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Strakosha al bivio: rilancio o addio alla Lazio?

Riprendersi la Lazio o aspettare l’estate per iniziare una nuova avventura. Thomas Strakosha è davanti a un bivio, le prossime settimane saranno decisive per capire quale strada imboccare. Il portiere albanese sta vivendo la sua stagione più complicata da quando è alla Lazio. Dopo quattro campionati in cui è stato il punto fermo di Inzaghi tra i pali, quest’anno è scivolato dietro Reina nelle gerarchie del ruolo. Da titolare a riserva, insomma. Per una serie di problemi fisici e anche perché l’esperto portiere spagnolo è stato bravo a cogliere la chance che il destino gli ha offerto.

Adesso però Strakosha ha risolto tutti i suoi malanni e chiede di avere maggiore spazio. In autunno, a farlo finire ai margini della squadra, era stato il Covid. Poi sono sopraggiunti problemi a un ginocchio che lo hanno tormentato per settimane. Ha provato a rientrare, ma il dolore si faceva sentire, così si è resa necessaria una serie di sedute di fisioterapia specifica che il portiere albanese ha svolto in Germania. Da un paio di settimane Strakosha è rientrato a Formello e ha mostrato di aver recuperato a tutti gli effetti. Inzaghi lo ha convocato per gli ultimi due match, quelli con Bayern e Bologna, nei quali è andato in panchina. Ora si aspetta il passo successivo: tornare a giocare una gara da titolare. Quella giusta poteva essere il match di oggi col Torino se si fosse giocato (Inzaghi aveva ipotizzato un robusto turnover), se ne riparlerà per una delle prossime partite. Quel che è certo è che Strakosha si aspetta di avere una chance in breve tempo. È intenzionato a riprendersi il posto da titolare che è stato suo negli ultimi quattro anni. Ma gli deve essere concessa l’occasione per riuscirci.

Se così non fosse sarebbe molto probabile per non dire sicuro che a fine stagione le strade sue e della Lazio si separeranno. Strakosha, tra l’altro, ha il contratto in scadenza nel 2022 e la trattativa per il rinnovo, che era già stata avviata, si è bloccata proprio per la situazione che si è venuta a creare. Senza un rinnovo anche il club vedrebbe di buon occhio una cessione, che per il giocatore sarebbe inevitabile per ricominciare a giocare. Estimatori non mancano in giro per l’Europa. Durante il suo soggiorno tedesco per svolgere la fisioterapia il portiere albanese ha concesso un’intervista nel corso della quale ha detto che non gli dispiacerebbe un’esperienza in Bundesliga. In passato si era parlato di interessamenti nei suoi confronti di squadre della Premier. Ma su Strakosha potrebbe puntare anche qualche squadra italiana in cerca di un portiere affidabile. Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire se il futuro del portiere sarà ancora alla Lazio oppure altrove.

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Le querele alla Gazzetta, i diritti tv e ora il rinvio di Lazio-Torino: è sempre Lotito vs Cairo

Tra tutti e 20 club di Serie A, è successo proprio tra loro: tra Lotito e Cairo, i due presidenti agli antipodi del calcio italiano. Il destino ha voluto così, che fosse proprio Lazio-Torino a finire al centro della discordia come fu per Juve-Napoli. Fuoco su altro fuoco. Ora detto che la partita dell'Allianz ha creato un precedente, nonostante ci sia un protocollo firmato e approvato da tutti, ciò che (non) accadrà oggi all'Olimpico alimenterà in maniera esponenziale la loro ostilità. Che nessuno dei due ha mai nascosto, si veda per esempio l'intervista rilasciata da Lotito a Repubblica lo scorso 7 novembre: "L’esposto di Cairo? Mi odia a morte dopo che ha perso con me, i suoi giornali mi attaccano per questo. Ma perde sempre, è ultimo in classifica". 
Lotito si riferiva all'esposto inviato da Cairo alla procura federale per possibili violazioni del protocollo sanitario da parte della Lazio: l'inchiesta è tutt'ora in piedi e il 16 marzo ci sarà la prima udienza in tribunale. A metà novembre 2020, il fascicolo sul caos tamponi era appena cominciato. In quei giorni, fecero molto discutere a Formello le prime pagine de La Gazzetta dello Sport, il cui editore è Cairo. "Lotito sotto scacco". "Lo scandalo dei tamponi". "Lotito esplode lo scandalo". Oppure l'emblematico "Era tutto vero!". Attacchi che secondo la Lazio "seminano terrorismo" e che portarono la società a denunciare la Gazzetta dello Sport: "Sappiamo perché lo fanno, anche per la gara con il Torino. Per questo li abbiamo denunciati, abbiamo una vertenza in corso che nasce dopo questa campagna contro la Lazio". 
Non è la prima volta che il club biancoceleste querela la Rosea. Era già successo a maggio 2020, quando il dibattito sulla ripartenza o meno del campionato infiammava l'Italia. Anche lì, erano su due sponde opposte. Lotito, con la Lazio lanciatissima verso la vetta, voleva riprendere a giocare, tanto che il 26 aprile a Repubblica disse: "Sono a un punto dalla Juventus e solo per Juve-Inter che vabbè, l’avete vista tutti”. La frase fece scattare l'indagine da parte della procura FIGC, che poi a settembre archiviò il caso. Ma nei giorni a ridosso di questa uscita, sempre La Gazzetta dello Sport fece un pezzo in cui ripercorreva tutta la storia lavorativa di Lotito, compresa la sua scalata alla Lazio. "Gli affari di Lotito", il titolo dell'articolo, fonte di un'altra querela verso il quotidiano. "La libertà di informazione non consente di violare il diritto della persona alla sua immagine, e quando viene utilizzata solo come schermo per mettere in ridicolo o colpire qualcuno deve essere sanzionata", scrissero a Formello in un comunicato ufficiale. 
Oltre a ciò, da ricordare i continui scontro in materia di politica sportiva nelle varie riunioni di Lega. L'ultimo faccia a faccia sui diritti tv, con Cairo favorevole alla creazione della media company della Serie A con il 10% del controllo ceduto ai fondi Cvc-Advent-Fsi, in cambio di 1,7 miliardi. Una soluzione a cui si è opposto Lotito, insieme a Juventus, Inter, Milan, Napoli e Atalanta, poco restie a perdere il controllo dell'Assemblea. E se ancora non è arrivata una decisione sui diritti tv del prossimo triennio, è sicuro che il rinvio di Lazio-Torino sarà il centro fertile da cui sbocceranno altre tensioni. Tuttomercatoweb.com

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Chiamatela Serie Asl: il Torino non si presenterà

Il Torino non si presenterà allo stadio Olimpico per il match contro la Lazio. Salta così la partita di campionato ancora in calendario per la Lega. La Asl ha bloccato la squadra di Nicola per i tanti casi di Coronavirus variante inglese. Da martedì scorso, l’autorità sanitaria impedisce ai giocatori negativi di interrompere l’isolamento, come prevedono le normative federali, e mettersi in viaggio per giocare.

Ma cosa dice il regolamento? In base al comunicato Lega numero 51 del 2 ottobre 2020 e del protocollo sanitario, firmato dal Cts e dal Ministero della Salute in accordo con la Figc, il Torino senza il ‘prolungamento’ Asl (i sette giorni di isolamento sarebbero scaduti ieri sera), oggi sarebbe scoperto e costretto a giocare, pena la sconfitta a tavolino. Non aveva (o non avrebbe) i requisiti per il rinvio vista l’assenza di 10 casi acclarati di positività(con l’ultimo giro di tamponi di ieri erano 8). La Lega ha anche interpellato le altre società di Serie A e la maggior parte erano per giocare. Lazio-Torino non ci sarà, ormai è assodato. E Juve-Napoli ha aperto un caso di giurisprudenza. Stessa trama: probabile 3-0 a tavolino per il Toro e successiva battaglia legale. La partita non inizierà mai, eppure pare si giochi già da tempo e andrà avanti per un bel po’. Corrieredellosport

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Asl non autorizza partenza Torino, la Lega non rinvia gara: sarà 3-0 a tavolino con ricorso granata

Niente rinvio per Lazio-Torino. L'anticipo della 25/a giornata di campionato resta confermato alle 18.30 di oggi martedì 2 marzo nonostante la quarantena disposta dall'Asl ai giocatori granata dopo gli otto casi di variante inglese. Lo si apprende da fonti della Lega di Serie A.

La squadra di Nicola non è ancora partita per Roma; se non si presenterà all'Olimpico, sarà 3-0 a tavolino per i biancocelesti, con probabile punto di penalizzazione per il club granata, che potrà poi fare ricorso con buone possibilità di vincerlo come nel precedente di Juventus-Napoli.  

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Lazio-Torino, la Lega lavora per far disputare la gara mercoledì. Abbate: “Il club biancoceleste si oppone” (AUDIO)

Piccola speranza da parte della Lega Serie A che la partita tra Lazio e Torino possa essere giocata mercoledì e non martedì. Come noto la quarantena dei granata terminerà alla mezzanotte di domani e per questo appare praticamente impossibile che la sfida possa essere disputata come da programma, visto anche il precedente di Juventus-Napoli. Per questo motivo regge l'ipotesi dello slittamento di 24 ore, anche se la Lazio si vorrebbe opporre e vorrebbe scendere in campo domani. tuttomercatoweb.com

AUDIO 'NMM' – Ascolta l'intervento di ALBERTO ABBATE (Il Messaggero): "C'è l'ipotesi di giocare la gara con il Torino con uno slittamento. Ma Lazio non vuole giocarla mercoledì perché sabato prossimo c'è la gara di Torino con la Juventus"

 

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L’Asl di Torino: “Granata ancora in quarantena, impossibile riunire la squadra”. Si attende la Lega

“Il Dipartimento di prevenzione continua il monitoraggio e conferma, alla luce dei numerosi casi di variante inglese, la quarantena, che scade domani a mezzanotte. Riunire la squadra è impossibile”. Così il direttore generale dell’Asl di Torino Carlo Picco, interpellato dall’ANSA sulla possibilità che domani il Torino affronti la Lazio all’Olimpico di Roma. Sul rinvio della partita si attende la decisione della Lega, che al momento sarebbe orientata a confermare la gara delle 18.30, spiega l’ANSA. I giocatori granata con virus restano 8, dopo che gli ultimi tamponi non hanno rilevato nuovi positivi. Nuovi test sono in programma nel pomeriggio.

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Mercato ancora una volta bocciato, Inzaghi spreme i titolari

Il Messaggero scrive che è evidente la stanchezza dei "fedelissimi" di Inzaghi, ai quali ormai ricorre sistematicamente forse per un mercato che non lo ha soddisfatto. Il primo a dover tirare il fiato è Immobile, che ha saltato solo 5 gare su 33, ma anche Correa è spento. Caicedo è sparito all'improvviso e Muriqi ha ancora bisogno di tempo. Leiva, che ha saltato solo 10 gare, accusa la fatica a 34 anni. Quanto a Milinkovic e Luis Alberto, il quotidiano definisce delittuoso non provare neanche a sostituirli. Ma il vuoto più grande è la difesa, dove Acerbi tira la carretta da due anni e in questa stagione ha dato forfait solo 3 volte. A conti fatti l'unico nuovo promosso è Reina.tuttomercatoweb.com

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Mihajlovic, lite con Correa: la frase urlata durante Bologna-Lazio

Nervosismo dopo circa un'ora di gioco di Bologna-Lazio. Joaquin Correa fa fallo su De Silvestri proprio sotto gli occhi di Sinisa Mihajlovic. Il Tucu si arrabbia e chiede all’ex giocatore della Lazio di rialzarsi subito. Interviene il tecnico del Bologna per calmare la situazione e allontanare il giocatore biancoceleste, che non ci sta e dà un colpo alla mano di Sinisa. E la situazione si prolunga: “Non mi toccare, non ti permettere di toccarmi”, la frase urlata dall’allenatore all’indirizzo del giocatore di Inzaghi. Un battibecco finito lì anche con l’aiuto dell’arbitro e del quarto uomo, subito accorso nei pressi dell’era tecnica del Bologna. In quel momento i rossoblù erano in vantaggio per 1-0, poco dopo è arrivato anche il doppio vantaggio.corrieredellosport.it

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Milinkovic guida la Lazio: tre punti a Bologna per un compleanno perfetto

Sergej Milinkovic-Savic è partito per Bologna, con il resto della squadra, a caccia di un bel regalo per il suo compleanno. É il giorno del Sergente:compie 26 anni. Subito festeggiato dalla Lazio con un post social e nei commenti gli auguri dei tifosi: “Un aggettivo per lui? Dominante. Rimessa dal fondo e la prende lui. Calcio d'angolo e la prende lui. Gli rimbalzano tutti addosso. Un omone di 1,94 che calcia da fuori area, a giro, e magari preparandosi il pallone con la suola. È l'uomo in più anche nei contropiedi, dribblando l'avversario o cambiando gioco con lanci azzeccati. Un centrocampista difensivo, che imposta e che fa gol. E che gol. Quanto è forte Milinkovic-Savic”, l’analisi perfetta di un tifoso.

Sergej è diventato un giocatore biancoceleste nel 2015. Ci ha messo poco a prendersi la Lazio. La faccia da ragazzino è diventata pian piano quella da Sergente e leader. E tutti sono pazzi per lui: “Auguri al più grande centrocampista d’Italia, ti vogliamo bene”. Lui è un vero comandante: “Ha sempre onorato la maglia, continua così Sergej”. Con il Bologna tutti vanno a caccia dei tre punti: un regalo perfetto per il compleanno di Milinkovic. E anche la sua bella Natalija, compagna da circa tre anni, gli ha fatto una bella sorpresa su Instagram: foto e dediche d'amore per lui. Corrieredellosport.it

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Dopo le disfatte europee la Lazio di Inzaghi si è sempre rialzata: i precedenti

Con Mister Inzaghi buone reazioni dopo grandi cadute.

La Lazio è una squadra abile nel sapersi riprendere dopo le disfatte europee. Ne è esempio quanto occorso dopo il 4-1 che la lazio subì a Salisburgo il 12 aprile 2018. Pochi giorni dopo i biancocelesti furono capaci di pareggiare cono orgoglio ed onore il derby capitolino al quale seguirono 3 vittorie contro Sampdoria, Fiorentina e Torino.

Un anno dopo fu una sconfitta al Sanchez Pizjuan di Siviglia in una gara valida per i sedicesimi di finale di Europa League a dare il là ad un filotto di risultati positivi inaugurato con un 3-0 sui giallorossi a cui seguirono un pareggio con la Fiorentina ed una netta affermazione per 4-1 contro il Parma. Giova ricordare che quell’annata si concluse con il successo in Coppa Italia contro l’Atalanta.

Questa è la dimostrazione pratica di come Inzaghi sappia far reagire le proprie squadre le sappia far risorgere come la fenice dalle proprie notti più buie.

Se, saprà imprimere anche questa volta il suo marchio queste giovani aquile oggi apparentemente ferite torneranno a volare, più maestosi che mai ed a fiondarsi con voracità su ogni avversario portando a casa il risultato e facendo altresì gioire immensamente il popolo biancoceleste. Agenzia biancoceleste