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Bis al Quirinale: Mattarella rieletto Presidente della Repubblica

AGGIORNAMENTO – Sergio Mattarella è stato rieletto Presidente della Repubblica. Questo l’esito dell’ottava votazione a Parlamento riunito. Nella storia italiana è il secondo Presidente, dopo Giorgio Napolitano, a essere riconfermato al Quirinale. Il suo nome ha messo d’accordo le forze politiche e di fatto scongiurato una pericolosa crisi istituzionale.

E’ in corso l’ottava votazione per l’elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica e sembra finalmente esserci una maggioranza che converge verso il nome di Mattarella. Dunque sarà una conferma e non un nome nuovo a vestire i panni della carica più alta della Repubblica italiana. Dopo la bocciatura della Casellati e i tentativi a vuoto di Conte per due alti profili femminili come la Belloni e la Severino, è stato necessario chiedere al presidente Mattarella un sacrificio al servizio del Paese.

E’ stata dunque raggiunta un’intesa nel vertice di maggioranza sul bis per Sergio Mattarella. “Avevo altri piani ma io sono rispettoso del Parlamento”, ha detto il presidente confermando il suo sì.

Esce indubbiamente rafforzata l’eterogenea maggioranza dell’attuale esecutivo, ma c’è sconquasso nel centrodestra con la Meloni che attacca: “Siamo in Parlamento che preferisce barattare sette anni di Quirinale con sette mesi di stipendio. Mi considero conservatrice, ma non nel senso di conservare le poltrone. Quello che sta avvenendo lo trovo imbarazzante per la politica. Fieri di essere unico partito che è entrato e uscito con stessa idea. Gli altri non mi vengano a raccontare che tutti sono contenti, lunedì nessuno aveva intenzione di votare Mattarella”.

Alessio Buzzanca

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CURIOSITA' DAL MONDO NEWS

Lo stadio peggiore d’Europa? E’ in Italia

Il sito money.co.uk ha compilato la lista degli stadi più e meno belli utilizzando i voti collezionati da queste strutture sui principali siti che si occupano di recensioni. Questa è dunque una classifica fatta dai tifosi stessi, cioè da chi lo stadio lo vive. I siti presi in esame sono TripAdvisor, Google e Football ground map e di questi tre siti viene fatta la media.

In base a questa classifica il miglior stadio risulta il Westfalenstadion di Dortmund con un voto di 4,57 su 5. Al secondo posto a pari merito l’Arena Nationala di Bucarest, stadio del FCSB (ex Steaua) e il Camp Nou di Barcellona con 4,53 su 5.

Lo stadio con le peggiori recensioni in Europa per distacco risulta il Carlo Castellani di Empoli con 2,90 su 5. Seguito dal Balaidos del Celta Vigo e dallo Stadion Maksimir della Dinamo Zagabria, entrambi con 3,37 su 5.

Tra i peggiori d’Europa figurano il Penzo di Venezia, il Bentegodi di Verona, il Maradona di Napoli e il Franchi di Firenze.

Tra i migliori San Siro che si piazza al posto numero 11 e lo Juventus Stadium al ventiduesimo posto.

Nei primi 10 posti figurano 3 stadi spagnoli (Camp Nou, Bernabeu e Wanda Metropolitano), 3 tedeschi (Westfalenstadion, Union Berlino e Allianz Arena) e un solo stadio di club inglese: quello del Tottenham.

Qua le classifiche complete: https://www.money.co.uk/credit-cards/football-stadiums/

Alessio Buzzanca

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Quirinale: oggi due votazioni

Dopo l’insuccesso della candidatura di Elisabetta Casellati, il centrodestra si astiene nella sesta votazione (la seconda della giornata) per eleggere il presidente della Repubblica e M5s, Pd, Leu e Iv votano scheda bianca. Si va dunque verso un altro scrutinio a vuoto. Nella quinta votazione, la presidente del Senato ha ottenuto 382 voti, 123 meno del quorum. Una sessantina i franchi tiratori nel centrodestra, mentre il centrosinistra si è astenuto. Voti sono andati a Mattarella 46, Di Matteo 38, Berlusconi 8, Tajani e Cartabia 7, Casini 6, Draghi 3, Belloni 2.

La leader di FdI, Giorgia Meloni tuona: “Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri. C’è chi in questa elezione, dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa”.

Intanto sembrano aprirsi spiragli  tra le due parti. Il segretario della Lega Salvini si è incontrato con il premier Mario Draghi. I due sono stati visti uscire a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto. Poi il leader della Lega ha incontrato Enrico Letta e Giuseppe Conte alla Camera.

Abbiamo aperto una trattativa“, con il centrosinistra, “vediamo”, ha detto la capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini, parlando con i giornalisti alla Camera. Ed è in corso una iniziativa trasversale ai gruppi di Pd, M5s e Leu per far salire i consensi a Sergio Mattarella, così da fare superare il numero di 166 raggiunto ieri.

Alessio Buzzanca

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Quirinale: fumata nera nel primo voto a maggioranza assoluta

Nella prima giornata di votazioni col quorum ridotto a 505 voti, arriva una nuova fumata nera alla Camera in seduta comune nella quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica.

Servirà una nuova votazione, la quinta, prevista per domani a partire dalle 11.

Nel quarto scrutinio gli astenuti sono stati 441 mentre le schede bianche sono scese a 261. L’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella sale invece dai 125 voti di ieri a quota 166. Nino di Matteo, candidato da Alternativa c’è e dagli ex M5s al posto del giurista Maddalena, ottiene 56 voti. Otto voti per Luigi Manconi, 6 vanno alla ministra Cartabia, 5 al premier Mario Draghi, 4 ad Amato, 3 a Casini e 2 a Belloni. Le nulle sono state 5, i voti dispersi 20. In tutto i presenti sono stati 981, 540 i votanti.

Intanto un nuovo incontro è in corso fra i leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni negli uffici della Lega a Montecitorio.

Alessio Buzzanca

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Giorno della Memoria, Mattarella: “Prevenire e combattere ogni germe di razzismo”

In occasione della Giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio in tutto il mondo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che questa ricorrenza “Non ci impone solamente di ricordare i milioni di morti, i lutti e le sofferenze di tante vittime innocenti, tra cui molti italiane. Ma ci invita a prevenire e combattere, oggi e nel futuro, ogni germe di razzismo, antisemitismo, discriminazione e intolleranza.

A partire dai banchi di scuola. Perché la conoscenza, l’informazione e l’educazione rivestono un ruolo fondamentale nel promuovere una società giusta e solidale. E, come recenti episodi di cronaca attestano, mai deve essere abbassata la guardia”.

Intanto i Presidenti di Camera e Senato Fico e Casellati questa mattina hanno deposto una corona presso il Museo della Shoah di Roma alla presenza della Senatrice a vita Liliana Segre, dei rappresentanti delle Comunità ebraiche e dell’Ambasciata d’Israele. 

Ad accogliere le autorità il presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni. 

Alessio Buzzanca

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De Laurentiis al Governo: “I tifosi sono anche elettori”

A margine dell’Assemblea di Lega Serie A, svolta a Milano, Aurelio De Laurentiis si è fermato a parlare con i giornalisti: “Assemblea perfetta, senza traumi. Situazione d’emergenza? È un paese in emergenza talmente da tanti anni che ormai diventa banale parlare della normalità”. 

Infine sulla riapertura degli stadi, con un riferimento alla capienza massima per il Festival di Sanremo: “Quando il Governo capirà che 25 milioni di tifosi sono 25 milioni di elettori, forse il calcio verrà considerato in maniera diversa”.

Alessio Buzzanca

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Pista sarriana per il terzino sinistro: accordo con Ghoulam

Faouzi Ghoulam potrebbe lasciare il Napoli con sei mesi di anticipo. Secondo quanto raccolto dalla redazione di TMW il giocatore è infatti vicino all’accordo con la Lazio per lasciare subito gli azzurri e trasferirsi nella Capitale, con i partenopei che non si opporrebbero al suo addio.

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Quirinale: terza fumata nera e venti di guerra tra schieramenti

La prevedibile terza fumata nera per l’elezione del Presidente della Repubblica si è consumata senza sussulti. Terza e ultima con la maggioranza dei due terzi come quorum. Da giovedì si inizierà a fare sul serio con la maggioranza elettiva che scende a 505 voti contro i 672 della prima elezione e i 673 delle due successive.

Lo scenario è assai complesso, con un turbine di veti incrociati tra il centrodestra e il centrosinistra che sembrano essere piuttosto lontani in questo momento.

Tuona Forza Italia: “Continuiamo a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Salvini il mandato di individuare il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”.

Dichiarazioni che sembrano scaricare su Salvini l’onere della scelta per poi lasciare una parte del centrodestra all’opposizione anche sul nome del candidato al Quirinale. Siamo già in campagna elettorale.

Scenari possibili: Salvini e la sua coalizione vanno allo strappo e provano a far eleggere la Casellati partendo dai 450 voti sicuri dello schieramento e cercando i rimanenti 55 tra i possibili franchi tiratori nelle fila del M5S (233 voti per loro) e delle Autonomie. Se riuscisse il colpo di mano si andrebbe con certezza alla caduta del governo Draghi e di conseguenza a nuove elezioni.

Nel caso in cui il centrodestra rinunciasse allo strappo, si andrebbe verso una candidatura a loro più vicina, ma gradita al centrosinistra. Il problema è che il vertice tra i due schieramenti annunciato ieri da Letta, ancora non si è tenuto e dunque per ora non c’è possibilità di condivisione.

E’ di questi minuti la notizia de Il Foglio di un incontro tra Salvini e l’ottantaseienne Sabino Cassese, figura che potrebbe mettere d’accordo i due schieramenti che ne uscirebbero senza le ossa rotte e con Salvini nel ruolo del grande stratega. Notizia però smentita dalla Lega.

Giovedì dalle 11 riprende il voto, questa volta a maggioranza assoluta.

Alessio Buzzanca

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Quirinale: seconda fumata nera

Anche il secondo giorno di votazioni per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica si conclude con una tempesta di schede bianche.

Si registrano però le prime manovre allo scoperto degli schieramenti: il centrodestra che trova una rinnovata compattezza, propone per bocca di Salvini tre nomi: “Senza tessera di partito e che hanno ricoperto ruoli importanti”: Moratti, Nordio e Pera.

“Il centrodestra mette il meglio di sé e tutte le risorse possibili in campo per servire la Repubblica e la nostra patria” afferma a proposito dei tre candidati il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.

Per il momento non arrivano nomi da Pd, M5S e Leu che con un comunicato congiunto fanno fuoco sul trio del centrodestra: “Non contrapponiamo una nostra rosa dei nomi. Prendiamo atto della terna formulata dal centrodestra che appare un passo avanti, utile al dialogo. Pur rispettando le legittime scelte del centrodestra, non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi quella larga condivisione in questo momento necessaria”.

Per ora nessun nome in chiaro dal centrosinistra, ma una proposta per domani per: “Un incontro tra le due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte”.

Intanto arriva chiaro il veto del M5S per bocca di Giuseppe Conte alla candidatura di Draghi alla Presidenza della Repubblica: “Abbiamo affidato al timoniere (Draghi n.d.r.) una nave che è ancora in difficoltà, ma non ci sono le condizioni per cambiare e il timoniere non può lasciare”.

Alessio Buzzanca

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Muriqi al Maiorca: gli scogli da superare

La trattativa che porterebbe Muriqi al Maiorca è l’unica fino ad ora a non essere un semplice sondaggio (mai esistite quelle col S.Etienne o con l’Hull) e l’unica finora ad essere in piedi salvo inserimenti degli ultimi giorni.

Il corpo a corpo tra la Lazio e gli spagnoli va avanti da qualche giorno, ma ci sono diversi problemi non facili da superare: la Lazio spinge per l’obbligo di riscatto (prevedendo un esborso inferiore per l’acquisto) per non trovarsi a gestire un eventuale ritorno dell’albanese a giugno.

Il giocatore spinge per vedere confermato il suo stipendio da 2.2 mln netti senza riduzioni.

Sono due scogli complicati da aggirare e che per ora frenano il trasferimento.

Sono molte le formule possibili per superare l’empasse: dalla buonuscita in caso di riduzione di stipendio, all’accettazione del prestito con diritto e non con obbligo (più difficile da far digerire a Lotito).

In caso di cessione è più probabile l’arrivo in attacco di un nome “nuovo”, ancora non finito sui giornali. Le piste che portano a Lasagna o Kalinic rimangono percorribili, ma non sembrano essere il vero obiettivo.

Alessio Buzzanca