Al cuor non si comanda e anche a chilometri di di distanza quando la fede chiama non ci si sottrae. Cristiano Bergodi ex capitano biancoceleste, oggi allenatore del Sepsi, ai microfoni di Radiosei racconta il suo personale Roma-Lazio vissuto in Romanania.
“Derby? non potevo non vederlo. Non è stata una gara spettacolare, ma i derby non si giocano si devono vincere e la Lazio ha meritato. Ricordo nel ’94 nella gara di ritorno contro la Roma, giocammo con un sistema di gioco differente rispetto a quello più congeniale al mister Zeman. In quell’occasione dopo lo scossone dei tre gol subìti all’andata, pensammo a giocare in maniera più pragmatica”.
L’ esperienza da allenatore per Bergodi fa il palio con la Romania. Tanti anni nel calcio rumeno lo collocano con fermezza fra i primi allenatori più stimati della Liga 1.
“Sto bene in Romania. Sto qui da diversi anni. Sto allenando il Sepsi e l’obiettivo è il play-off per entrare nei preliminari delle coppe europee. L’anno scorso abbiamo vinto la coppa di Romania e poi abbiamo battuto il Cluj 2-1 in Supercoppa. Sono stati due risultati importanti”.
Non manca l’occasione per tornare a parlare di Lazio e l’occasione è la prossima avversaria degli uomini di Sarri in Conference League.
“Il Cluj ? Negli ultimi 5 anni ha vinto sempre il campionato. E’ la più ricca di Romania. Gioca un 4-3-3 molto pragmatico, non si sbilancia. Nelle loro fila annoverano giocatori di discreta qualità. Ha dei giocatori bravi come Deac, che è uno dei più anziani (37 anni, ndr) oppure gli attaccanti come Malele, Yeboah e poi Bus, soprattutto dal punto di vista fisico. A cosa deve fare attenzione Sarri? E’ una squadra difficile da battere, sono molto pericolosi sulle palle inattive. Da anni si parla del Cluj come una squadra pericolosissima sulle palle da fermo: sono micidiali“.
L’occhio vigile del mister e il consiglio tecnico in vista del calciomercato in chiave Lazio è l’ultimo atto dell’intervento di Cristiano Bergodi.
“Un terzino da consigliare alla Lazio? Mi viene in mente solo Bancu del Craiova. Ha però già 30 anni. E’ un calciatore brevilineo che attacca bene la fascia, forse va educato in difesa, ma ha delle qualità importanti”.
Dario Cadeddu
10/11/2022