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Sarri entro il week-end: 3 milioni più bonus, intesa vicina. Poi un terzino: Hysaj il nome giusto

La Lazio si avvicina a Maurizio Sarri. Ieri blitz del ds Tare nella residenza toscana del tecnico scelto come erede di Simone Inzaghi: passi avanti confortanti, trattativa nella fase cruciale. Tanto più che ieri la Juve ha liberato Sarri, che ora può firmare per un altro club. E i bianconeri pagheranno la penale da 2,5 milioni. Un passaggio formale, ma obbligatorio. La Lazio vuole chiudere il capitolo allenatore entro il weekend: Sarri è sempre più il piano A, Mihajlovic l’alternativa principale, anche Pirlo nella lista. Con Sarri, i contatti vanno avanti a oltranza. È stato scelto da Lotito, disposto a mettere sul piatto un triennale da 3 milioni a stagione più 500 mila eu. ro di bonus: una proposta che l’allenatore toscano è disposto ad accet tare. Ma i dettagli economici devo no ancora essere approfonditi, perché nei vari incontri si è parlato molto dell’aspetto tecnico del nuovo corso biancoceleste. Via il 3-5-2, spazio al 4-3-3 con la difesa che dovrà imparare a muoversi tenendo come riferimento la palla e non più gli avversari. Per rin forzarla serviranno due terzini. Oltre al parametro zero D’Ambrosio, su cui si lavora da tempo, il nome caldo degli ultimi giorni è Hysaj, un fedelissimo di Sarri, che lo ha avuto sia a Empoli (in Serie B e in A) che a Napoli. L’albanese conosce a memoria i suoi dettami tattici e gioca su entrambe le fasce: ha 27 anni, è in scadenza con il Napoli ed è corteggiato anche dal Milan. Laziopress.it/La Repubblica

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Sarri, la tentazione é diventata trattativa. È il nome che piace a tutti, anche a Immobile e compagni

Ormai non si può parlare più di “tentazione”. Maurizio Sarri è diventato una prima scelta per la panchina biancoceleste. Venerdì sera sono stati avviati i contatti con l’agente Ramadani: come rivela il Corriere dello Sport sarebbe stato già presentato un contratto, forse biennale.  Lotito vuole arrivare a lui ma senza mettere a rischio i conti della Lazio. All’interno dello spogliatoio, intanto, il nome trova riscontri positivi. Immobile su tutti spingerebbe proprio per l’arrivo di un tecnico di personalità. Laziopress.it

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Staff, mercato, coinvolgimento e presenza del club: le richieste di Inzaghi

Inzaghi e la Lazio, avanti ancora fino al 2024. Secondo La Repubblica, il tecnico biancoceleste avrebbe avanzato le proprie richieste: 3 nuove figure nello staff, un ringiovanimento della rosa con 7 acquisti e 7 cessioni. Inoltre vuole essere più coinvolto nelle scelte del club, non solo in sede di mercato, e chiede un conforto maggiore da parte dei dirigenti nei momenti di difficoltà. Troppo spesso,  magari quando la Lazio ha subito degli torti arbitrali o episodi sfavorevoli, Inzaghi si è sentito solo. Pretende una presenza mediatica del club più forte. Lotito si è detto disposto ad accontentarlo, vuole dargli fiducia per convincerlo a firmare.
Intanto possibili novità sulla Primavera: al momento gestita da Tare, potrebbe vedere l’arrivo in panchina di Tommaso Rocchi. Questa sarebbe l’idea del patron biancoceleste. Laziopress.it

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La partita a scacchi l’ha vinta Simone, nonostante l’Inter: sarà il tecnico più longevo della storia biancoceleste

Secondo quanto raccontato da Il MessaggeroSimone Inzaghi non si sarebbe fidato dell’Inter, che non sta attraversando il suo momento migliore. Contatti con i nerazzurri già nella giornata di martedì con Ausilio che avrebbe messo sul piatto 3 milioni a stagione. Martedì i contatti con Inzaghi che ripete che non si fida dei club con problemi economici. E in un giorno il ribaltone. Lotito pretendeva le scuse dopo le dichiarazioni post-Sassuolo e voleva giocare al ribasso ma alla fine vince Inzaghi con un triennale da 2,2 milioni. Pugno al cielo all’uscita da Formello: la vittoria di Simone è schiacciante! Laziopress.it

Alla fine è un ‘sì’. Il matrimonio tra Simone Inzaghi e la Lazio è stato rinnovato. Il sorriso del tecnico, in uscita da Villa San Sebastiano dopo l’incontro con il presidente Claudio Lotito, lasciava già trapelare qualcosa. Poi il nero su bianco a Formello. Con tanto di brindisi. Dopo mesi di trattativa l’epilogo migliore si è consumato ad un mese dalla scadenza del contratto. Avanti sino al 2024.

“Simone Inzaghi è una mia invenzione”,ammetteva Lotito ormai tre anni fa quando la Juve aveva messo gli occhi sul tecnico biancoceleste. Una gran bella invenzione che ha portato ottimi risultati in cinque anni. Trofei, Champions, squadra stabilmente in Europa, bel calcio e valorizzazione della rosa. Eppure la storia con Inzaghi sembrava davvero destinata a finire. I contatti per il rinnovo sono andati avanti per mesi. La tranquillità caldeggiata tra le parti si è trasformata in ansia. Ad inizio 2021 la bozza di contratto, poi il silenzio. A Pasqua il ds Igli Tare non ha dubbi: “Ne abbiamo già parlato diverse volte, Inzaghi firmerà il rinnovo appena rientrerà. Adesso è come rinchiuso in gabbia, ma lavora bene anche da casa”. Ma poi Simone, guarito dal Covid, è tornato e niente firma. Così Tare, nelle settimane successive, ha sempre rinviato l’appuntamento a fine stagione. 

L’interessamento dell’Inter, la voglia di Lazio

Voci dall’Inghilterra: lo vogliono Leicester e Tottenham. Lo sfogo di Inzaghi all’ultima di campionato: “Sono 16 mesi che aspetto il rinnovo”. Le voci su Gattuso pronto a subentrargli, l’appuntamento del mercoledì. E per finire: l’Inter interessata a Simone per il dopo-Conte. L’ora ‘x’: alle 19 il tecnico entra a Villa San Sebastiano. Un’ora e mezza di colloquio con Lotito, poi la cena. Tutto risolto. Firma a 2,5 milioni più bonus. Così sarà il tecnico più longevo nella storia del club. Corrieredellosport.it 

 

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Con Gattuso è finita prima di cominciare, con Inzaghi puó continuare senza più finire. Ma serve chiarezza…

Una telefonata di Claudio Lotito a Simone Inzaghi per darsi appuntamento ad oggi a Formello. Va in scena l’incontro decisivo per il rinnovo. Con Gattuso, che sembrava l’erede di Simone sulla panchina della Lazio, è finita prima di cominciare. Ora la resa dei conti dopo che negli ultimi giorni i toni tra le parti si sono pure alzati. Al patron non sono piaciute le parole dell’allenatore di domenica sera (“Sedici mesi senza rinnovo”).

Serve chiarezza tra Lotito e Inzaghi, ecco perché alla resa dei conti di oggi non sono esclusi colpi verbali. Poi si parlerà di contratto, soldi, progetti, mercato. Il presidente potrebbe fare una nuova proposta (a ribasso) da 2 milioni più bonus Champions. E un progetto legato al sacrificio di un big della rosa. Non solo: si parlerà anche del rientro dei prestiti già scartati da Inzaghi. Obiettivo primario: ricucire il rapporto tra Inzaghi e la dirigenza. Le alternative? Resta il nome di Sinisa Mihajlovic. Conceiçao, dopo aver rotto con il Napoli, è in trattativa con il Porto. Rimane Sarri, altrimenti via al casting per il nuovo allenatore. Corrieredellosport.it

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Inzaghi-Lotito, torna l’ottimismo: oggi l’incontro, il lieto fine per festeggiare il 26 Maggio

Otto anni fa, il 26 maggio 2013, la Lazio vinceva il derby più importante della storia contro i rivali cittadini, Lulic al settantunesimo minuti faceva diventare leggenda quella squadra guidata da Petkovic in una sfida che consegnò la sesta Coppa Italia della storia ai biancocelesti. Oggi, in quella data così bella per tutti i laziali, i tifosi potrebbero avere un altro regalo dal destino: il rinnovo triennale di Simone Inzaghi che ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. Ma andiamo con ordine perchè ieri è stata un’altra giornata convulsa tra indiscrezioni, speranze qualche certezza. Quando nel primo pomeriggio è arrivata l’annuncio della firma di Gattuso con la Fiorentina, le azioni di Inzaghi sono cominciate a risalire anche se, in realtà, non erano mai scese. Certo, qualche scintilla tra Lotito e Simone c’è stata, come dimostrano le parole di domenica sera dopo la sconfitta di Reggio Emilia da parte del tecnico biancoceleste, ma da qui a raffigurare come un rapporto definitivamente incrinato, ce ne passa. Come in tutte le famiglie, marito e moglie litigano, magari minacciano di andarsene, poi basta una carezza da parte di uno dei due e tutto rientra. Oggi nel tardo pomeriggio ci sarà il redde-rationem, per usare un latinismo caro al presidente, è tornato l’ottimismo, le nubi si sono diradate e, a meno di clamorosi ribaltoni, peralto sempre possibili con Lotito, ci sarà la fumata bianca. Il contratto sarà da 2.3 milioni a stagione, più basso di poco rispetto all’offerta iniziale ma, senza Champions e con il Covid-19 ancora nell’aria, tutte le società stanno cercando di razionalizzare i costi. Sta per prevalere la mozione dei sentimenti (anche il diesse Tare rimarrà), Lotito è troppo legato a quel tecnico che si è cresciuto in casa, il primo ad aver accettato di ridursi l’ingaggio da giocatore nel 2004 ai primi vagiti dell’ attuale gestione, così come Simone non è ancora in grado di tagliare il cordone ombelicale con mamma Lazio. Un club che ha amato da subito, una città di cui si è innamorato, i colori biancocelesti sono diventati una seconda pelle. È chiaro che non si può escludere neppure la rottura: per richieste economiche o tecniche esagerate di Inzaghi o per la voglia di Lotito di stravincere in questa lunga trattativa. Solo, in quel caso, la successiva cena fissata anche con la famiglia di Simone salterebbe e il presidente proverebbe a riallacciare i contatti con Mihajlovic, Sarri, Conceiçao o Spalletti, tra i nomi accostati alla Lazio in questi mesi in cui l’accordo con Inzaghi sembrava prima fatto e poi saltato. Un’ipotesi che non piacerebbe ai tifosi e nemmeno alle due parti: la firma è vicina. Intanto il club manager Angelo Peruzzi è stato operato per ricostruire il ginocchio che lo ha fatto soffrire per anni. La sua permanenza alla Lazio non è in dubbio anche se, come accade ogni anno, ci sarà bisogno del solito incontro con Lotito per ribadire la voglia di avere più spazio decisionale all’interno del club. Piccoli problemi che saranno risolti nelle prossime settimane nonostante qualcuno abbia indicato Marco Parolo come suo possibile sostituto. La vicenda Peruzzi è rinviata, ma oggi sarà il giorno della conferma di Inzaghi a meno di un nuovo ribaltone che, però, non conviene a nessuno. Un altro 26 maggio da vivere col fiato sospeso ma tutti sperano in un nuovo lieto fine. Il Tempo

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E’ una partita a scacchi: Lotito prepara l’offerta al “ribasso” per accompagnare all’uscita Inzaghi

"Lazio, Lotito-Inzaghi nuova offerta senza rialzo. E Tare boicotta l'ex amico", titola Il Messaggero. Lo strappo è profondo e pare impossibile ricucirlo. Lotito è pronto a mettere Inzaghi con le spalle al muro, ma è ferito dall'attacco pubblico del tecnico. Non è arrivata la Champions, gli interessi degli altri club sono andati scemando e la Juventus non lo ha mai chiamato. E anche l'ex amico Tare da mesi fa un gioco per boicottarlo e salvare il suo operato. Lo stesso Tare che ora spinge per portare Gattuso. Ma nessuno sarà cacciato, non è così che si muove Lotito: domani presenterà l'offerta a Inzaghi, uguale a quella del contratto attuale. Può sembrare una mossa per accompagnarlo all'uscita, ma attenzione ad eventuali colpi ad effetto. tuttomercatoweb.com

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La quiete prima dell’addio: Inzaghi prova a tenersi la Lazio, Lotito propone un biennale a Gattuso

Attesa, calma piatta. Almeno è quello che sembra. Dalle parti di Formello si lavora sotto traccia, anche se il futuro sembra già definito. Va consumato l’ultimo atto tra la Lazio e Inzaghi: l’incontro decisivo, ma c’è aria d’addio. Lotito ha già guardato altrove e messo gli occhi su Rino Gattuso. Il patron smentisce, ma in realtà quello dell’ex Napoli e Milan è un nome forte per la prossima panchina biancoceleste. Rino è il grande favorito per la panchina della Lazio. Via dal Napoli dopo aver fallito l’accesso in Champions e c’è subito un’altra possibilità all’orizzonte. Lotito ha pronto un contratto biennale con opzione sino al 2024. Proposta nel cassetto. Prima l’incontro decisivo con Inzaghi, che andrà in scena domani quasi sicuramente nel centro sportivo. Sono le ultime ore d’attesa, poi il futuro di tutti e tutto sarà svelato. Ringhio è in pole, Simone tenta di restare aggrappato alla Lazio. Corrieredellosport.it

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Inzaghi, amore ferito: divorzio piú vicino, Gattuso in pole

Posso aspettare il rinnovo per altri tre giorni solo perché è la Lazio, altrimenti non avrei aspettato”. Sembrano parole d’addio quelle di Simone Inzaghi al termine della stagione. «Per nessuna squadra avrei aspettato 16 mesi per rinnovare un contratto. Ero l’unico in scadenza negli ottavi di finale di Champions League. Ringrazio i ragazzi per aver sempre lavorato anche con i voci di rinnovo sull’allenatore. Con la società ci vediamo mercoledì», ha aggiunto il tecnico ai microfoni di SkySport.
È la settimana della scelta. Le versioni, che in alcuni casi coincidono, sono una per parte. L’allenatore è in attesa di capire se arriveranno offerte da altri club: in Italia ci sono stati dei contatti con Juventus e Napoli, mentre nelle ultime ore si sono rincorse delle voci in merito all’interessamento della Fiorentina. (c’è stato un colloquio anche con Fonseca) Per Inzaghisarebbe pronta un’offerta di tre anni a cifre più alte rispetto a quelle proposte da Lotito a febbraio. L’incrocio di panchine riguarderebbe il vecchio obiettivo della viola, Rino Gattuso. Rifiutata la proposta del club toscano, l’ex centrocampista del Milan e della Nazionale è il candidato principale per prendere il posto di Inzaghi sulla panchina della Lazio. Anche Lotito infatti si sta guardando intorno. Sono stati contattati altri allenatori, li ha chiamati e ha chiesto incontri, come nel caso di Ringhio. Bisogna decidere in fretta. Un vertice tra il presidente e l’attuale allenatore laziale dovrebbe andare in scena in settimana, magati nelle prossime 48 ore. Si è aspettato di concludere il campionato. Solo allora il patron scoprirà le sue carte, renderà nota la sua decisione. Inzaghi attende, non ha mai messo da parte l’ipotesi di rimanere alla Lazio, ma ha pure gettato un occhio a quello che accadeva tra Torino e Napoli.
Ed è proprio dal capoluogo campano che arrivano segnali. Le alternative italiane spaziano dalla suggestione Sarri al ritorno di Mihajlovic. Defilate appaiono le candidature di De Zerbi e Juric, mentre all’estero prende quota la can- didatura di Sergio Conceicao: ha esperienza internazionale, carisma, sarebbe ben accolto dai tifosi. È ancora legato al Porto e non ha sciolto le riserve sul suo futuro. Il suo contratto, come quello di Inzaghi, scade tra poche settimane. La Lazio sarebbe quasi un approdo naturale nel suo cammino da tecnico, anche se non mancano gli interessamenti da Premier e Liga. Intanto a proposito di addii. Ieri Lulic ha giocato la sua ultima partita da capitano della Lazio, tornerà in Svizzera. Valutazioni diverse per Parolo che, in caso di separazione, potrebbe rimanere a far parte dello staff (futuro da allenatore nelle giovanili?). Verrà prolungato invece di un anno il contratto di Radu, che anche nella prossima stagione potrà essere utile alla causa.

Il Tempo

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Ultima senza i big. Poi io futuro: Correa puó partire, Borrè aspetta ancora la Lazio

Nell’ultima gara Inzaghi li risparmia tutti, tra infortuni e squalifiche. Inutile rischiare i nazionali Acerbi e Immobile. Assenti anche i due top del centrocampo Luis Alberto (squalificato) e Milinkovic (a riposo dopo la tripla frattura nasale). Per Lulic, dopo dieci anni di onorata carriera potrebbe essere l’ultima con la maglia biancoceleste.  Con il probabile forfait di Immobile in avanti toccherà a Muriqi e Correa. Il Tucu potebbe diventare il pezzo pregiato del mercato in uscita. L’unico sacrificabile secondo le voci provenienti da Formello. E a proposito di voci, dall’altra parte dell’Oceano insistono in merito  all’interesse della Lazio per un attaccante sudamericano. A quanto pare la Lazio vorrebbe chiudere per Rafa Borré, 25enne attaccante colombiano del River Plate, con il contratto in scadenza il 30 giugno. Il suo rinnovo è in stand-by proprio per aspettare l’affondo decisivo dei biancocelesti. Il centravanti piace anche a Palmeiras, San Paolo, Celta Vigo, Feyenoord, Brighton. La speranza di Borré è quella di giocare in Serie A e che arrivi un’offerta dalla Lazio. Lo riporta Il Tempo.