L’ultimo giorno dell’anno si avvicina. Prima di mandarlo via a colpi di spettacoli pirotecnici e tappi di spumante, è tempo in queste ore di fare bilanci.
Ognuno, a seconda del proprio settore, traccia un resoconto del 2021, stilando perché no classifiche. Ciò succede anche nel mondo del calcio; le graduatorie sommarie si moltiplicano, tra gratificazioni e delusioni.
Visto che ci troviamo pur sempre nel periodo più buono per eccellenza, ci concentriamo su quanti si sono distinti per merito in quest’anno solare. In particolare faremo riferimento alla rivista “FourFourTwo” che ha stilato la lista dei 50 migliori allenatori del 2021.
Restando in casa nostra, in Italia, certamente possiamo gonfiare il petto alla notizia che ben 10 tecnici azzurri (un quinto esatto del totale) rientrano in questa speciale classifica.
Dimenticandoci il primo gradino del podio, anzi; non considerando proprio tutta la “zona medaglie”, vediamo come un gradino più sotto, in posizione numero 4, ci sia Antonio Conte. L’aver riportato l’Inter alla conquista dello scudetto è stato un parametro di giudizio più pesante dello stesso Europeo vinto da Roberto Mancini, il quale si è piazzato al sesto posto.
Scorrendo un po’ più in basso, la crescita costante negli anni di quella che era una realtà di provincia, l’Atalanta, è stata notata anche dalla commissione giudicante che ha attribuito a Gian Piero Gasperini la 14esima posizione.
Spirito di lavoro e di sacrificio che sembrano essere apprezzati visto che al 22esimo posto troviamo Stefano Pioli, premiato per aver saputo dare al Milan dopo anni fondamenta solide.
Un solo gradino più in basso troviamo un evergreen: Carlo Ancelotti. Obiettivamente, il 2021 non è stato il “suo” anno, ma il suo peso specifico è fuori discussione da tempo ed è stato riconosciuto anche come semplice forma di rispetto e di gratitudine.
Ha scalato la graduatoria, forse soprattutto per i suoi primi mesi di Inter, Simone Inzaghi. In estate fu chiamato alla prima prova del nove della sua carriera. Fin qui, con umiltà, sta plasmando e rimodellando a suo piacimento un organico di livello. Tutto ciò gli vale la 27esima piazza.
29^ è invece Maurizio Sarri, tornato alla guida di un club da questa stagione. Si è seduto proprio sulla panchina lasciata scoperta da Inzaghi, quella laziale. Non ha fornito ancora prove esaltanti, magari semplici lampi della sua ambiziosa idea di calcio. Forse, proprio per il suo credo per il quale viene considerato un maestro, è stato inserito in questa classifica.
Un altro allenatore tornato in ballo è Massimiliano Allegri. Ricostruire la Juve di un tempo è un’impresa ardua persino per lui. Ma con la sua tempra in questa parte finale dell’anno ha mostrato qualche segnale positivo. Una sorta di “premio sulla fiducia” è per lui la posizione numero 31.
36^ è Luciano Spalletti che, sotto il Vesuvio, sta provando a mettere da parte il suo carattere vulcanico per regalare una gioia dopo tanti anni ad un’intera città. L’avvio era da podio, il dicembre “nero” l’ha fatto scivolare più giù.
Chiude la classifica italiana Roberto de Zerbi con il suo 45esimo posto. Emigrato in Ucraina per esportare il suo bel gioco ai confini d’Europa, il calcio che ha iniettato nelle vene del Sassuolo è ora una filosofia scopiazzata qua e là.