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La Lazio dalla maga di Belgrado

ROMA Tutti dalla maga di Belgrado a curare i guai muscolari. Una scelta estrema, quella della Lazio, dettata dall'infermeria piena e dal momento delicato della stagione. Simone Inzaghi si trova a giocare il ritorno di Europa League e la semifinale di Coppa Italia senza i suoi uomini migliori. Poco tempo a disposizione per recuperare. Allora ecco che i vari Luis Alberto, Berisha, Milinkovic, Bastos e Durmisi sono volati dalla dottoressa Mirijana Kovacevic. Un'esperienza approfondita in giro per i club di tutto il mondo: Russia, Ucraina, Turchia, Arzebaijan, Bulgaria, Spagna e Germania. Una lunghissima lista di giocatori-pazienti, per la maggior parte serbi, che hanno affidato lesioni muscolari e traumi di vario genere alle sue mani e ai suoi metodi miracolosi. Dal suo studio son passati calciatori come Srna. De La Pena, Stankovic, Aquilani, Van Persie, Kolarov, Mascherano e Torres. Diego Costa si rivolse a lei per non saltare la finale di Champions League del 2014. Si era fatto male appena tre giorni prima. Giocò ma fu costretto ad uscire dopo appena 10 minuti dal fischio d'inizio. Rafa Benitez, ai tempi del Liverpool voleva addirittura ingaggiarla come una top player. Lei gentilmente declinò. Qualche anno fa già i biancocelesti Basta e Filip Djordjevic, ora in forza al Chievo Verona, si rivolsero a lei.
COME FUNZIONAUn viaggio a Belgrado e la lesione scompare o quasi. Tutti increduli. Infortuni che necessitano di tre settimane passano a quattro giorni. Un metodo che la maga serba ha studiato e brevettato nel 2009. La rigenerazione del tessuto muscolare danneggiato avviene tramite un massaggio coadiuvato dall'uso di un rullo e un gel naturale ricavato dalla placenta di cavallo. Contestualmente al massaggio, il paziente viene anche esposto ad un «flusso di energia elettrica ad alta frequenza (solo pochi micro-ampere)» con l'ausilio di un macchinario, che favorirebbe la «rigenerazione del tessuto muscolare danneggiato». Un metodo non invasivo sul paziente che non crea reazioni allergiche. Inoltre, tutte le sostanze utilizzate durante il trattamento sono completamente naturali e sicure per qualsiasi tipo di test antidoping. Prima del trattamento, è necessaria una diagnosi con una scansione diagnostica del medico del club. Il trattamento può variare da 1 a 7 giorni, passati i quali il tessuto muscolare del paziente risulterà completamente rigenerato, che potrà essere verificato per mezzo di una risonanza magnetica. 
TUTTI D'ACCORDOEcco spiegato l'appellativo di maga, in realtà più in voga tra i calciatori che tra i medici. Così domenica pomeriggio mentre la Lazio stava per battere il calcio d'inizio a Marassi, un gruppo di calciatori è stato avvistato all'aeroporto di Fiumicino. Si tratta di quei giocatori infortunati, attesi a Formello per completare i rispettivi protocolli di fisioterapia e, invece, saliti su un areo diretto in Serbia. Solo Marco Parolo, alle prese con una distorsione alla caviglia, ha preferito restare a curarsi in Italia. Del resto, da contratto, ogni giocatore è libero di rivolgersi ai medici che meglio crede e la società non può opporre resistenza. Stavolta però sembra che a dare l'input sia stata lo stesso club, sentito lo staff medico (che ieri ha incontrato Lotito a Formello per fare il punto), desideroso di svuotare l'infermeria. Luis Alberto, tornato ieri dalla Serbia, farà di tutto per essere in campo con il Siviglia. Milinkovic in tempi da record è tornato ad allenarsi in gruppo dopo la lesione alla coscia e segnali incoraggianti arrivano da Luiz Felipe che punta il Milan. Il metodo funziona. 

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Lampo Badelj, gol e personalità al servizio della Lazio

GENOVA Aveva chiesto spazio e ha ripagato la fiducia sul campo. Milan Badelj è l'ultimo ad arrendersi nella sconfitta di Marassi. Dopo l'esclusione con il Siviglia in Europa League, il croato guida con personalità il centrocampo della Lazio contro il Genoa. Una diga nel mezzo pronta a far ripartire l'azione: Badelj detta i tempi e segna il gol del momentaneo vantaggio. Un destro chirurgico alla sinistra del portiere Radu dopo uno triangolo spettacolare con Immobile. La prima rete in biancoceleste che però coincide con una sconfitta: «Il mio gol purtroppo non vale tanto, a livello personale sono contento, ma la prima sensazione è di delusione. Era importante rimanere vicini alla zona Champions». L'esultanza è toccante: braccia rivolte al cielo e dedica speciale al suo ex capitano ai tempi della Fiorentina, Davide Astori, scomparso lo scorso 4 marzo scorso per un arresto cardiaco. La prestazione del vice campione del mondo è sontuosa per quasi tutta la gara: il calo nel finale è inevitabile e fisiologico. Simone Inzaghi lo impiega da regista, poi da mezzala e quindi da playmaker. 
STAFFETTA CON LUCASCambi di ruolo dettati dall'emergenza e dall'ingresso di Leiva per Romulo. Fino a quel momento Badelj, sfortunato per quel tiro che ha centrato la traversa, non aveva fatto rimpiangere il brasiliano, partito dalla panchina per un problema alla caviglia. In tanti avevano invocato l'ingresso del croato contro gli spagnoli lo scorso giovedì, quando Inzaghi, complice l'infortunio di Parolo, preferì accentrare Lulic e inserire Durmisi. Una scelta non ripetuta contro la squadra di Prandelli. I forfait di Milinkovic e Berisha in settimana hanno spianato la strada al numero 25 biancoceleste, schierato titolare con Cataldi e Romulo (adattato) sulle mezzali. Un trio inedito, ma efficace per buona parte della gara, finché nella ripresa Radu ha alzato bandiera bianca. Dentro Bruno Jordao, all'esordio in Serie A, fuori il romeno. «Dopo l'uscita di Stefan siamo andati in difficoltà, eravamo un po' disorganizzati», ammette Badelj, guida per il portoghese classe '98, mentre in difesa Acerbi scala a sinistra, lasciando il centro a Leiva. Il comandante si danna l'anima per reggere l'assedio del Genoa, ma non riesce nell'impresa. Il sinistro velenoso di Criscito punisce una Lazio falcidiata dagli infortuni, ma non sminuisce la prestazione dei suoi centrocampisti, Badelj su tutti. In vista del match di ritorno con il Siviglia, Inzaghi sa di poter contare su un titolare in più: «In Spagna servirà lo spirito di oggi (ieri, ndc). Abbiamo l'opportunità di indirizzare bene la stagione». 

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Lazio, stabilito il premio per la vittoria dell’Europa League

Presto verranno stabiliti i premi di produzione per giocatori e staff della Lazio. Come riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport, per l'eventuale vittoria finale dell?Europa League la squadra riceverebbe 2 milioni di euro, ovviamente da spartire con lo staff tecnico. La cifra è la medesima della scorsa stagione, quando però il cammino si interruppe a Salisburgo. Nelle prossime settimane una delegazione formata dai giocatori più rappresentativi della squadra 'tratterà' con la società per definire complessivamente tutti glia spetti economici dei premi legati al rendimento.

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Neto, uomo ‘bonus’ per tutte le stagioni

ROMA Tutto Pedro Neto in sei minuti. Rimediare una piccola standing ovation dai tifosi della Lazio per aver avuto la sfrontatezza e il coraggio, appena entrato con l'Empoli, di prendere il pallone e, inseguito da tre giocatori, andare diretto alla bandierina del calcio d'angolo e far perdere tempo, quasi un minuto, con tanto di corner conquistato. Non male per un diciottenne. Ma quei sei minuti del fantasista portoghese hanno anche fruttato allo Sporting Braga, sua ex squadra, un bonus da 2,5 milioni di euro. Un gettone che scattava alla sua terza presenza in biancoceleste, come rivela il settimanale portoghese Ataque. Soldi che si vanno ad aggiungere ai 12 milioni che Lotito sborserà per il suo acquisto definitivo. Per il patron laziale si tratta di una delle somme più alte mai spese per un diciassettenne, considerando che a questi si aggiungeranno gli 8,5 milioni Bruno Jordao, l'altro talento prelevato dal Braga, grazie al potente agente Jorge Mendes. Un totale di oltre 20 milioni di euro. 
PARTENZA BOOME viste le cifre non poteva cominciare diversamente l'avventura laziale del talento portoghese Pedro Lomba Neto, classe 2000. D'altronde, il ragazzino terribile, così venne soprannominato per gioco all'inizio in patria, è abituato ad exploit del genere, visto che il 14 maggio del 2017, con la rete siglata al debutto contro il Nacional, è diventato il marcatore più giovane del campionato portoghese, togliendo il record ad un certo Ronaldo. E proprio CR7 se l'è trovato davanti all'Olimpico, quando debuttò in campionato contro la Juve nei minuti finali. «E' stata un'emozione incredibile trovarmi davanti Cristiano e Cancelo», ha detto Pedro a Lazio Style. «La mia valutazione? So quanto valgo e dove posso arrivare. Il mio obiettivo è diventare uno dei più forti». Inzaghi sta cominciando a dargli fiducia, un suo impiego da titolare è imminente. In Europa League non può giocare, ma Neto sa aspettare. Appena verrà riscattato a giugno, per lui è pronto un nuovo contratto fino al 2024.

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Luiz Felipe in soccorso di una difesa senza respiro

Chiederà gli straordinari anche alla difesa, Simone Inzaghi. La gestione delle forze in casa Lazio non riguarda solo l'attacco e il centrocampo. Il tour de force che aspetta i biancocelesti tra Europa League, campionato e coppa Italia impone la massima attenzione. Non solo nelle scelte di formazione, ma anche in campo. Del resto nelle ultime due partite, al netto di qualche amnesia, le risposte sono arrivate: vittorie per 1-0 contro Empoli e Frosinone. Successi di misura, maturati soffrendo e con qualche brivido, ma senza mai subire gol. Il cleen sheet (tradotto, porta inviolata) all'Olimpico mancava dal 7 ottobre 2018, giorno della vittoria contro la Fiorentina. Un dato confortante e da cui ripartire per preparare le prossime gare.
DEFEZIONI E RECUPERI
Wallace dovrebbe essere out per ancora due settimane. Lo scorso 31 gennaio, durante i quarti di finale contro l'Inter, fu costretto ad abbandonare San Siro per un problema alla coscia. Fatale la rincorsa su Miranda nel secondo tempo, che gli costò anche il giallo. L'obiettivo è tornare per la semifinale d'andata contro il Milan, in programma il 26 febbraio all'Olimpico, per dare il cambio ai compagni. Soprattutto a Radu che in coppa Italia sarà squalificato: il giudice sportivo gli ha inflitto quattro giornate di stop per le proteste e una spinta rifilata all'arbitro Abisso, la Lazio ha fatto ricorso ed è in attesa di novità che dovrebbero arrivare in settimana. In ogni caso contro i rossoneri non ci sarà.Ilmessaggero.it

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Nel momento cruciale crollano ancora i muscoli: ora Inzaghi è chiamato a fare le scelte giuste

Quattro partite in meno di due settimane. La Lazio giocherà praticamente ogni tre giorni. Campionato, il doppio scontro di Europa League con il Siviglia e poi l’andata delle semifinali di coppa Italia contro il Milan. Tradotto, in queste quattro gare c’è in palio una bella fetta della stagione biancoceleste. Tempo di scelte, dunque. Scelte dal punto di vista degli uomini da  schierare e anche dal punto di vista delle priorità degli obiettivi. Una scaletta d’importanza è stata fatta: quarto posto in campionato, la Coppa Italia e in ultimo l’Europa League. Questo non vuol dire che la Lazio non giocherà tutte le partite con la stessa intensità ma semplicemente che dovendo gestire le forze certe valutazioni verranno fatte. In Coppa Italia restano tre partite, il campionato è tutto da giocare mentre in Europa la strada è lunga e in salita. Il problema principale è che ancora una volta la Lazio arriva al momento chiave della stagione con gli uomini contati. Questione d’infortuni e squalifiche.

SEMPRE GLI STESSI
Cedono nuovamente i muscoli, provati da troppi sforzi. No, la preparazione non è sotto accusa. Piuttosto il problema è quello di aver insistito sempre sugli stessi uomini. Inzaghi, un po’ per le poche scelte all’altezza a disposizione, un po’ per la sua poca predisposizione al cambio, ha ruotato poco. Eppure il tecnico biancoceleste nel corso della stagione qualche volta ci ha provato a fare turnover in quei ruoli che considera chiave ma sempre con scarsi risultati. Berisha è indietro di condizione e sembra un pesce fuor d’acqua. La sensazione è che il kosovaro non si sia completamente integrato con il resto del gruppo. Il lungo infortunio lo ha penalizzato ma del guerriero apprezzato a Salisburgo si è visto ben poco. Anche Badelj è stato usato con il contagocce. Il croato non garantisce la stessa qualità di Leiva. È un calciatore molto diverso ed è per questo che Inzaghi il brasiliano lo manda in campo anche con una gamba sola. Durmisi ha la gamba ma non il fisico. Scende bene ma in fase difensiva è spesso in difficoltà sulle palle alte e così, visto il ricondizionamento e il tendine rotuleo poco sano di Lukaku, nemmeno Lulic non ha sostituti.

DOPPIO REGISTA
Inzaghi però giocherà tutte e quattro le gare sicuramente senza Milinkovic. «Sergej ha evidenziato una lesione di primo grado all’adduttore della coscia sinistra» come riferito dal dott. Fabio Rodia. Il serbo si è infortunato giovedì nella gara contro l’Empoli. Non sta bene nemmeno Ciro Immobile, già in tribuna contro i toscani. Sull’attaccante ci sono molte valutazioni in atto. «Ha riportato un’elongazione ai flessori della coscia sinistra» rivela lo staff medico. Un po’ come dire tutto e niente perché è chiaro che il calciatore è al limite della lesione e giorno dopo giorno bisognerà valutare i progressi. Caicedo è in ottima forma ma difficilmente Inzaghi si priverà del suo bomber per tutte le gare, la sensazione è che a Ciro gli venga chiesto di stringere i denti come successo diverse volte lo scorso anno. Luis Alberto e Correa, invece, hanno recuperato e non preoccupano. Il tecnico biancoceleste è chiamato a scegliere e rischiare. Possibile che in Europa possa schierare il duo Badelj-Leiva per sopperire all’assenza di Milinkovic. Un’idea accarezzata in estate ma mai provata fino in fondo. Questo gli garantirebbe la giusta copertura soprattutto con squadre di gamba come il Siviglia. Inzaghi sceglie e il quarto posto è in cima alla lista delle priorità.

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Lazio, scatto Champions

ROMA Il piedone di Caicedo riporta la Lazio in Champions. Almeno fino a domenica quando toccherà al Milan rispondere. Ironia del destino è proprio l'attaccante dell'Ecuador, criticato lo scorso anno per aver fallito la rete qualificazione a Crotone, a ridare il quarto posto ai biancocelesti. Secondo centro consecutivo. Due tiri da tre punti. Dopo il Frosinone battuto anche l'Empoli grazie ad un rigore conquistato e segnato dallo stesso Caicedo. Partita condizionata dalla stanchezza e dagli infortuni ma la Lazio, sotto gli occhi attenti del ct Mancini, riesce lo stesso a conquistare una vittoria fondamentale per il suo obiettivo. E così dopo appena due giornate i biancocelesti tornano sul podio dell'Europa che conta risalendo dall'ottavo posto in cui erano scivolati. La Lazio non gioca una bella partita ma per Inzaghi questo conta poco perché in un momento complicato e fitto d'impegni hanno più importanza i risultati. Continua invece il momento buio dell'Empoli che non vince dal 9 dicembre e subisce gol da 20 gare di fila. Appena due punti nelle ultime 8 partite per la squadra di Iachini in piena zona retrocessione.
GUIZZO VINCENTELe batterie scariche si fanno sentire sulle gambe dei biancocelesti. Inizio lento e macchinoso con qualche svarione di troppo in difesa. Fortuna che l'Empoli non ha la giusta cattiveria per approfittarne. La squadra va al piccolo trotto e la manovra diventa troppo prevedibile. Un lampo di Romulo che sulla destra spinge e crossa bene. I 120 minuti contro l'inter in coppa Italia e i 90 di lunedì a Frosinone si fanno sentire e si vede. Anticipare per via del rugby poi non aiuta di certo. In più Inzaghi deve rinunciare agli acciaccati Luis Alberto e Immobile che guardano la partita dalla tribuna. Correa anche non sta benissimo, ha una vistosa fasciatura al quadricipite della gamba sinistra e corre al minimo dei giri. Si era fermato per un problema proprio a San Siro. Ma nonostante tutto l'argentino ci prova in continuazione. Il guizzo giusto arriva da Caicedo che per farsi perdonare un gol pazzesco divorato (fortuna per lui era in fuorigioco) ruba una palla a Provedel in area, il portiere dell'Empoli temporeggia troppo ed è costretto al fallo da rigore. Siparietto divertente con Correa che ruba la palla all'attaccante per calciare il rigore, la faccia di Caicedo dice tutto. Inzaghi voleva farlo tirare a Romulo. L'argentino ci ripensa e gli restituisce il pallone. Qualche attimo restano tutti con il fiato sospeso. Il gol dell'ecuadoregno restituisce sorrisi e battiti regolari al cuore. La Lazio si divora due gol nella ripresa. La cattiveria sotto porta va ancora allenata. Qualche brivido di troppo nel finale che però i biancocelesti riescono a gestire seppur non sempre in maniera lucida. L'esultanza di Inzaghi al fischio finale di Chiffi la dice lunga sull'importanza del match. Biancocelesti più forti di qualsiasi ostacolo. Ora bisognerà recuperare energie in vista della sfida di Europa League, giovedì contro il Siviglia.

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Olimpico, un mese da guinness

ROMA Il campionato, il rugby, la Champions, la coppa Italia e poi ancora l'Europa League. E così avanti fino a marzo. Il prato dell'Olimpico si prepara ad un mese da bollino rosso. A gennaio, proprio a scopo preventivo, erano stati rizollati 1.500 metri quadri, praticamente tutta la striscia centrale del terreno di gioco. Sette lampade illuminano l'erba, rigorosamente naturale, per 24 ore al giorno in modo da favorirne la fotosintesi e la nuova semina. In questi giorni il clima sta giocando a favore ma è stata allestita anche una task force per prevenire eventuali gelate o diluvi. L'inizio di febbraio è da incubo con addirittura 5 gare in una settimana e il doppio passaggio calcio-rugby, rugby-calcio. Si comincia questa sera con Lazio-Empoli, sabato sul prato dell'Olimpico scenderà l'Italia per il debutto casalingo del Sei nazioni contro il Galles. Il 12 andrà in scena l'andata degli ottavi di Champions League con la Roma che ospita il Porto, due giorni dopo sarà il turno della Lazio che disputerà in casa l'andata dei sedicesimi di Europa League contro il Siviglia. Nemmeno il tempo di distrarsi che ecco di nuovo il campionato con la quinta giornata di ritorno della serie A: Roma-Bologna posticipato a lunedì 18. Il 24 spazio di nuovo al rugby con Italia-Irlanda, il giorno dopo la Lazio avrebbe dovuto giocare in campionato con l'Udinese, gara rinviata perché verrà data precedenza alla semifinale d'andata di Coppa Italia, sempre all'Olimpico, contro il Milan. 
INTERVENTI STRAORDINARIOltre agli interventi di prevenzione è già stato stilato un calendario per la manutenzione giornaliera che prevede la cura con le lampade e la sistemazione quotidiana delle zolle. Gli interventi più drastici saranno effettuati dopo le due gare di rugby. Uno dei problemi più grandi e che richiede più tempo è cancellare gli sponsor impressi con la vernice direttamente sull'erba. In particolare ce n'è uno di una nota birra di color nero che crea qualche piccola apprensione. Tutto deve essere perfetto sempre per un Olimpico da guinness.

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Magia del Mago: Luis Alberto c’è

ROMA Codice verde Lazio, in una notte passa lo spavento. Perché l'emergenza c'è, ma per fortuna va assolutamente ridimensionata. Era stato Inzaghi a lanciare allarmi a Frosinone subito dopo la vittoria. Aveva pensato al peggio e tremava in vista dell'Empoli in arrivo già domani all'Olimpico. Invece ieri sorrideva per Luis Alberto subito in campo. Lo spagnolo aveva rassicurato tutti all'uscita dal Benito Stirpe sulla sua presenza nel prossimo turno, ma non si poteva non avere un po' d'ansia almeno sino al giorno dopo. Svanita appena il numero 10 ha indossato le scarpe da ginnastica ed è sceso col gruppo per il riscaldamento della seduta. E' rimasto invece in palestra Immobile, affaticato oltremodo già da San Siro. Per lo stesso motivo lunedì Inzaghi aveva deciso di tenere fuori ancora Correa, ma sopratutto per più di un tempo Lulic e Leiva. Invece non se l'era sentita, nonostante i consigli dello staff medico, di lasciare pure il bomber in panchina. Col senno di poi sarebbe stato meglio perché, dopo aver corso a Milano indemoniato in lungo e in largo, Ciro non ce la faceva quasi a stare in piedi nell'ultima giornata di campionato. E perché comunque domani per forza di cose dovrà essere risparmiato. Lui vorrebbe sempre giocare, ma adesso tutto spinge verso questa direzione. Lo stesso Inzaghi domenica sera lo aveva invitato, tramite un suo collaboratore tecnico, a procurarsi il giallo, che gli avrebbe fatto saltare per squalifica l'Empoli. Così Immobile, vista la necessità del riposo forzato, ne avrebbe approfittato pure per scrollarsi di dosso il peso d'essere diffidato. 
INCASTRIHa troppi minuti sulle gambe, ha segnato un solo gol nelle ultime sei gare. Per questo insomma Inzaghi pensava a Immobile out già da domenica, per questo contro l'Empoli in un turnover ragionato e forzato davanti si candidano prepotentemente Caicedo (finalmente sbloccatosi sotto porta dopo tre mesi) e Correa. Bisognerà capire però anche come sta l'argentino (ieri lavoro differenziato), altrimenti dovrebbero toccare a Luis Alberto gli straordinari. Inzaghi potrebbe invece scongiurargli il ruolo da mezzala, nonostante la squalifica di Parolo, mettendo in campo Berisha. Il kosovaro non ha convinto ancora una volta a Frosinone, ci mette grinta e voglia, ma rispetto a Salisburgo sembra un altro giocatore. In ogni caso stavolta lo aiuteranno sia Leiva (entrato in diffida) che il rientrante Milinkovic a centrocampo. Dopo aver scontato la squalifica, Inzaghi si aspetta tanto dal serbo peggiore in campo a Milano. 
DIFESADalla coppa la Lazio non conosce più sosta. Domani l'Empoli, oggi sarà già vigilia. A Formello insieme alla conferenza d'Inzaghi ci sarà anche la presentazione del nuovo acquisto Romulo, pronto a scendere in campo dal primo minuto. Il mister aveva avuto la tentazione già a Frosinone, poi c'aveva ripensato nell'ultima riunione. Stavolta non avrà nessun dubbio, anche perché Marusic domenica non ha avuto nessun guizzo. Verrà confermato il terzetto Bastos-Acerbi-Radu davanti a Strakosha, che finalmente ha mantenuto grazie pure al suo intervento decisivo su Trotta – di nuovo la porta inviolata. N Inzaghi così può tornare a sorridere pure perché dietro si sta svuotando l'infermeria: Luiz Felipe (fermo da Napoli per uno stiramento alla coscia destra) è recuperato, ma non verrà rischiato. 

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Caicedo, il bomber di scorta sa renderti Felipe

FROSINONE Aggancio alla Roma e Champions distante un solo punto. La Lazio a Frosinone ottiene il massimo con il minimo. Vittoria numero 300 in trasferta. Bastano una zampata di Caicedo e una gran parata di Strakosha per conquistare i tre punti che portano i biancocelesti a quota 35. La buona notizia è che la porta resta inviolata, non accadeva dalla sfida con il Bologna del 26 dicembre, solo 2 volte nelle ultime 19 gare. Un successo, come prevedibile, sofferto perché la squadra di Baroni, mai vincente nel nuovo impianto (l'ultima volta è stata ai playoff), lotta con la forza della disperazione. La Lazio ha le gambe un po' pensati complici i 120 minuti di San Siro e per questo gioca una gara sporca e di sacrificio. Il sorriso per la vittoria è incrinato però dall'infortunio a Luis Alberto: ancora una volta è l'adduttore a tradirlo. Cala ancora il buio sul Frosinone costretto ad un nuovo stop dopo il roboante successo di domenica scorsa sul Bologna.
TANTI ERRORIInzaghi vara un mini turnover. Un modo per far riposare qualcuno in vista del tour de force che aspetta i biancocelesti nei prossimi giorni e per cercare risposte su chi può essere utile alla causa fino in fondo. Dentro Badelj e Durmisi al posto degli stanchissimi Leiva e Lulic. Partita spigolosa con il Frosinone che si chiude e riparte. La Lazio fa la partita ma, soprattutto nelle prima fasi, fa fatica a trovare il pertugio giusto per il gol. I gialloazzurri non rinunciano al gioco, anzi. L'occasione più grande capita però sui piedi di Caicedo che è bravo a girarsi in area ma non altrettanto a calciare a rete. L'angolano si muove bene in avanti offrendo spesso l'uno due al compagno. E' lui l'incaricato da Inzaghi di andare a fare la lotta con i centrali di Baroni per liberare lo spazio ad Immobile. L'altra chiave è Luis Alberto che ormai gioca da trequartista arretrato. Agisce da mezza ma si sposta spesso tra le linee andando a prendere spesso la palla dietro costruendo la manovra. Difficile marcarlo in quella posizione. L'idea di Inzaghi di arretrarlo ha dato nuova verve allo spagnolo. Dietro i biancocelesti scricchiolano un po'. Bastos rischia un rigore su Ciano che l'arbitro Fabbri prima assegna, poi toglie grazie al var. Un brivido lungo la schiena di Immobile e compagni. Lo spavento però non dà la giusta scossa tanto che è il Frosinone a continuare a spingere forte. La Lazio gioca in contropiede e proprio da una fiammata di Luis Alberto nasce il vantaggio. Stavolta Caicedo è bravo con il mancino a battere Sportiello. Troppo larghe le maglie della difesa di Baroni che urla di tutto ai suoi dalla panchina. 
STRENUA RESISTENZANon crea certo meno problemi la difesa laziale ad Inzaghi. Bastos va spesso in affanno e Radu ogni tanto si perde la marcatura. La fortuna è che Pinamonti e Ciano non riescono mai ad approfittarne. Il tecnico biancoceleste cambia assetto mettendo dentro Leiva e Berisha con il norvegese schierato molto alto sulla linea di Luis Alberto: una sorta di 3-4-2-1. Ma la notte del mago diventa buia quando a metà secondo tempo sente un dolore all'inguine sinistro e deve uscire dal campo. Una brutta botta per la Lazio che rischia di perdere uno dei giocatori più in forma in questo momento. Resta un po' di apprensione anche se si parla solo di un crampo. Inzaghi manda dentro Lulic e il baricentro della sua squadra inevitabilmente si abbassa. Tanta sofferenza nel finale con il Frosinone che attacca a testa bassa alla disperata. Miracoloso Strakosha. I biancocelesti tengono botta e conquistano un successo importantissimo in chiave Champions. Ora giovedì sfida all'Empoli. 

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