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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri in Quirinale: “Speriamo di dare una grande gioia al nostro popolo. Derby di lunedì sera? Meglio per tutti” (FT)

Giocare il derby Roma-Lazio, lunedì sera alle 20.45 “è meglio. È meglio per tutti, è meglio per il calcio e per noi che abbiamo un giorno di riposo in più. Ma anche perché trovo che quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni di euro per la Champions non lo debbano fare alle 12.30 in un giorno di maggio”. Così l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, parlando con i giornalisti a margine dell’incontro in Quirinale tra le squadre finaliste della Coppa Italia, Lazio e Inter e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Signor presidente, prima di tutto è un grande onore per me e per i miei giocatori essere ricevuti in questa sede, che rappresenta tutti noi italiani, grazie per il tempo che dedica a noi e a questo torneo. Parlo in rappresentenza del gruppo squadra, ma anche della mia società che ha 126 anni di storia, che è stata anche riconosciuta come ente morale per i suoi valori. Parlo per un popolo che mostra un amore immenso e una grande passione per i nostri colori. La passione è motore delle nostre vite, mi considero fortunato perché non ho mai avuto la sensazioni di andare a lavorare, ma solo nel coltivare una passione. Questo trasmesso ai miei giocatori, insieme alla cultura dell’allenamento prima noi stessi poi avversari. Domani partita importantissima e difficile, avversario di grandi valori che ha il nostro rispetto. Giocheremo con determinazione sperando di dare una grande gioia al nostro popolo, ma anche consapevoli che ci sono cose che vanno al di là della vittoria”.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, verso la Finale: il programma della vigilia tra rifinitura, conferenze e visita al Qurinale

La finale di coppa Italia tra Lazio e Inter si avvicina sempre di più. Prima di questo appuntamento importante che decreterà l’assegnazione dell’ultimo trofeo nazionale a disposizione, le due squadre si affronteranno in Serie A, domani allo Stadio Olimpico di Roma alle 18:00, un po’ come accaduto a Milan e Bologna lo scorso anno, affrontatesi prima a San Siro e poi nella gara secca dello Stadio Olimpico.

Tra impegni di campo e non, il programma sarà quello consueto della finale. Martedì pomeriggio alle 18,15 presso lo Stadio Olimpico di Roma si faranno le conferenze stampa, con la Lazio che effettuerà in mattinata alle 10,45 la rifinitura a Formello.

Non sarà però l’unico impegno di martedì quello con la stampa per biancocelesti e nerazzurri. Come riporta la Gazzetta dello Sport, le due compagini saranno ricevute, come di consueto, al Quirinale.

Dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, verrà ricevuta anche una delegazione della Lega Serie A, che parteciperà insieme alle squadre all’evento alla vigilia del match. Manca poco, i preparativi sono quasi ultimati (mancano da conoscere l’artista che canterà l’inno nazionale prima della sfida e l’arbitro che dirigerà il match), Lazio e Inter domani saranno impegnate nelle prove generali, poi la mente sarà solamente alla finale di coppa Italia.

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NEWS

Bis al Quirinale: Mattarella rieletto Presidente della Repubblica

AGGIORNAMENTO – Sergio Mattarella è stato rieletto Presidente della Repubblica. Questo l’esito dell’ottava votazione a Parlamento riunito. Nella storia italiana è il secondo Presidente, dopo Giorgio Napolitano, a essere riconfermato al Quirinale. Il suo nome ha messo d’accordo le forze politiche e di fatto scongiurato una pericolosa crisi istituzionale.

E’ in corso l’ottava votazione per l’elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica e sembra finalmente esserci una maggioranza che converge verso il nome di Mattarella. Dunque sarà una conferma e non un nome nuovo a vestire i panni della carica più alta della Repubblica italiana. Dopo la bocciatura della Casellati e i tentativi a vuoto di Conte per due alti profili femminili come la Belloni e la Severino, è stato necessario chiedere al presidente Mattarella un sacrificio al servizio del Paese.

E’ stata dunque raggiunta un’intesa nel vertice di maggioranza sul bis per Sergio Mattarella. “Avevo altri piani ma io sono rispettoso del Parlamento”, ha detto il presidente confermando il suo sì.

Esce indubbiamente rafforzata l’eterogenea maggioranza dell’attuale esecutivo, ma c’è sconquasso nel centrodestra con la Meloni che attacca: “Siamo in Parlamento che preferisce barattare sette anni di Quirinale con sette mesi di stipendio. Mi considero conservatrice, ma non nel senso di conservare le poltrone. Quello che sta avvenendo lo trovo imbarazzante per la politica. Fieri di essere unico partito che è entrato e uscito con stessa idea. Gli altri non mi vengano a raccontare che tutti sono contenti, lunedì nessuno aveva intenzione di votare Mattarella”.

Alessio Buzzanca

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Quirinale: oggi due votazioni

Dopo l’insuccesso della candidatura di Elisabetta Casellati, il centrodestra si astiene nella sesta votazione (la seconda della giornata) per eleggere il presidente della Repubblica e M5s, Pd, Leu e Iv votano scheda bianca. Si va dunque verso un altro scrutinio a vuoto. Nella quinta votazione, la presidente del Senato ha ottenuto 382 voti, 123 meno del quorum. Una sessantina i franchi tiratori nel centrodestra, mentre il centrosinistra si è astenuto. Voti sono andati a Mattarella 46, Di Matteo 38, Berlusconi 8, Tajani e Cartabia 7, Casini 6, Draghi 3, Belloni 2.

La leader di FdI, Giorgia Meloni tuona: “Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri. C’è chi in questa elezione, dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa”.

Intanto sembrano aprirsi spiragli  tra le due parti. Il segretario della Lega Salvini si è incontrato con il premier Mario Draghi. I due sono stati visti uscire a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto. Poi il leader della Lega ha incontrato Enrico Letta e Giuseppe Conte alla Camera.

Abbiamo aperto una trattativa“, con il centrosinistra, “vediamo”, ha detto la capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini, parlando con i giornalisti alla Camera. Ed è in corso una iniziativa trasversale ai gruppi di Pd, M5s e Leu per far salire i consensi a Sergio Mattarella, così da fare superare il numero di 166 raggiunto ieri.

Alessio Buzzanca

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Quirinale: fumata nera nel primo voto a maggioranza assoluta

Nella prima giornata di votazioni col quorum ridotto a 505 voti, arriva una nuova fumata nera alla Camera in seduta comune nella quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica.

Servirà una nuova votazione, la quinta, prevista per domani a partire dalle 11.

Nel quarto scrutinio gli astenuti sono stati 441 mentre le schede bianche sono scese a 261. L’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella sale invece dai 125 voti di ieri a quota 166. Nino di Matteo, candidato da Alternativa c’è e dagli ex M5s al posto del giurista Maddalena, ottiene 56 voti. Otto voti per Luigi Manconi, 6 vanno alla ministra Cartabia, 5 al premier Mario Draghi, 4 ad Amato, 3 a Casini e 2 a Belloni. Le nulle sono state 5, i voti dispersi 20. In tutto i presenti sono stati 981, 540 i votanti.

Intanto un nuovo incontro è in corso fra i leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni negli uffici della Lega a Montecitorio.

Alessio Buzzanca

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Quirinale: terza fumata nera e venti di guerra tra schieramenti

La prevedibile terza fumata nera per l’elezione del Presidente della Repubblica si è consumata senza sussulti. Terza e ultima con la maggioranza dei due terzi come quorum. Da giovedì si inizierà a fare sul serio con la maggioranza elettiva che scende a 505 voti contro i 672 della prima elezione e i 673 delle due successive.

Lo scenario è assai complesso, con un turbine di veti incrociati tra il centrodestra e il centrosinistra che sembrano essere piuttosto lontani in questo momento.

Tuona Forza Italia: “Continuiamo a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Salvini il mandato di individuare il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”.

Dichiarazioni che sembrano scaricare su Salvini l’onere della scelta per poi lasciare una parte del centrodestra all’opposizione anche sul nome del candidato al Quirinale. Siamo già in campagna elettorale.

Scenari possibili: Salvini e la sua coalizione vanno allo strappo e provano a far eleggere la Casellati partendo dai 450 voti sicuri dello schieramento e cercando i rimanenti 55 tra i possibili franchi tiratori nelle fila del M5S (233 voti per loro) e delle Autonomie. Se riuscisse il colpo di mano si andrebbe con certezza alla caduta del governo Draghi e di conseguenza a nuove elezioni.

Nel caso in cui il centrodestra rinunciasse allo strappo, si andrebbe verso una candidatura a loro più vicina, ma gradita al centrosinistra. Il problema è che il vertice tra i due schieramenti annunciato ieri da Letta, ancora non si è tenuto e dunque per ora non c’è possibilità di condivisione.

E’ di questi minuti la notizia de Il Foglio di un incontro tra Salvini e l’ottantaseienne Sabino Cassese, figura che potrebbe mettere d’accordo i due schieramenti che ne uscirebbero senza le ossa rotte e con Salvini nel ruolo del grande stratega. Notizia però smentita dalla Lega.

Giovedì dalle 11 riprende il voto, questa volta a maggioranza assoluta.

Alessio Buzzanca

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Quirinale: seconda fumata nera

Anche il secondo giorno di votazioni per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica si conclude con una tempesta di schede bianche.

Si registrano però le prime manovre allo scoperto degli schieramenti: il centrodestra che trova una rinnovata compattezza, propone per bocca di Salvini tre nomi: “Senza tessera di partito e che hanno ricoperto ruoli importanti”: Moratti, Nordio e Pera.

“Il centrodestra mette il meglio di sé e tutte le risorse possibili in campo per servire la Repubblica e la nostra patria” afferma a proposito dei tre candidati il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani.

Per il momento non arrivano nomi da Pd, M5S e Leu che con un comunicato congiunto fanno fuoco sul trio del centrodestra: “Non contrapponiamo una nostra rosa dei nomi. Prendiamo atto della terna formulata dal centrodestra che appare un passo avanti, utile al dialogo. Pur rispettando le legittime scelte del centrodestra, non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi quella larga condivisione in questo momento necessaria”.

Per ora nessun nome in chiaro dal centrosinistra, ma una proposta per domani per: “Un incontro tra le due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte”.

Intanto arriva chiaro il veto del M5S per bocca di Giuseppe Conte alla candidatura di Draghi alla Presidenza della Repubblica: “Abbiamo affidato al timoniere (Draghi n.d.r.) una nave che è ancora in difficoltà, ma non ci sono le condizioni per cambiare e il timoniere non può lasciare”.

Alessio Buzzanca