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Pro Piacenza, il giudice sportivo la esclude dal campionato e la FIGC revoca l’affiliazione

Questa la nota del presidente della Figc, Gabriele Gravina, il quale dopo l'esclusione del Pro-Piacenza dal campionato di Lega Pro, ha sancito la revoca dell'affiliazione del club emiliano dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio:

Il Presidente Federale – preso atto che, con provvedimento in data odierna, il Giudice Sportivo presso la Lega Italiana Calcio Professionistico ha disposto, a seguito delle consapevoli, plurime e fraudolente violazioni delle norme federali commesse dalla società A.S. Pro Piacenza 1919 S.r.l. (di seguito per brevità Pro Piacenza) in occasione della gara Cuneo – Pro Piacenza del 17 febbraio 2019, l’esclusione della stessa dal Campionato di Serie C; – considerato che, il Giudice Sportivo ha accertato che la società Pro Piacenza, in occasione dell’incontro del 17 febbraio 2019, ha inserito nella lista ufficiale di gara diversi nominativi di calciatori non tesserati per la società e che, soltanto attraverso tale comportamento, posto in essere in palese violazione delle norme federali ed al solo fine di eludere il divieto di scendere in campo con un numero di calciatori inferiore a sette previsto dalla Regola 3 del Gioco del Calcio, la società Pro Piacenza ha potuto disputare la gara; – considerato che, nei giorni antecedenti la gara, la società Pro Piacenza ha presentato presso la Lega Italiana Calcio Professionistico la richiesta di tesseramento del tecnico Cristian Galliano, il quale, con denuncia del 15 febbraio 2019 inviata a questa Federazione, ha disconosciuto categoricamente di avere sottoscritto detta richiesta; – preso altresì atto che la società Pro Piacenza non sta da tempo garantendo le condizioni minime previste dal Sistema delle Licenze Nazionali FIGC per la regolare partecipazione al Campionato, in alcuni casi per la indisponibilità dello stadio, in altri per la assenza del personale steward, in altri ancora per la mancanza del numero sufficiente di calciatori e comunque per la acclarata assenza di tesserati che possano assicurare l’allestimento di una formazione e del relativo staff tecnico adeguati al livello della competizione professionistica, cui essa partecipa; – tenuto conto che, in data odierna, la società Pro Piacenza si è vista altresì irrogare la penalizzazione di otto punti in classifica, che si aggiungono agli altri già irrogati in precedenza, e la ulteriore sanzione di 350.500,00 euro di ammenda, per non aver soddisfatto le prescrizioni in materia di rilascio della fideiussione richiesta alle società di Serie C; – ritenuto che, i fatti sopra rappresentati comprovino in maniera incontrovertibile lo stato di gravissima difficoltà in cui versa la società Pro Piacenza e costituiscano gravi e rilevanti violazioni delle norme emanate dalla Federazione, atte anche ad inficiare il regolare svolgimento del campionato di Serie C, Girone A, 2018/2019; – tenuto conto che, con nota in data 14 febbraio 2019, inviata a mezzo pec alla società Pro Piacenza, da intendersi qui integralmente riportata, la Federazione, richiamando tutte le irregolarità riscontrate sotto il profilo gestionale-amministrativo, nonché le attività in corso da parte degli organi requirenti della giustizia sportiva e degli organi della Lega Pro, in ordine alle contestazioni dagli stessi sollevate, aveva preannunciato l’avvio del procedimento di revoca della affiliazione ex art. 16, commi 3 e 4 delle N.O.I. F.; – ritenuto, alla luce di quanto esposto e delle gravi infrazioni all’ordinamento sportivo poste in essere dalla società Pro Piacenza, di non poter attendere il termine concesso con la richiamata nota del 14 febbraio 2019 per l’adozione del provvedimento di revoca della affiliazione, divenuto oramai indifferibile in considerazione dei gravissimi fatti occorsi dopo tale data; – visto l’art.16 commi 3 e 4 delle NOIF d e l i b e r a di revocare l’affiliazione alla società A.S. Pro Piacenza 1919 S.r.l..

PUBBLICATO IN ROMA IL 18 FEBBRAIO 2019

IL SEGRETARIO Antonio Di Sebastiano

IL PRESIDENTE Gabriele Gravina

 

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Lega, spunta il retroscena: Lotito non vuole Baldissoni consigliere

MILANO – Cambiano gli statuti, cambiano i presidenti, si introducono cariche nuove come quella dell’amministratore delegato, ma in Lega Calcio è sempre la stessa storia: tempi infiniti per qualsiasi decisione. Tutta colpa delle eterne divisioni interne. La più calda, anche se non del tutto nuova, è quella che vede Lotito e il suo fronte disposti a tutto per impedire l’elezione di Baldissoni come Consigliere. Ma ci sono sempre e comunque nuovi spunti per alimentare le spaccature. Il più fresco è l’imminente insediamento di De Siervo, appunto come nuovo ad. Ieri è stato approvato il suo contratto (un milione di euro lordo compresi i bonus legati alla vendita dei diritti tv, scadenza 2021), lunedì prossimo sarà ufficialmente in carica, ma non avrà vita semplice dentro via Rosellini, visto che il fronte che non l’ha votato è deciso a mettergli i bastoni tra le ruote.

LOTITO CONTRO BALDISSONI – Come previsto, intanto, ieri, è nuovamente stata rinviata l’elezione del Consigliere in sostituzione di Fassone. In realtà, sarebbero due, visto che, con Marotta Consigliere Federale, anche Antonello dovrebbe rinunciare al suo posto. Escluso di procedere per gradi, ieri comunque, solo formalmente, si è proceduto con una votazione (13 schede bianche) in modo che, alla terza, sia sufficiente la maggioranza semplice. Il problema è che non c’è intesa sui nomi dei nuovi membri del board. O meglio, il fronte Lotito (sempre molto compatto) è contro Baldissoni. Gli andrebbe bene Scaroni, ma per il secondo nome spinge per Romei. Automatico che, in uno scenario del genere, l’empasse finisca per far comodo a tutti.

Corrieredellosport.it

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Stadi, cambia la procedura contro i cori razzisti: sospensione al secondo episodio. Salvini: “Non facciamo ridere”

Cambia la procedura per la sospensione temporanea delle partite in caso di cori razzisti. Lo ha stabilito il consiglio federale della Figc riducendo da tre a due i passaggi (squadre al centro del campo e al secondo episodio squadre negli spogliatoi) fermo restando che l’autorità competente per lo stop delle partite sarà sempre il responsabile per l’ordine pubblico. Un provvedimento, quello deciso dalla Federazione italiana gioco calcio, che non è piaciuto per niente al vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che nelle scorse settimane aveva bocciato la possibilità di sospendere i match in caso di insulti a carattere razzista. Uscendo dall’aula della Camera dopo il Question Time, il leader della Lega ha criticato la scelta della Figc: “Facciamo la scala Richter dei buu, non facciamo ridere”.

Le altre decisioni del consiglio federale – Tra le altre decisioni prese dal consiglio federale della Federcalcio anche il fatto che la serie B sarà a 20 squadre. Per la prossima stagione, con una norma transitoria, è prevista una promozione in più (5 anziché 4) per le società di Lega Pro al fine di integrare il numero delle società della categoria cadetta, attualmente a 19. Le retrocessioni alla serie D diminuiranno a 7. Nel corso della riunione sono state deliberate una serie di norme che permettono una fondamentale abbreviazione dei termini per assumere il provvedimento di esclusione dal Campionato di Serie C per quelle società che non hanno provveduto alla sostituzione delle fideiussioni Finworld e che non provvederanno entro il nuovo abbreviato termine al versamento della sanzione di 350mila euro che gli organi di giustizia commineranno. Nel contempo è stata anche data delega al presidente Gabriele Gravina per l’avvio al procedimento di revoca dell’affiliazione per Matera e Pro Piacenza. ilfattoquotidiano.it

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Supercoppa in Arabia, Miccichè: «Sarà ricordata come la prima competizione ufficiale a cui donne saudite potranno assistere»

"Cari tifosi ed appassionati del calcio italiano, credo sia doveroso fare il punto sulla decisione della Lega Serie A, e di tutti i Club associati, di disputare la prossima Supercoppa italiana il 16 gennaio a Jeddah". Inizia così una lettera con cui il presidente della Lega di Serie A Gaetano Miccichè ha cercato di fare chiarezza sulla decisione di disputare la Supercoppa in Arabia Saudita. "Questo trofeo, fin dal 1993 nella sua prima edizione all'estero, è stato il biglietto da visita per esportare e promuovere il calcio italiano nel mondo.Abbiamo giocato questa competizione due volte negli Stati Uniti, quattro volte in Cina, così come in Qatar e in Libia. La scelta di portare il calcio in aree che differiscono per cultura e per tipologie di governo non è una decisione solo italiana, ma ha altri esempi internazionali poiché lo sport ha sempre più bisogno di platee globali per crescere. Il caso Khashoggi, avvenuto lo scorso ottobre, dunque mesi dopo la definizione dell'accordo, ha posto la scelta dell'Arabia Saudita sotto i riflettori e doverosamente la Lega Serie A si è interrogata su cosa fosse giusto fare. Il calcio fa parte del sistema culturale ed economico italiano e non può avere logiche, soprattutto nelle relazioni internazionali, diverse da quelle del Paese a cui appartiene" scrive Miccichè.

"L'Arabia Saudita è il maggior partner commerciale italiano nell'area mediorientale grazie a decine di importanti aziende italiane che esportano e operano in loco, con nostri connazionali che lavorano in Arabia e nessuno di tali rapporti è stato interrotto. Il sistema calcio non può assurgere ad autorità sui temi di politica internazionale, né può fare scelte che non rispettino il sistema Paese. Al contrario, è un fondamentale supporto alla promozione del made in Italy e dei suoi valori. Il calcio non fa politica, ma ha un ruolo sociale, in questo caso di veicolo di unione e comunanza tra popoli che non ha uguali in nessun altro settore. In poche ore di prevendita la Supercoppa a Jeddah ha registrato il sold out, un evento di una portata internazionale atteso con grande entusiasmo dai tifosi locali. Con il benestare di Fifa, Uefa e Confederazione asiatica stiamo andando a disputare una gara di calcio ufficiale in un Paese con proprie leggi sedimentate da anni, dove tradizioni locali impongono vincoli che non possono essere cambiati dal giorno alla notte".

"Sono ottimista per definizione, e guardo con fiducia al futuro e ai passi già fatti. La volontà in tal senso degli organizzatori locali ci è parsa subito netta, in Arabia Saudita nelle scorse settimane sono stati organizzati una serie di eventi sportivi per aprirsi gradualmente al mondo. L'Arabia Saudita da molto tempo non concedeva visti turistici: il calcio ha sorpassato anche questi vincoli, e chi vorrà potrà venire dall'estero a vedere il match grazie a un permesso legato al biglietto della partita. Ogni cambiamento richiede tempo, pazienza e volontà di confronto con mondi distanti. Fino allo scorso anno le donne non potevano assistere ad alcun evento sportivo, da pochi mesi hanno accesso ad ampi settori dello stadio, che hanno iniziato a frequentare con entusiasmo, e noi stiamo lavorando per far sì che nelle prossime edizioni che giocheremo in quel Paese possano accedere in tutti i posti dello stadio. E voglio precisare che le donne potranno entrare da sole alla partita senza nessun accompagnatore uomo, come scritto erroneamente da chi vuole strumentalizzare il tema: la nostra Supercoppa sarà ricordata dalla storia come la prima competizione ufficiale internazionale a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo"

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Scontri Milano – Nota Uefa rfra sostegno all’autorità e un grande dubbio: mancato rispetto del protocollo anti razzismo?

La Uefa e la FIFPro – Federazione Internazionale dei Calciatori professionisti – condannano fermamente i cori razzisti ricevuti mercoledì scorso a San Siro dal difensore del Napoli Kalidou Koulibaly. Entrambe le organizzazioni in un comunicato congiunto hanno applaudito le azioni delle autorità calcistiche italiane che hanno "condannato" l'Inter a giocare le prossime due partite a porte chiuse con una parziale chiusura per la terza gara casalinga.  "Tuttavia – si legge ancora nel comunicato sul sito dell'Uefa – la FIFPro e la Uefa sono molto preoccupate per questo inaccettabile incidente razzista e da ciò che sembra in superficie come un mancato rispetto del protocollo anti-razzismo. Koulibaly è stato oggetto di canti razzisti e, nonostante gli annunci fatti dallo speaker dello stadio, i canti non si sono fermati. Inoltre, sembra che lo staff tecnico del Napoli avesse già informato l'arbitro più volte dei cori ricevuti dal suo difensore. Entrambe le organizzazioni sono dell'opinione che i cori razzisti verso Koulibaly, che ha dovuto lasciare il campo dopo aver ricevuto un secondo cartellino giallo, sono inaccettabili e non hanno posto nel calcio. FIFPro e Uefa sostengono le autorità calcistiche italiane su qualsiasi misura aggiuntiva che sarà presa per contrastare il razzismo negli stadi per cui la FIFPro e la Uefa hanno una politica di tolleranza zero".

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Scontri Inter-Napoli, Salvini: “Sbagliato chiudere lo stadio, partite a rischio di giorno”. I pm: “E’ stato un combattimento”

La chiusura degli stadi e il divieto di trasferte sono "risposte sbagliate": a dirlo è il ministro dell'Interno Matteo Salvini, parlando degli scontri a Milano prima di Inter-Napoli che hanno portato a un ultrà morto, quattro accoltellati e alla decisione di giocare due partite a porte chiuse a San Siro e vietare almeno la prima trasferta dei tifosi, domani, per l'Inter a Empoli. "Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, milioni di persone che hanno diritto a seguire la propria squadra e che non vanno confuse con pochi delinquenti che girano con il coltello in tasca. E' una risposta sbagliata". E in più aggiunge, Salvini, "certe partite di calcio non si giocheranno più in notturna, quelle più a rischio si devono giocare alla luce del sole e con elicotteri che possano controllare i delinquenti".

Nel frattempo il questore di Milano ha emesso 7 provvedimenti di Daspo a carico di altrettanti ultrà interisti e domani saranno interrogati i primi tre arrestati. Nella richiesta di convalida degli arresti il pm scrive: "E' stato un combattimento".Le decisioni. Al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in prefettura a Milano il prefetto Renato Saccone ha comunicato che "la prossima partita in casa dell'Inter con tutto il pubblico sarà a metà febbraio. A gennaio invece faremo un vertice sulla sicurezza che coinvolgerà le società, Inter e Milan. L'obiettivo è isolare i violenti, non si può far pagare a tutti comportamenti criminali". "Terminata l'efficacia dei provvedimenti della giustizia sportiva – ha proseguito il prefetto Saccone – potrebbe essere chiusa parte della curva della tifoseria interista ma questo si vedrà anche alla luce degli incontri che avremo a gennaio con le società". "A me interessa anche capire – ha proseguito – i legami tra le persone coinvolte, che hanno premeditato l'agguato, e la curva, perché sulla base di quello che emergerà dalle indagini potranno essere presi ulteriori provvedimenti". Al momento l'Osservatorio del Viminale sulla sicurezza delle manifestazioni sportive ha già avvisato la prefettura di Firenze di una limitazione nella vendita dei biglietti per Empoli-Inter nei confronti dei residenti in Lombardia.Repubblica.it

 

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Gravina: «Il campionato non si ferma, dobbiamo dare un segnale forte»

Dopo qualche ora di riflessione il presidente della Figc Gabriele Gravina ha comunicato la decisione di non fermare il campionato di serie A: "Sabato si giocherà – ha detto Gravina ai microfoni di Sky Sport – il 29 il campionato non si ferma. Dobbiamo dare una risposta tangibile a chi pensa che attraverso alcuni comportamenti si possa alterare il nostro mondo. Questa è una risposta netta e forte". 

LA RIFLESSIONE – In mattinata Gravina aveva detto che avrebbe valutato una sospensione del campionato: «Non lo so – aveva detto – ancora la notizia è troppo fresca. E’ una riflessione da fare. Ora dobbiamo riflettere un attimo e coordinarci: qui c’è un problema di ordine pubblico e come tale va gestito, anche il fatto di giocare o meno».

KOULIBALY – Sugli ululati razzisti contro Koulibaly: «Tre richiami e niente stop. Stiamo verificando. Pare che il richiamo fosse stato fatto una sola una volta, oggi interverrà la procura e dirà la sua. Ma è molto brutto quello che è successo. In campo ho visto gente troppo nervosa, l’arbitro scriverà quello che è, se ha commesso qualche errore anche lui sarà valutato. Non sono uno psicologo, ma che alcuni giocatori fossero supernervosi era di tutta evidenza a San Siro».

LA NOTA – "Adesso basta, quanto accaduto negli ultimi giorni non è piu' tollerabile": Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, interviene con una nota dopo Inter-Napoli, commentando i cori razzisti a Koulibaly e gli incidenti fuori dallo stadio che hanno portato alla morte di un tifoso interista. "Non tolleriamo che tali comportamenti rovinino il calcio",aggiunge Gravina, annunciando la proposta di norme che "rendano più facile" lo stop alle partite in caso di cori razzisti.Corrieredellosportit

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Inter-Napoli, Gravina: «Stiamo valutando la sospensione del campionato»

«Sospendere il campionato? Non lo so, ancora la notizia è troppo fresca. E’ una riflessione da fare. Ora dobbiamo riflettere un attimo e coordinarci: qui c’è un problema di ordine pubblico e come tale va gestito, anche il fatto di giocare o meno». Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina al Messaggero.it, dopo la notizia della morte del tifoso nerazzurro investito da un Suv prima di Inter-Napoli. Sugli spalti poi ci sono stati gli ululati razzisti contro Koulibaly: «Tre richiami e niente stop. Stiamo verificando. Pare che il richiamo fosse stato fatto una sola una volta, oggi interverrà la procura e dirà la sua. Ma è molto brutto quello che è successo. In campo ho visto gente troppo nervosa, l’arbitro scriverà quello che è, se ha commesso qualche errore anche lui sarà valutato. Non sono uno psicologo, ma che alcuni giocatori fossero supernervosi era di tutta evidenza a San Siro».

corrieredellosport.it

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FIGC – Approvate le nuove norme per l’iscrizione ai campionati: le date

Nel corso di un Consiglio Federale che il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha definito “molto intenso ed impegnativo per l’attualità degli argomenti trattati”, sono stati approvati all’unanimità i Manuali del Sistema delle Licenze Nazionali relativi all’ammissione ai Campionati di Serie A, di Serie B e di Serie C 2019/2020. “Avevo assunto l’impegno – ha proseguito il presidente federale – di stabilire la nuova normativa su questo argomento entro l’anno ed ho mantenuto la promessa. Si tratta di norme restrittive, di una procedura più snella sulla quale la CO.VI.SO.C. ha fatto un gran lavoro. L’aspetto importante è quello legato ai tempi: oggi 18 dicembre conosciamo già le norme di iscrizione ai prossimi campionati, si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale, di un messaggio di grande attenzione”.
Sulla base delle Linee Guida approvate nella riunione dello scorso mese di novembre, si è provveduto a stabilire modalità e nuovo cronoprogramma per gli adempimenti necessari così come di seguito riepilogato:
 
Termini
Presentazione domande di iscrizione, documentazione ed effettuazione adempimenti:24 giugno 2019
Esito Istruttoria Commissioni:4 luglio 2019
Presentazione ricorso:8 luglio 2019
Consiglio Federale: 12 luglio 2019
 
In relazione ai criteri legali ed economico-finanziari, in particolare, si stabilisce di aumentare la misura minima dell’indicatore di Liquidità, determinato sulla base delle risultanze della situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo 2019, da 0,6 a 0,7 per la Lega B e la Lega Pro (resta invariato quella della Lega Serie A per la prossima stagione).
Inoltre si è fissato sin d’ora un graduale innalzamento a 0,8 per le stagioni sportive 2019/2020 e 2020/2021 per tutte le Leghe professionistiche.
Il Consiglio ha recepito le modifiche contenute nel nuovo regolamento UEFA Club Licensing and Financial Fair Play. Nella nuova versione sono presenti le licenze anche per la competizione europea femminile a partire dalla Women’s Champions League del 2020/2021.
Aprendo i lavori, Gravina ha ricordato tra personaggi del nostro calcio, Felice Pulici, Gigi Radice e il giovane assistente arbitrale della Can Pro Riccardo Pelagatti, scomparsi nelle ultime settimane. Successivamente ha informato il Consiglio dell’avvenuta firma dell’accordo con la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, che definisce metodi e criteri di calcolo del contributo economico in caso di utilizzo diretto dei beni immateriali ai fini del c.d. Patent Box, con riferimento agli anni di imposta 2015-2019. Questo accordo ha un’importanza straordinaria perché consentirà ad un’istituzione come FIGC di ottenere un beneficio fiscale complessivo netto stimato in euro 2,1 mio sul quinquennio, da destinare all’attività giovanile e allo sviluppo del calcio femminile. Tale attestazione, tenuto conto del ruolo che la stessa Federazione svolge in ambito nazionale, consentirà di investire con maggiore impulso sull’attività nel territorio e nei vivai, con una ricaduta positiva sulla sua funzione sociale.
Il presidente federale, inoltre, ha affrontato l’argomento del prolungamento della finestra di mercato per il mese di gennaio sottolineando come l’Italia sia l’unico Paese che ha come data ultima per i trasferimenti il 18 gennaio, mentre i principali campionati hanno la scadenza al 31 gennaio. Riconosciuto l’interesse generale, in attesa che l’Assemblea di Lega A del 20 dicembre ne affronti l’opportunità in maniera collegiale, il Consiglio ha dato delega al presidente di formulare apposita richiesta motivata alla FIFA.
Infine il Consiglio Federale ha convenuto all’unanimità sull’opportunità di istituire una norma (modificando l’art.102 delle Noif al comma 7) con la quale fissare una quota fino al 5% del corrispettivo per la cessione definitiva di contratto di Società associate alle Leghe professionistiche a titolo di contributo di solidarietà per le quali il calciatore è stato cresciuto. Il dettaglio relativo ai criteri sarà stabilito in occasione della prossima riunione del Consiglio Federale a gennaio, tenendo conto delle normative internazionali in merito.
Il Consiglio Federale approva la revisione del Titolo VI delle Noif al fine di armonizzare e razionalizzare le disposizioni in materia di controlli economico-finanziari. Tra le novità: la possibilità per la Covisoc di apportare rettifiche al valore degli aggregati degli indicatori al fine di neutralizzare eventuali effetti di operazioni che alterino il valore degli indicatori stessi; l’introduzione di un nuovo indicatore di patrimonializzazione per le società di Serie B e Serie C, in misura minima pari al valore di 0,15, finalizzato a far emergere il patrimonio tangibile delle società non considerando gli asset immateriali, diversi dai diritti alle prestazioni dei calciatori e dai lavori per la ristrutturazione degli impianti sportivi (es: marchi, library).
Nella conferenza stampa che ha fatto seguito al Consiglio, rispondendo alle domande dei giornalisti il presidente Gravina ha affrontato anche l’argomento legato alla eventuale modifica del format della Serie B, la VAR e la nomina del nuovo segretario generale della FIGC. “Quando non c'è consenso, valgono le regole scritte – ha sottolineato il presidente riferendosi alla Serie B – e quelle attuali sono chiare. Ad oggi il format è a 22 squadre e, se non interverrà una modifica, il prossimo anno resterà tale. C’è stato un confronto acceso su posizioni differenti riguardo il format. Il comunicato del commissario straordinario Roberto Fabbricini stabiliva la composizione a 19 squadre soltanto per il campionato 2018-19”.
E fa chiarezza anche sull’impiego della VAR. “Oggi non ne abbiamo parlato in Consiglio ma c'è un confronto molto aperto con Nicchi. Ieri sera poi in Atalanta-Lazio il fuorigioco nel finale di 3 centimetri è stato evidenziato proprio dalla VAR. Certo, ci sono aspetti positivi e ci sono ancora errori, si sta lavorando per cercare di crescere e migliorare. Mi sembra che riscuota consenso a livello internazionale; gli altri vogliono valorizzarla, noi siamo stati il primo paese a introdurla e non possiamo essere i primi detrattori. Diamo un contributo affinché migliori e su questo l'AIA si sta impegnando, gli arbitri sono i primi a riconoscere gli errori commessi. Ammettiamo anche la possibilità di attivare l'esercizio del perdono. Magari da parte di alcuni dirigenti andrebbero evitate certe dichiarazioni”.
Infine sulla nomina di Marco Brunelli nuovo segretario generale della FIGC: “Manca la firma, ma ci sono tutti i dettagli e i riferimenti anche programmatici. Sono stati fatti notevoli passi avanti, ma per una questione di correttezza aspettiamo una comunicazione da parte di Micciché nell'assemblea di giovedì. C'è una buona intesa e tutti i presupposti per definire questa operazione. La professionalità di Brunelli non si discute, come pure le sue qualità umane. E' molto positivo che il dg di una Lega così importante diventi una sorta di ponte di collegamento tra la Federazione e la stessa Lega di A, questo non potrà che rafforzare i nostri rapporti”.

figc.it

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Lega Serie A – Luigi De Siervo a due voti dalla poltrona di AD

Mancano solo due voti e Luigi De Siervo, attuale ad di Infront Italia dopo un importante passato in Rai, diventerà l'amministratore delegato della Lega di serie A, il “motore” del calcio italiano. L'assemblea elettiva è prevista per il 20 dicembre a Milano, i giochi sembrano già fatti: il presidente Gaetano Miccicchè, particolarmente attivo, ci tiene a completare la squadra entro fine anno per poter finalmente sviluppare quei progetti di rilancio, in Italia e pure all'estero, fermi da anni in qualche cassetto. Il ruolo dell'ad è nuovo, e importante: per questo ha richiesto un lavoro lungo, sin troppo lungo, ed estremamente complesso. Si sono fatti tantissimi nomi, e di grande profilo: da Marzio Perrelli (andata a Sky) a Paolo Dalpino, da Domenicali e Gandini. Alla fine, la commissione (presieduta da Miccichè e di cui fanno parte anche Lotito, Campoccia e Antonello) ha “esaminato” tre candidati: Araimo, Mammì e De Siervo. Araimo (Discovery) è uscito subito dalla contesa, sono rimasti De Siervo e Mammì. De Siervo, come detto, è l'ad di Infront Italia, advisor della stessa Lega: per questo durante le estenuanti trattative per il rinnovo del contratto dei diritti tv, l'allora commissario della Lega, Giovanni Malagò, lo aveva escluso dalle candidature per motivi di conflitto di interessi (per la verità, Malagò avrebbe preferito il suo amico Perrelli). Ma adesso il problema per De Siervo non si pone più: Infront non sarà più l'advisor commerciale della Figc (che farà tutto “in house”, con un ufficio revenue) e dal 2021 lascerà anche la Lega maggiore. De Siervo ha un curriculum di primordine: avvocato, fiorentino, classe '69, ex mezzofondista e giocatore di football americano con la squadra degli Apache, è stato per anni numero 1 di Rai Com prima di passare a Milano, a Infront Italia (ora in mani cinesi). E' amico di Renzi e Lotti, è vero: ma stavolta, per fortuna, la politica dovrebbe stare fuori dall'uscio. De Siervo è sicuramente fra i massimi esperti di tv e di sviluppo del prodotto-calcio e ha pronto da tempo ormai il progetto del famoso Canale della Lega che i presidenti potrebbero tenere presente dal 2021, quando scadrà l'attuale contratto. Anche per questo adesso almeno 12 club sono pronti a votarlo: il regolamento della Lega prevede che in prima e seconda ci vogliono 14 preferenze, dalla terza solo 11. De Siervo, già adesso, potrebbe farcela ma cerca quei due voti (e magari qualcuno in più) che gli consentirebbero di essere eletto subito, rafforzando la sua posizione. Con lui sta anche Claudio Lotito, che qualche pedina la sposta sempre. Contro Baldissoni (Roma), Stirpe (Frosinone), Scaroni (Milan), Fenucci (Bologna) e altri che potrebbero votare Mammì o astenersi. Ma Scaroni, quando entrerà (con Baldissoni) in consiglio di Lega, potrebbe cambiare idea. Tramontata l'ipotesi ventilata da Marco Bogarelli, ex n.1 di Infront (vedi Spy Calcio del 1 dicembre), vale a dire la candidatura di Riccardo Jelmini, ceo di DigitalGo Group. Restano, come detto, in corsa solo De Siervo, favoritissimo (a meno di sorprese dell'ultima ora) e Mammì, che ha appena lasciato Sky Italia dopo un “raffreddamento” dei rapporti con l'ad Andrea Zappia. Mammì, compagno di Diletta Leotta, è anche lui un esperto di tv e di calcio: secondo alcune fonti, potrebbe essere indirizzato verso Img, la società made in Usa che ha acquistato dalla Lega i diritti esteri della serie A per tre anni, ad una cifra record di 350 milioni a stagione. Ma Img fatica a venderli in tutto il mondo e vorrebbe rinegoziare il contratto con la Lega al ribasso, cosa impossibile con Miccichè. Tra l'altro sui diritti esteri la Lega ha un problema: Mp&Silva deve ancora pagare 30-40 milioni del vecchio contratto e da via Rosellini è già partito un sollecito. Meglio non dare troppo lavoro agli avvocati…

Uva, addio Figc: ma resta vicepresidente Uefa sino al 2021…

Michele Uva esce dalla Figc: l'ex direttore generale, entrato nel 2014 con Tavecchio, ha firmato un accordo di transazione dopo che in primo tempo era stato sospeso (dall'incarico, ma non dallo stipendio) da parte di Gabriele Gravina. Provvedimento-seppur legittimo- molto frettoloso quello del presidente federale, due giorni dopo che era stato eletto. Uva ci era rimasto molto male e aveva interessato i suoi legali. Ora l'accordo: Gravina al posto del dg vorrebbe una segretario generale con ampi poteri ma bisognerà fare una assemblea statutaria per modificare lo statuto e ci vorranno un paio di mesi. Come segretario generale si erano fatti i nomi dall'avvocato Ruggero Stincardini, consulente della Lega di A, di Mauro Grimaldi che Gravina conosce e stima, e di Marco Brunelli, ora ad ad interim della Lega e che il presidente Miccichè non vuole lasciare partire. Per quanto riguarda Uva, resterà vicepresidente Uefa sino al 2021: e questo va ricordato. “Ho lasciato una Federazione sana, ricca, proiettata al futuro, internazionale” ha ricordato. Di sicuro non andava d'accordo soprattutto con Cosimo Sibilia, presidente della potente Lega Dilettanti, vicepresidente vicario della Figc e delegato alla giustizia sportiva, e con Marcello Nicchi, n.1 dell'Aia. Alla Uefa, Uva non rappresenta la Figc, ma gli interessi di tutti. E' ancora avvelenato con Gravina per quella sospensione che credeva di non meritare. Ma la Figc il prossimo anno ospita il congresso elettivo Uefa e la finale degli Europei 2021, nel 2020 avrà una tappa importante degli Europei e vuole candidarsi per l'edizione del 2028: conviene fare ancora la guerra a Uva?

Riforma Coni: problemi con i dipendenti?

Giovanni Malagò ritiene "doveroso" un confronto (forse venerdì) con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, per "trovare una soluzione che vada bene a tutti" sulla riforma del Coni. "C'è piena volontà di incontrarci – ha detto il presidente del Coni, a margine dei 'Gazzetta Awards 2018' – doverosa disponibilità di confrontarci e non fare polemica, di dare un contributo necessario per rispettare le autorità politiche e governative, tenendo al tempo stesso presente quali sono le istanze del mondo dello sport nella piena volontà di trovare una soluzione che vada bene per tutti". Ecco, appunto: la soluzione non è semplice da trovare. Ora i dipendenti dello sport (di Palazzo H e delle Federazioni) sono sotto la Coni Servizi, che in futuro dovrebbe essere assorbita dalla Sport e Salute Spa di nomina governativa. Ma su questo fronte potrebbero sorgere non pochi problemi, con il rischio anche di duplicazione di uffici (marketing e stampa, ad esempio): i sindacati sono molto vigili. Secondo alcune interpretazioni, la riforma così come è stata formulata dal governo non si può fare, Giorgetti dovrebbe cambiarla. E per farlo ci vorrebbe tempo (quello che spera Malagò). Si vedrà. Da parte del sottosegretario c'è la volontà di andare avanti e chiudere la “partita” appena sarà possibile. Dello stesso avviso l'altro sottosegretario Simone Valente, responsabile sport per i 5 Stelle e molto ascoltato da Di Maio. Valente ci era rimasto male perchè non era stato scelto come ministro dello sport la scorsa primavera ma ha seguito passo passo tutte le vicende della riforma del Coni e anche della candidatura olimpica di Milano-Cortina. Di sport è appassionato: l'altra sera è stato ospite del Gala dell'Aic (tempo fa sembrava che Damiano Tommasi potesse candidarsi per i 5 Stelle) e poi, sempre a Milano, è stato ad un evento del ciclismo. Lui, più di Giorgetti, è molto critico nei confronti di questo Coni e della gestione Malagò.

REPUBBLICA.IT