Igor Tudor alla Lazio ha fatto bene. Nel periodo con il croato in panchina solo l’Atalanta ha conquistato più punti della Lazio. Per questo Alessio Tacchinardi, che con Tudor ha giocato alla Juventus, critica il presidente Claudio Lotito che non ha fatto di tutto per trattenere il tecnico che aveva sostituito Maurizio Sarri. “Sono convinto che Igor poteva creare un ciclo – ha detto a Dotsport.it –. Si vedeva già la sua mano sul modo di giocare della squadra. Era riuscito a incidere in poco tempo, ottenendo anche ottimi risultati. Per questo mi ha sorpreso e mi è dispiaciuto che si sia arrivati a questa soluzione. Tudor forse è stato un po’ troppo intransigente. A volte bisogna anche capire le difficoltà delle società per le quali si lavora. Ha chiesto di cambiare 8 giocatori, che sono oggettivamente tanti. Si poteva arrivare a un compromesso. Per me alla lunga ci perde la Lazio con questa decisione, ma anche Tudor deve riflettere su quanto è accaduto”. Segui tutte le notizie di Lazio attraverso il sito Radiosei.it.
Miro Klose è tornato ad allenare, ma per Markus Babbel la scelta è sbagliata. L’ex giocatore della Lazio è in ritiro con il Norimberga, club di seconda divisione in Germania, che si è affidato a lui per ripartire dopo varie stagioni difficili. Markus Babbel, che nel 1996 vinse gli Europei con la Germania, non è convinto che quella di Klose sia la scelta giusta: “Il Norimberga è una bella gatta da pelare – ha detto a Ilgiornaledellosport.net -. Si tratta di un club con grande passato e tradizione, nel quale più che al presente o al futuro si guarda indietro. La realtà è che è una squadra di seconda divisione che spesso rischia di retrocedere in terza. Sono curioso di vedere cosa accadrà, anche perché l’ambiente si innervosisce sempre molto velocemente. La squadra verrà rivoluzionata. Miro è abituato alle pressioni, ma da allenatore è tutto più difficile. Non so se è stata la scelta giusta, è davvero un ambiente difficile. Se riuscirà a portare entusiasmo potrà fare bene, ma lì le critiche sono dietro l’angolo”.
Il DS della Lazio Fabiani, a margine della presentazione di Noslin, ha risposto alle domande dei cronisti presenti nella sala stampa di Formello: “Immobile? Sono abituato ad agire quando ci sono le carte e le richieste ufficiali. Dovesse arrivare da parte del club che vuole Immobile, la società ne prenderà atto e valuterà il da farsi. I se e i ma lasciano il tempo che trovano. Ho sentito di questa eventualità, parliamo di uno che ha fatto la storia della Lazio, un campione, e va trattato nelle dovute maniere. Se arriverà la proposta del Besiktas e Ciro la prenderà in considerazione la società ne prenderà atto e si muoverà di conseguenza. Il calciatore non ha chiesto di andare via a zero, ho sentito dire che a lui sarebbe gradito il trasferimento. Nessuno ha messo alla porta nessuno, chi è andato via lo ha fatto per una sua volontà. Dovesse verificarsi, vuol dire che c’è la volontà del calciatore. Io spero possa rimanere, da parte mia e della società c’è stima dell’uomo. Noi dobbiamo ragionare con dati oggettivi e situazioni attinenti ai fatti, non su situazioni che rimbalzano a livello mediatico. Ad oggi è convocato per Auronzo“.
“Tavares interessa molto alla Lazio, ci sono delle corrispondenze tra le due società sull’accordo da trovare, ma in realtà è stato trovato ieri. Poi bisogna mettere d’accordo altre componenti, va trovata anche l’intesa con il calciatore e gli agenti, sono più che fiducioso, per motivi scaramantici non dico che è già della Lazio, ma ci sono grosse possibilità“.
“Greenwood? Già lo scorso anno lo stavamo trattando, siamo ancora in contatto con lo United, ci sono azioni di disturbo. Il consiglio del Diavolo se lo mangia la volpe. E io non sono il diavolo…”
“Mai avrei pensato a un cambio generazionale del genere, a una fine ciclo così. Sta avvenendo ora ma è partito l’anno scorso. Tutti quelli che sono arrivati hanno gli elementi giusti per iniziare un nuovo ciclo, si basano su uno, due o massimo tre anni. Quelli che saranno i risultati quest’anno o il prossimo non lo so. Ho detto di ispirarmi a modelli esteri di società, se cito un’italiana penso al Bologna e all’Atalanta, è quello che stiamo facendo. Mi assumo tutte le responsabilità. Sono convinto del lavoro che stiamo facendo, poi i risultati diranno se abbiamo fatto bene o male. Il giudice supremo è il campo, quello ci darà il responso. Dobbiamo dare fiducia ai ragazzi, possono dare tanto, dal punto di vista tecnico e caratteriale. Sono fiducioso”.
“Parlare di incedibili è un parolone, poi nel calcio le cose cambiano e uno può essere smentito. Mancherebbe, uso il condizionale, il terzino sinistro. Ma c’è Pellegrini, Marusic ha giocato sempre a sinistra. Manca un mese e mezzo alla fine del mercato, strada facendo vediamo se può migliorare. Domani la squadra parte con lo staff tecnico, gli abbiamo messo a disposizione tutti i giocatori nei vari ruoli. Il gioco di Baroni prevede interscambiabilità”.
“Sono 30 anni che faccio questo mestiere, non pensate che a Messina, Trieste, Genova, non ci sia stata la contestazione. È uno stimolo per fare sempre meglio. Ho visto una contestazione molto contenuta, non ci sono stati incidenti, è stata civile, i tifosi hanno rivendicato delle situazioni, avranno le loro ragioni. Io spero di smentire sul campo la contestazione, io sono 7 giorni su7 a Formello, lavoro per il bene della Lazio. C’è tutto quello che serve per costruire un futuro importante. Il modello Feyenoord, Atalanta e Bologna, la gente deve stare al servizio della Lazio. Siamo al secondo anno, mi auguro di terminare il discorso in tempi brevi, chi è qui deve sapere che c’è una società forte alle spalle. Io quando ci sono le critiche non le prendo male, aiutano a migliorare, ci fanno aprire gli occhi su alcuni aspetti. Uno le coglie al volo per migliorare. Ben vengano le critiche e le contestazioni. Lotito poi parla per suo conto, non mi ha mai imposto nulla, se qualcosa non va o ci sono errori mi assumo le responsabilità in prima persona”.
“Dele-Bashiru è una sorpresa per voi, esce un nome e uno va subito a vedere se il giocatore sia buono o no. Su Dele Bashiru ci sono pochi filmati, la Turchia non concede troppi filmati sui calciatori. Noi lo abbiamo studiato a fondo, ha delle performance che ci hanno fatto capire che è un elemento che corrispondeva alle nostre esigenze. Ha una gamba devastante, può garantire le due fasi come trequartista del 4-2-3-1, è quello che chiedeva Baroni per caratteristiche. Abbiamo fatto una scelta ponderata fino in fondo, per le questioni fisiche e sui report di chi ha seguito e conosce bene il ragazzo. Tchaouna l’abbiamo seguito tutto l’anno, siamo stati veloci a esercitare la clausola, ogni tanto diamoci qualche merito. Tante altre squadre che fanno la Champions hanno chiamato la Salernitana per lui”.
“Nella vita uno deve puntare sempre al meglio. Io sono fiducioso del lavoro intrapreso da un anno a questa parte. Si è passati da un tipo di gioco di possesso asfissiante a un gioco con attacco alla profondità, con gente di gamba, strutturata, che possa tenere botta nei 90 minuti e nei turni infrasettimanali. Basta vedere in Inghilterra e in Francia. In Spagna soltanto c’è una cosa innata sul tiki taka. Ogni nazione ha la sua cultura, per essere competitivi dobbiamo puntare sulle caratteristiche a quei paesi che in Europa hanno fatto sempre bene. Perché non rubare un po’ da loro per migliorare? Penso che la Lazio farà divertire nei prossimi 5-6 anni, abbiamo preso dei giovani, mettiamoli alla prova, io chiedo a tutti un po’ di pazienza e dargli fiducia. Farli sentire a casa loro e ci toglieremo grandi soddisfazioni”.
“Si parla tanto del settore giovanile e si dicono tante cose. Quando si parla di qualcosa bisogna conoscere la materia fino in fondo. Dutu è andato a scadenza, se è affascinato dal Milan cosa possiamo fare? Il tema è posto in termini di norme. Se io chiedo qui a voi, nemmeno sapete che ruolo sia Sardo? È stato talmente pubblicizzato che è venuto da noi per fare ragionamenti che da noi non trovano riscontro. Poi il governo fa una norma e a quel punto si rimescola un po’ tutto. Prima si poteva fare un anno di addestramento tecnico, poi si decideva di fare o meno il contratto. Prima della proroga molti si potevano svincolare e non si poteva fare nulla. Io non mi faccio ricattare dagli agenti, non funziona così. Sia il governo che le istituzioni federali devono incontrarsi e trovare la quadra. Io mi costuisco un giocatore per 4-5 anni e poi lo perdo. Se qualcuno va alla Roma vuol dire che non era laziale. Io voglio lavorare con chi ha il sangue laziale. La Lazio ha costruito uno stabile solo per le ragazze, che io non ho visto in nessun altro posto in Italia. La Women si allena a Formello, non è vero che stiamo investendo sul settore giovanile. Negli anni passati c’è stato un metodo che non ha funzionato. Voglio gente che abbia senso di appartenenza e lazialità, che suda per un credo calcistico, non per un discorso economico. Se il progetto è tecnico posso discuterne, se è solo economico per me possono andare tranquillamente”.
“Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Non contano i tiri, semmai le reti segnate. Ho sentito parlare di annata fallimentare, una debacle, ecc ecc… Quelli non vogliono bene alla Lazio, ma al proprio portafogli, vogliono fare marchette o i capopopolo. Amo chi viene allo stadio che va sacrifici per andare allo stadio e farsi l’abbonamento. Il ciclo Milinkovic, Luis, Felipe… è chiaro che è finito. Ma se Anderson è voluto tornare in Brasile, chapeau. Gli anni passano per tutti, la Lazio non ha messo alla porta nessuno. Vale per esempio per Pedro, nessuno ha impedito le 20 presenze che hanno fatto scattare il rinnovo. Abbiamo iniziato un nuovo percorso di fare calcio, non mi interessa quanti tiri facciamo, ma i gol. Poi tiriamo le somme a fine campionato. Sono convintissimo che a stretto giro ci toglieremo grosse soddisfazioni. Io non sono abituato a prendere in giro i tifosi, potrei prendere uno a fine carriera e fare la ‘paraculata’. Una società deve essere giudicata per la serietà, la passione e il senso d’appartenenza necessario. Il derby, per esempio, è l’arena: o vita o morte, ma serve gente che si spende e dà tutto. Con le brave persone non si va da nessuna parte”.
Le parole di Tijjani Noslin in conferenza stampa di presentazione da Formello.
“Parlerò in inglese, sono molto felice di essere qui. È il mio primo passaggio in un grande club, farò il massimo per ottenere il meglio in questo grande meglio. Spero potremo raggiungere obiettivi importanti, sono Tijjani Noslin, ho 25 anni e darò il massimo per la Lazio”.
Ti è cambiata la vita in questo anno? “Si, sicuramente qualcuno mi conosceva per quello che avevo fatto prima ai tempi del Fortuna. Ci sono state molte persone che mi hanno aiutato a raggiungere quello che ho raggiunto e arrivare fin qui. Devo ringraziare il Fortuna e il Verona per l’occasione che mi hanno dato”.
Quali insegnamenti ti porti dall’avventura con Baroni a Verona? “Sono molto felice di ritrovare Baroni e che abbia spinto per comprarmi, ha avuto fiducia in me e sono felice. L’ho conosciuto per qualche mese ma ha già visto cosa posso fare e a Verona ci chiedeva sempre di andare in avanti, mai di abbassarci. Non sento la pressione, gioco il mio calcio e amo giocare a calcio. Vedremo cosa succederà, capisco che ci siano aspettative vista la cifra importante che è stata spesa, ma spero di rispettare le aspettative del club nei miei confronti”.
Qual è il ruolo più adatto alle tue caratteristiche e dove ti senti più a tuo agio? “Per me la cosa più importante è giocare, non importante se a sinistra, a destra o al centro. Cercherò di fare il massimo in ogni posizione e spero di poter fare il maggior numero di gol e assist per aiutare la squadra a qualificarsi per la prossima Champions League”.
Prenderai il posto di Immobile, che responsabilità è? “Mi ha fatto piacere sapere che un allenatore come Baroni mi dia questa fiducia. Non so cosa succederà con Immobile, quel che so è che in qualsiasi posizione del campo farò di tutto per aiutare la squadra con gol e assist”.
Hai già un obiettivo a livello di gol per la prossima stagione? “Come ho detto, ho segnato cinque gol e servito quattro assist, ho aiutato il Verona a rimanere in Serie A e di questo sono felice. Ora sono un giocatore della Lazio e sarà tutto diverso, a me non interessa quanti gol segnerò, ma farò di tutto per aiutare la squadra a vincere più partite possibili e raggiungere i nostri obiettivi”.
Cosa ha portato alla tua esplosione nel nostro campionato? Come pensi di poter gestire l’eredità che lascia Felipe Anderson? “Ci sono stati tanti giocatori di alto livello nella Lazio come Anderson e Immobile che sono leggende per il club. So che nei primi mesi a Verona ho fatto bene, spero di poter fare ancora meglio perché giocherò con compagni ancora più forti. Credo che avrò più possibilità di far gol o assist e spero di poter anche raddoppiare i numeri dello scorso anno”.
Qual è il tuo punto di forza e in cosa puoi migliorare ancora? “Posso migliorare in ogni aspetto, non si raggiunge mai l’apice, si può sempre migliorare sia a livello di gol che a livello fisico. Ci sono tante cose in cui posso migliorare e spero che compagni di squadra così forti possano aiutarmi a migliorare di settimana in settimana”.
Quali sono state le tue emozioni quando hai saputo dell’interesse della Lazio? Ti hanno già parlato del derby? “Prima di tutto ringrazio il direttore per ciò che ha detto e per avermi dato la chance di essere qui. Ho saputo dell’interesse della Lazio due settimane prima della fine del campionato, mia sorella segue molto i social e ha letto dell’interesse di Torino e Lazio. Dopo la fine della stagione sono andato in vacanza e il mio agente mi ha detto che ero molto vicino alla Lazio e ho subito sperato che diventasse realtà. Del derby tutti sanno tutti, sia in Italia che all’estero tutti sanno l’importanza di questa partita, non vedo l’ora di giocare questa partita e spero di vincere entrambi i derby”.
Ti ha colpito qualcosa della Lazio quando hai giocato qui all’Olimpico? Sogni anche la nazionale? “La prima volta che sono stato a Roma ho giocato all’Olimpico contro la Lazio ricordo che era un momento difficile per la Lazio, ma vedendo lo stadio è stata una grande emozione.
Non era tutto esaurito, ma c’era più di metà stadio ed è stato straordinario, non vedo l’ora di giocare in un Olimpico pieno. Avevo già parlato una volta in un’intervista di quando ho fatto il ryder. Ora voglio pensare al giocatore che sono, so che non bisogna mollare mai, bisogna dare tutto ogni allenamento. Ovviamente la nazionale è un grande sogno per me, sento di esserci sempre più vicino. Ho già parlato con il ct e spero di arrivare presto in nazionale”.
Questa Olanda può vincere l’Europeo? Ci puoi raccontare le tue caratteristiche, Noslin che calciatore ricorda? “Ho visto tutte le partite dell’Olanda fin dall’inizio, la squadra non ha ancora raggiunto il suo potenziale massimo.
Spero che questa sera possa vincere, sarò sul divano a vedere la partita e spero che ci sarà la possibilità di avere una rivincita rispetto alla finale del mondiale del 2010. Sono un giocatore che lascia tutto sul campo, cerco di sentire il gioco e cerco di raggiungere sempre un livello più alto grazie anche all’aiuto dei compagni.
Sono un giocatore molto veloce, cerco di fare gol e ciò che ho imparato in Olanda è che devo cercare di creare almeno una situazione importante che possa cambiare la partita.
Ci sono tanti giocatori che osservo, se devo fare qualche nome possiamo parlare di giocatori come Mbappé, Leao, Vinicius, Dembele e anche Yamal, ma ci sono tanti giocatori anche qui alla Lazio da cui posso imparare”.
Ci puoi raccontare la tua amicizia con Snejider? Ti ha raccontato qualcosa della Lazio? “Si, mi ha parlato della Lazio. Mi ha aiutato molto nello scegliere, mi ha detto che la Lazio è un grande club e che venire a Roma sarebbe stato il passo giusto per la mia carriera e mi avrebbe aiutato molto anche per il mio futuro”.
Sei nato centravanti e hai deciso di fare l’esterno perché prendevi troppe botte? Qual è il tuo rapporto con i rigori? “Non penso che la posizione dove gioco sia un tema importante, posso giocare in tutti i ruoli dell’attacco. Sono il giocatore che sono e cerco di fare qualcosa che possa sempre creare occasioni da gol, questa è la cosa più importante. La pressione che c’è fuori dal campo non fa la differenza, l’importante per me è giocare libero con la testa e fare la differenza con le mie giocate e la mia velocità. È un giocatore di squadra e dobbiamo tutti aiutarci per cercare di raggiungere il massimo. Spero di poter segnare qualche rigore se dovessi tirarli”.
Hai seguito in passato giocatori che hanno giocato alla Lazio? “Stefan de Vrij ha giocato qui e ha fatto grandi cose se vedi la sua carriera, credo che sia un grande giocatore e tutti a Roma lo conoscono. Spero di raggiungere gli stessi obiettivi che ha raggiunto lui e spero che possa diventare campione d’Europa con la nazionale. Non seguo giocatori in particolare, cerco di raggiungere il massimo possibile concentrandomi su me stesso”.
Hai avuto modo di parlare con qualche compagno? Qualcuno ti ha fatto capire cosa significa essere arrivato alla Lazio? “È il mio terzo giorno qui, ho ricevuto un bellissimo benvenuto da tutti. Non ho avuto modo di parlare a lungo con i miei compagni, mi hanno accolto e mi stanno aiutando. Tutto lo staff che c’era a Verona con Baroni è qui e mi sta aiutando. Non vedo l’ora che inizi il ritiro, inizieremo a lavorare al meglio per essere al 100% in vista del campionato e dell’Europa League”.
Avete fatto un miracolo con Baroni, che tipo di allenatore è e cosa può dare alla Lazio? “Baroni è una persona importante per la mia vita, non è obbligatorio per un allenatore chiedere un giocatore dalla sua avventura precedente. A Verona ha dimostrato di voler giocare un calcio offensivo, l’obiettivo era vincere ogni partita. Anche a Verona ci diceva che potevamo battere anche l’Inter o il Milan, ci ha dato fiducia e se un allenatore crede in te a tua volta credi nel lavoro dell’allenatore”.
14.44 – È terminata la conferenza stampa di Tijjani Noslin
Angelo Fabiani, DS della Lazio, ha presentato Tijjani Noslin in conferenza stampa: “C’è poco da presentare, è un giocatore che conoscete. È un elemento a me già conosciuto ancor prima che arrivasse a Verona, il mio collega Sogliano lo ha preso e ha fatto cose straordinarie a Verona. Per noi è un profilo importante, giovane, per continuare quel concetto di ringiovanimento della rosa“.
“Come tutti sapete la rosa della Lazio era l’ottava in Europa per età media. C’è un cambio di tendenza dal punto di vista di filosofia di gioco e Noslin, insieme agli altri ragazzi che abbiamo preso, corrisponde a queste caratteristiche per questo nuovo ciclo. Non ho altro da aggiungere e passerei direttamente la parola a Noslin che è molto emozionato”.
Loum Tchaouna, ha parlato ai microfoni del canale ufficiale della Lazio. Di seguito, le parole del calciatore francese.
“Sono molto contento di essere alla Lazio, è una nuova tappa per me. Spero che tutto vada bene, non ho dubbi al riguardo. Il mio obiettivo è chiaro: passare ad una nuova tappa della mia carriera, giocare al massimo per il piacere mio e della squadra, sono qui per questo. Sono contento della fiducia da parte della Lazio e spero che questa avventura abbia in serbo per me cose buone. Mio padre ha avuto un ruolo importante per la mia crescita, mi ha insegnato lui a giocare a calcio da piccolo insieme ai miei fratelli. Oggi siamo grandi ed è fiero di noi, spero possa continuare ad esserlo il più a lungo possibile.
Sono appassionato al calcio da quando sono piccolo. Le prime selezioni le ho fatte quando avevo quindici anni, ho fatto ogni categoria possibile. Ora sono entrato nel giro della Nazionale, spero un giorno di poter giocare per quella maggiore. Il gol all’Olimpico? Ero contento di aver segnato per la mia squadra, ma ora spero di segnare con la Lazio. Mi piace giocare alla playstation come tutti i giovani, ho anche provato il padel quest’estate con i miei amici.
Nelle prossime ore dovrei incontrare Baroni per il primo allenamento. L’obiettivo è stare sulla stessa lunghezza d’onda, so che le aspettative su di me sono alte. Spero potremo avere una buona intesa per poter migliorare sia in campo che fuori. Il mio idolo è Dembele, è stato un esempio per me. Mi piacerebbe somigliargli con il tempo, ha tecnica e gioca bene con entrambi i piedi. Mi piace anche molto Guendouzi, che è francese come me.
La frase “As Sabre” significa “La Pazienza”, mi rappresenta molto. Ho percorso tappa per tappa, sono passato dalla Ligue 2 alla Salernitana: ora sono alla Lazio e voglio raggiungere la Nazionale francese che è tra i miei obiettivi. Il numero di maglia sarà il 20, non era ciò che volevo ma per ora lo tengo”.
Tijjani Noslin sarà presentato domani in conferenza stampa insieme al secondo nuovo acquisto, Loum Tchaouna. L’anteprima, a cura del canale Lazio Style, ha permesso all’olandese di presentarti ai suoi nuovi tifosi: ” “Pensavo ci fossero poche possibilità di venire alla Lazio, che fosse davvero difficile arrivare a un livello del genere, ma fortunatamente sono un giocatore biancoceleste. Ritrovare Baroni è molto importante per me, è stato uno dei motivi per cui ho scelto questo meraviglioso club. Sono felice della sua fiducia e spero di conquistare con lui grandi successi per questo club. Ho grandi obiettivi con questa maglia, soprattutto a livello europeo. Spero di poter crescere molto e di giocare per traguardi importanti. Gli ultimi sei mesi sono stati veloci, come andare sulle montagne russe, sono andato alla scoperta di un nuovo paese e i miei ex compagni di squadra e allenatori mi hanno aiutato a crescere”.
“Sono felice di aver ripagato la loro fiducia con il mio modo di giocare. Fare il rider mi ha insegnato tante cose, prima di tutto a essere grati per quello che si ha. Lavoravo tanto per pochi soldi. Se ad esempio un giorno volevo uscire o semplicemente rilassarmi dovevo comunque lavorare, con qualsiasi meteo. Anche come calciatore ci sono giorni in cui si è davvero stanchi, ma cose come queste mi fanno ricordare che non voglio tornare indietro a fare il rider. Voglio dare il massimo, alzarmi ogni giorno ed essere grato di fare questo meraviglioso lavoro. Quando non gioco cerco di aiutare le persone con i miei amici, mi piace passare il tempo con le persone intorno a me. perché amo la gente in generale. Non ho un idolo in particolare in questo momento, il mio riferimento è sempre Dio. Quello che intendo dire è stare sempre con i piedi per terra ed essere grato per tutto quello che ho, continuando semplicemente questo sogno che nessuno si aspettava. So che viene tutto dall’alto e sono felice per questo”.
“Per ora ho scelto il numero 14 perché gli altri numeri che volevo erano occupati. Magari lo cambierò durante la stagione. Per ora sono davvero contento. In Olanda avevo il 77, il 14 è la somma dei due sette. Ecco perché ho pensato a questo numero. In questi giorni ho avuto modo di sentire Wesley Sneijder, era davvero felice per il mio trasferimento alla Lazio. Ora mi è ancora più vicino, stiamo facendo molte cose insieme, mi ha aiutato a diventare un calciatore di questo livello, insieme al mio agente. Provo a dare sempre il meglio. Ai tifosi dico che sono davvero felice di essere qui. Spero che possiate sostenermi perché ho bisogno di voi per raggiungere la miglior versione di me stesso e spero di vincere tanti trofei insieme”.
Ieri il neo-tecnico Marco Baroni, domani in sala stampa sarà la volta di Noslin e Tchaouna, oggi arrivano anche le prime parole laziali del centrocampista nigeriano Fisayo Dele-Bashiru: “Sono entusiasta di entrare a far parte della Lazio – ha detto a Lazio Style – . Sono in un club importante, con tifosi incredibili, in una grande città. Non vedo l’ora di iniziare la stagione. Il primo interesse del club per me risaliva già a gennaio, ma in quel momento ero solo concentrato sul finire la stagione con l’Hatayspor. Incosciamente però già sapevo quello che volevo e che questa fosse la prossima destinazione. Spero di giocare quante più partite possibili, sperando di riuscire a vincere qualche trofeo e terminare la stagione tra le prime quattro in classifica.
Il mio idolo è da sempre Yaya Touré – continua l’ex Manchester City . Mi reputo un centrocampista box to box, mi piace correre e andare al tiro. Proprio per questo mi sono sempre ispirato a lui, provo a replicare il suo modo di stare in campo. Mi auguro che le mie caratteristiche possano sposarsi con la Serie A. La League One era molto fisica, con tanti contrasti aerei. Ma penso che in, Italia con l’intensità e la tattica che contraddistingue ogni gara, posso crescere ulteriormente.
Ho visto molte gare della Lazio, soprattutto la scorsa stagione in Champions League per vedere come giocava. È un grande club, tutti lo sanno. Mi piace molto il modo di giocare. Ho visto anche qualche partita del Verona di mister Baroni, mi piace molto il suo stile di gioco per questo voglio vivere subito questa nuova avventura. Sono un ragazzo semplice, sicuro di sé, mi piace divertirmi con i miei amici. Spesso andiamo a mangiare fuori insieme. Anche mio fratello Tom è un calciatore: gioca nel Watford. Stiamo facendo entrambi bene, siamo felici e rendiamo orgogliosa la nostra famiglia. Non so perché sul web ci sia scritto che sono nato ad Amburgo (ride, ndr.). Posso confermare che sono nato a Lagos, in Nigeria.
Potersi allenare nell’Academy del City è stato straordinario. Le infrastrutture sono pazzesche, ci sono tutti i servizi, è il luogo perfetto per crescere per un giovane calciatore sotto ogni aspetto. Anche allenarsi con la prima squadra mi ha aiutato tanto. Penso che per la formazione dei calciatori sia perfetto potersi allenare lì. Conosco alcune parole in italiano: ciao, arrivederci, fratello. Ai tifosi dico che gli voglio già molto bene e che non vedo l’ora di iniziare la stagione. Vi chiedo di supportarmi il più possibile, prometto che darò il 100% ogni partita per regalarvi una stagione positiva”.
L’Italia è una delle più grandi delusioni agli ultimi Europei. Usciti malamente contro la Svizzera, poi eliminata nel turno successivo dall’Inghilterra, gli Azzurri non sono mai riusciti a entusiasmare. Markus Babbel, che vinse gli Europei nel 1996 con la Germania, ricorda quell’edizione, parlando della qualità dell’Italia di quel periodo: “All’epoca l’Italia era la squadra più forte del torneo, per fortuna è uscita – ha detto a Ilromanista.it –. Quella partita, finita 0-0, la guardai dalla tribuna perché ero squalificato. E non ho mai visto una squadra così forte. L’Italia avrebbe dovuto vincere 5/6-0. Il nostro portiere fece delle parate assurde. Non capisco come quella partita sia potuta finire 0-0. Ma tutte le nazioni vivono fasi come quella che sta vivendo ora l’Italia. Non so quanto bene si lavori nel settore giovanile, ma sono fasi. In Germania mancano i veri numeri 9: negli ultimi 15 anni i ragazzi sono cresciuti col mito del possesso palla e dei passaggi. Poi però ora ci si è accorti che mancano i finalizzatori”.
“Qualcuno si è lamentato perché non giocava e poi si sono create determinate situazioni. Ha trovato delle persone che avevano comportamenti non attinenti alle sue esigenze.
Ringraziamo Tudor che li ha dato una raddrizzata. Ha tenuto fuori diversi calciatori nelle ultime partite. Chi gioca solo per sé stesso non gioca, come ha detto Baroni. Deve essere premiato il merito.
Luis Alberto ha avuto i soldi che voleva, perché sapeva che si trovava in una condizione di difficoltà. Il calcio è cambiato, c’è un altro modello.
Sarri voleva Berardi, se lo avessi preso ero morto. Voleva Ricci, noi abbiamo speso 25 milioni per Rovella. Poi vediamo chi sarà meglio dei due.
Poi ho preso Pellegrini che voleva lui, come avevamo fatto con Hysaj. Il nostro errore è aver mantenuto dei calciatori che non davano il massimo. Poi abbiamo dovuto ringiovanire la squadra. I giocatori ormai hanno una vita di 3 anni nelle società.
Kamada? Il procuratore ha chiesto 2.5 milioni per il rinnovo di un altro anno, ma io devo fare gli interessi della società, siamo quotati in borsa.
L’anno scorso Greenwood era stato perso, purtroppo è saltato per un disallineamento tra il mercato della Premier League e la Serie A“.