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Milinkovic è tornato, ma ora serve il gol contro una big

Si torna in campo con la Serie A dopo la pausa post natalizia. L’anno della Lazio è già iniziato, anche piuttosto bene, in Coppa Italia. Uno dei migliori è stato Milinkovic, che domani sera contro il Napoli è chiamato a ripetersi. Infatti il Sergente, in ripresa sul finale del 2018 dopo un inizio stagione non entusiasmante, non ha ancora trovato una rete in campionato contro una big. In Serie A mancano dunque le marcature contro Juve, Napoli, Inter, Milan e Roma. Domani il serbo dovrà scendere in campo con la cattiveria dimostrata nelle ultime gare del 2018, e dimostrare che anche in questo 2019 vuole essere protagonista. Non c’è modo migliore di farlo che segnando un gol, il primo contro una big in Serie A.

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Leiva studia da ‘ammazzagrandi’

ROMA Una speranza di nome Leiva. L'uomo della Provvidenza. La Lazio s'affida al brasiliano per sbancare Napoli. Per conservare il quarto posto, per battere finalmente una big, ma soprattutto per invertire un'allarmante tendenza del girone d'andata. I biancocelesti, a parte l'Inzaghi-tabù con le grandi in campionato (27 gare e 18 sconfitte da quando è sulla panchina laziale), non sono ancora riusciti ad ottenere una vittoria in questa stagione, oltre che con le prime tre della graduatoria, pure con chi sta più indietro, precisamente fino al Torino che al momento è nono in classifica. E questo, per chi sogna di tagliare il traguardo Champions a fine stagione, è un dato da non trascurare. Numeri che potrebbero far preoccupare, ma essere anche uno stimolo forte per tecnico e giocatori in modo da riprendere la corsa nel migliore dei modi. Al San Paolo c'è il giro di boa, la grande occasione. Si riparte dalla prima di ritorno, con la possibilità di resettare le statistiche e guarire una volta per tutte da una sorta di complesso d'inferiorità. E dare un segnale forte, in vista delle terribili sfide in undici giorni con Napoli e Juve in campionato e Inter in coppa Italia. 
L'AMULETOIn questi quasi quattro anni di Lazio, Inzaghi le ha provate tutte e stavolta la fortuna potrebbe essere dalla sua parte. In questo caso porta il nome e soprattutto lo score di Leiva che, mai come quest'anno, sembra un vero e proprio portafortuna dei biancocelesti. Con lui in campo dall'inizio, la Lazio in questa stagione ha numeri più che confortanti, considerato che su dieci incontri i biancocelesti ne hanno vinti sette, con il settanta per cento di successi e con una media di 2,2 punti a partita. Questa sì che è una media che porta in Champions League. E, guarda caso, il brasiliano è mancato con Atalanta, Sampdoria e Torino, almeno dall'inizio, le tre squadre che allo stato attuale occupano la settima, ottava e nona posizione e con le quali i biancocelesti hanno steccato oltre alle grandi. Nelle nove partite dove Leiva è stato assente, infatti, la formazione laziale ha raccolto appena due vittorie, con una media punti di 1,1 punti a gara, quasi uno score da retrocessione. Domenica il regista brasiliano, che tanto ama i cavalli e cavalcare, sarà regolarmente al suo posto, pronto prendere le briglie della squadra e mettere a disposizione non solo un pizzico di fortuna, ma pure esperienza, quantità e qualità allo stesso tempo. 
OCCASIONE PAZZESCAIl ritorno di Leiva dà speranza, ma anche quanto arriva da Napoli. Mai in questa stagione Ancelotti è stato così in emergenza come lo sarà domenica sera con i biancocelesti. Ai padroni di casa mancano pezzi da novanta, l'intero asse centrale come Koulibaly, Allan, Hamsik e Insigne. Giocatori ammirati, contesi sul mercato e che hanno dato, probabilmente, la spinta maggiore per restare dietro alla Juve. Per la Lazio, al di là di quello che deciderà oggi il giudice sportivo sul ricorso di Koulibaly, è un'occasione quasi irripetibile. Da dover sfruttare, anche con lo spostamento di Lulic sulla fascia destra e l'inserimento per la prima volta da titolare in campionato di Lukaku. Il tecnico laziale deve solo decidere se partire con Parolo, ed essere più equilibrati e accorti, oppure lanciare Correa dietro Immobile e confermare Luis Alberto mezzala accanto a Leiva e Milinkovic-Savic. La logica andrebbe sull'equilibrio, ma l'allenatore, viste le assenze e l'emergenza partenopea, è tentato dall'inserimento dell'argentino. Oggi si decide.

Il Messaggero

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Napoli-Lazio, l’Osservatorio nega la trasferta ai tifosi biancocelesti

“Gli incontri di calcio “Napoli – Lazio”, “Siracusa – Catania”, “Juve Stabia – Paganese” e “Martina Franca – San Paolo Bari”, connotati da alti profili di rischio, sono rinviati alle valutazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, ai fini dell’individuazione di misure di rigore e, nel frattempo, incarica le Leghe interessate di dare comunicazione alla società sportive organizzatrici degli eventi di non avviare la vendita dei tagliandi per i residenti nelle Regioni/Province di provenienza dei tifosi ospiti, fino all’assunzione di determinazioni in merito”.

Con questo comunicato l'Osservatorio Nazionale per le manifestazioni sportive ha sostanzialmente chiuso il discorso trasferta per i tifosi della Lazio a Napoli. Non saranno dunque messi in vendita i tagliandi per la gara del San Paolo di domenica prossima. 

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Immobile osservato speciale di Sarri

ROMA Luci e ombre su Immobile. A quanto pare, non solo del Napoli osservato speciale. Tre anni fa Sarri non lo fece tornare a casa, adesso non arriva a Higuain e ripiega su Ciro pur di liberarsi di Morata. E pensare che il vecchio allenatore partenopeo gli aveva preferito Milik e lo aveva scartato in azzurro, nonostante costasse appena 10 milioni, perché non adatto al suo gioco. Si è pentito, ricreduto sulla vena d'Immobile sotto porta. E per questo il Chelsea sarebbe pronto ora a fare un'offerta. Anche se lanciano un'altra pista dall'Inghilterra: il Liverpool invierà i propri emissari per Ciro al San Paolo domenica. In realtà, i Reds hanno da anni un rapporto corretto (da qui la smentita biancoceleste su Adekanye a scadenza) e privilegiato sul mercato con la Lazio, ma Lotito non ha comunque intenzione di perdere Immobile a gennaio. Sarebbe una follia in piena corsa Champions, a meno che qualcuno non si presentasse davvero con una proposta indecente da 100 milioni per cederlo. Lo scorso anno c'avevano provato dalla Cina, questa sarebbe un'altra storia. Anche se Immobile ha i brividi se ripensa a un'altra avventura fuori patria. Non andò bene a Siviglia, proprio ieri in Germania lo annoveravano fra i tre flop assoluti degli ultimi 20 anni del Borussia. Alla Lazio Ciro sta vivendo una seconda vita. Domenica tornerà a casa. Anche se Ciro, dopo aver viaggiato per 10 anni, ne ha trovata un'altra a Roma. Insieme alla gloria. E' il leader, il miglior goleador italiano del 2018 (23 reti) in serie A e ha aperto il nuovo anno (per la terza volta consecutiva) con una doppietta al Novara (nessuna sanzione dal giudice sportivo per i presunti cori antisemiti) in Coppa Italia. Aspettando i quarti (Inter-Lazio posticipata al 31 gennaio alle 21, proprio per la concomitanza di Milan-Napoli, e di conseguenza Frosinone-Lazio al 4 febbraio alle 19), Ciro si rituffa in campionato. 
STOP DELL'OSSERVATORIOAll'andata tirò una perla all'incrocio, peccato stavolta non avrà con sé il suo popolo: ufficiale la trasferta vietata dall'Osservatorio ai laziali, col blocco della vendita dei biglietti per i residenti nel Lazio. Tornerà Ciro a Roma, fa freddo a Londra. Pure perché, per abbassare le richieste lotitiane, al Chelsea non basterebbe inserire Zappacosta. Oltretutto è ancora tutto ingolfato sulla fascia, anche se Caceres adesso starebbe pensando d'emigrare al Flamengo: «Sono in contatto, ma manca ancora l'accordo». Dunque il Bologna ora ripensa a Basta e il Milan si concentra su Badelj per sostituire Biglia in regia. La Lazio non vuole però rinforzare una diretta concorrente per la Champions (preferirebbe le soluzioni Villarreal e Galatasaray) e chiede 10 milioni. Sette invece (obbligo di riscatto) per Durmisi sono ritenuti dal Celta Vigo troppi. Col Napoli partirà comunque Lukaku dal primo minuto a sinistra, anche se una botta al ginocchio presa da Lulic (promesso titolare a destra al posto dello squalificato Marusic) ieri a Formello mette un po' d'ansia.

Il Messaggero

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Lukaku, una freccia per Inzaghi

ROMA Yes, he can. Tocca a Jordan. Non più solo spacca partite, ma spacca Napoli. Lukaku col Novara ha dimostrato la sua crescita, adesso ecco la vera prova a sinistra. Callejon fece impazzire Caceres all'andata, stavolta dovrà essere il belga a mettergli paura ed evitare che, sui lanci del connazionale Mertens, lo spagnolo s'inserisca. Lukaku ha dei limiti evidenti in fase difensiva, ma Ancelotti col 4-4-2 dovrà stare attento a ogni suo sprint. Oggi cominceranno le prove biancocelesti a Formello, ma ci sono sempre più conferme sull'utilizzo di Jordan dal primo minuto. E' il suo momento, può dimostrare finalmente il suo valore dopo un lungo calvario e dare uno sprint a se stesso e alla Lazio. Sabato Jordan ha iniziato timido, poi ha sfoggiato più d'un guizzo. Così ha regalato a Immobile la palla della doppietta. Insomma, Lukaku c'è, ma non sarà facile per lui riuscire a reggere per 90' la partita. L'ultima volta in campo sino alla fine risale addirittura il 3 marzo 2018: la Lazio perse in casa allo scadere (gol di Dybala al 93') contro la Juventus in una gara tattica perfetta in cui i biancocelesti reclamarono un rigore netto non dato da Banti a Leiva. Proprio allora Inzaghi schierò Lulic a destra e Lukaku a sinistra, domenica riproporrà nell'emergenza (la squalifica di Marusic) questa mossa. Chissà però che anche per il futuro non possa rivelarsi buona, per avere finalmente i cross dall'una e dall'altra fascia. 
TRE TENORIMerito di Lukaku dicevamo – se sabato Immobile ha segnato per la terza volta consecutiva nella prima partita del nuovo anno. Era successo col Crotone e la scorsa stagione addirittura con un poker alla Spal. Col Novara è arrivata la doppietta insieme ai gol di Milinkovic e Luis Alberto: non era mai successo che i tre finissero fra i marcatori nello stesso tabellino. Ma la notizia più bella è rivederli contemporaneamente così splendenti all'Olimpico. Per ultimo rivitalizzato, Milinkovic: colpi di tacco, assist e tanta classe col Novara. Con un rasoterra poteva già sorprendere Benedettini dalla distanza, poi invece ha trovato su punizione la perla. Ha conquistato pure il rigore trasformato da Immobile. Già, Ciro finalmente sbloccato dal dischetto esattamente come l'8 dicembre con la Sampdoria. Sabato però il bomber ha pure ritrovato su azione (gli mancava dal Chievo) la doppietta. Bis e testa al Napoli, gol all'andata e magari al ritorno per chiudere il conto. Il primo non è stato salato (ko), nonostante il suo centro sia stato votato dai tifosi biancocelesti come il più bello del 2018. Nel nuovo anno speriamo sia quello buono. Perché ora Immobile può finalmente ricontare pure sulle magie di Luis Alberto. Genio e regolatezza in ogni passaggio, strepitoso quando manovra nello stretto e inventa un lancio. E' lui il miglior acquisto per il gioco biancoceleste e per la Champions. Ha aperto le danze col Novara, adesso è perfetto anche da mezz'ala. 
BALLOTTAGGIONon c'è più nessun problema di ruolo per Luis Alberto. Ed è qui che sorge in Inzaghi il grande dubbio. Rischiare tutto col Napoli con la formula offensiva con Correa e lo spagnolo oppure mantenere l'equilibrio col numero 10 sulla trequarti e a centrocampo Parolo? Più probabile la strategia conservativa, nonostante Joaquin abbia smaltito l'influenza e spinga. Anche lui a inizio stagione si era pentito della scelta, reclamava più campo e meno panchina. Pure Correa insomma aveva pensato alla dipartita, adesso però ha giocato tanto pure in corsa. A differenza di Badelj, altro assistito di Lucci che ha chiesto la cessione. Inzaghi ha dato l'immediato ok venerdì mattina dopo una dura discussione. Cataldi come vice-Leiva è già stato designato per la successione, ma è un peccato (nonostante le possibile plusvalenza da 10 milioni) che non sia emerso un simile campione. 

Il Messaggero

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Cori Lazio-Novara, non c’è “rilevanza” per punire club. Si procederà con effetti amministrativi per singoli responsabili

Quasi niente o poco all’Olimpico, stesso discorso o quasi al Dall’Ara. Casi da classificare e derubricare, per la giustizia sportiva, in base all’oggettiva percezione all’interno di uno stadio. Bologna Lazio non rischiano sanzioni perché non si sono verificate infrazioni significative, o almeno così riportate, nella relazione degli ispettori federali e nel referto arbitrale. I paragoni sono scomodi e scivolosi, la condanna morale deve essere ferma in qualsiasi caso, si tratti di un solo imbecille, di dieci o di mille, ma poi tutto si misura attraverso l’entità della manifestazione. Dipende dalla percezione, da quanto si sente e con quale chiarezza. Complicato relazionare e mettere sullo stesso piano gli episodi di cui si è parlato sabato, in occasione degli ottavi di Coppa Italia, con gli ululati razzisti nei confronti di Koulibaly e dei napoletani ascoltati la notte del 26 dicembre durante la partita tra Inter e Napoli.

Un coro razzista, antisemita o discriminatorio deve avere una certa “rilevanza” per essere sanzionabile dal punto di vista sportivo. Restano le condanne morali, i possibili effetti penali amministrativi attraverso Daspo. La Digos, anche attraverso lo studio delle immagini e dell’audio, ha già avviato un’indagine per identificare i responsabili di quanto è accaduto all’Olimpico tra il 29’ e il 30’ del primo tempo. I cori provenivano da una parte della Curva Nord occupata da un centinaio di tifosi biancocelesti. Se ne sono sentiti due. Uno discriminatorio contro i romanisti. Un altro contro i Carabinieri, forse nel solco degli scontri avvenuti mercoledì notte a Piazza della Libertà dopo i festeggiamenti per i 119 anni del club. Quei cori sono stati segnalati dall’Ansa, uditi da alcuni colleghi in tribuna stampa e da un ispettore federale posizionato sotto la Nord, non dagli altri due (secondo quanto riferito dalla Lazio) che si trovavano tra Tevere e Monte Mario. Appena 13 mila spettatori, in tanti neppure se ne sono accorti.corrieredellosport.it

 

Domani il giudice sportivo deciderà sul coro antisemita e quello razzista cantato da pochi ultras al 30’ del primo tempo di Lazio-Novara. Secondo la Procura Federale, in curva erano presenti 2.200 persone e quei cori sarebbero stati intonati per pochi secondi da una percentuale inferiore al 10 per cento del settore, circa 100 persone. In ogni gara sono tre gli ispettori inviati dalla FIGC: uno si posiziona sotto la Nord, uno sotto la Sud e l’altro a metá campo. Ebbene, i cori sono stati segnalati nel rapporto con la portata dell’evento, criterio determinante per eventuali sanzioni. Il giudice, dunque, non andrà oltre una multa per la societá, ancora irritata per la rilevanza data da un fenomeno marginale. Da La Repubblica 

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Zappacosta in, Badelj out: doppio fronte per Lazio e Lucci. Ma con il Napoli è pronto Lukaku

Quello della fascia destra è un tormentone destinato a trascinarsi ancora per un bel po’. Inzaghi, nell’immediato, dovrà fare di necessità virtù utilizzando quello che ha in casa. Marusic è squalificato e a Napoli non ci sarà. Via alla sperimentazione. Nei giorni scorsi in allenamento era stato provato Lulic. Un ruolo che non ricopre certo con entusiasmo ma in questo caso il tecnico laziale è praticamente obbligato. A dare forza questa ipotesi c’è anche il fatto che nella sfida di coppa Italia contro il Novara, a sinistra, ha giocato un’ora e a buoni livelli Lukaku. Insomma al San paolo con ogni probabilità Inzaghi partirà con Lulic a destra (provato anche ieri nell’amichevole contro la Primavera) e Jordan a sinistra.
PRONTO LUKAKU
Una soluzione tampone in attesa che dal mercato arrivi un salvagente. In realtà le parole di sabato pomeriggio dette dal ds Tare hanno allarmato un po’ i tifosi biancocelesti: «Dobbiamo sfoltire un po’ la rosa perché siamo in tanti, è questo il primo acquisto per poter lavorare in serenità. Acquisto sulla fascia destra? Ne parlate voi, noi non abbiamo mai menzionato una cosa del genere». Parole. Tattica. Perché la Lazio alla fascia destra ci sta pensando da tempo. Non fosse altro perché è un tasto su cui Inzaghi sta battendo da questa estate. Basta guardare gli uomini a disposizione per rendersene conto. Basta è ormai “fuori rosa” (lo vogliono Bologna e Udinese), Patric è un gregario e non certo un titolare, ora è anche inviso alla tifoseria. Wallace e Bastos non danno garanzie sufficienti e non sono considerati incedibili. Marusic ultimamente si è ripreso dal problema alla schiena ma non è certo tipo da record di presenze. Intervenire in quella zona è una necessità più che una virtù considerando l’obiettivo Champions che la Lazio si è prefissata di raggiungere a fine stagione. Chiedere prima di acquistare è il dikatat che da anni è scritto sui muri di Formello.
DOPPIA CORSIA
Una strategia che spesso ha bloccato i biancocelesti, ma in soccorso stavolta potrebbe arrivare Alessandro Lucci che assiste Badelj, Correa e Murgia ma soprattutto di Zappacosta obiettivo reale e concreto della Lazio. Un procuratore per amico. Badelj, poco impiegato, nei giorni scorsi avrebbe chiesto di cambiare aria. Una separazione consensuale. Lotito chiede 10 milioni. Un assist perfetto per Lucci. Da un lato aiuta la Lazio a piazzare il croato liberandola di un ingaggio importante (circa 1,8 a stagione) e dall’altro lavora per portare Zappacosta in biancoceleste. Prestito con obbligo di riscatto a fine anno la pretesa del Chelsea. Il prezzo? 15 milioni. Ma c’è di più perché lo stesso Lucci è attivo anche per piazzare un altro suo assistito: Murgia. Anche il centrocampista romano chiede spazio, è finito ultimo nelle gerarchie di Inzaghi. In pole c’è l’Empoli. Se dovesse restare avrebbe comunque un concorrente in meno davanti. Qualche piccolo mal di pancia anche da parte di Correa, indovinate chi lo assiste? Esatto proprio Lucci. Su questo fronte però non ci saranno movimenti. Per quanto riguarda Caceres, il problema resta l’ingaggio. Il Parma avrebbe chiesto alla Lazio di pagarne la metà. Si lavora per trovare una soluzione. Rossi e il Venezia ai dettagli. A breve pronti i rinnovi di Pedro Neto e Bruno Jordao.

il messaggero

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Ripasso di storia e condizione prima di rituffarsi sulla Champions. Intanto Badelj chiede la cessione…

Un ripasso di storia in un pomeriggio inedito prima di rituffarsi in campionato. E anche un ripasso di calcio tra le vacanze e il girone di ritorno. E’ la Coppa Italia a riaffacciarsi all’Olimpico in pieno inverno. Così sono perfetti il bianco e il celeste ad accompagnare gli ottavi fra Lazio e Novara. Ma anche per ripercorrere nella sfida miti e leggende: Piola e Pulici. L’attaccante dei record della serie A e il portiere del primo scudetto della Lazio. Quello indimenticabile firmato dai ragazzi del’74. Entrambi hanno vestito la maglia del Novara. Il primo a fine carriera e il secondo in principio. Entrambi saranno ricordati prima del fischio d’inizio. Le immagini scorreranno sul tabellone. Insomma sarà uno di quei pomeriggi freddi in cui saranno i ricordi ad avvolgere i tifosi come una calda sciarpa. Già, perché ad essere onesti non è certo una sfida che accende grandi entusiasmi e lo confermano i nemmeno 10mila biglietti staccati ai botteghini. In realtà, però, il Novara fa venire in mente qualche brutto ricordo come quel ko del 25 aprile 2012 quando i biancocelesti, guidati da Reja, persero 2-1 in Piemonte. Una sconfitta che costò la Champions. 
LA CHAMPIONS 
Adesso l’obiettivo è lo stesso e si chiama quarto posto. Prima di pensare al Napoli, però sarà meglio ricaricare le gambe e ossigenare i polmoni. Inzaghi sa benissimo che quello di oggi pomeriggio sarà un banco di prova fondamentale per capire come stanno i suoi. In allenamento li ha già testati, ha avuto ottime risposte, ma in partita è tutto diverso. Troppe volte i suoi hanno avuto cali di tensione preoccupanti. E soprattutto domenica prossima c’è una sfida che non può essere sbagliata. Sarà fondamentale insomma tornare immediatamente sul pezzo dopo le due settimane di stop per le sosta: «Ho ritrovato i miei ragazzi molto bene – assicura Inzaghi – e vogliamo vincere a tutti i costi contro il Novara, senza sottovalutare l’avversario. Proveremo con tutte le nostre forze ad andare avanti. Vincendo, avremmo la possibilità di giocare un quarto di finale in gara secca. La Coppa Italia ci ha dato grosse soddisfazioni, per noi è un altro obiettivo e non ci sarà nessun rodaggio». 
CASO BADELJ 
Lo conferma sul campo, Inzaghi, nell’ultima seduta. Nessun turnover eccessivo e addirittura in questo caso pure un po’ di pretattica. Fra i pali dovrebbe toccare al titolare Strakosha. Ballottaggio fra Leiva e Badelj (a sorpresa ha chiesto la cessione a gennaio perché vuole giocare di più) in regia nel 3-5-2. Milinkovic e Luis Alberto (favoriti su Parolo e Berisha) come mezzali. Una formula offensiva con lo spagnolo arretrato a centrocampo e Marusic e Lukaku. Davanti gioca Immobile e, insieme a lui, dovrebbe toccare a Caicedo. Correa è pronto a esplodere sotto il Vesuvio. Occhio finalmente al possibile esordio nella ripresa del baby Pedro Neto: sarebbe fantastico vederlo, oltre un anno mezzo dopo lo sbarco e dopo aver ammirato sinora le sue prodezze soltanto con la maglia del Portogallo. L’indizio, in assenza dei convocati alla vigilia, è che ieri è stato provato a Formello. 
 Ilmessaggero

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Lazio in Coppa col mito

ROMA Un filo biancoceleste a cucire pagine di storia, quella con la esse maiuscola. Già, proprio come l'iniziale di quel Silvio che di cognome fa Piola e che fa rima con mito. Ecco perché Lazio-Novara di domani non sarà solo un ottavo di Coppa Italia. Sarà una sfida per la storia, è una partita nel nome del mito. Leggenda per entrambe le società e in assoluto per la Serie A. Nell'aria c'è già l'odore del gol, forse perché s'affrontano le due squadre che hanno lanciato e consacrato l'attaccante di tutti i record: 274 reti in Serie A (290 contando le 16 reti in Divisione Nazionale 1945-1946). La figlia di Piola, Paola, è la prima a sentire l'emozione di un match nel ricordo del più grande bomber: «Per me sarà un derby del cuore perché sono affezionata a entrambe le squadre. Mio padre ha trascorso alla Lazio nove anni fantastici, ma anche con il Novara ha fatto grandi cose». Peccato che ora il club piemontese non abbia certo lo stesso splendore: «Dopo la retrocessione in C speravano di risalire subito, invece stanno incontrando più difficoltà del previsto. A differenza della Lazio che, nonostante un andamento altalenante in questa stagione, viene dal campionato fantastico dello scorso anno». Insomma, il pronostico appare scontato, anche se la signora Piola non si sbilancia sul risultato: «Vincerà il migliore con lealtà ed entusiasmo. Mi auguro che vinca lo sport. Perché, se guardiamo agli episodi di Inter-Napoli, vediamo come il calcio rifletta ormai gli aspetti peggiori della nostra società. Servirà tornare ai valori di una volta, altrimenti i bambini giocheranno sempre di meno a pallone. Ad ogni modo per me è difficile fare un pronostico, non ho una preferita. Io seguo il calcio perché mio padre mi ha dato tante occasioni di conoscere e sperimentare l'amicizia e l'amore che ha seminato nelle sue squadre». Chi arriva meglio? «La Lazio viene da un campionato entusiasmante l'anno scorso, in questa stagione è un po' discontinua. Il Novara è in crisi. Dopo la retrocessione in C sperava di risalire subito, invece sta incontrando più difficoltà del previsto». Un consiglio per le società? «Spero che capiscano l'importanza di investire su valori che adesso stanno sparendo per favorire l'aspetto economico. Anche il campionato italiano non sarà bello come prima fino a che non si tornerà ad allenare e allevare i propri talenti, non solo comprare i giocatori forti cresciuti da altri all'estero». Si aspetta un'iniziativa per suo padre?Si aspetta un'iniziativa per suo padre? «Mi piacerebbe che i tifosi di Lazio e Novara potessero unirsi in un'azione comune per ricordare mio papà. Sarebbe la cornice perfetta per iniziare una gara del genere».
FRANCESCO DA RECORDUn campione coccolato nel mondo biancoceleste. La scorsa primavera gli è stata dedicata anche una canzone: Il cacciatore di gol. La Lazio sta già ideando un ricordo del bomber che vestì la maglia con l'aquila sul petto dal 1934 al 1943 collezionando 227 presenze e realizzando 143 reti. Immagini che scorreranno sul tabellone dell'Olimpico prima del macth. I suoi gol e le sue esultanze. E nel segno di Piola la Lazio cercherà di passare gli ottavi di Coppa Italia. Prima partita del 2019. Anno nuovo nomi vecchi, in attesa del mercato che verrà. A guidare la difesa ci sarà sempre Francesco Acerbi. Un altro in odore di guadagnarsi gli allori di giocatore più presente. Sabato farà 148 di fila in serie A. Non vuole smettere di correre. Per Inzaghi è il punto di riferimento e non lo toglie mai dallo scacchiere. Unica novità è che nelle prove di ieri si è mosso sul centrosinistra, lasciando a Luiz Felipe la posizione centrale, come successo in Europa League contro Apollon Limassol ed Eintracht Francoforte. La terza maglia, quella sul centrodestra, se la contendono Wallace e Caceres. L'uruguaiano saltato il trasferimento al Parma potrebbe essere un rinforzo per gennaio. Bastos si bloccato durante il torello a causa di un fastidio alla coscia destra. Recuperati a pieno invece Durmisi e Berisha.

Il Mesaggero

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Lazio, conti da Champions

ROMA La risposta sbagliata nel giorno sbagliato. Neanche il tempo di riconciliarsi per i 119 anni biancocelesti coi tifosi, che Lotito l'infastidisce con le solite giustificazioni: «Com'è possibile che in 15 anni di mia gestione la Lazio sia arrivata solo una volta in Champions? Io ho ereditato 500 milioni di debiti e ora questa società è la prima in Italia dal punto di vista del bilancio e la seconda in tutta Europa come miglior performance di risultati, con una prospettiva di crescita esponenziale. Purtroppo i nostri tempi sono legati agli investimenti e alle nostre potenzialità economiche. Dobbiamo raggiungere il fair play finanziario con i conti in ordine. Alcune squadre come il Psg non sono riusciti a ripianare i debiti attraverso l'emissione di ulteriore denaro e sono state punite perché le norme non lo consentono». Nessun accenno a chi l'Europa che conta l'ha conquistata senza nessuna sanzione, vendendo e ricomprando. Lotito preferisce tessere le proprie lodi: «Se avessi avuto un'altra mentalità avrei ceduto Milinkovic a 160 milioni quest'estate, nessun presidente avrebbe rinunciato a quei soldi a livello mondiale». 
LA PROMESSAInvece il numero uno biancoceleste aveva fatto una promessa a Inzaghi e adesso ribadisce d'essere pronto a ulteriori sforzi: «L'interesse è fare una squadra vincente e forte, non indebolirla. Zappacosta? Non mi occupo del mercato, c'è un direttore sportivo». E proprio Tare spera che al fotofinish il Chelsea abbassi le richieste sul diritto di riscatto (15 milioni) per il terzino. 
Cerca l'occasione, la Lazio, ma il terrore di molti è che davvero alla fine arrivi solo Djavan Anderson sulla fascia destra a fine gennaio. La speranza è che alla fine Lotito ceda come successo quest'estate con Acerbi. Ieri il difensore era all'iniziativa biancoceleste nelle scuole, anche lui ha spronato il presidente a dare un aiuto a Inzaghi: «Accoglierei benissimo un ulteriore rinforzo, perché se venisse qui con la testa e la voglia giusta potrebbe essere solamente un bene per la squadra. Vogliamo arrivare in Champions. Adesso non sottovaluteremo l'impegno col Novara, poi ci concentreremo sul Napoli». 
USCITEChissà se Murgia sarà ancora come ieri fra i banchi: il baby centrocampista è in uscita (in prestito fra Genoa, Spal ed Empoli), ci sta pensando il manager Lucci, lo stesso di Zappacosta. A quest'ultimo è addirittura l'ex vice di Conte, Angelo Alessio, a consigliare Roma: «Giusto per lui tornare in Italia, se vuole giocare». In ogni caso la Lazio deve ancora fare spazio su quella fascia. Non si è liberata nemmeno di Caceres, che sembrava a un passo dal Parma: prima problemi relativi a un indennizzo richiesto da Lotito, poi a una partecipazione biancoceleste allo stipendio dell'uruguagio sino a giugno. Su Basta si lavora alla rescissione consensuale, fase di stallo anche su Patric e Wallace. Rossi invece deve decidere dove andare a farsi le ossa (Brescia o Pescara), dopo aver firmato il rinnovo sino al 2022. Inzaghi ha dato il via libera, dopo aver parlato con Tare. Presto il tecnico si confronterà di nuovo anche con Lotito. Mai come quest'anno tutti vogliono conquistare il quarto posto, per questo anche i tifosi per il compleanno della Lazio vogliono almeno un regalo sul mercato. 

Il Messaggero