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Mancini a San Siro, Zaccagni si gioca la Nazionale… e che intesa con Immobile!

Domani in Coppa Italia, Mattia Zaccagni avrà una motivazione in più: convincere Mancini a convocarlo ancora in Nazionale, e non solo per uno stage.Come riportato da La Repubblica, da inizio dicembre è proprio l’esterno ex Verona, l’arma in più della Laziodi Sarri. Mancini l’ha convocato per lo stage di tre giorni a gennaio e sta tenendo sott’occhio la sua crescita esponenziale: domani, per i quarti contro il Milan, il ct sarà a San Siro per vederlo da vicino nell’ottica delle prossime convocazioni per i playoff mondiali, quando mancherà l’infortunato Chiesa: potrà far comodo un esterno rapido come lui, con doti aerobiche importanti e bravo nel saltare l’uomo. In questo senso, è un derby a distanza con il romanista Zaniolo. A favorire i progressi di Zaccagni, il feeling con Immobile. Ora l’ultimo step su cui sta insistendo Sarri è quello di attaccare di più la porta e l’area di rigore. A San Siro Mancini guarderà con attenzione anche i movimenti di Lazzari e Luiz Felipe.

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Sarri-squadra, ecco la sintonia: fraseggio, coralità e nuove motivazioni

E’ una Lazio nuova quella che ha travolto la Fiorentina. Qualcosa è cambiato, Sarri lo diceva ai suoi calciatori a Formello: “Siete cambiati.” Così è stato, la Lazio a Firenze era compatta, affamata, aggressiva, Sarrista nel fraseggio e cinica nel contropiede. Sarri ha adattato il suo calcio alle doti del bomber Immobile, ciò che in tanti chiedono al ct Mancini: il risultato è che Ciro segna sempre, la squadra si diverte e vince. Il mister è entrato in sintonia con il gruppo, non a caso è stato organizzato il pranzo la scorsa settimana. Ha dato nuove motivazioni alla squadra, ha coinvolto chi si sentiva ai margini e ha cambiato il proprio giudizio su alcuni calciatori, Patric su tutti. Anche i calciatori sono cambiati, la loro applicazione e intensità negli allenamenti. Lo stesso Sarri ha ammesso che non si divertiva così tanto dai primi anni a Napoli. E’ soddisfatto di Milinkovic e Luis Alberto, poi grazie al lavoro collettivo è migliorata anche la fase difensiva.Fra due giorni c’è il Milan, ma la Lazio del Sarrismo 2.0 può sorprendere ancora. La Repubblica

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Ora torna il difficile, impegni ravvicinati e obbligo di rotazioni: Acerbi out, tornano Hysaj e Cataldi

Acerbi era in tribuna al Franchi, chissà se lo sarà anche a San Siro. E’ ancora infortunato, salterà anche  la gara di sabato contro il Bologna, è da valutare in vista del Porto il 17 febbraio. Luiz Felipe e Patric non lo fanno rimpiangere, infatti nelle ultime quattro partite non sono stati subiti gol e non accadeva dal 2015. La Lazio, però, ha due vite: una giocando settimane lisce, una giocando settimane ingolfate, come questa che viene. Mercoledì in porta torneranno Reina e Hysaj (al posto di Lazzari), a sinistra sempre Marusic. Cataldi si riprende il posto da titolare, accompagnando Milinkovic e Luis Alberto. Il Mago sabato era uscito per i crampi, andrà valutato ma non dovrebbero esserci problemi. In attacco sempre Ciro; per quanto riguarda gli esterni Pedro non è apparso in formissima dopo lo stop, Zaccagni e Anderson hanno fatto bene: Sarri dovrà decidere. Sarà convocabile anche Kamenovic. Per via della settimana piena sicuramente il mister per sabato dovrà pensare al turnover, coinvolgendo Basic, Radu e il nuovo arrivato Cabral. Laziopress.it

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Sarrismo su misura per Immobile: il Milan è avvisato

Ciro Immobile che fa gol non sembra nemmeno più una notizia. La normalità in casa Lazio è vedere il bomber segnare, far festa, come se fosse routine. Quest’anno e nelle ultime sei stagioni è riuscito a partecipare a venti reti in campionato.Oggi conta 18 gol e 2 assist. I concorrenti si sono fermati al massimo a tre volte. Gioca a livelli super come gli altri migliori attaccanti d’Europa e del mondo. Trascina la Lazio in alto e ora in Coppa Italia ecco un’altra missione.

Con lo stadio di Milano, Immobile, ha un rapporto speciale. Sei gol nelle ultime sei partite contando campionato e Coppa Italia. E ancora: da inizio 2022 è rimasto a secco solo contro l’Atalanta. Reti all’Empoli, Inter, Salernitana (doppietta), Udinese e Fiorentina. Milan avvertito. Ai rossoneri ha segnato 6 reti da quando è vestito di biancoceleste. In totale 7 marcature e 5 assist in 18 sfide. La missione semifinale è iniziata: la vincente di Milan-Lazio sfiderà la vincente di Inter-Roma. Corriere dello Sport

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Tour de force con un Ciro solo in attacco

Ciro Immobile resta una garanzia tanto in campionato, quanto in Nazionale. È l’unicocentravanti a disposizione di Sarri e il suo compito è di segnare il può possible. Lui non si tira indietro con i suoi 171 gol in cinque anni e mezzo, ma essere l’unico punto di riferimento di una squadra non è affatto semplice. A calciomercato chiuso con nessun rinforzo importante, a Ciro verrà chiesto di correre, senza fermarsi mai, superando ostacoli e dolori.

Con il solito fastidio al ginocchio sinistro, e a quasi 32 anni, non è più tanto facile trascinare la squadraverso la vittoria. Ci si chiede, infatti, cosa succederebbe se Immobile fosse costretto a fermarsi. Davanti a lui ci sono sette partite in venti giorni e Immoble sarà costretto to a tenere duro e giocarle tutte se non trova il sostegno dal compagno di squadra Felipe Anderson. Le perplessità, però, restano quelle di sempre: Lotito, probabilmente, avrebbe dovuto prendere un altro centravanti valido, quel vice-Immobile che tanto si cercava e che non è stato trovato. Laziopress.it

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Da Bielsa a Sarri, Lotito contestato è un ritorno al passato

Un ritorno al passato. Come se il nastro si fosse riavvolto, con i tifosi della Lazio assiepati fuori da Formello e Lotito invitato ad andarsene. Il patron – ricorda oggi il Corriere dello Sport – non entrava nel mirino degli ultras del 2016, quando l’assalto fallito a Bielsa costrinse la società a ripiegare su Simone Inzaghi. Negli ultimi mesi, sottolinea il quotidiano, siamo ripiombati “nell’oscurità laziale vissuta per tantissimi anni, complice il combinato disposto provocato da una classifica mediocre e dall’indice di liquidità, senza trascurare il ‘caro biglietti’, in piena pandemia”.

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Lazio e Lotito, storia di bufere e battaglie: Sarri fa scudo sui suoi uomini

Sarri tiene tutti uniti, lo farà finché potrà e vorrà. Formello è di nuovo un bunker assediato dalle critiche, dai movimenti di rivolta, oggi riceverà la visita degli ultras contestatori. La Lazio di Lotito è storia di bufere e battaglie, vittorie e sconfitte, felicità a singhiozzi, mercati fruttuosi e pasticciati, cortocircuiti calcistici e ambientali. Tutto ciò Mau lo sta vivendo sulla sua pelle. E per sollevare la squadra da questa atmosfera rovente ha pensato bene di anticipare l’allenamento di ieri pomeriggio al mattino e di invitare tutti a pranzo. E’ nato così il patto dei Parioli, stretto nel locale a base di pesce gestito da uno dei più conosciuti ristoratori di vip, attori americani e pop star. E’ il momento di stare “con” la Lazio e non “contro” la Lazio, si sarà detto Sarri, il primo ad essere rimasto deluso dal mercato di gennaio. Ha comunicato la sua decisione e ha programmato una bella mangiata, nei limiti del consentito. Il conto non era alla romana, l’ha pagato lui (…) Corrieredellosport.it

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Lazio, è il giorno della contestazione degli ultras. Poi tutti a Firenze con la squadra

L’appuntamento è per le 13 fuori i cancelli di Formello, i tifosi della Lazio pronti alla contestazione dopo le delusioni del calciomercato e non solo. Gli ultras della Curva Nord, tramite un volantino social, hanno fatto sapere“La contestazione si fa allo stadio, sul campo, in presenza e non soltanto scrivendo sui social. Abbiamo assistito al solito calciomercato ridicolo e improvvisato, figlio di un progetto che non esiste… Ora basta, chi veramente ha a cuore questa squadra lo dimostri adesso. Appuntamento giovedì 3 febbraio alle ore 13 fuori i cancelli di Formello per gridare tutto il nostro disprezzo nei confronti di questa società che se ne frega dei propri tifosi! A partire dal caro biglietti, fino alla campagna di indebolimento del mercato invernale!”.

A prescindere dalla contestazione, i tifosi hanno ribadito la loro voglia di rimanere vicini alla squadra. In occasione della trasferta a Firenze, saranno in mille a riempire il settore Ospiti. Settore che, viste le limitazioni attuali, è praticamente tutto esaurito. Non ci sono più biglietti disponibili. La squadra di Sarri, al Franchi, non sarà affatto sola. Cercherà di vincere soprattutto per i tanti tifosi partiti da Roma. Corrieredellosport.it

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Cabral, dopo il pranzo il primo allenamento: “Se metto io la musica vinciamo”

È ufficialmente cominciata l’avventura alla Lazio di Jovane Cabral. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il 23enne arrivato dallo Sporting Lisbona effettuerà oggi il suo primo allenamento, dopo essere sbarcato a Roma martedì insieme alla famiglia (il padre segue da sempre ogni sua partita dal vivo).
Ieri mattina le visite mediche, superate brillantemente. Poi è andato a Formello, dove ha conosciuto il tecnico Sarri e i nuovi compagni. Ha scelto la maglia numero 11, con cui potrebbe esordire già sabato sera sul campo della Fiorentina(verrà convocato, ma non partirà dall’inizio, al massimo subentrerà).
Nello spogliatoio della Lazio vorrà anche fare il dj: “Quando sono io a mettere la musica di solito vinciamo. Ho un talento per il ballo. Mi piacerebbe prendere lezioni, ma non ho tempo.Anche perché non potrei arrivare stanco agli allenamenti dopo esser stato in sala prove”. Laziopress.it

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Sarri, fiducia e rinnovo vacillano

I tifosi contestano, Maurizio Sarri riflette. Il giorno dopo la fine del mercato invernale, per la Lazio è quasi sempre la stessa musica stonata. In più, da ieri, anche l’annuncio del ritorno degli Ultras a contestare la società a Formello per un mercato invernale “di indebolimento” (oltre al “caro biglietti” che non è piaciuto a molti): “Abbiamo assistito al solito calciomercato ridicolo e improvvisato, figlio di un progetto che non esiste. La Lazio è nostra e non di chi la gestisce”: scrivono gli UL, dopo le diverse cessioni ma un solo arrivo, Jovane Cabral, un’incognita quando Sarri aveva chiesto almeno 4-5 rinforzi tra la scorsa estate e gennaio. Il tecnico è furioso e deluso dalle promesse fatte dalla società e non mantenute. L’ottavo posto in classifica e la dipendenza da numerosi titolari dovrebbe far riflettere lo stesso Claudio Lotito, verso il quale Sarri aveva riposto la sua fiducia che ora vacilla. In ballo non c’è solo la stagione da portare a casa con una qualificazione europea che non è per niente scontata ma anche un rinnovo che dopo essere stato a lungo sbandierato ora rischia di congelarsi. Sarri riflette, non la mette la firma e non la metterà fino alla prossima estate. Tra domenica e lunedì avrebbe anche meditato le dimissioni ma non vorrebbe lasciare il lavoro a metà. Tanti i nodi anche con il ds I Tare, compreso il tesseramento imposto di Kamenovic, un giocatore della scuderia di Kezman che il tecnico ha già bocciato la scorsa estate. Una situazione di stallo a cui solo Sarri può mettere una pezza. Dalla sua, ci sono i tifosi. Che ce l’hanno con tutti tranne che con quella che è ritenuta parte lesa. Tutto Sport