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‘DOA’ – Zauri: “Finale equilibrata, la qualità della Lazio contro l’imprevedibilità dell’Atalanta. Occhio ai calci piazzati…” (AUDIO)

Luciano Zauri a 'DOVE OSANO LE AQUILE': “L'Atalanta ormai è una realtà di questo campionato, una società di profilo internazionale che investe nella squadra e nelle strutture. Come si batte? I ragazzi di Gasperini danno pochi punti di riferimento e i difensori spesso partecipano alla manovra offensiva. E' difficile affrontarli, danno pochi punti di riferimento e sono letali sui calci piazzati. E' una squadra che sfrutta benissimo la sua struttura fisica alla quale abbina grande aggressività e senso tattico. La lazio dal canto suo ha un palleggio migliore, la sua qualità è l’arma per far male ai bergamaschi. I biancocelesti sono bravissimi a sfruttare i movimenti di Immobile e le giocate di Correa, che sono il vero valore aggiunto nella metà campo offensiva. Spesso l’Atalanta soffre le imbucate centrali, giocano alti e si prendono qualche rischio, ma fa parte della loro filosofia. Finale? È 50:50, nonostante il fattore Olimpico. La Lazio può vantare esperienza in queste partite, ma in gara secca tutto è azzerato".

 

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‘QUELLI CHE…’ – Clavdio: “Cresciuto con Protti, Signori e Boksic, mio padre con Re Cecconi. Sogno un concerto nel nuovo Stadio della Lazio…” (AUDIO/VIDEO)

Claudio Rossetti, in arte Clavdio ospite di 'QUELLI CHE…' con Guido De Angelis. Il cantante romano ha raccontato ai microfoni di Radiosei la sua lazialità, se stesso e la sua musica: "Ho avuto tanti idoli, sono cresciuto con Protti, Signori e Boksic, mio padre con Re Cecconi. Sogno un concerto nel nuovo Stadio della Lazio…". Di seguito troverete il video di "Ricordi" e tutto il podcast della sua mattinata a Radiosei.

 

 

 

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‘DOA’ – Galli: “Coppa Italia fondamentale per il Milan. Lazio, la testa fa la differenza. Acerbi-Bakayoko? Giusto smorzare i toni” (AUDIO)

Filippo Galli a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Se il quarto posto è vitale, per il Milan anche la Coppa Italia ha un'importanza straordinaria, un trofeo manca a Milano dalla vittoria in Supercoppa contro la Juventus. La Lazio dal canto suo ha avuto un crollo quantomeno inaspettato dopo la vittoria esterna contro l'Inter, a dimostrazione di come nel calcio la testa fa la differenza. La partita col Chievo lo testimonia alla perfezione. Il caso Kassie/Bakayoko – Acerbi? Giusto smorzare i toni. Vedo i rossoneri favoriti, ma sarà una partita dura perché i ragazzi di Inzaghi vogliono rispondere, sanno che si giocano molto. La mia finale? Milan-Atalanta"

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‘DOA’ – Ielpo: “Lazio, l’appagamento gioca brutti scherzi, Milan favorito. Quarto posto? Dico Atalanta” (AUDIO)

Mario Ielpo a 'DOVE OSANO LE AQUILE': “Il Milan è in linea con le mie aspettative, con la conferma di Gattuso e una squadra con alcuni punti interrogativi, immaginavo una stagione di transizione. La Lazio ha una rosa di pari valore a quella rossonera, o forse addirittura superiore. Probabilmente però, non ha avuto la tenuta mentale giusta nei momenti importanti. Così si spiega il calo dopo la vittoria contro l’Inter, a volte sentirsi un po’ appagati gioca brutti scherzi contro avversari (Spal e Sassuolo) che badano al sodo e sono molto aggressivi. Strakosha e Donnarumma? Diversi, a Gigio consiglio di evitare ‘passeggiate’ in area e rimanere concentrato fra i pali. Strakosha non è al livello potenziale del portiere rossonero, ma ha buone qualità e sta facendo molto bene. Per la sfida di domani sera, vedo il Milan favorito. La squadra di Gattuso è carica e arrabbiata, San Siro può essere un fattore determinante…".

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‘DOA’ – Savini (ag. Freuler e Castagne): “Per Percassi nessuno è incedibile. E su Keita…” (AUDIO)

Ulisse Savini a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Freuler e Castange? Per Percassi non esistono incedibili, l'Atalanta non ha difficoltà economiche e non è facile trattare per i suoi giocatori. Freuler è considerato un punto fermo, è stato rinnovato da poco il contratto, Castagne ha trovato la sua posizione ideale come quinto a sinistra, c'è grande concorrenza a Bergamo. Roma e Lazio? Non ci sono stati discorsi concreti, ma tante manifestazioni d'interesse da parte di top club, mi aspetto delle richieste a fine stagione. Ovviamente se l'Atalanta dovesse arrivare in Champions cambierebbero le prospettive dei giocatori. Keita? Ci sono giocatori forti, e giocatori che cambiano agente sperando di diventarlo. Adekanye? Lo conosco poco, ma ne sento parlare bene".

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‘NMM’ – Prof. Burioni: “Innamorato perdutamente della Lazio grazie alla Banda Maestrelli. Forgiato alla sofferenza, vorrei alzare questa Coppa Italia” (AUDIO)

Il Prof. ROBERTO BURIONI in collegamento a 'NMM': "Sono nato a Pesaro e cresciuto ad Urbino, ma negli anni '70 mi innamorai perdutamente della Lazio di Wilson e Maestrelli. Quella squadra che risalì dall B e poi iniziò correre correre correre fino a far paura a tutti. Penso di dover dire che quella Lazio è ancora tutta presente, a partire dal grande Giorgio Chinaglia fino ad arrivare al portiere di riserva Moriggi. Chi è laziale ha un allenamento spaventoso alla pazienza. Quando eravamo sotto 2-1 con il Sassuolo ho spento tutto, la Lazio è sofferenza e non solo gioia. Sabato ci sarà il Milan, se non sbaglio all'andata abbiamo pareggiato al 94'. Ecco un altro esempio, senza dimenticare il passaggio ai calci di rigore con l'Inter. Il laziale si forgia alla sofferenza. Sabato sera sarò a San Siro, lì non manco mai. Devo essere sincero, io la cosa che mi errei di più è la vittoria in Coppa Italia. C'è un'altra squadra che sono quasi 12 anni che non vince nulla. Mi farebbe molto piacere alzare quella Coppa. Se dovessi scegliere preferirei questo al piazzamento Champions. Coppa Italia vorrei Supercoppa il prossimo anno. Vedo alcuni lati po

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‘DOA’ – Milan-Lazio, Daino: “E’ una finale equilibrata, i rossoneri soffrono l’intensità. San Siro è un fattore…” (AUDIO)

Daniele Daino a ‘DOVE OSANO LE AQUILE’: “La finale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio per me un ricordo indelebile, purtroppo negativo. Ricordo un Olimpico strapieno, lo stadio tremava. Anche la partita di sabato è una finale. La corsa Champions rimane avvincente, vedo anche l’Atalanta coinvolta è più leggera rispetto alle altre. Il destino della Lazio passa inevitabilmente da San Siro, fra campionato e coppa. Prevedo grande equilibrio, non saprei dire chi sia superiore. Se la giocano veramente alla pari, la differenza la farà l’atteggiamento e la voglia. Il Milan ha avuto un picco di forma, prendeva pochi gol ed era molto concreto. Dopo il calo, ha dimostrato di soffrire l’intensità, specialmente nel derby contro l’Inter. Pronostico difficile, dico 50/50 anche se San Siro può essere un fattore per i rossoneri”.

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‘STADIOSEI’ – Sorpresa Verón: “Lazio, è sempre una grande emozione. Correa? Ha le qualità per trascinare…” (AUDIO)

Ospite d'eccezione allo stadio Olimpico prima di Lazio-Sassuolo: Juan Sebastian Veron, 'La Brujita'. Intercettato da Radiosei prima del suo giro di campo, ha scambiato qualche battuta con i nostri inviati: "Sono molto emozionato, tornare in questo stadio mi riporta alla mente ricordi indelebili. Eravamo un gruppo fantastico di grandi giocatori, ognuno faceva la sua parte e portava la sua personalità e le sue caratteristiche per il bene della squadra. Sono contento di essere ricordato dalla gente ancora oggi e in questa maniera. Per me è impossibile dimenticare il giornoo folle dello scudetto. Correa? Ha cominciato bene, ha le qualità per trascinare la squadra, ma deve crescere".

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‘9 GENNAIO 1900’ – Fogliani: “Il Sassuolo se la giocherà. Non immagino un grande turnover” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Il giornalista della Gazzetta dello Sport e del Resto del Carlino, Stefano Fogliani, è intervenuto stasera in '9 Gennaio 1900' per illustrare lo stato dell'arte in casa Sassuolo; queste le sue dichiarazioni: “Battendo il Chievo il Sassuolo si è tolto un peso importante in merito alla lotta per la salvezza. La squadra di De Zerbi si trovava in una situazione impensabile fino a due mesi fa, la gara di ieri all'inizio ha offerto diverse difficoltà perché i clivensi in più di un'occasione hanno rischiato di pareggiare. Diciamo che abbiamo scollinato il primo momento di vera difficoltà, ora dovrebbe essere più semplice anche se il pallone è strano. Sassuolo se la giocherà? Sì, i neroverdi hanno una filosofia opposta a quella della Spal, per esperienza vi dico che anche lo Stadio Mazza fa la differenza, De Zerbi se la gioca sempre allo stesso modo.  Parliamo di un tecnico preparato, innovativo a suo modo e credo che Sassuolo per lui sia un laboratorio di passaggio anche se credo resti almeno un'altra stagione. Il suo futuro? Il dg Carnevali lo ha confermato per la prossima stagione, a meno che De Zerbi non abbia idee diverse. Acerbi? Il giocatore è super e l'uomo è di spessore importante come testimonia la sua storia. A Roma è diventato subito leader nel suo secondo  salto in una big; se il Sassuolo è rimasto in A lo scorso anno molto lo deve a Politano e a Francesco. Singoli da tenere in considerazione? La società programma e ha forza economica per non cedere giovani importanti e comunque sostituirli. Demiral, 21 anni, ha sostituito Acerbi e va considerato per le sue potenzialità. Formazioni? Non le azzecchiamo mai. Credo Bourabia venga sostituito da Duncan, Sensi al posto di Magnanelli con Rogerio a sinistra per Peluso. Non mi aspetto più di quattro o cinque cambi”.

 

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‘9 GENNAIO 1900’ – SLA, Massimo Castellani (Avvenire): “La ricerca conferma che è il male oscuro del calcio. La FIGC non può chiudere gli occhi” (AUDIO)

MASSIMILIANO CASTELLANI (Avvenire) in collegamento a '9 GENNAIO 1900' autore di uno studio sulla patologia della SLA: "Il problema è che siamo fermi dal punto di vista della comunicazione alla morte di Borgonovo. C'è una squadra di ricercatori che si stanno impegnando su quello che definiamo il male oscuro del calcio. Ci sono dei dati evidenti, delle ricerche pubblicate presso l'Istituto Mario Negri. Al contrario di quanto avviene negli Stati Uniti, in Italia c'è ancora una difficoltà ad ammettere questo legame con la professione. Nella popolazione calcistica ci si ammala sei volte in più rispetto al malato classico. Il calciatore si ammale prima dei 50 anni, mentre in altri ambiti arriva dopo i 65 anni. E' una malattia multifattoriale, il vero gioco è quello di capire qual è la causa scatenante della malattia. A Roma è stata segnalata un'altra presenza di calciatore malato, l'ex difensore della Roma Giovanni Bertini. E' stata fatta davvero poca comunicazione su questo, anche per volontà della famiglia. La comunicazione in questi anni ha superato lo scoglio del doping legato a questa malattia. Oggi tutti sanno che la SLA ha una connessione labile con il doping. Nel calcio c'è un numero ufficioso di 50-60 vittime. C'è qualcosa di strano, se il calcio si occupasse dei suoi tesserati che sono morti e malati di SLA darebbe un contributo importante alla ricerca. Il calcio deve svolgere una funzione sociale, se non la coglie sarebbe colpevole"