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Ora vacanza: ecco la data di rientro a Formello

Il rompete le righe nella notte, tutta la Lazio a casa per godersi un po’ di vacanze. C’è la sosta natalizia per staccare la spina dopo quattro mesi vissuti sempre al massimo. I calciatori sono quasi tutti rientrati con il volo biancoceleste. Vacanze casalinghe e in lockdown. Il 29 dicembre l’appuntamento per la ripresa degli allenamenti. Tamponi di controllo per tutti, poi via in campo per il 2021.

Il calendario

Anche a gennaio si giocherà praticamente sempre. Inzaghi dovrà valutare alcuni suoi giocatori come Acerbi e Leiva, out per problemi muscolari. Lo stesso Correa, uscito alla mezz’ora del match con il Milan e già non al meglio per fastidi al polpaccio. Tempi di recupero più lunghi per Fares. La Lazio riprenderà in campionato sfidando il Genoa in trasferta (3/1). Poi turno infrasettimanale con la Fiorentina (6/1), dopo ecco Parma (10/1) e il derby con la Roma (15/1). Gennaio è ancora lungo: Lazio-Parma di Coppa Italia il 21 gennaio, in chiusura Sassuolo e Atalanta rispettivamente il 24 e 31. Un tour de force incredibile.

Corrieredellosport.it

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La Lazio, Inzaghi e il futuro: serve chiarezza

Gli acquisti in ritardo, il Covid all’interno dello spogliatoio, gli infortuni e l’impatto della Champions, lo stress delle partite ravvicinate e mai come quest’anno, stravolto dalla pandemia. E’ successo di tutto e diciamo la verità: la Lazio avrebbe bisogno di un mese di preparazione e di ripartire da zero per essere valutata.

Venti partite ufficiali, le prime 3 con il mercato aperto, altre 17 dal 17 ottobre al 23 dicembre compresa la sosta di novembre per le nazionali. Ottavo posto in Serie A, cinque sconfitte e diverso terreno perso in campionato, qualificazione agli ottavi di Champions chiudendo il girone da imbattuti, traguardo centrato dopo vent’anni da Inzaghi che aveva già avuto il merito di riportare la Lazio nell’elite europea dove Lotito era arrivato una sola volta, nel 2007, per merito della coppia Rossi-Sabatini. Tra Natale e Capodanno il presidente, il ds Tare e il tecnico si confronteranno per analizzare i primi mesi della stagione. E’ un appuntamento fondamentale per guardare avanti e gettare le basi verso il futuro, non solo legato al rinnovo di Inzaghi, tuttora in bilico.

Lulic e la difesa

Prima di parlare del contratto del tecnico, cerchiamo di capire cosa andrebbe fatto per migliorare la Lazio, ben sapendo che la società (per scarsa disponibilità finanziaria) difficilmente progetterà interventi radicali. Il primo nodo riguarda Lulic, fermo da quasi un anno. Non si può più aspettare il suo ritorno, peraltro sapendo che a fine stagione quasi certamente rientrerà in Svizzera. Fares (da solo) non basta per sostituirlo. Se la Lazio andrà avanti con il 3-5-2, andrà preso un esterno mancino e di buone qualità tecniche, che sappia crossare e alzare il livello dei titolari. L’altro ragionamento riguarda la difesa, nota dolente. Un centrale di piede destro permetterebbe a Inzaghi rotazioni più semplici con Luiz Felipe e Patric. Ora è costretto ad alternare tre mancini (Hoedt, Radu, Acerbi) con l’olandese utilizzabile soltanto in mezzo: è un limite chiarIl nodo della fantasia

C’è un aspetto tattico difficilmente migliorabile. O meglio, sarebbe stato superato se in estate David Silva avesse detto sì al ds Tare. La qualità offensiva, la creatività, le idee della Lazio sono espresse quasi interamente da Milinkovic e da Luis Alberto. Trovare due alternative dello stesso livello è quasi impossibile, anche se a San Siro nell’ultimo quarto d’ora (quando è uscito il serbo) avrebbero fatto comodo la fisicità e l’esperienza di Parolo. In passato la Lazio attaccava con Candreva, Mauri, Felipe Anderson e Keita. Inevitabilmente sono qualità e colpi dei giocatori a fare la differenza. Nel 3-5-2 molto passa per vie centrali, determinano il Mago e il Sergente. E’ un po’ lo stesso difetto dell’Inter di Conte, solida e muscolare, a volte troppo piatta, senza la stessa qualità della Lazio a centrocampo. Simone si dovrebbe sforzare di inserire e trovare una collocazione tattica ad Andreas Pereira. L’ex Manchester United è l’unico tra i giocatori presi nell’ultima sessione di mercato che può garantire un certo tipo di livello. Ha colpi, deve essere inquadrato. In Premier e nella Liga ha giocato soprattutto da esterno, ma può muoversi da mezzala. La stagione vola via in fretta: è necessario accelerare l’inserimento di forze fresche, altrimenti prevale la stanchezza, si spremono i giocatori, si moltiplicano gli infortuni. La panchina non è lunga, così si rischia di accorciarla. E’ il caso di Escalante, sta dimostrando di poterci stare, forse poteva già giocare con il Verona e Leiva, alla settima partita di fila, non si sarebbe stirato. Inutile forzare i recuperi e insistere sempre sugli stessi uomini. I casi di Correa e Acerbi lo dimostrano.

I dubbi su Caicedo

Muriqi, su cui Tare ha investito quasi 20 milioni, sta deludendo. La Lazio è quasi costretta a farlo giocare, deve inserirlo e concedergli delle possibilità. L’arrivo del kosovaro ha inevitabilmente tolto spazio e occasioni a Caicedo, che invece meriterebbe di giocare e sembra per ora di livello superiore. Serve chiarezza anche in questo caso. Se si partecipa alla Champions e in rosa occorrono quattro attaccanti, è giusto che Inzaghi scelga privilegiando i meriti e le necessità. Il Panterone sta ricevendo offerte. Nonostante Tare smentisca, non è un segreto che si sia lamentato. La Lazio non intende cederlo e fa bene: sarebbe un autogol clamoroso. A gennaio, febbraio e marzo ci sarà bisogno dei suoi gol e del suo contributo.

RINNOVO. Non può esserci futuro senza presente. E il primo segnale la Lazio deve darlo convincendo Simone a prolungare il contratto in scadenza a giugno. Servono un altro sforzo e un rilancio economico, la proposta iniziale non è stata ritenuta soddisfacente dal tecnico, che s’interroga dopo cinque anni ad altissimo livello se è giusto proseguire o meno a Formello. Vorrebbe vedere maggiore convinzione da parte di Lotito. La Lazio, per i risultati raggiunti e per quello che rappresenta Inzaghi, non dovrebbe permettersi di perderlo. Significherebbe tornare indietro, sapendo che diventerebbe complicato sostituirlo portando a Formello un tecnico del livello di Allegri, tanto per citare un allenatore da grandissimo club ancora a spasso: lo stipendio del livornese è fuori portata.

Entusiasmo Inzaghi

Oggi la miglior soluzione possibile è ancora legata al nome dell’ex centravanti dello scudetto. E in fondo crediamo che la miglior soluzione possibile per Inzaghi sia ancora la Lazio. La partita di San Siro lo dimostra. Non è concluso il lavoro. Ci sono i contratti lunghi di Immobile, Acerbi, Milinkovic e Luis Alberto a garantire un certo tipo di prospettiva. Si può rinnovare il ciclo, anche rinunciando a un big, sapendo dove intervenire. Meglio di chiunque altro lo può fare Simone, legatissimo alla piazza e ancora giovanissimo. Prima o poi si dovrà misurare in un altro club, ma davanti ci sono almeno dieci o quindici anni di carriera. Può ancora andare avanti con la Lazio, magari progettando l’assalto alla vetta con le mosse giuste. Il calcio del Covid e la crisi della Juve lo dimostrano: c’è un equilibrio di cui fa parte anche la squadra biancoceleste. E poi sarebbe un peccato chiudere e salutare una storia lunga vent’anni in una stagione resa triste dagli stadi a porte chiuse. Augurando un sereno Natale a tutti i tifosi della Lazio, ci piace immaginare a settembre-ottobre del 2021 lo sventolio di bandiere biancocelesti con Inzaghi, Immobile e tutti gli altri dentro l’abbraccio dei sessantamila dell’Olimpico, di nuovo in corsa per la Champions e per i primi posti. L’entusiasmo della gente farebbe sparire di colpo qualsiasi dubbio.

Corrieredellosport.it

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Rinnovo inzaghi: no alla prima proposta, serve un rilancio

In casa Lazio c’è un argomento che spaventa un po’ tutti i tifosi laziali: il rinnovo di Inzaghi. E’ da quest’estate che si parla di un confronto tra il tecnico ed il patron Lotito ma ad oggi, non ci sono stati sviluppi. Secondo quando riporta il Corriere dello Sport, la trattativa tra i due è stata aperta in gran segreto il giorno dopo il pari con il Bruges, ma l’offerta dopo la Champions non è bastata: il mister dice di no, ma lavora per il rinnovo. L’allenatore ha richiesto un ingaggio in linea con i suoi top player e “più convinzione”; il ritocco più i premi devono  ancora salire. Ad ogni modo, il prossimo incontro ci dovrebbe essere dopo Capodanno. Laziopress.it

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Vigilia aspettando notizie dall’infermeria: Acerbi verso il no, Correa forse

Passeranno una vigilia aspettando notizie dall’infermeria, Pioli e Inzaghi, che domani si affronteranno a San Siro per l’ultimo turno prima della sosta. Se il tecnico del Milan dovrà rinunciare sicuramente a KessiéIbrahimovicGabbiaBennacer e Kjaer, il suo collega della Lazio già sa che non avrà a disposizione i due quinti di sinistra (Lulic e Fares), più Parolo e Leiva: il brasiliano ha ricominciato a lavorare sul campo venerdì scorso, ieri ha svolto esami strumentali e sarà pronto per gennaio 2021. Rimane un grande punto interrogativo su Acerbi, che era stato sostituito al 30′ contro l’Hellas Verona per un fastidio all’adduttore. Ha saltato il turno infrasettimanale contro il Benevento e ha provato a rientrare domenica contro il Napoli, salvo fermarsi a pochi istanti dal fischio d’inizio. “Voleva giocare assolutamente, poi alla fine del riscaldamento ha parlato con me e con il dottore dicendo che qualcosa aveva sentito. Non l’abbiamo rischiato perché è importante per noi, con gare ravvicinate non possiamo perdere giocatori“, ha spiegato il tecnico Inzaghi, che ieri nell’allenamento di scarico ha parlato con il giocatore, impegnato soltanto nella sala fisioterapica.
Oggi l’ultimo provino ma le notizie non sono positive: Acerbi non dovrebbe prendere parte alla trasferta milanese. Perché rispetto al passato, a Formello non si vuole più rischiare di mandare in campo un giocatore non al meglio, per evitare ricadute e assenze più prolungate. Anche per volontà del presidente Lotito, che aveva sottolineato a Inzaghi – nel duro confronto di mercoledì scorso – di utilizzate troppo poco le alternative. C’è ottimismo invece su Correa, che in extremis era stato depennato dai convocati domenica sera per un affaticamento al polpaccio sinistro. È l’unico che rientrerà: anche se non sarà al meglio, partirà con la squadra e partirà dalla panchina. TuttoMercatoWeb 

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I senatori e il confronto nello spogliatoio: “Crediamo nei nostri valori, possiamo risalire”

Nella giornata di ieri, all'interno dello spogliatoio della Lazio, è andato in scena un confronto per parlare dei recenti risultati ottenuti in campionato. I primi a prendere la parola, diversamente da quanto accade di solito con il tecnico in prima linea, sono stati i senatori che hanno lanciato questo messaggio ai compagni: "Guardiamoci negli occhi, crediamo nel nostro valore, possiamo risalire". Una presa di posizione che ha fatto molto piacere all'allenatore, che era rimasto deluso da alcuni comportamenti: "Torniamo ad essere un gruppo granitico, prima di ogni cosa conta la squadra" la risposta del tecnico. Sul banco degli imputati ci è finito anche Luis Alberto e non solo da un punto di vista del club ma anche di quello della squadra. Tutti si aspettano qualcosa in più da lui, ma chi lo ha visto allenarsi nelle ultime ore assicura che il Mago è pronto a tornare decisivo. A riportarlo è Il Corriere dello Sport.

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Rumenigge: “Prima del Covid il calcio aveva perso la ragione. Eurolega? Contrario perché danneggerebbe i campionati nazionali”

Intervista all'amministratore delegato del Bayern Monaco di Guillaume Loisy Karl-Heinz Rummenigge, com' è il calcio segnato dalla pandemia?
«Gli stadi vuoti sono il grande problema, che ha ripercussioni sul piano economico, naturalmente, ma impatta anche e soprattutto sulla nostra cultura. A forza di giocare senza spettatori, in un ambiente morto e senza emozione sulle tribune, il timore è che ci vorrà del tempo per ritrovare l'atmosfera diprima della crisi. Dal punto di vista finanziario, è difficilissimo per tutti, ma principalmente inEuropa, dove i salari sono più alti, soprattutto nei grandi club. Molti di questi soltanto un anno faerano considerati ricchi; oggi si può quasi dire che siano diventati poveri».

I vostri giocatori non hanno fatto abbastanza sacrifici?
«Sono stati fantastici. Ci hanno detto tutti che erano pronti a fare uno sforzo a condizioneche nessun dipendente del Bayern si ritrovasse con lo stipendio decurtato. Gli abbiamo chiesto diridurre il loro ingaggio nei primi sei mesi e lo hanno fatto collettivamente».

Quando spera di rivedere degli spettatori all'Allianz Arena?
«Dipende dal vaccino e dal Governo. Io spero a partire da marzo o aprile.
Se riempissimo il nostro stadio al 20 o al 30% già basterebbe a riportare un po' di atmosfera e diemozione. Non è solo una questione di soldi. Bisogna far rivivere la cultura del calcio».

In Francia Mediapro che aveva acquistato i diritti della Ligue 1 si è tirata indietro. La Germania èal riparo da un fiasco del genere?
«Anche noi incassiamo dalle televisioni meno soldi che in passato .
Durante la pandemia, la Bundesliga ha anche dovuto stringere nuovi accordi e le nostre entrate sonocalate del 20%. Oggi i club della Bundesliga hanno 280 milioni in meno in tasca. È una quantità didenaro enorme».

Teme che la bolla dei diritti televisivi possa scoppiare?
«Non credo. Penso che le cifre torneranno al livello precedente alla crisi, e anzi sarannopiù alte. Le catene televisive sono quelle che hanno guadagnato di più in questo periodo, inparticolare quelle a pagamento. Nel weekend della ripresa della Bundesliga c'è stata l'audience più

alta di sempre. L'arrivo di nuovi operatori come Netflix, Amazon, Apple, contribuirà a un aumento deidiritti». Nel 2019 il Bayern spese 80 milioni per Hernandez.
«Oggi probabilmente sarebbero la metà. Il calciomercato ha visto un calo del 50% l'estate scorsa. Maquesta è una buona notizia per il nostro sport. Prima della crisi, il calcio aveva perduto la ragione.C'è stata un'inflazione galoppante dopo l'acquisto di Neymar e di Mbappé da parte del Psg, tre annifa. È un bene che sia finita. Bisogna riportare i salari a un livello più ragionevole».

Vedere il Bayern su Mbappé quindi non è immaginabile?
«Sfortunatamente no. Io adoro lui e il suo modo di giocare, ma non potremo mai farlo venireal Bayern. In ogni caso, si trova bene dove sta».

La formula della Champions dovrebbe evolversi?
«Per me la Champions inizia veramente solo con la fase a eliminazione diretta. Serve unafase a gruppi più appassionante».

L'Uefa dovrebbe ispirarsi alla Final 8 di Lisbona?
«Quella Final 8, che abbiamo avuto il piacere di vincere, è stata organizzata dall'Uefa inmodo fantastico. Dove ogni partita è un dentro o fuori, le emozioni sono assicurate. Non puoi maipermetterti di allentare la tensione, come ai Mondiali. L'Uefa è pronta a prendere in considerazioneun cambiamento».

Perché voi siete contrari al progetto di una Lega che potrebbe fare concorrenza alla Champions?
«Credo che quello attuale rimanga un buon sistema. I campionati nazionali rappresentano labase per qualificarsi alla Champions. Se hai il piacere di parteciparci, è la ciliegina sulla torta.Questo sistema è accettato e apprezzato dal pubblico.
L'opinione dei nostri tifosi è fondamentale: ogni cambiamento dev' essere ratificato da loro».
Coman, decisivo in finale di Champions, ha assunto un'altra dimensione in questi ultimi mesi « (interrompe) 'King' è il mio beniamino. Avevo un ruolo abbastanza simile al suo Mi piace il suo modo diinterpretare il gioco.
Bravo a dribblare, molto dotato tecnicamente, eccezionalmente rapido. Fa tanti assist, in particolareper Lewandowski. E ha un buon carattere».

Il successo di Flick l'ha sorpresa?
«Dare la panchina a Flick, che era assistente di Kovac, è stata una decisione coraggiosa delBayern. Dal primo giorno in cui ha preso le redini della squadra aveva un progetto e una tattica moltochiari. Ha dimostrato anche una grande empatia verso i giocatori. Kovac aveva fatto un buon lavoro,con l'accoppiata campionato-coppa di Germania. Ma qualcosa non funzionava come volevamo: avevamo l'impressione che per continuare a vincere ci fosse bisogno di cambiare. Alla prima partita di Flick,contro il Borussia Dortmund, abbiamo vinto 4-0. Più che i risultati, è lo stile di calcio cheproponiamo con lui che mi piace. Ha sorpreso un po' tutti, perché non era conosciuto nell'universocalcistico. Ora è conosciuto».

Lewandowski è il Pallone d'oro morale di questo 2020?
«Sì, è quello che penso. Abbiamo la fortuna di avere due giocatori fantastici nella nostrasquadra: Neuer, che considero il miglior portiere della storia, e Lewandowski, che segna tantissimigol, ma non solo.
Sono davvero deluso che non ci sia il Pallone d'oro quest' anno».

Il Bayern è arrivato a 8 titoli di fila. L'egemonia rappresenta un problema per l'attrattività dellaBundesliga?
«È un genere di critica che non capisco bene. Non è molto entusiasmante se non sei tifosodel Bayern. Ma i nostri avversari sono forti, il Lipsia ha raggiunto le semifinali dell'ultimaChampions, anche il Borussia Dortmund ha giocato bene fino agli ottavi di finale.
E poi predomini di questo tipo ci sono in molti campionati: è il caso della Juventus, arrivata a 9 scudetti di fila, del Psg in Francia, del Real e del Barcellona in Spagna».

Löw guida la Germania dal 2006 ed è stato confermato ct fino a Euro 2021: 15 anni non sono troppi?
«È difficile e radicale dire che sono troppi. Wenger è rimasto più di vent' anni su quelladell'Arsenal, nonostante il lavoro di allenatore di club sia molto più difficile. Ma quando si perde6-0 in Spagna le critiche sono logiche. Non dimentichiamoci che due anni fa la Germania era andatamolto male ai Mondiali, eliminata già dal primo turno. Il Bayern e i club tedeschi se la cavano bene,ma la nazionale da due anni lascia molto a desiderare. È la nave ammiraglia del nostro calcio.
Sulla nazionale e sulla federazione, dove le cose non vanno molto bene in questo momento, penso che laGermania abbia molto da imparare dalla Francia».

la Repubblica

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L’infortunio di Fares sottolinea il difetto: organico corto sulle fasce

Pochi dubbi sulle fasce per Simone Inzaghi in vista delle partite con Napoli e Milan. Gli unici esterni disponibili sono Manuel Lazzari (a destra) e Adam Marusic (a sinistra, adattato). Il tecnico della Lazio ha la coperta corta: Fares fuori un mese per una lesione al polpaccio, Lulic lontano dal campo da quasi un anno e forse recuperabile a gennaio 2021.

La Lazio sulla fascia sinistra, negli ultimi anni, ha sempre avuto enormi difficoltà. Prima c’era Lulic, capace di fare infinite partite all’anno. Gli innesti Lukaku e Jony non hanno funzionato. Entrambi via: il primo per continui problemi fisici, il secondo perché non ha reso secondo aspettative. Preso Fares, ora fuori. Capitan Senad non gioca da febbraio, operato tre volte. E così la squadra si ritrova in emergenza e rischia anche nel tour de force di inizio 2021. Dal mercato, forse, potrebbe arrivare qualcuno. Ad oggi, con Marusic e Lazzari, le rotazioni non si possono fare. O meglio, ci sarebbe Djavan Anderson, visto soprattutto in panchina, adattabile su entrambe le fasce. Un jolly usato appena 64’ da inizio stagione, destinato a partire in estate, poi rimasto in rosa. Oppure Patric, che fa stabilmente il centrale, ma che all’occorrenza può ricoprire il ruolo di esterno. 

Corrieredellosport.it

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Lazio: i numeri indicano una mini crisi. Fares ko al polpaccio: rischio lungo stop

Ha ragione il "dottor" Reina, la sua ricetta contro la crisi fotografa le lacune della Lazio attuale, lontana dalla zona Champions: « Dobbiamo avere più fame e cattiveria per chiudere le partite. Bisogna essere più uniti di prima. E difendere meglio » . Assurdo, per una squadra ambiziosa, racimolare solo 4 punti contro Udinese, Spezia, Verona e Benevento. Non a caso, Lotito è furibondo e ieri ha tenuto a rapporto Inzaghi: c'è tensione tre i due, il rinnovo del tecnico non è più una priorità. La squadra non rende secondo le proprie potenzialità e le alternative vengono utilizzate poco: queste le accuse del presidente all'allenatore. A sua volta, il tecnico è convinto che abbiano pesato infortuni, casi di Covid, stanchezza e calendario. Di sicuro, dopo il lockdown, la Lazio in campionato si è persa: la media punti a partita è crollata da 2,38 (62 in 26 giornate) a 1,41(34 nelle ultime 24, di cui 12 di questa Serie A). Preoccupante il dato dei gol subiti, già 20. E 18 quelli segnati. Il tecnico spera di recuperare Acerbi, ma il leader della difesa è ancora in dubbio con il Napoli di domenica. Un lungo stop aspetta l'esterno Fares (polpaccio ko). Numeri di tutt' altro genere quelli di Immobile, 45 gol nelle sue ultime 50 partite. Sono 32 le reti nel 2020: il suo rivale in Nazionale, Belotti, è a 17. Sul banco degli imputati c'è invece Luis Alberto, che a Benevento ha giocato senza la cattiveria agonistica, la voglia e l'altruismo necessari per vincere. In particolare dallo spagnolo, Inzaghi si aspetta una reazione contro il Napoli. Segnali importanti invece da Pereira, che merita più spazio. Sul mercato di gennaio, tra Natale e Capodanno vertice con Lotito, Tare e Inzaghi per decidere se e come intervenire.

la Repubblica

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Ifab, via libera alle 5 sostituzioni per tutto il 2021

La regola dei cinque cambi, introdotta dopo la ripresa del campionato in seguito allo stop per la pandemia al fine di recuperare tante partite in tempi brevi senza grosse ripercussioni sui calciatori, diventa sempre più una realtà. Prorogata a luglio, nel corso dell'ultima riunione dell'Ifab ((International Football Association Board), è stato deciso di protrarla fino al 31 dicembre 2021 per le competizioni di alto livello nazionali e al 31 luglio 2022 per quelle internazionali.

corrieredellosport.it

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Non c’è Lazio senza Immobile: Ciro trascina, il resto fa fatica

Sempre presente, anche affaticato non molla e segna reti da cineteca: come sottolinea il Corriere dello Sport, non c’è Lazio senza Ciro Immobile. Anche ieri, nel pareggio in casa del Benevento, la nota positiva della sera è il gol-prodezza dell’attaccante laziale. Ieri ha siglato la marcatura numero 137 con la maglia biancoceleste e nel 2020 ha partecipato a 16 reti in trasferta, tra cui 2 assist. King Ciro quindi si conferma il trascinatore della banda Inzaghi, che ora ha l’imperativo di rialzarsi e recuperare punti in campionato.laziopress.it