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Altro che Bayern, la vera Champions passa per il Crotone: da oggi vietato sbagliare

L'ultima spiaggia per evitare un naufragio. Più che pensare al ritorno di Champions contro il Bayern, in programma il prossimo mercoledì, la Lazio deve concentrarsi sul Crotone, che ospiterà oggi all'Olimpico alle 15 (domani c'è il Sei Nazioni di rugby a Roma). Paradossalmente, per Inzaghi è più importante battere Cosmi (squalificato) che provare a dar fastidio a Flick. Perché dopo le due sconfitte consecutive in campionato, i biancocelesti non possono fallire se vuole ancora alimentare la speranza, al momento flebile, di rimanere in lotta per il quarto posto. "Giocheremo da vera Lazio", ha assicurato ieri Inzaghi, che a inizio settimana ha ricevuto il sostegno dello spogliatoio, unito nel confermare a Lotito di credere nel proprio allenatore. Che è finito nell'occhio del ciclone dopo "un periodo delicato", come l'ha definito lui stesso. Tuttomercatoweb.com

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Immobile, Scarpa d’oro nella vita

Ciro, in mezzo alla sala Giulio Cesare in Campidoglio, sembra uno di noi. Ha appena conquistato la Scarpa d’Oro, battendo Messi, Haaland, Lewandowski, Neymar, Mbappé e Ronaldo, eppure non perde nemmeno per un attimo lo spirito di uomo semplice e genuino. Nato e cresciuto a Torre Annunziata, in una famiglia umile ma con principi che oggi riflette guardando negli occhi Jessica e i suoi piccoli bambini, non si è mai fatto influenzare dalla popolarità e dal denaro. «Devo tutto ai miei genitori, non mi hanno mai lasciato solo e io oggi ho costruito quello che mi hanno insegnato» ricorda Immobile, bandiera della Lazio e simbolo del calcio italiano anche all’estero, dove i nostri club non riescono più a emergere.

Lui sì, ci è riuscito, iscrivendo il suo nome in un albo d’oro dove ci sono attaccanti come Eusebio, Gerd Müller, Van Basten, Ronaldo e Messi, come ha ricordato con tutta la sua lazialità Riccardo Cucchi, una delle voci più popolari della nostra radio, di confessata fede biancoceleste ancora prima che il 14 maggio del 2000 annunciasse il secondo scudetto.

Immobile sorride, fa quasi tenerezza: ci sono il papà, la mamma, il fratello, la moglie, i manager, tutto il suo piccolo mondo in una sala dove si celebra un’impresa storica, la più importante, a livello individuale, mai realizzata da un giocatore della Lazio. Ciro non è un calciatore arrogante, Ciro è un calciatore che può vivere in mezzo alla gente e insegnare agli altri che si può arrivare senza perdere i valori più sani, della correttezza, della lealtà, della fedeltà.

Tanto che l’amore per la maglia biancoceleste lo ha spinto a rinunciare aofferte molto più vantaggiose ma che non gli avrebbero regalato le stesse emozioni che può vivere a Roma, come capitano e simbolo della Lazio. «Qui ho tutta la mia vita» racconta pensando alla sua rinascita dopo le amare esperienze di Dortmund e Siviglia. Immobile, come ha ricordato la Sindaca Raggi, è il simbolo dell’uomo di successo che arriva dal basso. «Se ci sono riuscito io che non ho niente di speciale, ci possono riuscire tutti».

Pensate se uno dei più celebri campioni che ha appena battuto potrebbe mai esprimere un pensiero del genere, così profondo e così emozionante. 144 gol con la Lazio, solo 15 in meno di Silvio Piola, al quale soffierà il trono entro la fine dell’anno; 36 gol in un solo campionato, come il miglior Higuain, che valgono la Scarpa d’oro; 149 gol in serie A, di cui 14 in questo campionato. Immobile cercherà ancora un posto in Champions, poi si dedicherà alla Nazionale e al sogno Europeo, perché l’Italia riempie il cuore di chi viene dalla strada. Corrieredellosport.it

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Strakosha, rinnovo lontano: la Lazio non vuole perderlo a zero, ma la valutazione di 30 milioni ora è lontana

Il futuro di Thomas Strakosha potrebbe essere lontano dalla Lazio. Come si legge sulle pagine de Il Messaggero infatti, la scadenza del contratto del portiere si avvicina (giugno 2022) e il giocatore non sembra intenzionato a rinnovare. Lo scorso anno aspettava una chiamata, adesso non gli interessa. Comunque vada – si legge – sarà una plusvalenza, visto che Strakosha è costato appena 75mila euro, ma la vecchia valutazione di 30 milioni è lontanissima. Un finale di stagione da protagonista potrebbe essere decisiva per rialzare le quotazione del portiere in vista di una futura vendita.tuttomercatoweb.com

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Lazio-Torino, oggi il club biancoceleste depositerà il reclamo

Ancora non si sa niente a proposito della gara traLazio e Torino non disputata all’Olimpico la scorsa settimana. Il giudice sportivo non si è ancora pronunciato e non vi sono quindi certezze su come evolverà la faccenda. Intanto, come riporta il Corriere dello Sport, la Lazio parte all’attacco: sono pronte le repliche del presidente Lotito al ricorso presentato dai granata (che il 2 marzo non si sono presentati a Roma per il divieto della Asl, mentre per la Lega la partita si doveva giocare). La decisione del giudice Mastrandrea arriverà venerdì, ma oggi la società biancoceleste depositerà il reclamo in cui chiederà il 3-0. La tempistica legata al chiarimento della situazione ancora non si conosce: il giudice sportivo può invitare la Lega a fissare una data per l’incontro o prendere del tempo. Laziopress.it

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Squadra e staff tecnico, la Lazio a rapporto da Lotito

Il contratto che prolungherà il rapporto di Simone Inzaghi con la Lazio verrà firmato a breve. Gli ultimi risultati negativi della Laziohanno scalfito il buonumore del presidente Lotito, che ha rimproverato alla squadra di aver perso il solito spirito e di essersi accomodati in una sorta di comfort zone, ma non hanno cambiato piani e intenzioni del presidente biancoceleste. Detto questo i tre ultimi ko ravvicinati contro Inter, Bologna e Juve hanno sicuramente frenato l'ascesa in classifica della Lazio che deve recuperare, è vero, il match contro il Torino ma che ha visto anche il quarto posto che significa Champions allontanarsi pericolosamente. Ecco perché oggi Lotito è stato a Formello e ha parlato alla squadra (era arrabbiato per gli ultimi risultati e qualche figuraccia di troppo), spronando Immobile e compagni a ritrovare quella compattezza smarrita nell'ultimo mese. Una lunga chiacchierata a cui è seguito invece un briefing più ristretto con Inzaghi e lo staff tecnico: le ultime apparizioni non sono piaciute, il tempo per risalire non manca ma complice anche un calendario piuttosto agevole, sulla carta almeno, il presidente pretende un netto cambio di marcia. Sportmediaset

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Il crollo in un mese ed i problemi mai risolti in difesa

Senza mezze misure. In meno di un mese la Lazio è crollata. Domenica 14 febbraio, la squadra di Inzaghi si presentava a San Siro per il faccia a faccia con l’Inter sotto la spinta di sei vittorie di fila, che l’avevano riportata al quarto posto, al fianco della Roma. Dal 3-1 subito contro i nerazzurri è scattata una serie di quattro sconfitte in cinque gare. Il successo di misura all’Olimpico contro la Sampdoria aveva dato il senso di una riscossa, utile per ricaricarsi anche in vista della sfida Champions col Bayer Monaco. Ma il 4-1 incassato contro i tedeschi all’Olimpico ha inferto un duro oltre che in chiave qualificazione ai quarti anche e soprattutto sul piano caratteriale. Una squadra smontata delle sue certezze, così è apparsa infatti una settimana fa la Lazio nel k.o. di Bologna. Una scia che si è riflessa pure nella prova di Torino contro la Juventus. Dall’illusione del vantaggio con Correa al tris in rimonta dei bianconeri che ha messo a nudo vecchi difetti e nuove apprensioni. Con una classifica, che, sia pure condizionata dalla gara col Torino non disputata, relega la Lazio in settima posizione, quindi al momento fuori dai confini delle competizioni europee.

Inzaghi sta pagando, prima di tutto, l’emergenza in difesa. Gli infortuni dei titolari Luiz Felipe e Radu (entrambi operati, rispettivamente, alla caviglia e all’ernia) hanno sbalestrato l’assetto della retroguardia. L’arrivo a fine gennaio di Musacchio dal Milan non è diventato una soluzione: con la Juventus, è stato arretrato Marusic e l’argentino è rimasto in panchina. A Torino era out anche Lazzari e così sulla destra del centrocampo è stato riadattato Lulic, appena rientrato dopo quasi un anno di stop. Inoltre, sono sempre più discontinui i lampi dei big, da Milinkovic e Luis Alberto ad Acerbi e Leiva. E pesa molto il digiuno di Immobile, che sta giocando nonostante una fastidiosa tendinite: risale al 7 febbraio col Cagliari, l’ultimo gol del bomber, a secco per cinque partite di fila. “Oggi è difficile, ma arriverà il sole”, la speranza via social lanciata da Immobile dopo il 3-1 rifilato dalla Juventus. E per Inzaghi (non ancora ufficializzato l’accordo per il rinnovo al 2024) tra tanti problemi è probabilmente il momento più difficile dei suoi cinque anni sulla panchina della Lazio.

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Lotito insoddisfatto, ma per ora il rinnovo di Inzaghi non è in dubbio

La Lazio si allontana dall’obiettivo Champions, la tensione sale. Inevitabile. E anche se l’accordo tra Lotito e Inzaghi per il rinnovo del contratto è già stato raggiunto, e la data della firma è stata più o meno fissata (tra fine marzo e inizio aprile), molti si chiedono se le difficoltà incontrate dai biancocelesti possano rimettere tutto in discussione. Al momento non ci sono indicazioni di un cambio di rotta, anche se nel calcio non c’è niente di scontato. Basta pensare a quanto accaduto a Napoli, con l’intesa De Laurentiis-Gattuso annunciata in anticipo dalle parti e adesso rinnegata e cancellata dai progetti. Lotitoha preso male gli ultimi insuccessi della Lazio: le modalità del crollo con il Bayern, la caduta di Bologna, la sconfitta di Torino. Non gli piace nemmeno il fatto che i nuovi acquisti non vengano mai utilizzati: la buona partita di Fares sabato indica a suo avviso che un aiuto possono fornirlo, invece restano fuori quasi sempre. Succede con Muriqi, ma anche per Pereira e Musacchio. Viene impiegato con continuità solo Reina, l’unico che – per la società – diventa un problema, perché svaluta Strakosha. Il quale, comunque, dovrebbe tornare presto titolare. Forse già venerdì con il Crotone, al limite dopo il Bayern.

Corriere della Serra 

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Immobile, 5 gare d’astinenza: come ricaricarsi, festa per la Scarpa d’Oro

Ciro Immobile pronto alla grande festa: mercoledì in Campidoglio la consegna della Scarpa d’Oro 2020. Il trofeo va a lui: miglior goleador d’Europa della passata stagione, quella più tormentata per via del Coronavirus, quella più bella per la sua carriera. Capita ora in un momento poco felice: Ciro non segna da cinque partite, era accaduto solo una volta, due anni fa, tra aprile e maggio 2019. La sua ultima rete al Cagliari lo scorso 7 febbraio. Si è inceppato, soffre di un’infiammazione al tendine d’Achille che provoca fastidi al polpaccio. Da leader ha sempre stretto i denti e mai mollato. Una festa in suo onore capita proprio nell’attimo giusto: celebrato come il più grande, troverà nuovi stimoli.

In Campidoglio grande cerimonia per Ciro. Ci saranno la sindaca Virginia Raggi, una delegazione della squadra, ovviamente Lotito e Inzaghi e poi la famiglia del bomber della Lazio. Prevista una diretta streaming sul sito del Comune di Roma e sui canali ufficiali del club, ma si muoverà anche Sky Sport per una diretta televisiva. Una grande serata per tornare a splendere sotto i riflettori. Presto tornerà a segnare, è scontato. Uno come lui vive di gol, la Lazio ne ha bisogno davvero.

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Cambia nuovamente interpretazione falli di mano, Ifab: “Se il tocco è accidentale il gol è valido”

L'Ifab, organo che stabilisce qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio a livello internazionale ha chiarito alcune questioni sui tocchi di mano. E' fallo se il pallone viene colpito volontariamente, per esempio muovendo la mano o il braccio verso la palla, se il tocco è accidentale il gol è valido. L'Ifab, dunque, giudica non punibili i falli di mano accidentali: "Il tocco di mano accidentale che porta a segnare un gol o ad avere un'opportunità di segnare un gol non sarà più considerata un fallo", ha sancito l'Ifab e gli arbitri sono esortati a giudicare valutando la posizione delle mani e delle braccia quando una palla viene colpita con il braccio o la mano. La mossa dell'International Football Association Board fa seguito alle polemiche generate negli ultimi tempi. Poiché l'interpretazione dei falli di mano non è sempre stata coerente a causa di applicazioni errate del regolamento, i membri dell'Ifab hanno confermato che non ogni tocco della mano del braccio di un giocatore con la palla è un fallo.

Modifiche al regolamento, quando entreranno in vigore 

Le modifiche al regolamento entreranno in vigore dal 1° luglio, sebbene IFAB abbia affermato che le competizioni hanno la flessibilità di introdurle prima. L'Ifab ha anche dato il via libera all'uso di cinque sostituzione durante la Coppa del Mondo 2022. Il calendario congestionato a causa della pandemia ha permesso, nel corso della vare competizioni, di dare alle squadre due sostituzioni aggiuntive a partita. Attualmente la regola dura fino a luglio 2022 per le competizioni per squadre nazionali, ma l'IFAB ha affermato che "resterà fase di revisione".

 

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La Juve e la sindrome Lazio: ecco perché negli ultimi anni è l’avversaria più sofferta

Andrea Pirlo deve sconfiggere un avversario in più, domani allo Stadium: la sindrome Lazio. Ed è normale che diventi una questione anche psicologica trovare l’avversaria che la Juve ha più sofferto nelle ultime due stagioni, numeri alla mano: due sconfitte e un pareggio, per percentuale di vittorie (una su quattro) e punti fatti (4 in quattro gare), è la squadra contro cui nel passato recente i bianconeri sono riusciti a esprimersi peggio.

La sindrome ha rischiato di diventare complesso la scorsa stagione, quando due sconfitte in due settimane a dicembre hanno fatto traballare Maurizio Sarri. Tra queste, il primo k.o. in campionato, 3-1 all’Olimpico dopo essere stati avanti 0-1, facendo salire il vantaggio dell’Inter da uno a due punti, ed erano tempi in cui gli scricchiolii erano questi. E quattordici giorni dopo il bis: nazione diversa (Arabia Saudita) e competizione diversa (Supercoppa), ma stesso avversario e stesso risultato (3-1) con la Lazio a prendersi la partita nel secondo tempo. Era il primo trofeo stagionale, e fece rumore. Erodendo una parte delle certezze costruite nel ciclo precedente.

Ma rumore ha fatto anche l’andata di novembre, perché attorno a quell’1-1 all’Olimpico si è consumata una discreta svolta della stagione di Pirlo. La Juve aveva dominato la partita, psicologicamente importante visto il livello dell’avversaria e proprio i trascorsi, ma non era stata capace di chiuderla, andando 1-0 dopo un quarto d’ora e sprecando tante occasioni per il raddoppio. Ronaldo a rifiatare in panchina gli ultimi 15 minuti e grande sofferenza per difendere il vantaggio: senza successo, al quinto minuto di recupero errore di Dybala e dormita di mezza difesa in cui si incuneò Caicedo per il pari della beffa.

Da poter vincere in casa di una big, la Juve si ritrovò dopo 7 giornate con 7 punti in meno del Milan (con una gara in meno), la prima partita della stagione non vinta pur avendo Cristiano Ronaldo in campo. Sono cambiati gli allenatori, sono cambiati anche i temi tecnici, ma certi tarli restano nella testa. Il 2-1 nel ritorno della scorsa stagione – unico successo sui biancocelesti di queste due stagioni – servì a togliersi di dosso un po’ di quelle scorie, nella fatica dell’ultimo colpo di reni scudetto. Adesso servirebbe per tenere accesa la fiammella delle ambizioni di corsa al vertice.gazzetta.it