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Accordo Dazn-Cairo, le gare di A saranno trasmesse anche sul digitale terrestre

Una novità importante per il futuro del calcio in tv. Dopo l'acquisizione dei pacchetti 1 e 3 dei diritti tv, che permetteranno di trasmettere tutte le 10 partite di Serie A ogni week-end (di cui 7 in esclusiva), Dazn è pronta a un'altra significativa svolta. Come riporta Milano Finanza, infatti, la piattaforma streaming ha raggiunto un'intesa con la Cairo Communication per l'acquisto di due canali sul digitale terrestre. L'accordo, da 3 milioni di euro all'anno, consentirà l’utilizzo della banda sul multiplex di proprietà di Cairo per la creazione di due canali digitali play di backup all’offerta di Dazn.  La fruizione del servizio, dunque, non avverrà tramite internet ma tramite digitale, diminuendo lo scarto temporale tra evento e messa in onda e garantendo una stabile trasmissione in tutte le aree del paese. 

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Milinkovic, l’Europa come bussola per decifrare il futuro

Il Sergente passa in tripla cifra per i successi. Contro lo Spezia, Sergej Milinkovic-Savic ha centrato la vittoria numero 100 in A con la maglia della Lazio. Nell’era dei tre punti il centrocampista serbo è così al terzo posto nella relativa graduatoria biancoceleste dei giocatori stranieri, alle spalle dei veterani Stefan Radu (160) e Senad Lulic (148). Un dato che esalta ancor di più lo score del Sergente con la maglia della Lazio: in totale 240 presenze con 45 gol. Con tre trofei conquistati: due supercoppe italiane (2017 e 2019) e una Coppa Italia (2019). E un rendimento stagionale di primo piano: 25 gare in A, 7 in Champions e 2 in Coppa Italia, per 2.882 minuti complessivi in campo. In questa annata di A è andato a segno 6 volte (tre su calci piazzati, due su colpi di testa), firmando anche sette assist.

A ventisei anni, Milinkovic si sente nel pieno della sua maturità calcistica. È alla sesta stagione in biancoceleste, dopo esser stato prelevato nel 2015 dai belgi del Genk. Negli anni scorsi, soprattutto nel 2018, è diventato l’uomo-mercato della Lazio. Con una quotazione di 100 milioni, ora ridimensionata dalla crisi economica che ha coinvolto il mondo del calcio. Manchester, sia City sia United, Chelsea, Juventus, Paris Saint-Germain e Real Madrid in vari momenti lo hanno seguito e probabilmente non hanno smesso di farlo. Il Sergente è sotto contratto con la Lazio fino al 2024.

È forte il suo legame con Roma. Ma il suo futuro in biancoceleste sarà indubbiamente condizionato dalla classifica finale della Lazio. In particolare, dal raggiungimento della qualificazione Champions, traguardo che adesso richiede alla squadra di Inzaghi il massimo sforzo, visto il sesto posto attuale. Senza la possibilità di partecipare nella prossima stagione alla maggiore competizione continentale per club, mentre Milinkovic potrebbe prendere in considerazione altre possibilità. Il palcoscenico della Champions diventa pertanto la bussola per orientare il futuro prossimo del Sergente.

Gazzetta.it

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Focolaio Covid in nazionale: 14 i club potenzialmente interessati

Dalla tavola della Nazionale ai campi della Serie A. Col rischio di paralizzarla. Tra notizie ufficiali e ufficiose, tra le positività confermate e quelle sussurrate, il ritiro degli azzurri è diventato terreno di coltura per il coronavirus: nei 10 giorni trascorsi dagli azzurri nella bolla imposta dal protocollo Uefa per le 3 partite di qualificazione al Mondiale, in 18 persone hanno contratto il Covid. Sei soltanto tra i calciatori (e ci sarebbe almeno un altro caso sospetto), visto che a Bonucci (Juventus) e Verratti (Psg) si sono aggiunti proprio ieri Florenzi (Psg anche lui), Grifo (Friburgo), Sirigu (Torino) e Cragno (Cagliari). Non proprio casuale: Bonucci, Verratti e Sirigu infatti hanno diviso la tavola nei lunghi giorni di ritiro, prima a Coverciano, poi a Parma, infine a Sofia e a Vilnius, giorni in cui il gruppo ha anche festeggiato le 100 presenze del difensore juventino con un brindisi offerto da lui. A tavola con i tre sedevano anche Donnarumma e Insigne, che non risultano contagiati. Sirigu, tra l’altro, come Cragno, partecipava alle riunioni tecniche accanto a un uomo dello staff positivo. Nello staff azzurro era in tutto 4 i contagiati. Il totale ufficiale sale così a 10. Indiscrezioni non confermate né smentite parlano della positività di altri 8 componenti della spedizione (3 dirigenti, 1 membro della delegazione e altri 4 tecnici dello staff di Mancini) porterebbero la somma addirittura a 18. Quasi il 25% della delegazione, formata da un’ottantina di persone. La bolla è scoppiata e adesso le 14 squadre che avevano calciatori tra i 38 convocati sono in ansia: 30 di loro, infatti, sono saliti sul volo charter di rientro della squadra dalla Lituania all’Italia, altra occasione potenziale di contagio. I passeggeri, quando si sono imbarcati, erano risultati tutti negativi all’ultimo tampone a Vilnius e ignoravano il rischio. Ma qualcuno, ad esempio Bonucci che al primo tampone italiano si è subito scoperto positivo, poteva già essere contagioso. Così in teoria altri, tra giocatori, tecnici e membri della delegazione federale, potrebbero ancora positivizzarsi nei prossimi giorni: certezze, sui tempi e origine del cluster, non si hanno. Il primo caso, tra gli azzurri, è emerso tra il raduno fiorentino di domenica 21 marzo e il trasferimento a Parma il 24, col segretario isolato e rispedito a casa. È verosimile però che a quel punto il cluster azzurro si fosse già sviluppato, ma è a Sofia che sono cominciati i veri guai, e c’entra poco il fatto che la popolazione bulgara, malgrado l’alto tasso di contagio nel loro Paese, si astenga dall’indossare la mascherina. La squadra è rimasta in bolla al Grand Hotel Millennium, dove occupava 3 piani e un’ala riservata, e si è spostata per gli allenamenti allo stadio del Cska sui 2 pullman previsti dal protocollo, tornando in albergo a fare la doccia. Eppure lunedì 29, dopo la partita, il mal di gola di un collaboratore di Mancini ne ha suggerito l’isolamento insieme al collega a più stretto contatto: entrambi imbarcati per l’Italia martedì 30, mentre la squadra e il resto della delegazione, con tampone negativo, volavano a Vilnius. Gli eventi sono precipitati da quel momento. Il Sassuolo, che aveva raccolto critiche per aver deciso di isolare Locatelli e Ferrari e non farli giocare con la Roma, oggi sembra un modello per il futuro. Perché nonostante tutte le precauzioni prese, Cragno e Sirigu hanno giocato, sabato, contro Verona e Juve. Che domani affronta il Napoli: un girone dopo, ancora con l’ombra del Covid.

M.P. – la Repubblica 

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Inzaghi, la settimana del rinnovo

Il popolo biancoceleste attende con ansia il rinnovo di contratto di mister Inzaghi: dopo mesi di attesa e dopo che l’incontro tra l’allenatore ed il presidente è slittato più volte, si è arrivati al momento decisivo. Come riporta il Corriere dello Sport, i due si erano dati appuntamento dopo Pasqua ed ora  il tecnico attende l’ultimo colloquio per firmare. Non è da escludere che un incontro possa avvenire anche tra oggi e domani; ad ogni modo questa sembrerebbe la settimana ideale perchè libera da impegni infrasettimanali in campo e fuori. A breve quindi si dovrebbe arrivare ad una conclusione, con Inzaghiche all’appuntamento vorrà chiarezza sulle basi da cui partirà il ciclo del futuro. Laziopress.it

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Luis Alberto, non solo magie: sacrificio e volontà per la Champions

Sacrificio, volontà, forza. Luis Alberto non molla di un centimetro: nella settimana pre pasquale l’infortunio alla caviglia per uno scontro di gioco, poi la fasciatura e le immagini che facevano temere il peggio. E invece ha recuperato ed è entrato nella ripresa contro lo Spezia. Piede gonfio e livido, ma tanta voglia di aiutare la Lazio. Ora si prepara per il Verona.

Il Mago, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, ha continuato le terapie alla caviglia con il suo fisioterapista di fiducia direttamente a casa. Oggi la ripresa dei lavori a Formello agli ordini di Simone Inzaghi. Luis proverà a recuperare al meglio per la partita di domenica contro il Verona (si gioca alle 15). Il periodo è delicato, ma si giocherà una volta a settimana e il tempo per tornare al top c’è. In questi giorni sarà valutato attentamente, non forzerà. Da una botta del genere alla caviglia ci si riprende con pazienza e forza di volontà. Corrieredellosport.it

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Inzaghi, compleanno con rinnovo?

Il momento è di quelli da assaporare avidamente: ieri Simone Inzaghi ha centrato l'ottava vittoria casalinga consecutiva in campionato con la sua Lazio, eguagliando un'impresa che in passato riuscì soltanto ad Eriksson e a Maestrelli. La sua storia in biancoceleste è cambiata di nuovo nelle ultime settimane, dopo il saliscendi degli scorsi mesi sul tema rinnovo. La firma sul nuovo contratto, adesso, sembra davvero in arrivo. E chissà che non accada proprio domani, suggerisce Il Messaggero, nel giorno del quarantacinquesimo compleanno del tecnico biancoceleste. Tuttomercatoweb.com

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Zona Caicedo, nona rete dopo l’80’: ma ora servono i gol di Immobile

La Zona Caicedo ormai non è più una curiosità, è una certezza. Con Immobile ancora a secco, ci pensa il Panterone a regalare la vittoria alla Lazio contro uno Spezia mai domo. Ancora un gol nel finale, questa volta su calcio di rigore: un pallone pesantissimo che l'attaccante della Lazio ha mandato in rete con forza il pallone, come a voler dimostrare, qualora ce ne fosse ancora il bisogno, che lui c'è sempre. 
E con la Lazio lo ha fatto spesso e volentieri nei minuti finali, in quella che ormai è diventata la Zona Caicedo. Da quando veste il biancoceleste, ha segnato 9 volte dall'80esimo in poi: 5 in questa stagione (Torino, Juventus, Zenit, Crotone e Spezia).
Immobile, che succede? – Per un Caicedo che segna, c'è un Immobile ancora a secco di gol. La Scarpa d'Oro in carica non trova la via del gol, in serie A non segna dallo scorso 7 febbraio. Un'infinità per una macchina da gol come lui. Certo, la prestazione con lo Spezia è stata tutto sommato positiva, ma per un attaccante il gol è tutto. Per conquistare la qualificazione alla prossima Champions League, la Lazio non può fare a meno del suo bomber. Tuttomercatoweb.com

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Immobile, la caccia al gol 150 riparte: spezzare l’astinenza per la Champions

L’attaccante non segna da 7 partite: due mesi di digiuno tra Serie A e Champions. Non era mai successo.

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, dopo esser tornato al gol con la Nazionale, Ciro Immobiledeve rimettersi in marcia anche in campionato. Da circa due mesi l’attaccante biancoceleste non trova la rete, l’ultima il 7 febbraio 2021 contro il Cagliari, ed è un dato importante perchè nel mentre sono trascorse 6 partite di campionato e la Champions. Nella sua esperienza alla Lazio, una situazione simile verificò nella stagione 2018-19 (9 gare senza segnare) e in quella del 2016-17 (7 match senza gol). La necessità di tornare al gol è legata anche a due aspetti non trascurabili: prima di tutto, la prossima rete di Ciro sarebbe la n.150 in Serie A e, in secondo luogo, permetterebbe al giocatore biancoceleste di arrivare a quota 15 in campionato per il quinto anno consecutivo. Senza dimenticare il conto aperto con Silvio Piola, miglior marcatore della Lazio di sempre, da cui Ciro si discosta per 15 reti. Indipendentemente dai record personali di Immobile, tornare a segnare è fondamentale per l’obiettivo Champions: ieri in conferenza stampa, Inzaghi ha dichiarato ”Faremo il massimo per riuscirci” e, in merito al possibile rinnovo, ha aggiunto ”Con Lotito ci vedremo a breve. Penso di essere la sua prima scelta e la Lazio è la mia prima scelta”. Proprio oggi il tecnico biancoceleste festeggia il suo quinto anno sulla panchina della Lazio. Laziopress.it

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Focolaio Italia, anche De Rossi e Vialli positivi: la Serie A nel caos

Ben otto contagiati nel ritiro della Nazionale azzurra, e ora mezza Serie A si preoccupa per il pericolo focolaio. Con il campionato che riprende domani, finora tra i calciatori c'è solo un positivo al Covid: è Leonardo Bonucci, presumibilmente infettato da uno dei componenti dello staff di Roberto Mancini risultati positivi nei giorni precedenti. Come racconta Ugo Trani sul quotidiano Il Messaggero, il primo è stato il segretario Cozzi, giovedì scorso: dopo i primi sintomi, il rientro a Parma e il tampone positivo.

Dopo di lui, martedì, altri due casi: Lombardo e Salsano. Il giorno dopo, il direttore commerciale Valentini, Battara, ma soprattutto Daniele De Rossi e Gianluca Vialli. Il cluster, scrive Il Messaggero, è nato probabilmente al ristorante: tutti coloro che erano seduti a tavola con lo staff di Mancini sono risultati poi positivi (tranne lo stesso ct, che aveva già avuto il Covid, e il presidente federale Gravina). E ora il tempo di incubazione del Covid, soprattutto della variante inglese ormai prevalente, non fa dormire tranquilli i club di Serie A.

Finora i calciatori rientrati nelle loro squadre sono risultati tutti negativi, dagli interisti Barella, Bastoni e Sensi ai romanisti Spinazzola, Mancini, Pellegrini ed El Shaarawy. E ancora Meret, Di Lorenzo e Insigne del Napoli, Acerbi, Lazzari e Immobile della LazioFerrari e Locatelli del Sassuolo (il club neroverde ha già deciso di non schierarli contro la Roma), Mandragora del Torino, e soprattutto Gigio Donnarumma del Milan, che sul volo di ritorno era seduto proprio a fianco a Bonucci (con tanto di selfie sui social). Il portiere rossonero, sottoposto a tampone sia ieri che oggi, è però fortunatamente risultato sempre negativo.

Lo staff medico della Nazionale, scrive ancora Il Messaggero, ha già tranquillizzato i club chiarendo che i giocatori non hanno avuto contatti stretti con i membri dello staff contagiati: le sale per colazione, pranzo e cena erano diverse, così come gli spogliatoi. La paura è che l'unico contagiato tra i giocatori, Bonucci appunto, abbia potuto infettare qualcun altro. Il Sassuolo, come detto, ha già escluso Ferrari e Locatelli dalla partita di domani, «in via prudenziale»: sintomo che la preoccupazione da parte dei club c'è eccome. Anche a Bologna c'è preoccupazione per Roberto Soriano (confinato in uno spogliatoio a parte).

Sui 38 giocatori convocati, peraltro, ce n'erano 11 già colpiti in passato dal virus (Bastoni, Emerson, Pellegrini, El Shaarawy, Ricci, Verratti, Kean, Belotti, Immobile, Lazzari e Mandragora, mentre Donnarumma e Mancini erano stati falsi positivi). Ma anche chi ha già avuto il Covid non può stare del tutto tranquillo, come dimostra il caso dell'Empoli, dove si sono contagiati in 16, compresi cinque che lo avevano già avuto in passato: forse un inconveniente legato alle varianti, secondo la Asl Toscana. Se ne saprà di più nei prossimi giorni. Leggo.it

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Radu, ora la storia è tutta tua: con lo Spezia diventerà il giocatore più presente in assoluto

E ora il record sarà tutto suo. Domani pomeriggio, nella gara casalinga contro lo Spezia, Stefan Radu con la presenza numero 402 diventerà il giocatore della Lazio con più presenze in assoluto. Supererà Beppe Favalli, campione d'Italia con i biancocelesti di Eriksson nel 2000. Un traguardo che riempie d'orgoglio il 34enne romeno. "Record di presenze? Non pensavo di arrivare così lontano. Ho proseguito partita dopo partita – ha dichiarato il difensore ai microfoni di Lazio Style -. Sono 13 anni che gioco e ancora ce la faccio. Tutte le partite per me sono state particolari. Ogni gara ha le sue emozioni e una storia. Mi tengo strette tutte le partite con la Lazio. Se ne devo scegliere una, indico la finale di Coppa Italia nel 2013". Quella del successo contro la Roma. Ma nella sua bacheca dai colori biancocelesti spiccano anche altre due coppe Italia e tre supercoppe.

PILASTRO NELLA STORIA—   Delio Rossi lo fece debuttare nella trasferta di Coppa Italia contro la Fiorentina del 30 gennaio 2008. In quel ritorno dei quarti (2-1 per i biancocelesti) entrò in campo anche l'attuale d.s. della Lazio, Igli Tare, sostituendo Pandev nel finale. Ed è stato compagno di squadra pure di Simone Inzaghi. Che nel 2016, da tecnico, lo ha ritrovato come pilastro della propria difesa (anche nell'evoluzione dell'assetto a tre elementi), oltre che come uno dei leader dello spogliatoio. Per scelta personale, Radu non ha preso la fascia da capitano, ma non si è mai defilato dal ruolo di guida per i compagni, sempre prodigo di consigli per i più giovani col suo comportamento esemplare. Un apporto di primo piano anche in questa stagione tra 22 presenze (2 in Champions), sommate ad alcuni guai muscolari e un'operazione all'ernia. Ora Radu da fedelissimo (vicino il rinnovo al contratto in scadenza) vuol contribuire all'assalto della Lazio per riagganciare la zona Champions. E festeggiare il suo record contro lo Spezia con tre punti fondamentali per la classifica.Gazzetta.it