Categoria: APPROFONDIMENTI
Udinese, Spezia, Verona, Benevento queste le tappe di avvicinamento alla doppia sfida contro Napoli è Milan.
Le prossime partite serviranno ad indirizzare il futuro in campionato della Lazio. con l’uscita dalla Champions League ora la testa degli uomini di Inzaghi sarà rivolta solo al campionato.
Sara importante non perdere punti già a partire dalla prossima gara, la trasferta della Dacia Arena. L’Udinese è storicamente avversario ostico, superare questo ostacolo prima della sosta per le nazionali darebbe entusiasmo alla squadra.
Le permetterebbe di preparare al meglio le sfide che seguiranno contro Spezia, Verona e Benevento. Contro queste compagini si dovrà puntare a cogliere il massimo bottino possibile per arrivare pronti e motivati all’1-2 che può decidere le sorti europee della Lazio.
Se, il Tecnico Biancoceleste Simone Inzaghi saprà preparare al meglio i suoi ragazzi, spingendoli a dare il massimo il cammino della Lazio in serie A può avere un destino diverso e può permettergli di tornare a disputare gare internazionali nel palcoscenico più prestigioso: quello della Champions League. Agenzia biancoceleste
Dopo la decisione del Giudice Sportivo e l’uscita dalla Champions, oggi la Lega avrebbe dovuto fissare al 7 aprile Lazio-Torino come nuova data. Non lo farà – sottolinea Il Messaggero – per ovvie ragioni d’opportunità, con un giudizio che rischia d’essere pendente oltre la fine del campionato su questa partita. Ieri poco dopo le 18.30 l’avvocato Gentile – si legge – ha inoltrato il ricorso contro la decisione di non concedere il 3 a 0 a tavolino da parte di Mastrandrea. Nel reclamo alla Corte Sportiva la Lazio scrive che il Giudice Sportivo avrebbe potuto affidarsi all’istituto della “disapplicazione” degli atti amministrativi dell’Asl di Torino se non conformi alla legge. Tradotto: si continua a insistere sull’abuso d’atti d’ufficio per l’incongruenza della prima quarantena fornita nelle date. Con questa strategia sarebbe più semplice aver ragione davanti al Tar competente e presentarsi dopo in ambito sportivo con una sentenza quasi vincolante. Invece – continua Il Messaggero – lo si farà solo come ultimo passo perché purtroppo i tempi tecnici non consentono un altro espediente. Dunque avanti col secondo grado,la Corte Sportiva d’Appello Nazionale. La prima udienza potrebbe essere fissata per la prossima settimana, ma diventa un’impresa vincere dopo il precedente di Juve-Napoli. tuttomercatoweb.com
Ci ha messo la faccia, Marco Parolo, al termine della sfida contro il Bayern Monaco: “Si può crescere se c’è la voglia di farlo da parte di tutti. Quest’anno non sempre l’abbiamo avuta, l’anno scorso abbiamo preso troppi complimenti e abbiamo perso di vista la realtà, siamo stati spesso troppo belli. Vedere il Bayern come ha affrontato questa partita… Dobbiamo rubare queste cose dalle grandi squadre”. La lezione che si porta dietro il centrocampista della Lazio è questa. E da leader nello spogliatoio cerca di rimettere i suoi in carreggiata. Lui c’è sempre, dentro e fuori dal campo. “Dai più anziani si deve prendere spunto, chi ha 25 o 26 anni non deve pensare di essere arrivato”, lezione numero due. Parolo, l’anima di una Lazio che vuole subito ritrovarsi e continuare a sognare.
Marco è entrato nella ripresa della sfida al Bayern Monaco e ha trovato il suo secondo gol in Champions League. Secondo il portate Opta, il classe ’85, a 36 anni e 51 giorni, è il terzo marcatore più anziano della fase ad eliminazione diretta della Champions League. Terzo gradino del podio per lui, i più ‘vecchi’ marcatori sono Giggs (37 anni e 148 giorni) e Maldini (36 anni e 33 giorni). Onore all’esperienza, alla saggezza e al fiuto del gol che Parolo non ha mai perso. Corrieredellosport.it
Ci sarà il tempo per riflettere in casa Lazio. Il progetto Champions League è fallito, ma i biancocelesti escono a testa alta. Gironi passati, poi il fato ha regalato il Bayern Monaco agli ottavi, la squadra più forte. Non c’è mai stata partita. E allora le valutazioni, più che sulla squadra, vanno fatte sui singoli. Vedat Muriqi, l’acquisto top della scorsa estate, ha avuto la chance di poter impressionare sul palcoscenico europeo. Ne esce con una prova insufficiente, l'ennesima. Ingenuo sul rigore concesso ai bavaresi e in attacco mai uno squillo. Zero tiri in porta, qualche sponda, passaggi imprecisi. Era la seconda chance da titolare in Champions dopo aver giocato contro lo Zenit. In quel caso i minuti furono 59, ieri sera 55. Inzaghi lo ha sempre tolto con sguardo insoddisfatto.
Chissà, probabilmente con gli stadi pieni Vedat Muriqi qualche fischio se lo sarebbe pure beccato dai tifosi della Lazio. I quali, a tribune chiuse, usano i social: “Muriqi pagato quasi 20 milioni? Una follia di mercato che non sta rendendo”. Un altro: “Pare un fantasma”. E ancora: “Grande prestazione in Champions League nonostante giocassimo uno in meno”. Insomma: i tifosi hanno scaricato Muriqi dopo circa 7 mesi dall’inizio della sua avventura. Eppure in casa Lazio, di giocatori bocciati e poi resuscitati e diventati importanti, ce ne sono. Due su tutti: Caicedo e Luis Alberto. In passato anche Felipe Anderson era finito nel mirino delle critiche. Niente è perduto, verrebbe da dire. A Muriqi la voglia per il riscatto. Corrieredellosport.it
L’ onore della Lazio è salvo, quello del calcio italiano assolutamente no. Scomparso dalla Champions negli ottavi, dovrà riorganizzarsi e ripartire con altre ambizioni e con una mentalità diversa. La bocciatura collettiva non arriva certo dalla sconfitta dei biancocelesti con i campioni del mondo oppure dal ko dell’Atalanta contro il Real, bensì dal rendimento di due big come Inter e Juve, strutturate per arrivare in fondo e non per andare… a fondo.
Conte è uscito addirittura come ultimo del girone, perdendo addirittura l’opportunità di partecipare all’Europa League, mentre Pirlo si è fatto sbattere fuori dal Porto in dieci. Inzaghi, invece, dopo l’1-4 dell’Olimpico ha provato a resistere a Monaco ma l’ennesimo errore individuale, stavolta di Muriqi, lo ha condannato a una sconfitta onorevole, addolcita dal gol del 2-1 di Parolo.
Dopo l’impietoso sorteggio che l’aveva accoppiata al Bayern, si era capito che per la Lazio l’avventura europea sarebbe finita agli ottavi, ma restano comunque agli atti anche delle note positive, considerando che la squadra era assente su questo palcoscenico da 13 anni.
Intanto è stata l’ultima a uscire, in ordine di tempo, e ha fatto meglio di un colosso come l’Inter, che per la Champions aveva investito centinaia di milioni (senza averne la disponibilità) nelle ultime due stagioni. Ma non solo: la Lazio è stata l’unica italiana imbattuta nel girone di qualificazione, nonostante la presenza, oltre al Bruges, del Borussia Dortmund di Haaland e dello Zenit, che avevano un’esperienza internazionale nettamente superiore. Il Bayern, invece, era proprio di un’altra categoria, come dimostrano i risultati dell’ultimo anno: campione d’Europa in carica e campione del Mondo, la corazzata tedesca era diventata un ostacolo insormontabile ancora prima delle due sfide sul campo.
L’importante, adesso, è che i tifosi laziali non debbano aspettare altri 13 anni per vivere nuove notti di Champions: sarà difficile tornarci subito, considerando le difficoltà emerse in campionato, ma c’è una squadra base su cui può essere costruito un progetto serio, studiato a tavolino con l’allenatore (Inzaghi sì o Inzaghi no? Sarebbe opportuno decidere subito) e non condotto a braccio a seconda delle opportunità che offre casualmente il mercato, come è accaduto negli ultimi anni. Basti pensare, per esempio, al rinforzo di gennaio, ovviamente a costo zero: Musacchio è sparito dai radar del tecnico dopo l’errore commesso contro il Bayern all’andata, errore che non era stato fatale ad altri compagni come Hoedt e Patric, disastrosi interpreti della fase difensiva biancoceleste nell’arco di tutta la stagione. Probabilmente il milanista non era gradito all’allenatore, come tanti altri giocatori che hanno dovuto cambiare aria perché non erano di livello.
La Lazio, che non ha molti soldi da investire, non può più permettersi di spendere, per esempio, 12 milioni per Vavro (oggi riserva dell’Huesca, ultima nella Liga), 8 per Durmisi, che resta in panchina anche a Salerno in serie B, e 18 per Muriqi, che magari sarà anche un grande attaccante, ma comunque destinato a restare nell’ombra di Immobile per chissà quanto tempo. Era necessaria davvero una riserva dal costo così elevato, considerando l’abilità di Caicedo nell’ingresso a partita in corso? Insomma, per tornare in Champions serviranno investimenti seri sul reparto arretrato e, soprattutto, acquisti concordati con l’allenatore, che sia Inzaghi oppure un altro. Perché se i soldi sono pochi, bisogna spenderli bene. Corriere dello Sport
Pillole statistiche
Il Bayern Monaco ospiterà la Lazio per la prima volta in una competizione europea. Nessuna delle ultime 21 squadre che hanno affrontato il Bayern fuori casa per la prima volta in Coppa dei Campioni/UEFA Champions League ha vinto (1N, 20P), dopo il Bordeaux nel novembre 2009 (0-2).
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Le squadre italiane hanno perso le ultime quattro trasferte di Champions League contro il Bayern Monaco; l’ultima è stata la Juventus (4-2 a marzo 2016 negli ottavi di finale).
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Da quando Hansi Flick è alla guida, il Bayern Monaco ha vinto tutte le sei partite casalinghe in Champions League, con un punteggio complessivo di 18-3. Tuttavia, solo una è stata nella fase a eliminazione diretta: 4-1 contro il Chelsea al ritorno degli ottavi di finale della scorsa stagione.
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La Lazio ha vinto solo una delle ultime 15 trasferte in Champions League (5N, 9P), di cui nessuna delle ultime otto (4N, 4P). L'ultima vittoria esterna nella competizione risale a settembre 2003: 2-0 in casa del Besiktas nella fase a gironi.
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In 88 precedenti nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League, nessuna squadra ha mai superato il turno nella fase a eliminazione diretta dopo aver perso all’andata in casa con almeno tre gol di scarto.
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Nelle ultime 13 gare della Lazio in Champions League entrambe le squadre hanno segnato, la striscia più lunga nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League.
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All’andata Jamal Musiala è diventato il più giovane marcatore (17a, 363g) del Bayern Monaco in Coppa dei Campioni/Champions League, battendo il record di Samuel Kuffour nel 1994 (18a, 60g). L'unico teenager a segnare in due presenze di fila nella competizione per il club è stato Kingsley Coman nel marzo 2016, quando aveva 19 anni.
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Robert Lewandowski ha preso parte a 33 gol in 31 gare casalinghe con il Bayern Monaco in Champions League (28 gol e cinque assist). In particolare, la squadra tedesca ha vinto ciascuna delle 21 partite casalinghe in cui il polacco ha trovato la rete nella competizione.
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La Lazio – che deve segnare almeno quattro gol per qualificarsi – non segna quattro reti in trasferta in Champions League dall'ottobre 1999 contro il Maribor (4-0) e non segna quattro gol in una trasferta della fase eliminazione diretta in una competizione UEFA dai quarti di finale di Coppa delle Coppe 1998/99 contro il Panionios (4-0).
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Robert Lewandowski ha segnato 14 gol con cinque assist in 12 presenze in Champions League con Hansi Flick, con il Bayern Monaco che ha vinto tutte queste 12 partite. Solo con Jürgen Klopp (17 gol e sei assist in 28 presenze) Lewandowski è stato coinvolto in più gol sotto la guida di un allenatore della competizione.
La più grande differenza tra la Lazio dello scorso anno e questa attuale è la difesa: infortuni, incomprensioni di mercato, sfortuna. I biancocelesti dietro incassano troppo. In Serie A subiti 37 gol, solo la Roma ha fatto peggio con 40, ma i giallorossi hanno pure segnato di più. Le altre big viaggiano su ritmi diversi. E c’è un dato che evidenzia ancora di più le difficoltà: quelle 37 reti incassate sono il peggior dato dell’era Lotito (insieme al 2008/09). Per trovare un numero superiore di gol presi bisogna andare molto indietro nel tempo. Stagione 1992/93, incassate 38 reti.Lazio, quale difesa con il Bayern Monaco?
La difesa titolare della Lazio, composta da Luiz Felipe, Acerbi e Radu, è scesa in campo in appena quattro partite. Ora c'è di nuovo il pericolo Bayern Monaco, che all’andata tra errori biancocelesti e bravura, ha siglato 4 gol. Al ritorno, per tentare l’impresa, servirà essere più che perfetti. Inzaghi avrà ancora tempo per scegliere chi far giocare. Radu è recuperato, ci sarà. Acerbi al centro di nuovo in marcatura su Lewandowski. Il solito dubbio è sul centrodestra: Patric o Musacchio? Entrambi all’Olimpico non hanno fatto bella figura. Il tecnico vuole blindare la difesa ed evitare l'assalto: servirà soprattutto concentrazione. Corrieredellosport.it
Un calo fisiologico, ma che la Lazio non si può permettere. Francesco Acerbi nell’ultimo mese è andato un po’ in difficoltà. Venerdì ha sbagliato in occasione del primo gol del Crotone, con il Bayern, nell’andata degli ottavi di finale, ha realizzato una goffa autorete, con l’Inter era spesso fuori posizione. Tanti errori, specie per uno come lui. E la Lazio è andata in difficoltà. Dal 14 febbraio al 12 marzo i biancocelesti, fra campionato e Champions, hanno giocato 6 partite. Acerbi, viste anche le tante defezioni in difesa (Luiz Felipe è fermo ai box, Radu è appena stato recuperato) le ha disputate tutte dal primo al novantesimo minuto. A volte giocando al centro della difesa a tre, altre venendo schierato sul centro-sinistra. In queste sei partite la Lazio ha incassato 14 gol, mantenendo la porta inviolata solo contro la Sampdoria.
Acerbi, dal 18 ottobre 2015 a oggi, ha giocato 203 partite di Serie A su 209. Una macchina, non si ferma mai. Inevitabile però che abbia un piccolo calo. In casa Lazio in molti hanno risentito del 4-1 subito contro il Bayern Monaco, e Acerbi probabilmente è fra i giocatori che più è rimasto deluso. Ha preso per mano la Lazio, l’ha portata fino agli ottavi di finale di Champions League (traguardo che mancava da 20 anni) sacrificandosi per la squadra: in Champions League ha giocato 6 partite su 7 venendo schierato sul centro-sinistra, non il suo ruolo naturale. Ora contro il Bayern Monaco, nella partita che verosimilmente segnerà l’eliminazione dei biancocelesti dalla competizione, vuole rilanciarsi. La qualificazione è compromessa, ma lui vuole riscattarsi dopo un mese difficile. Dovrà vedersela ancora una volta con Lewandowski, primo con distacco nella attuale classifica per la Scarpa d’Oro (ha 9 gol di vantaggio su Ronaldo secondo). Sarà la quarta sfida stagionale all’attaccante polacco: due volte, in nazionale, è riuscito a disinnescarlo (l’Italia in entrambe le occasioni), con la Lazio, nell’andata degli ottavi, è invece andato in difficoltà. Sarà l’ennesima prova per dimostrarsi all’altezza, per riprendere per mano la Lazio e mandare un segnale anche a Mancini in vista dell’Europeo. D’altronde dopo tanti anni ad altissimi livelli il calo avuto da Acerbi nell’ultimo mese è fisiologico. La Lazio però non se lo può permettere. È a rischio la qualificazione alla prossima Champions.
Gazzetta.it – Elmar Bergonzini
Obiettivo record. A Luis Alberto mancano tre gol per eguagliare se stesso, arrivando a 11 in campionato. L’ha raggiunta nella sua prima grande annata alla Lazio, stagione di grazia 2017-2018, quando da oggetto misterioso e aspirante pittore si trasformò in campione. La sua fu un’esplosione improvvisa e inattesa, benché Tare e Inzaghi confidassero nelle sue qualità tecniche: sfruttò un vuoto nella formazione titolare in estate, si guadagnò stima e fiducia, da allora non è mai più uscito dal campo.
In quel torneo andò a segno a un ritmo straordinario, poi si è dilettato soprattutto con gli assist – nella scorsa stagione è stato il re della Serie A – fermandosi una volta a 4 e una volta a 6 gol. Adesso l’anomalia: zero passaggi vincenti ai compagni, ma tanti colpi decisivi, l’ultimo venerdì scorso contro il Crotone.
Gli 8 gol che Luis Alberto ha segnato in questo campionato hanno un valore speciale, forse superiore rispetto agli 11 di tre stagioni fa, perché lo spagnolo ha cambiato posizione in campo allontanandosi dalla porta. All’epoca faceva la seconda punta, alle spalle di Immobile, del quale era partner in attacco e ispiratore. Poi l’arrivo di Correa e la decisione di Inzaghi di provare a costruire una Lazio offensiva arretrando il Mago sulla linea dei centrocampisti. È da lì che parte oggi per andare a cercare la porta, una collocazione tattica che rende oggettivamente più complicato arrivare alla conclusione. Eppure ha 12 partite per realizzare i 3 gol che gli permetterebbero di stabilire il suo primato personale.
Luis Alberto in campionato è il secondo miglior marcatore della Lazio dopo Immobile, la Scarpa d’Oro, e davanti a Caicedo e Milinkovic-Savic, i due compagni che assieme a lui hanno permesso ai biancocelesti di piegare la resistenza del Crotone. Ha dimostrato di avere smaltito – almeno un po’ – la delusione della sconfitta contro il Bayern, una sfida nella quale riponeva molte speranze di mettersi in evidenza anche a livello internazionale. Mercoledì a Monaco cercherà il riscatto: una grande partita, magari un gol (sarebbe il primo che segna in Champions). Ha sposato la Lazio e non pensa più con insistenza all’addio, come qualche tempo fa, ma soffre la mancanza di confronti ad alto livello fuori dall’Italia. Fatica a trovare spazio in nazionale, è uscito travolto negli ottavi di Coppa assieme alla squadra. Ora ha una nuova opportunità: non la vuole fallire.
Corrieredellasera.it