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Lega Serie A, si dimette il presidente Miccichè

Gaetano Miccichè ha appena comunicato ai suoi più stretti collaboratori e alle istituzioni di vertice dello sport la sua decisione di dimettersi da presidente della Lega Calcio. Lo apprende l'ANSA. Nell'ottobre scorso la Procura della federcalcio aveva aperto un'indagine sulla regolarità del voto dell'assemblea di Lega del marzo 2018, guidata dall'allora commissario Malagò, nella quale fu eletto presidente Miccichè. A breve è atteso un comunicato della Lega sulla vicenda. repubblica.it

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La FIGC scrive all’IFAB per avere cinque cambi a partita. VAR: incontro con le parti e l’informazione il 19 novembre

Il tema del razzismo è uno dei punti centrali del Consiglio Federale che si è svolto oggi a Roma. In riferimento a questo argomento e alla lotta ad ogni forma di discriminazione, il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha illustrato il contenuto della lettera indirizzata alla Federazione dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, insieme alla risposta inviata questa mattina nella quale il presidente federale ha ringraziato per l’apprezzamento mostrato circa l’attività della Federcalcio in questo settore, dicendosi sin da ora disponibile a partecipare al tavolo di lavoro interministeriale promosso dallo stesso Ministro. “Da parte nostra – ha sottolineato Gravina nel corso della conferenza stampa – c’è la massima disponibilità a partecipare a questo tavolo nei tempi più brevi possibili”.

Parlando di razzismo, il discorso cade sulla vicenda che ha coinvolto Mario Balotelli durante la partita con il Verona: “Io sto con Mario tutta la vita – ha sottolineato Gravina se dovessi fare una nota offenderei la sua intelligenza. Balotelli è italiano, ha dimostrato di essere più italiano di chi lo ha offeso. La FIGC non si arrenderà fino a che non metteremo la parola fine a questi deprecabili episodi. Ci impegneremo al massimo: il gesto, la modalità, la cultura sono queste le cose che vanno condannate. Dobbiamo rispondere con sistemi tecnologici avanzati, che tolgano qualsiasi alibi. Da qui nasce l’esigenza di una collaborazione sempre più stretta tra la nostra Procura e il Ministero degli Interni per l’identificazione dei soggetti. In questo la FIGC rivendica un ruolo centrale”.

Un segnale importante arriva in merito alla rimodulazione del budget 2019, approvata all’unanimità dal Consiglio Federale. La Federazione, muovendo dalla complessa situazione economica del budget 2019 presentato nello scorso mese di gennaio, il cui risultato negativo era pari a – 9,1 mio €, è riuscita non solo a raggiungere gli obiettivi sportivi ed istituzionali prefissati, ma ha anche migliorato sensibilmente il proprio risultato d’esercizio, la cui previsione è ora stimata, al netto delle imposte, in + 1,2 mio €. Tale risultato è legato ad un incremento significativo del Valore della Produzione che, al netto dell’integrazione dei contributi della Società Sport e Salute, ha registrato un delta positivo nell’ambito dell’Area Commerciale oltreché un efficientamento dei costi di funzionamento della Federazione. Senza considerare ulteriori ambiti di ottimizzazione, legati a nuovi ricavi a ed a possibili ulteriori saving di natura gestionale. “Oggi – ha sottolineato Gravina – abbiamo presentato la prima rimodulazione del budget, una bellissima novità con dati altamente significativi che sono in linea con il brand della nostra federazione che cresce di credibilità. Da un disavanzo di 9 milioni e 100 euro siamo passati a più 1, 2 con 18 milioni di incremento di ricavi, con 8-9 sponsor in più senza advisor che rappresenta un dato molto significativo. E sono convinto che nel 2020 avremo riscontri ancora più positivi”.

Il presidente federale ha anche annunciato di aver inviato all’Ifab la richiesta di poter applicare anche al campionato di Serie A l’utilizzo delle 5 sostituzioni, in luogo di 3, come già avviene nel campionato Serie C.

Dopo aver ricordato tre figure importanti per il calcio italiano, a partire da Giorgio Squinzi, con il quale Gravina ha condiviso la gioia della vittoria del campionato del mondo a Berlino nel 2006, quando la sua azienda era sponsor della Nazionale, quindi l’arbitro molisano Gennaro Caraviello, deceduto in un tragico incidente stradale, e Alberto Rivolta, che si è spento recentemente dopo una lunga e dolorosa malattia, il presidente federale ha relazionato il Consiglio sull’incontro fissato per martedì 19 novembre. Un incontro formativo con arbitri, allenatori e capitani delle squadre di Serie A, al quale potranno accedere anche i rappresentanti dei media, per favorire una più completa ed esaustiva conoscenza del regolamento internazionale e del protocollo VAR attualmente in vigore. Lo spirito della riunione, nella massima collaborazione tra tutte le componenti, è quello di ricondurre la dialettica legata alle decisioni arbitrali su binari di correttezza reciproca e, allo stesso tempo, fornire a tutti gli addetti ai lavori da parte del designatore Rizzoli gli strumenti necessari di conoscenza della materia per poter giudicare con oggettiva imparzialità.

Infine, Gravina ha informato il Consiglio circa il parere della Corte Federale d’Appello, Sezione Consultiva, in merito al numero in eccesso dei Procuratori Aggiunti della Procura Federale (10 rispetto ai 5), con conseguente proposta di annullamento dei conferimenti di incarico di tutti i Procuratori Aggiunti. Il Consiglio ha approvato ed ha deciso di procedere alla nuova nomina con la pubblicazione nei prossimi giorni di un bando al quale potranno partecipare anche gli Aggiunti uscenti.

Nomine di competenza
Il Consiglio ha proceduto al rinnovo delle nomine dei componenti della Commissione di Vigilanza sulle Società di calcio professionistiche (Covisoc): Maurizio Longhi (Presidente), Marco Di Siena, Sergio Barile, Franco Paparella, Giulio Scanderbeg. In virtù della nuova composizione della Covisoc, per consentire alla stessa di fare una valutazione tecnica sulle norme, il presidente Gravina ha chiesto al Consiglio di spostare al 10 dicembre l’approvazione delle nuove Licenze Nazionali per l’iscrizione ai prossimi campionati professionistici 2020/2021.

Il Consiglio ha nominato vice presidente del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare – Nicola Durante e vice presidente TFN – Sezione Tesseramento – Vincenzo Esposito Corona. Sono stati inoltre nominati i componenti aggiunti con competenze specifiche in materia societaria ed economico gestionale presso il TFN – Sezione Disciplinare (Gianluca Di Vita e Alberto Urso) e presso la Corte Federale D’Appello (Bruno Di Pietro e Giuseppe Catalano). A integrazione del TFN sono stati nominati anche Domenico De Falco, Francesco Corsi e Leopoldo Di Bonito.

Regolamento acquisizioni di partecipazioni societarie nell’ambito delle società professionistiche
Le principali modifiche riguardano in particolare l’introduzione di una disciplina per le c.d. new co.; criteri più stringenti per quanto attiene i requisiti di onorabilità; di nuove specifiche per quanto attiene ai requisiti di solidità finanziaria; del più breve termine di 15 giorni per la comunicazione ai fini sportivi del passaggio di quote ed i documenti previsti nel regolamento.

 

 
 

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Agnelli confermato presidente ECA: “Dal 2024 via alla nuova Champions ma rispettando i tornei nazionali”

Confermatissimo presidente dell’Eca fino al 2023, Andrea Agnelli ha parlato naturalmente della Champions che verrà, il progetto sul quale si gioca il futuro del calcio: “È stata una riunione positiva e produttiva. Tutti cercheremo di fare gli interessi delle competizioni future: non esiste una mia parte o un’altra parte, ma soltanto la parte del calcio. Nel nome dell’unità, assieme al presidente Uefa Ceferin. In un processo aperto e trasparente”. La nuova Champions comincerà nel 2024, “data inevitabile perché si ridiscuterà il nuovo calendario internazionale”, però Agnelli teme di essere stato frainteso: “Ci sono state interpretazioni fuorvianti. Fin dal primo giorno era scritto nel comunicato che la soluzione è in un equilibrio tra coppe e tornei nazionali”. Aggiunge Agnelli che la richiesta di cambiamento è comunque forte e che bisogna partire dai principi: “Più partite, accesso più corretto (ripensando all’Ajax semifinalista l’anno scorso e ai preliminari quest’anno, ndr), più club piccoli nelle coppe”. Agnelli chiede come sempre armonizzazione tra i campionati, “l’Inghilterra ha due coppe nazionali, la Bundesliga è a 18 squadre invece di 20”, ma nega che nel progetto Eca ci sia la riduzione dei tornei nazionali. “Lo spazio per più partite di Champions c’è, basta guardare il calendario”. La deadline per trovare un accordo è slittata al 2022, anche se “nei prossimi due mesi, entro dicembre” ci saranno discussioni importanti. Ma Agnelli precisa: “L’unico organo che può approvare i cambi è l’Uefa. Né l’Eca né gli altri stakeholder possono farlo da soli”.

gazzetta.it

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Guerra Fredda tra Coni e Sport e Salute, Malagò: “Via la sede dal Foro Italico”

La guerra è frontale, ed è il primo caso che il neo ministro dello sport e politiche giovanili Vincenzo Spadafora dovrà affrontare a breve. Tra Coni e Sport e Salute i rapporti sono a zero, impossibile aprire un dialogo. Alla prima occasione dopo l'ordine di servizio sull'utilizzo del logo Italia Team (associato finora agli atleti olimpici), ecco Malagò intimare lo sfratto da Palazzo H a Sport e Salute, la società cui il precedente governo aveva assegnato la cassaforte dello sport. «Si cerchino un'altra casa, il Palazzo H e lo Stadio dei Marmi è stato assegnato al Coni. E noi andremo avanti con un manipolo di 110 impiegati a noi distaccati. Faremo qualcosa di piccolo (la Francia, fanno notare gli uomini a cinque cerchi, ha un comitato con 129 dipendenti, ndr) per i 40 milioni assegnati». Nella diatriba il niet di Malagò all'uso del logo contestato e il taglio della dotazione di biglietti per la tribuna d'Onore dell'Olimpico. «Per dignità non si può passare da 540 a 12 biglietti per le gare della Lazio e 20 per quelle della Roma. Ringrazio, invece, i club e Sky per la disponibilità ad ospitarci nei loro palchi», dice Malagò in attesa delle replica dura di Sabelli, il numero uno di Sport e Salute che arriva in serata. «Dichiarazioni inaccettabili, ingiustificate: finora non era emersa nessuna insoddisfazione o critica sulla qualità dei rapporti e sul rispetto reciproco», dice Sabelli che però vuole andare avanti nella sua strategia. «Policy legittima, quella nostra sui biglietti». Malagò, però, è una furia e contesta anche un'invasione di campo sulla delicata questione dei rapporti con il Cio. «E' incredibile l'ingerenza del presidente Sabelli che parla, non ho capito a che titolo, della questione dei rapporti tra Coni e Cio. È pericoloso anche solo evocare il rischio di non partecipare all'Olimpiade: sarebbe bastato leggere la lettera di Losanna per capire quanto delicata sia la questione della legge delega sullo sport». Una legge votata da M5S, ma non dal Pd, e comunque ferma in Senato ora. 
SUBITO AL LAVORO
Subito una patata bollente, dunque, per il neo ministro Spadafora. Uomo trasversale e tra i fautori del matrimonio tra M5S e Pd. Una figura con cui il presidente del Coni, Giovanni Malagò spera di poter interloquire in merito alla legge delega sullo sport. Questione di buon senso, sfumature e aspetti da rendere compatibili. Con l'ex Giancarlo Giorgetti non era stato del tutto possibile. «Comunque la decisione di avere una struttura Coni autonoma – dice Malagò – era stata presa ben prima della caduta del governo gialloverde». 
Va ricordato che il 6 agosto Coni e Sport e Salute avevano siglato un accordo di servizio. «Se non l'avessi fatto il Coni poteva rischiare il commissariamento» sottolinea Malagò che poi rimarca: «Non c'è nessuna collaborazione, purtroppo». 
QUERELLE TAGLIANDI
Tre le questioni che hanno infiammato l'animo del presidente del Coni: il marketing, Milano-Cortina e i biglietti dell'Olimpico. Quest'ultima una querelle molto spinosa. «Il fatto del taglio dei biglietti è grave, anche perché i biglietti Sport e Salute non li potrà mai vendere. Questo è talmente uno sgarbo al Coni che adesso atleti e tecnici sono ospiti delle società e per questo devo ringraziare Lotito, Fienga, Baldissoni e Sky. I biglietti non li userò per dignità». Non è la prima volta, però, che il Coni rinuncia a quei tagliandi: per un lungo periodo la querelle tra il Coni di Petrucci e Lotito portò alla guerra fredda dei tagliandi. 

Il Messaggero
 

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‘9 GENNAIO 1900’ –  Abbate: “Luis Alberto parla così perché è polemico, non vedo un obiettivo preciso. Spero che Lotito non se la prenda troppo…” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Alberto Abbate: “Le frasi odierne di Luis Alberto? Credo che abbia mal interpretato quanto detto da Lotito, comunque dietro c'è sempre la sua voglia di tornare a Siviglia. Con l'entourage c'è accordo totale su rinnovo e adeguamento, vedi anche l'affare Jony; la mezzala ha anche confermato il contatto con Inzaghi. Di fondo comunque mi infastidisce l'atteggiamento del giocatore, questa intervista non capisco se è legata al suo carattere o se resta un modo per trovare un appiglio per tornare a giocare dove vorrebbe. Luis Alberto dopo i rinnovi di Immobile e Milinkovic chiedeva lo stesso trattamento, cosa che Lotito non ha gradito. Il club e il giocatore dovevano vedersi a gennaio scorso, poi le prestazioni e l'atteggiamento del centrocampista hanno convinto la società a rimandare l'adeguamento ai nostri giorni. Segnalo che mentre lo spagnolo in stagione si è lamentato spesso, Milinkovic ha accettato le critiche senza fiatare. Io sono convinto che Luis Alberto resterà alla Lazio, non credo ci sia un obiettivo specfico in quanto detto oggi, semplicemente lui è un tipo polemico; spero che Lotito leggendo questa intervista non la prenda troppo male. Restano frasi comunque inconcepibili, immagino siano spiazzati pure i suoi agenti”.  

 

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Figc, Gravina: “No alla SuperChampions. Chiesto parere a Collegio Garanzia su play out in serie B”

Superchampions, play off e play out, regolamento del Club Italia e procedure di riammissione in serie A, B e C: sono questi i principali argomenti affrontati nel corso della riunione odierna del Consiglio Federale. In relazione all’avvio dei play off dopo il giudizio sportivo di primo grado, Gravina ha ribadito la legittimità della scelta della Lega B, pur avanzando le proprie perplessità sull’opportunità della stessa rispetto all’attesa della conclusione del procedimento giudiziario a livello endofederale; al tempo stesso, il Presidente ha ricordato che nel pomeriggio è in programma la discussione dinanzi alla Corte Federale d’Appello del provvedimento cautelare avanzato dal club siciliano in vista dell’udienza di merito già fissata il 23 maggio. In relazione all’annullamento dei play out successivamente al posizionamento del Palermo all’ultimo posto, dopo aver verificato che esistono due interpretazioni circa le conseguenze dell’applicazione della sanzione adottata, il Presidente ha ritenuto di aspettare l’esito sul ricorso cautelare di oggi e la decisione di merito di 2° grado; nell’attesa ha ritenuto di rivolgere nell’immediato un quesito al Collegio di Garanzia dello Sport, ai sensi dell’art. 12 bis comma 5 dello Statuto del Coni, relativamente alla individuazione della quarta società retrocessa dalla Serie B alla Serie C e dunque alla necessità o meno che si debba procedere alla disputa del play out. Di tale parere sarà data comunicazione tempestiva alla Lega B per gli eventuali adempimenti di competenza. Gravina ha poi condiviso con il Consiglio Federale la posizione in vista della riunione convocata dalla UEFA domani a Budapest con le 55 Federazioni Europee, sul tema della riforma delle competizioni internazionali. In linea con le principali Leghe e alcune Federazioni continentali, pur riservando il giudizio alla piena conoscenza del progetto finora mai ricevuto dalla UEFA, la FIGC è disponibile ad una evoluzione delle competizioni internazionali nell’ottica dello sviluppo del brand del calcio europeo, dell’appeal dei tornei e dell’aumento delle risorse economiche da distribuire, nel rispetto assoluto di alcune condizioni inderogabili di seguito riepilogate. 

1) Contrarietà alla costituzione di una SuperChampions e rispetto del principio secondo il quale la partecipazione alle competizioni europee per club rispetti esclusivamente il valore dei singoli campionati nazionali; 2) Contrarietà all’idea che un calcio d’elite soppianti la dimensione attuale del calcio; 3) contrarietà assoluta all’ipotesi ventilata di posizionare le gare internazionali nel week end spostando quelle dei campionati nazionali a metà settimana. “Siamo contrari alla costituzione di una SuperChampions – ha dichiarato Gravina nel corso della conferenza stampa che ha fatto seguito al Consiglio – per due aspetti inderogabili: territorialità e valore della competizione sportiva. I campionati devono sempre giocarsi nei fine settimana e si accede attraverso le singole competizioni nazionali. Non sacrifichiamo il valore del nostro calcio nazionale a discapito di interessi legati a singoli soggetti”. Il presidente federale ha quindi annunciato che “le date delle prossime due sessioni di calciomercato andranno dall'1 luglio al 2 settembre per quella estiva e dal 2 al 31 gennaio per quella invernale. Sono in linea con le date delle altre federazioni”.

Prima di procedere ad analizzare i punti all’ordine del giorno, Gravina ha ricordato Sergio Giovannone, ex calciatore dell’Avellino, e Mino Favini, talent scout dell’Atalanta, scomparsi nei giorni scorsi; successivamente ha presentato tra le altre attività svolte in queste settimane il protocollo FIGC – Agenzia delle Entrate e il rinnovo della partnership FIGC – TIM, quindi ha rivolto i complimenti alla Lazio per la vittoria nella Finale di Coppa Italia di ieri, all’Atalanta per il percorso nel Torneo ed alla Lega Serie A per la brillante organizzazione dell’evento.

 

 

 

Nomine di competenza

Il Consiglio ha proceduto alle nomine della Fondazione Museo del Calcio: Fino Fini (Presidente), Matteo Marani (Vice), Massimiliano Benedetti, Paola Bottelli, Marinella Conigliaro, Francesco Franchi (Consiglieri), Alessandro Bezzi, Luca Calamai (Consiglieri in quota Comune di Firenze).

Modifiche regolamentari

Facendo seguito all’ organigramma/funzionigramma già presentato, è stato approvato il regolamento del Club Italia che diventa operativo dalla data odierna.

Procedure di riammissione Campionati Serie A, Serie B: provvedimenti conseguenti

Sono stati approvati i criteri relativi e la graduatoria: per la Serie A dalla 18a alla 20a posizione del campionato in corso; per la Serie B dalla Perdente Play out o quart’ultima alla 19a, previa l’ottenimento della Licenza Nazionale relativa al medesimo campionato.

Procedure di riammissione Campionati Serie C ex art. 49 comma 5bis NOIF: provvedimenti conseguenti

Qualora entro il 24 giugno 2019 si verifichi una delle situazioni previste dall’art. 49 comma 5 bis NOIF, così come approvato nello scorso Consiglio Federale, la riammissione è riservata alle sole retrocesse dalla Serie C stessa ed avverrà secondo una graduatoria stabilita in base al miglior punteggio secondo una serie di coefficienti inseriti per garantire l’omogeneità, visto il differente numero di squadre partecipanti nei tre gironi. Sono previste comunque una serie di preclusioni, legate a sanzioni per illecito sportivo e per mancati pagamenti nei termini prescritti. 

Norme per l’integrazione delle eventuali vacanze di organico nei campionati professionistici: provvedimenti conseguenti

Sono stati fissati i criteri (classifica finale 50%, tradizione sportiva 25%, numero medio spettatori ultimi 5 anni 25%) e le procedure di integrazione degli organici in caso di vacanza di posti dalla Serie A alla Serie C. I club dovranno versare un contributo straordinario alla FIGC e depositare una fidejussione a garanzia degli emolumenti in base al campionato. Anche in questo caso insistono una serie di preclusioni (precedenti ripescaggi, sanzioni per illecito sportivo o per violazione del divieto di scommesse).

Tutti i dettagli saranno pubblicati nei prossimi Comunicati Ufficiali.

Regolamento LND per i ripescaggi in Lega Pro e Regolamento LND ex art. 49, lett c) NOIF

Approvati il Regolamento della LND per i ripescaggi in Lega Pro e la tabella dei punteggi della graduatoria di cui all’art 49 lett. C.

figc.it

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“Il calcio che vogliamo”, Lotito e De Laurentiis: “Regole e mentalità vecchie”. Miccichè: “Servono i play-off” (VIDEO)

“Il calcio che vogliamo”, alle 12,00 tavola rotonda con i vertici del calcio presso la sede del Corriere dello Sport: un grande confronto per sviluppare problematiche e chiavi di volta per il rilancio dopo l’ennesima stagione di flop in Europa. La Juventus senza rivali in A, un prodotto da rilanciare sul piano tecnico e spettacolare, razzismo, sicurezza negli stadi ed i nodi dell’impiantistica. Presenti tutte le componenti: da Roberto Mancini e Gabriele Gravina per la FIGC, passando per i presidenti di Lazio e Napoli Lotito e De Laurentiis. I vertici dell’AIA, dell’AIC, il numero uno dello Sport Malagó, i presidenti di Lega ed i rappresentanti delle piattaforme televisive.

L'arrivo del presidente Lotito

Dal nostro inviato Daniele Baldini,

 

 

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SuperChampions, Tebas: “Nuova Governance con maggior potere alle Leghe”. Cairo: “Poca Democrazia”

Da Madrid arriva un messaggio chiaro: le Leghe vogliono contare di più. Javier Tebas, il presidente della Liga spagnola nonché uomo immagine delle Leghe Europee, ha parlato agli oltre duecento delegati arrivati a Madrid, spiegando quali sarebbero i rischi per i campionati europei se dovesse passare una riforma estrema della Champions. Ma soprattutto ha chiesto una nuova “governance” del calcio europeo. Secondo Tebas le Leghe dovrebbero partecipare di più a processi decisionali come quello in corso e che porterà alla nuova Champions dal 2024.

CAIRO E ADL — Dal punto di vista dei club italiani, a totale sostegno di Tebas è Urbano Cairo, presidente del Torino: “Il problema è che l’Eca non è rappresentativa dei suoi 109 club. Serve un nuovo sistema decisionale all’Uefa, oggi c’è poca democrazia e la commissione che propone le modifiche ha la maggioranza di rappresentanti dell’Eca. Vogliamo difendere i campionati e Tebas è la persona giusta. Anche oggi Andrea Agnelli ha parlato per pochissimi minuti e non ha detto nulla, ha detto ‘noi rappresentiamo tutti’, ma dice una cosa e ne fa esattamente un’altra. E’ una cosa molto grave”. Diversa la posizione di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, per il quale “non si sono affrontati i veri problemi, dalla sicurezza ai procuratori, e soprattutto si è parlato di come distribuire i profitti. Ma prima dovremmo parlare di come incrementarli”.

L‘INTERVENTO DI AGNELLI — Alla riunione ha partecipato anche Andrea Agnelli, presidente Eca, e Tebas ha giudicato positivamente il suo breve intervento, parlando di “mano tesa”, anche se secondo lo spagnolo l’Uefa è stata sedotta dai grandi club. Edwin Van der Sar (Ajax) ha cercato di rasserenare i club a nome dell’Eca, spiegando come non ci siano progetti di giocare nel fine settimana e di “chiudere” la Champions, ma insistendo sul nuovo sistema piramidale che consentirebbe a tutti di puntare ai vertici delle coppe.

BASTA SERVI — “È finito il tempo dei servi della gleba”: la metafora del presidente della Lazio, Claudio Lotito, sintetizza il suo intervento a Madrid. Il patron biancoceleste, applaudito dai 339 delegati continentali, ha ricordato che “non c’è un problema di contrapposizione sul piano personale ma su quello che deve essere il futuro e la regia del calcio europeo. Non è solo business – ha spiegato Lotito – ma devono essere salvaguardate tutte le componenti che concorrono ad alimentare questo sistema, composto non solo dalle società e dai tifosi che rinunciano a un paio di scarpe per andare a vedere la loro squadra del cuore. C’è un problema di rappresentanza – ha aggiunto Lotito – e le Leghe sono gli unici organi deputati a programmare e riformare il sistema calcio, gli unici organi dove sono rappresentati tutte le componenti del calcio, con grandi, medie e piccole, e non l’Eca. Oggi è finito il tempo dei servi della gleba, dei vassalli e dei valvassori. Esiste pari dignità, i voti non si pesano e chi partecipa al tavolo deve avere la rappresentanza vera delle società”.

gazzetta.it

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Super Champions? Lotito dice ‘no’ e guida la rivolta

Lotito in prima linea per il 'no' alla Super Champions. La rivoluzione che dal 2024 che dovrebbe azzerare i campionati nazionali, con 24 squadre su 32 qualificate dalla stessa Champions e partite nel weekend che sposterebbero quelle dei campionati durante la settimana. La Lega Serie A ha già manifestato la sua contrarietà attraverso le parole dell' ad De Siervo: "Rischiamo di diventare un campionato marginare, vorremmo l'aiuto del governo". Intanto Lotito guiderà una delegazione formata da Torino, Napoli, Genoa, Sampdoria e Atalanta (potrebbero Aggiungersi anche Sassuolo e Roma) a Madrid, il 6 e 7 maggio nell'assemblea dell' European Leagues aperta a tutti i club. 

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Figc e bilanci ballerini: Gravina al lavoro su plusvalenze fittizie e diritti recompra

Federcalcio accende un faro sul doping contabile delle plusvalenze nei bilanci delle società di calcio. Un " tesoretto" che, come documentato da Repubblica, solo nel 2017- 18 ha generato 724 milioni di entrate straordinarie alla Serie A grazie alla compravendita ( qualche volta a prezzi gonfiati) di calciatori. Il nuovo presidente Gabriele Gravina, eletto il 22 ottobre, aveva promesso un intervento dopo la condanna ( con tre punti di penalizzazione) del Chievo. E dalle promesse, secondo indiscrezioni, si sta passando ai fatti. Compatibilmente con i margini di manovra della Federazione in un campo dove i confini tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria sono molto labili. Il primo intervento, spiegano fonti attendibili, sarebbe quello di " attenzionare" gli scambi di giocatori che generano ampie plusvalenze senza che passi di mano denaro vero. Transazioni parallele, spesso farlocche, fra due club (come quelle tra Chievo e Cesena costate la penalizzazione agli scaligeri) che coinvolgono quasi sempre ragazzi della primavera che passano da un club all’altro senza un reale flusso di cassa: nessuno paga soldi a nessuno, ma nei bilanci i nuovi arrivi vengono iscritti con una valutazione utile a iscrivere la squadra al campionato o a rispettare il fair play della Fifa. La Figc non può bloccare in sé queste operazioni. Ma le nuove regole della giustizia sportiva in partenza da luglio dovrebbero prevedere una sorta di " cartellino giallo" a chi si avventura su questo terreno. La Covisoc, l’organo di sorveglianza della salute economico- finanziaria del calcio, potrà chiedere informazioni più approfondite e, soprattutto, segnalare le anomalie ai sindaci o alle società di revisione, per ottenere la svalutazione del bene a bilancio e dare una valutazione più realistica dei calciatori acquistati con questo tipo di operazione. Discorso diverso per gli affari di mercato in cui un giocatore valido viene ceduto in contanti, senza scambi, a un valore lontano dalle quotazioni reali. Trattandosi di un contratto tra privati, tutelato dalle norme sul libero scambio, non ci sono le basi per entrare a gamba tesa su questo tipo di transazioni. Materia, semmai, della magistratura ordinaria che però fin qui ha assolto tutte le squadre (Inter, Milan e Juve) messe sotto indagine per presunte plusvalenze artificiali. C’è poi una questione più delicata e riguarda il diritto di recompra, introdotto un’estate fa dal commissario federale, fortemente voluto dalla Lega Serie A e importato dalla Spagna. È diventato in pochi mesi uno degli strumenti preferiti per sistemare i bilanci. Si tratta del contratto in base a cui si cede un giocatore ( spesso delle giovanili) a una cifra altissima con plusvalenza importante impegnandosi però a riacquistarlo dopo qualche anno senza perdite per l’acquirente. Una forma per valorizzare i giovani che farebbero panchina, dice chi l’ha usato. Un’altra partita di giro per gonfiare le entrate a somma – sostanzialmente – zero dicono i critici: in questo caso, senza necessità di coinvolgere due giocatori per uno scambio di comodo. Non è da escludere che la norma, inserita in molte operazioni milionarie delle ultime sessioni di mercato, venga rivista o abolita. Il rischio che la bomba ad orologeria delle plusvalenze faccia saltare la Calcio Spa invita a prendere il toro le corna e ad affrontare il problema prima che sia troppo tardi.

la repubblica