La Lazio va in ritiro e medita sui propri errori. È il secondo nell’era Inzaghi, il settimo nell’era Lotito. Non tutti i mali vengono per nuocere, la storia scrive che alla Lazio fa bene andare in ritiro: sei vittorie e un pareggio nelle successive gare
Il primo a Norcia con Rossi, dopo la pesante sconfitta con il Siena, è stato una manna per vincere il derby contro la Roma nell’aprile 2009. Nel novembre 2009 la squadra guidata da Ballardini è rimasta dieci giorni in ritiro a Norcia, fino alla sfida contro il Napoli poi finita 0-0. Sul baratro della Serie B, nel marzo 2010 celebre è rimasto il «Patto di Norcia» stretto da Reja e la squadra per centrare la salvezza. Il sorriso dopo la tempesta è stato lo 0-2 al Cagliari. L’unico ritiro non punitivo, anzi mistico, a Norcia è stato alla vigilia della storica finale di Coppa Italia contro la Roma. Ha funzionato, la Lazio ha trionfato il 26 maggio 2013. Nella stagione 2015/16, la Lazio di Pioli è stata due volte in ritiro a Formello: a settembre, dopo la manita del Napoli, seguito dal successo sul Genoa per 2-0; a novembre dopo il pareggio con il Palermo, ha portato alla vittoria in Europa League sul Dnipro.
Nell’ultimo ritiro a Norcia, nell’aprile 2016, è nata l’avventura di Inzaghi alla Lazio. La sconfitta nel derby con la Roma fu fatale al tecnico della Fiorentina, Simone ha riportato la squadra al successo con il Palermo. Da oggi pomeriggio in ritiro a Formello fino alla gara contro la Sampdoria di sabato sera, Inzaghi metterà tutti in discussione. Da domani ritroverà in gruppo Leiva, da valutare le condizioni di Luis Alberto e Marusic fermi per nuovi guai muscolari. il Tempo / Laziopress