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La scalata del Sergente, il sorpasso a Nedved nasce dall’Europa. Per il futuro c’è un patto con la Lazio…

Come riportato da Il MessaggeroMilinkovic salterà la sfida con il Sassuolo, ma sarà presente contro il Galatasaray. Già con la rete all’Udinese il serbo aveva raggiunto i centri di Pavel Nedved con la Lazio. Sotto la Lanterna Sergej supera il ceco nella classifica dei centrocampisti goleador e ora, a quota 52, è il re indiscusso di ogni tempo. Dal suo sbarco, 42 timbri in Serie A, 5 in Coppa Italia, altrettanti (5) in Europa League, incredibile il suo percorso. Il suo agente Kezman ha un patto con la Lazio, Sarri lo sa ed è disposto al sacrificio. Finalmente si sono incontrati con calma a Formello, Maurizio e Lotito, hanno fissato a breve la firma (sino al 2025) sul rinnovo e parlato tanto di mercato: solo con una cessione da almeno 80-90 milioni del Sergente, si possono fissare le tappe di un progetto davvero ambizioso. A gennaio l’organico verrà puntellato con un attaccante e un terzino sinistro. A giugno, i soldi di Milinkovic potranno portare a una rivoluzione big con due-tre acquisti “veri” al suo posto. La Juve è il club italiano dietro l’angolo, United e Tottenham hanno il contrattacco in serbo. Sergej sogna da sempre il Real Madrid per fare il salto. Domani sua la fascia, sempre che Immobile si rassegni a restare a riposo; anche se Sarri resta più orientato su un “falso nueve”, ovvero uno fra Zaccagni e Pedro. Laziopress.it

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Sarri, la firma passa anche dal mercato

Non sono ancora pronti a dirsi sì, Lotito Sarri. Ma stanno lavorando per farlo. Il patron della Lazio – riferisce l’edizione odierna del Corriere dello Sport – da un mese freme perché il suo allenatore firmi il rinnovo fino al 2025. Il Comandante si è detto disponibile, ma chiede prima garanzie di mercato: sebbene la Lazio storicamente non abbia mai preso in considerazione la finestra di gennaio, l’ex tecnico di Juventus e Chelsea è convinto che si debba investire. Nello specifico, si aspetta due colpi: un terzino sinistro e un vice-Immobile che sostituisca Muriqi. Lotito ha promesso disponibilità ad intervenire, ma vanno prima superati alcuni vincoli legati all’indicatore di liquidità, e soprattutto è necessario liberarsi di qualche esubero: in uscita ci sono i soliti Vavro, Durmisi, Jony e Lukaku, ai quali vanno aggiunti Muriqi ed Escalante.

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Immobile, collaterale stirato: altro tentativo di recupero flash

Ciro Immobile quando si infortuna pare più voglioso e deciso del normale. Un robot da gol, abituato a non arrendersi mai. Domenica scorsa, dopo 45’, ha alzato bandiera bianca per un problema al ginocchio. Gli esami effettuati ieri hanno certificato un lieve stiramento del legamento collaterale. Ha iniziato subito le cure, punta a giocare contro il Galatasaray giovedì in Europa League, match importante che vale il primo posto del girone e dunque gli ottavi sicuri, senza spareggio. Il recupero in extremis fa parte del suo repertorio. A Formello, Ciro si è affidato ai fisioterapisti. Il dolore c’è ancora, segnale poco confortante. Le terapie continuano e poi proverà in campo tra domani e giovedì. In base alle sensazioni che gli darà il ginocchio deciderà se giocare o meno. Poche speranze, ma con Immobile mai dire mai. Altrimenti potrebbe rientrare domenica (ore 18) per Sassuolo-Lazio. Tutte ipotesi fin qui. Serve altro tempo per capire meglio. Corriere dello Sport

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Caccia a una punta: Botheim aspetta, idea Caputo

Immobile si è fermato due volte quest’anno, facendo scattare le imprecazioni e le invocazioni di Sarri. E’ successo prima di Bologna (problema ai flessori) e durante la sosta di novembre (stiramento al polpaccio sinistro). L’infortunio di Genova rischia di tenerlo in infermeria per la terza volta in due mesi. E’ un guaio per Mau, costretto a dannarsi per sostituirlo. Ha impostato Pedro da falso nueve, potrebbe provare con Felipe (se non fosse giù di corda). Ha ritentato di rianimare Muriqi, senza effetto. Aspetta il mercato per sostituire il kosovaro (se partirà) e avere un nuovo attaccante. E’ diventata questa la priorità, tra le richieste c’è anche l’arrivo di un terzino sinistro.La Lazio ad inizio novembre ha effettuato un sondaggio per Erik Botheim, centravanti del Bodo/Glimt, 21 anni, si è rivelato quest’anno in Norvegia e in Conference League, segnando tre gol alla Roma tra andata e ritorno. E’ in scadenza a dicembre, è opzionato dalla società. Botheim sogna la chiamata finale per raggiungere Roma. Ci sono sempre Mister X che possono spuntare, è una regola del mercato biancoceleste. Più che mai quest’anno, l’ultima parola spetta a Sarri. Il tecnico, dopo l’Udinese, ha chiarito che serve qualcosa: «Abbiamo bisogno di qualche operazione, che sia importante o un giovane», le sue parole famose. Potendo, Sarri accoglierebbe un attaccante già rodato in serie A. Botheim è l’opzione giovane, possono spuntare opzioni meno “verdi”, pronte per l’uso, magari per sei mesi. A Genova, proprio in casa Samp, c’è Ciccio Caputo. E’ entrato in corsa domenica, ma non si è segnalato. Soffre, con i blucerchiati non ha confermato l’exploit di Sassuolo. Ha giocato 13 volte da titolare, ha segnato 3 gol e ha servito 4 assist. E’ in ritardo di condizione, andrebbe rigenerato in tempi brevi. A gennaio potrebbe muoversi, sarebbe una soluzione istantanea. Corriere dello Sport

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Ripartenza con nuove gerarchie: come Sarri ha cambiato la Lazio…

Sarri l’ha cambiata e trasformata, anche con grande umiltà perché è andato contro le sue certezze assolute, e poi l’ha finalmente dotata di un portiere dopo i quattro mesi da incubo di Reina: e c’è proprio la firma di Strakosha, dopo quella indelebile di Ciro Immobile, sulla vittoria della Lazio a Genova, da dove potrebbe cominciare un campionato diverso. Le due pesanti sconfitte contro la Juve e il Napoli e il pareggio casalingo contro l’Udinese dopo un primo tempo ai limiti dell’accettabile avevano allontanato la squadra biancoceleste non solo dalla zona Champions (al momento lontanissima) ma anche dall’Europa più modesta, che comunque porta sempre qualche soldo in cassa: Mau è corso ai ripari, ha silurato il suo portiere preferito, poi Felipe Anderson, da lui definito il giocatore più forte che ha mai allenato, Luis Alberto e Lazzaricercando di costruire una Lazio con le medesime idee tattiche ma con una sostanza assolutamente diversa grazie ai recuperi di Luiz Felipe e Marusic e agli inserimenti di Zaccagni, uno dei migliori, e di Basic.

Un tempo senza storia, il gol di Milinkovic e poi la straordinaria doppietta di Immobile (166 gol in maglia biancoceleste in poco più di cinque anni) per un 3-0 che non lasciava spazio alla possibilità di una reazione della Samp. Che invece c’è stata, eccome. Le cause evidenti: la sostituzione di Ciro, infortunato, con un Muriqi impresentabile anche in una partita già indirizzata, e l’espulsione di Sergej per una reazione ingiustificabile, sebbene provocata da un errore clamoroso dell’arbitro Fabbri che non aveva visto la trattenuta di Adrien Silva ai danni del serbo. Milinkovic avrebbe dovuto tacere per non compromettere la gara della sua squadra e per non andare in squalifica.

La Lazio si è spenta immediatamente anche se già non era rientrata dagli spogliatoi con la testa giusta, lasciando l’iniziativa a una Samp capovolta da D’Aversa. E a quel punto è salito in cattedra Strakosha con la sua abilità, elevatissima, tra i pali: tre le parate decisive, due su Gabbiadini, che aveva già segnato il gol della paura biancoceleste. Non ci dovrebbero più essere dubbi su chi sia il Numero Uno da ora in poi ed è incomprensibile come la società, che non naviga nell’oro, abbia potuto portare l’albanese alla scadenza senza rinnovo: già tormentata da tanti problemi che andranno risolti sul mercato, la Lazio può perdere Strakosha a zero tra un mese ed essere poi costretta a cercare due portieri considerando il rapido declino di Reina. Sarebbero soldi buttati, da destinare più alla ricerca del vice Immobile dell’erede di Leiva: l’unica è confidare in Sarri e nel suo ripensamento sulle gerarchie tra Pepe e Thomas, come è avvenuto ieri. Per fortuna. Corrieredellosport

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Immobile-Quagliarella, 344 gol in 8 km

Vedendolo entrare a Marassi, i tifosi blucerchiati si faranno il segno della croce. Ciro Immobile quando vede la Sampdoria si esalta, è la squadra contro la quale ha segnato più gol in assoluto in carriera: 13 in 16 incontri complessivi. Uno con il Genoa nel 2012, uno con il Torino, un altro in Serie B con il Pescara, e tutti i 10 restanti in biancoceleste, numeri che lo rendono il secondo marcatore più prolifico di sempre in questa sfida, dietro solamente al suo ct in Nazionale, Roberto Mancini, che ne ha collezionati 11 (tutti da giocatore doriano). Questo incontro lo stimola, forse anche per via della sfida nella sfida con Fabio Quagliarella, nato a Castellammare di Stabia, a due passi dalla sua Torre Annunziata. Nel giro di poco più di 8 km di distanza ci sono ben 344 reti in Serie A. Sono i due marcatori in attività più prolifici del torneo, entrambi a un passo dall’entrare nella top ten assoluta (188). Si tratterà di un confronto tra due bomber veri, di razza. Perché se è vero che i tifosi blucerchiati si faranno il segno della croce vedendo entrare Immobile a Marassi, anche quelli biancocelesti avranno di che preoccuparsi se Quagliarella dovesse scendere in campo: già 8 i gol segnati in carriera alla Lazio. Insomma, una gran bella sfida. Corriere dello Sport.

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A Marassi come ricominciare da capo: serve la svolta per riscoprirsi squadra

Sarri cambia e pretende l’inversione di tendenza. Rimettersi in moto, e anche alla svelta. Non ci sono altre possibilità che ripartire cercando di farlo nel migliore dei modi. Con la Samp, sarà come ricominciare da capo, rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle e cercare di far venire fuori una squadra. Marassi deve rappresentare una sorta di punto zero. Il cambio di marcia vero e proprio in un terreno e in una situazione complicata per questa Lazio. Già perché lontano dall’Olimpico la formazione biancoceleste non ha mai convinto. Mai. L’unica prestazione degna di nota per l’allenatore dal punto d vista tattico e tecnico è stata quella con l’Atalanta, dove anche lì ci sono stati due errori pesanti. Nemmeno a Empoli nella prima giornata di campionato, il 21 agosto, nonostante sia stata la sola vittoria in trasferta, l’allenatore fu pienamente soddisfatto del rendimento dei suoi giocatori. Una squadra che fuori casa fa venire i brividi, con numeri da retrocessione: 7 partite, 1 vittoria, 4 sconfitte e 2 pareggi, con 7 reti realizzate e ben 17 subite. Per un totale di 5 punti racimolati su 21 a disposizione. Altro che “grande bellezza”. Serve una squadra e servono giocatori pronti al riscatto.  Un capo saldo su cui Sarri si appoggerà è Ciro Immobile. L’attaccante è un punto di riferimento, ma stavolta dalla sua ha anche la statistica, sulla quale stavolta, si appoggia anche l’allenatore. La Sampdoria, infatti, è la squadra a cui la punta laziale ha segnato più gol nella sua carriera, ben tredici. Un piccolo talismano a cui aggrapparsi ferocemente, soprattutto in un momento delicato come questo. A Marassi, la Lazio ha bisogno di vincere per riprendere il cammino verso l’Europa, ma anche per cominciare a dare un senso al progetto targato Sarri. Il Messaggero.

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Reina-Strakosha, cambiano le gerarchie?

Lazio nel pieno del cambiamento, ma per vedere grossi risultati, quelli che vorrebbe il tecnico e si aspettano i tifosi, servono tempo e altri giocatori. Sarri ha già lanciato segnali dalla società in ottica mercato. Per ora, con i calciatori a disposizione, può solo portare qualche novità di formazione. E allora si pensa alla staffetta in porta, con Strakosha che contro la Sampdoria potrebbe fare il suo esordio in campionato. Per ora ha giocato solo in Europa League.La Lazio prende tanti gol, nella marea delle critiche ci è finito anche lo spagnolo, apparso poco reattivo in diverse situazioni. Come dire: su alcuni tiri avrebbe potuto fare di più. Lui accetta le critiche e guarda avanti: “Dispiace per il momento, ma non si molla. Mai fatto. Con il lavoro a testa bassa e l’umiltà se ne viene fuori”, ha scritto su Instagram. Carattere da vendere. Questa volta Pepe potrebbe mettersi in panchina e vedere il collega, che ha perso la titolarità ormai da un anno e mezzo, giocare al suo posto. Una decisione che spetta a Sarri e che prenderà nella rifinitura, prima della partenza per Genova. Corrieredellosport

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Patto Sarri-Lotito: la rifondazione si fa sul mercato

Il piano condiviso per costruire la nuova Lazio. Le parole di Sarri di giovedì notte non lasciano scampo a interpretazioni: «Abbiamo bisogno di rinforzi, che siano giovani o campioni». È una richiesta d’aiuto, quella del tecnico. Un appello lanciato già alla vigilia del pareggio-beffa con l’Udinese: «Bisogna program-mare le prossime tre sessioni di mercato in modo serio, non basta cogliere le occasioni». In realtà la società – in sintonia con l’allenatore – spera che si possa allestire una rosa più sarriana già nelle prossime due finestre. Due gli acquisti a gennaio: uno potrebbe essere Botheim, classe 2000 del Bodø/Glimt. Prenderà il posto di Muriqi. E poi un difensore centrale: Vavro verrà ceduto in Italia o in Spagna (mentre si continua a lavorare per il rinnovo di Luiz Felipe). Verrà tesserato anche il terzino sinistro Kamenovic. Poi nell’estate del 2022, la grande rivoluzione con 5-6 acquisti. Un play “strutturato”, tecnico e dinamico, e un’altra ala sono le priorità. Senza dimenticare il discorso portieri. Strakosha, in scadenza, è lontano dalla firma, mentre Reina va per i 40 anni e non garantisce più il rendimento di prima. Il suo calo è lampante e ne è nato un caso, con i tifosi che spingono per StrakoshaSarri per ora dà fiducia al suo pupillo, che vuole riscattarsi: «Accetto le critiche. Non mollo, non l’ho mai fatto», ha scritto sui social. È chiaro però che un ribaltone nelle gerarchie, già domani a Genova con la Samp, deve essere valutato. I dati esprimono una condanna netta, non solo per Reinama per tutta la squadra: la Lazio ha subito 29 gol (17nei primi tempi) ed è la peggior difesa tra le prime 14. Solo Spezia (34) e Salernitana (31) hanno numeri peggiori. La Repubblica

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Lazio, l’Olimpico protesta nel deserto: giocatori e club nel mirino, risparmiato solo Sarri

Cori di protesta dalla Curva Nord non se ne sentivano da tempo. E invece nella pazza partita contro l’Udinese, mentre la Lazio va sotto i colpi dei friulani, si sono alzate le voci, forti e potenti, dei presenti all’Olimpico. Il grido “fuori le p….“, è stato seguito dall’urlo “mercenari” prima della fine del primo tempo. Al gol di Pedro, segnale di una reazione da parte dei giocatori della Lazio, ecco il coro “Vogliamo undici leoni”. La Nord, con la partita riequilibrata, si è scagliata contro Lotito:“Caccia i soldi”, è stato urlato chiedendo implicitamente acquisti per gennaio. Solo Sarri risparmiato dalle urla di protesta. Il progetto piace ancora nonostante alcune batoste.Allo stadio appena 7mila tifosi. Sui social invece, una marea di commenti dopo la brutta prestazione, l’ennesima, fatta dalla Lazio. “La partita più brutta che una squadra di calcio possa offrire. Inguardabili dal primo all’ultimo. Indegni!”. La rabbia è tanta, soprattutto perché questo pareggio, che ha il sapore della sconfitta, arriva dopo la batosta di Napoli. Qualcuno, tra il serio e il faceto, pubblica pure la foto di Edy Reja:Mago Edy, vieni a salvare questa zattera allo sbando”. Un altro invoca il ritiro e critica i giocatori: “Sono bambini viziati, un bel ritiro sino a fine anno farebbe bene”. Altri chiamano l’intervento della società a gennaio: “Va rinforzata la squadra, Lotito deve fare uno sforzo per accontentare Sarri”.L’allenatore è spesso risparmiato dalle critiche, ma qualcuno lo tira in ballo: “Questi giocatori non reggono il 4-3-3 e poi Radu è così peggio di Patric? Io non credo”.Situazione difficile in casa Lazio, i tifosi alzano la voce. Serve invertire la rotta il prima possibile per far tornare il sorriso. A tutti. Corrieredellosport.it