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La scossa di Lotito: “Scendo in campo, faremo qualcosa sul mercato”

“Purtroppo negli ultimi due giorni sono stato impegnato ma adesso scendo in campo io. Faremo qualcosa sul mercato”. Questo il virgolettato riportato da ‘Il Messaggero’ del presidente Lotito. Sembra il copia e incolla di quello che è già successo in estate, con il patron biancoceleste che – praticamente al termine del mercato – prende le redini della situazione. Dopo la cessione in prestito di Muriqi dunque, il calciomercato può ufficialmente iniziare. Il tempo stringe, c’è spazio – forse – per un paio di operazioni prima delle 20 del 31 gennaio.

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Simeone e il rapporto con Veron: “Neanche ci salutavamo, ma in campo avrei ucciso per lui”

Averli visti insieme, in quella super Lazio, sembravano davvero amici per la pelle. Simeone e Veron hanno reso grande la squadra dello scudetto del 2000 già imbottita di super campioni. Sintonia e abbracci sul terreno di gioco, solo lì. Fuori, a quanto pare, non scorreva buon sangue. Nella serie Amazon Prime Video ‘Simeone – Vivir partido a partido’ che racconta le avventure del Cholo tra passato e presente, è lo stesso Veron a raccontare per primo quel periodo e il loro rapporto: “Per Simeone ho rispetto e ammirazione, ma non siamo amici e non mi sono mai considerato tale. Dopo tutto questo tempo posso arrivare a considerarmi un buon compagno di squadra. Abbiamo avuto divergenze sia in nazionale che alla Lazio. In campo, però, io avrei ucciso per lui e lui faceva lo stesso”. “Mi sedevo vicino a lui, lui arrivava, ci cambiavamo uno vicino all’altro. Io non lo salutavo e lui non salutava me. Anzi spesso si spostava. Il nostro rapporto era solo sul campo. Se toccavano lui era come se fosse mio fratello. Nessuno è più importante della squadra, questa frase dice tutto”.

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Atalanta, Percassi gela la Lazio: “Miranchuk rimane”

l’AD dell’Atalanta Luca Percassi, intercettato all’assemblea di Lega a Milano, su precisa richiesta dei cronisti ha risposto: “Miranchuk rimane”. Il club bergamasco ha dovuto dire addio a Gosens, ceduto all’Inter: “Il ragazzo meritava un grande club, noi siamo coperti, anche se il mercato offre sempre delle opportunità”.

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Gravina: “Non più per il mercato, l’indice di liquidità sarà legato all’ammissione al campionato”

“L’indice di liquidità salirà fino a 1 nell’arco di 3-4 anni. Non è più un indice che impedirà o consentirà le attività di calciomercato, ma sarà un indice legato all’ammissione al campionato”. Lo ha dichiarato al termine del consiglio federale il presidente della Figc Gabriele Gravina. Il numero uno della Federcalcio vuole aumentare il rigore finanziario, con la Lazio che risulta attualmente tra i club sotto la lente d’ingrandimento per l’indice di liquidità sotto la soglia.

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Marotta: “Calcio italiano a rischio default, il Governo non può più ignorarlo”

Beppe Marotta, AD dell’Inter, al ‘Sole 24 Ore’: “La Serie A e più in generale il calcio italiano sono a rischio default. Questa cosa il Governo e le istituzioni politiche non possono più ignorarla. È un sistema sull’orlo del baratro, che aveva certamente squilibri già prima del Covid, ma che non ha ricevuto praticamente nulla in questi due anni di pandemia. I margini di resistenza si sono assottigliati al minimo”.

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Tare: “Lavoriamo sul mercato, possibilità di sbloccare l’indice di liquidità”

“Noi più che sugli avversari, facciamo la corsa su noi stessi. Questo è un campionato che ha mille e grosse difficoltà e queste cose ci hanno fatto capire tanto. Per questo dico che per noi è fondamentale non pensare troppo in avanti e vivere la giornata. Tra uno o due mesi vedremo dove ci troveremo in classifica”. Predica calma, Igli Tare. Il ds della Lazio, ai microfoni di Sky Sport, ha parlato anche di mercato: “Stiamo lavorando per sbloccare l’indice di liquidità. Qualche possibilità c’è. Le cose purtroppo cambiano giorno per giorno, a volte in positivo e a volte in negativo. La fiducia c’è. Se riusciamo a fare quello che dobbiamo fare siamo ben contenti di aiutare squadra e allenatore. Sbloccarlo con le cessioni? Più che questo anche attraverso giocatori da mandare in prestito”.

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Sarri: “È mancata brillantezza in avanti, anche noi in difficoltà per le assenze. Contratto? Lotito ha avuto problemi”

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, parla così ai microfoni di Sky del pareggio contro l’Atalanta: “L’Atalanta aveva delle grandi difficoltà, ma noi avevamo cinque giocatori fuori con due rientrati ieri. Anche noi abbiamo i nostri problemi. Abbiamo fatto a meno di sette giocatori e abbiamo fatto una buona partita tatticamente. C’è mancata brillantezza e nella ripresa hanno pesato i 120’ con l’Udinese”. 

Non subite gol da tre gare.
“Offensivamente negli ultimi venti metri abbiamo faticato ma fin lì abbiamo fatto bene con qualità e palleggio. Nella zona di campo dove serve brillantezza fisica abbiamo pagato qualcosa. L’Atalanta i difensori li aveva e per la partita fatta hanno fatto molto comodo”. 

Cosa serve di più davanti?
“Oggi c’è mancata brillantezza. Abbiamo giocato 120’ tre giorni fa con i giocatori che hanno giocato oggi. Abbiamo pagato un po’ queste cose. Felipe Anderson non attacca molto l’area, anche Zaccagni per caratteristiche non lo fa. Penso che se stiamo in campo nella maniera giusta troviamo la giornata di grazia. Il rientro di Pedro ci aiuterebbe molto”. 

Quanto è integrato nel progetto Lazio?
“Le società sono fatte di persone e questa società è fatta di persone con cui sto bene. Tutti, dagli addetti a Formello agli altri. Mi sento a casa. Lotito? Lui si disinteressa dell’aspetto tattico, a me non ha mai chiesto niente. Si interessa se funzionano le cose accessorie, sul centro sportivo, ma non l’ho mai sentito parlare di un giocatore”. 

Rinnova il contratto?
“Non l’ho ancora avuto sotto il naso, ma nell’ultimo mese il presidente ha avuto diversi problemi, forse più importanti”. 

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Milinkovic: “Dovevamo vincere a tutti i costi, quando ci ricapita un’Atalanta così…”

Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio, ha così parlato a DAZN dopo il pareggio interno con l’Atalanta: “Sì, è un’occasione persa perché dovevamo vincere a tutti i costi: non credo che riaffronteremo un’Atalanta senza i suoi migliori giocatori. Forse l’unica positiva è non aver preso gol”.

Credete ancora alla Champions?
“Quello è l’obiettivo dal primo giorno, dobbiamo crederci: abbiamo perso qualche punto ma ora dobbiamo prepararci al meglio perché abbiamo un calendario duro. Queste due settimane ci serviranno per migliorare qualcosa che non sta andando bene”.

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Gravina: “Nazionale, pandemia e riforme; è ora di cambiare il calcio”

L’errore dell’arbitro Serra in Milan-Spezia è un «prezzo del rinnovamento». C’è qualcosa di novecentesco nel racconto di Gabriele Gravina, che ne fa un superstite del riformismo democristiano nell’era dei petrodollari e degli azzardi finanziari. Nessun giudizio è una condanna, e niente è dato una volta per tutte, perché le riforme si fanno con un compromesso virtuoso, o piuttosto non si fanno. E si realizzano a piccoli passi. La transizione che il calcio attraversa richiede realismo e misura. Per questo i ristori ai club sono «una responsabilità», la cattiva gestione «un vizio», il governo «un faro», i playoff «un’opportunità», la Nazionale «un progetto che non si ferma, comunque vada». E la pandemia che cos’è, dopo due anni di slalom tra contagi, divieti e conflitti? «Una montagna che iniziamo a scalare – risponde il presidente della Figc -. Il protocollo sanitario è una vittoria. La soglia del 35 per cento di contagiati ci pone al riparo da divieti difformi delle singole Asl. Non accadrà più che si giochi con undici positivi e si resti bloccati per tre. È una garanzia che il virus non intaccherà d’ora in poi la regolarità della competizione».

Ma dal governo avete qualche garanzia sulla riapertura degli stadi?

«La garanzia è il dialogo istituzionale. Il limite dei cinquemila spettatori è stato un atto di responsabilità. L’auspicio è che, usciti tutti vaccinati dal picco, si torni a una capienza del cento per cento. Il calcio si confermerebbe apripista della sicurezza e della normalità».

Non tutto è andato per il meglio. I contagi di Natale dimostrano che la serie A ha dimenticato troppo presto le bolle e le cautele, non le pare?

«No, al 20 dicembre avevamo un numero di casi inferiore ad altri settori. Il rompete le righe delle vacanze li ha fatti crescere, ma è anche vero che i ragazzi coinvolti si sono negativizzati in pochi giorni».

Il campionato ha perso partite e pubblico. Se i ristori non arrivano?

«Non può accadere. Il calcio traina l’economia, coinvolge dodici settori merceologici diversi, vale una percentuale importante del pil e produce un gettito fiscale di oltre un miliardo. Merita almeno la stessa dignità di settori come cinema e teatro».

Malagò chiede che si valuti l’entità esatta del danno. Condivide?

«I conti li ha già fatti una società di revisione. Manca un miliardo. Si tratta di accordarsi sulle modalità».

Ma il calcio è entrato nella pandemia con quattro miliardi di debiti, e in questi due anni ha continuato a farli. Il Genoa ha licenziato il quinto allenatore in due anni, dopo avergli concesso un triennale da due milioni e mezzo a stagione.

«Il Covid ci ha colto nel pieno di una tensione finanziaria. Ma quei debiti sono stati sempre coperti da finanziamenti infruttiferi e postergati, cioè forme di ricapitalizzazione delle proprietà. Il Genoa a Natale ha versato decine di milioni di capitali freschi. Questo per dire che il calcio ha messo il suo. Però è vero che far crescere i costi mentre i ricavi calano vuol dire mettere a repentaglio il sistema. Questo mi preoccupa quanto lei».

corrieredellosport.it

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Ancora porta inviolata, Patric: “Abbiamo lavorato bene sulle preventive. Stiamo trovando maturità nel nostro gioco”

Nel post partita di Lazio-Udinese, il difensore biancoceleste Patric è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky.

“L’Udinese è una squadra molto fisica, abbiamo fatto il nostro gioco disputando una grande gara. Abbiamo mosso bene la palla avendo pazienza e lavorando bene sulle coperture preventive. Abbiamo meritato il passaggio del turno. Sono felice, stiamo trovando la maturità nel nostro gioco, stiamo iniziando a divertirci nuovamente.

In difesa tutti siamo stati attenti contro degli avversari molto pericolosi. Dobbiamo continuare su questa strada con la maturità acquisita. Sono contento di giocare in coppia con Luiz Felipe, sto trovando continuità e questo mi soddisfa. Siamo ancora in corsa su tutti i fronti, abbiamo delle buone sensazioni e questo ci dà fiducia.

Rispetto alla sfida di campionato siamo stati più umili e consapevoli del fatto che ogni squadra potrebbe batterci. La squadra sta trovando una grande maturità nel gioco richiesto dal mister, si stanno affinando i movimenti. Stiamo facendo bene, serve continuare su questa strada.

L’Atalanta è una grande squadra, ogni anno merita di essere sopra. Per noi sarà una gara fondamentale per rimanere in alto, credo che ci prepareremo bene”.