classifica e delusi per il mancato piazzamento Champions. Una preoccupazione lecita, se si considera il modo in cui la Lazio è entrata in campo contro Parma e Roma. Ma proprio in virtù delle ultime due deludenti prestazioni, Vigorito deve essere sicuro che oggi la Lazio “onorerà il campionato”, come ha detto Simone Inzaghi. Dopo aver fallito l’obiettivo quarti posto, a Formello nessuno è stato risparmiato dalle critiche: dirigenza, staff, giocatori. Sono finiti tutti sott’esame e la gara odierna può essere l’occasione giusta per iniziare a voltare pagina. Anche perché la squadra biancoceleste, che il 2 marzo era all’Olimpico per aspettare invano l’arrivo del Torino, è rimasta amareggiata e scottata per la vicenda. E la vuole chiudere definitivamente con una vittoria sul campo.

Ci sono altre due ragioni che rendono ricca di stimoli la gara odierna. Ovviamente il primo riguarda Simone Inzaghi, che vuole regalare al Benevento del fratello Pippo l’ultima occasione per raggiungere la salvezza. Se il Torino dovesse infatti fare un punto oggi all’Olimpico, il Benevento sarebbe matematicamente retrocesso. Altrimenti si giocherà tutto nello scontro diretto di domenica proprio in casa dei granata. Simone e Pippo sono molto legati, quasi in maniera viscerale, e c’è da mettere la mano sul fuoco che il tecnico della Lazio chiederà il massimo impegno al suo spogliatoio. Come ha fatto il presidente Lotito, ieri sera nel ritiro biancoceleste per ribadire alla squadra di non mollare.

tuttomercatoweb.com

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Muriqi, ultimo appello con il Torino

Sarà l’ultimo appello per Vedat Muriqi. Domani sera, contro il Torino, l’attaccante kosovaro avrà una nuova chance nella Lazio. Da titolare causa le condizioni di Caicedo e Correa. Dal primo minuto come nel derby quando Muriqi, con un’altra prova molto grigia, è diventato il simbolo di un mercato incompiuto che ha lasciato tracce pesanti sulla stagione biancoceleste. Un solo gol in 25 presenze di campionato di cui appena cinque da titolare. Compresa la Champions, in campo per 32 volte. Per un totale di 1.002 minuti con due reti in totale. Uno score decisamente inferiore alle aspettative al suo arrivo nella scorsa estate dal Fenerbahce. Con un’operazione costata sui 20 milioni di euro per avere un’alternativa a Immobile come goleador o anche un’opzione in più per dare all’attacco una torre per il gioco aereo. Il campo però ha mostrato una punta bloccata da tante difficoltà. All’inizio guai muscolari legati a un infortunio subito in Turchia prima del suo passaggio alla Lazio, poi i problemi col Covid e un ambientamento tattico mai superato. Il tutto in un contesto che ha lasciato parecchie perplessità pure sul piano caratteriale.

Muriqi ha avuto varie possibilità per imporsi. Spesso preferito nelle gerarchie pure a Caicedo, che però alla resa dei conti si è rivelato più redditizio anche sul piano realizzativo. Contro la Roma oltre a non aver inciso in fase conclusiva, è apparso avulso dal gioco biancoceleste. Tanta amarezza sul suo volto quando al 13’ della ripresa Inzaghi lo ha avvicendato con Andreas Pereira, proprio nella fase in cui la Lazio provava l’assalto per il pareggio. Contro il Torino verrà rilanciato dal via. Ultima chiamata per dare segnali sul suo valore nella Lazio. Ha un contratto con il club biancoceleste sino al 2025, ma le possibilità di permanenza a Roma si stanno riducendo di giorno in giorno. Domani sera Vedat Muriqi sarà all’ultimo appello per rientrare nel futuro prossimo la Lazio.

Gazzetta.it