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La Lazio a settembre: esami di riparazione per risalire la classifica

ROMA Sgombrare la testa da ogni turbamento perché non si può buttare subito via un campionato. Adesso che non serve più nessuna impresa, adesso che la strada è solo in discesa. Dopo i ko contro Napoli e Juve, il calendario diventa amico: in questo mese si punta all'en plein per risalire subito in classifica. Già, vincere le prossime 4 gare diventa l'assoluto obiettivo. E' alla portata degli uomini d'Inzaghi, che domenica affronteranno il Frosinone, poi l'Empoli dopo la sosta e infine la sfida casalinga contro il Genoa e il turno infrasettimanale con l'Udinese in trasferta il 26 settembre. In mezzo anche l'esordio in Europa League però da non sottovalutare, domani si scoprirà il primo avversario internazionale. Guai tuttavia a proiettarsi solo ai match più importanti, la Lazio deve dimostrare anche con le piccole di essere grande. Le immediate quattro giornate di serie A saranno infatti fondamentali, a fine mese bisognerà aver ritrovato la forma per proiettarsi con convinzione poi al derby. Le prime prove con le big sono fallite, ma Inzaghi ha dimostrato sopratutto due anni fa come si trionfa nelle stracittadine. Che rimangono un discorso a parte, perché la squadra biancoceleste deve far vedere comunque ancora se è diventata grande. Nelle ultime cinque stagioni appena 8 successi in 52 partite con le prime cinque forze d'Italia. I 33 ko e gli 11 pareggi invocano un'altra mentalità, non è una questione di qualità. 

VITTORIAUn mese per cambiare il volto dell'attuale classifica e ritrovare il sereno. Alla Lazio ci contano tutti per non allontanarsi dalla vetta, ma anche per iniettarsi autostima. La condizione fisica arriverà più avanti, domenica all'Olimpico conteranno soltanto i tre punti. Ecco perché Inzaghi, al di là della prestazione, lavora per non commettere altri errori. Ieri prove divise a metà a Formello: prima la solita difesa, poi l'attacco, col Frosinone va scongiurato un altro scacco. Una volta ritrovato il successo, ci sarà tempo per concentrarsi sul gioco. Ora urge solo un grande ruolino: dodici lunghezze permetterebbero anche ai biancocelesti d'affrontare i giallorossi di Di Francesco con un altro spirito. Allora ci si augura che Luis Alberto e Milinkovic si siano ritrovati, allora Inzaghi spera anche di aver svuotato l'infermeria col resto degli infortunati. 

INFERMERIAC'è il Frosinone e poi ci sarà un altro richiamo, a questo punto in una benedetta sosta. A Empoli potrebbe già tornare Berisha, fermo da Auronzo per una lesione alla coscia. Luiz Felipe si è invece infortunato alla prima, per colpa di uno stiramento al polpaccio lui punta solo alla stracittadina. Ieri il belga comunque sorrideva nel centro sportivo e in Paideia: «Sto già meglio, spero di tornare in campo fra un mese». Sino ad allora la Lazio conta di aver fatto le giuste spese: 12 punti, ma se saranno 15 col derby, dopo un terribile agosto, si potrà incorniciare settembre.
Alberto Abbate

IlMessaggero

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Inzaghi non cambia, la Lazio é costruita per il 3-5-2

Due sconfitte nelle prime due giornate di campionato. Non accadeva da tanti anni, ma Inzaghi non vuole allarmismi. Si andrà avanti con il 3-5-2, una formazione che l’anno scorso ha regalato spettacolo in campo. Sicuramente i numeri in difesa sono da migliorare, come dimostrano le tante reti subite la passata stagione e le quattro in questi primi due match. Sotto esame adesso c’è anche l’attacco, ma contro i partenopei e i bianconeri sono mancati Luis Alberto e Milinkovic. Inzaghi sta cercando quell’equilibrio che manca in campo per ottenere grandi risultati. Le prossime quattro partite prima del derby daranno sicuramente delle risposte al mister, per il momento il modulo non si cambia.cittaceleste.it

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Sold-out stadium, ma la Lazio non sarà sola

Non sarà per niente sola la Lazio contro Cristiano Ronaldo. All’Allianz Stadium ci penseranno i 1100 tifosi biancocelesti a sostenere la squadra di Simone Inzaghi per l’esordio casalingo dei Campioni d’Italia in carica. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, il settore ospiti sarà comunque aperto soltanto nel primo anello, mentre il resto dell’impianto torinese ha fatto registrare per l’occasione il tutto esaurito (41.500 juventini affolleranno le tribube) e non poteva essere altrimenti per il saluto a CR7. E’ tutto pronto per Juventus-Lazio una sfida promette goal e spettacolo. lazionews24.com

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Milinkovic: si, rinnovo più vicino. Incontro con Kezman, si lavora per trovare l’intesa

Rinnovo Milinkovic, è fatta. Come anticipato, sono stati fatti passi in avanti per l’adeguamento del contratto che lega il Sergente alla Lazio. Dopo un’estate passata da protagonista del calciomercato italiano, Sergej – nonostante i corteggiamenti delle varie big europee – è rimasto a Roma ed è pronto ad aiutare la propria squadra a raggiungere gli obiettivi desiderati. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, l’agente del talento serbo Kezman avrebbe già incontraro la società per discutere i numeri dei rinnovo: si tratterebbe di un prolungamento fino al 2023 con 3,2 milioni di ingaggio a cui andranno a sommarsi alcuni bonus. La Lazio, insomma, sembra aver fatto uno sforzo notevole, e la firma dovrebbe arrivare già nel corso della prossima settimana. I tifosi biancocelesti possono rassenerarsi sul fronte Milinkovic: il ‘Sergente’ rimane a Roma. Lazionews24.com

 

 

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Inzaghi fa studiare Cristiano Ronaldo sugli smartphone

 Lotito, nei fuorionda-baraonda, ha l’amplificatore incorporato. Inzaghi ha scelto una tecnologica diversa: è l’assistente vocale dei suoi giocatori in quanto a preparazione tecnico-tattica. Da più di un anno ha impostato un sistema integrato di allenamento, via whatsApp. A due giorni da Juve-Lazio si rende ancora più utile. C’è Ronaldo sugli smartphone dei difensori biancocelesti. Su ogni device (smartphone o tablet, a piacimento) sono disponibili i video di CR7, i suoi colpi, i suoi movimenti, sono aggiornati al match col Chievo (esordio della Juve nel campionato 2018-19). Ogni giocatore della Lazio, per ogni partita, può disporre di immagini e dati degli avversari. I difensori degli attaccanti rivali, i centrocampisti dei dirimpettai di ruolo, gli attaccanti dei difensori che si troveranno di fronte. E’ un metodo “hi-tech” che ha aiutato in passato e che viene riproposto di stagione in stagione. Un’analisi dettagliata è stata sviluppata in vista dell’incrocio con CR7. Simone, volendo, potrebbe sviluppare un’app buona per Android e iPhone. Con il sistema scelto permette ai suoi uomini di restare connessi h24, di vedere e rivedere le immagini dei rivali quando preferiscono. Ronaldo è il giocatore più seguito, più studiato, più conosciuto assieme a Messi. Studiarlo è un conto, fermarlo è un altro. Non basta conoscere, non basta esercitarsi virtualmente per arginarlo. Ma qualche indicazione può rendersi utile.Corrieredellosport.it

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Mercato, obiettivi, medici: i temi del confronto, frizioni da superare

ROMA «Te stai sempre a lamenta’, già te l’ho detto, Simone: qui decido io e non
tu». Il Simone in questione è Inzaghi, ad urlare dall’altro capo del telefono
c’è Claudio Lotito che sotto la pioggia delle strade di Cortina sbotta senza
mezzi termini. Urla, appunto. Tanto che dalla finestra qualcuno decide di

filmare il tutto e di diffonderlo. Il video diventa virale in pochissimo tempo.
Un filmato che in qualche modo racconta senza filtri il malumore che da tempo
accompagna il numero uno biancoceleste. Non è un mistero che qualche frizione
ci sia stata e c’è ancora. «Te lo ha già detto in tutte le salse e te lo ha
detto anche Tare e tu fai finta di non capire, pensa a fare l’allenatore»,
rincara la dose Lotito che ad una replica di Inzaghi sbotta definitivamente:
«Guarda lo staff di tuo fratello (Pippo Inzaghi, ndr). Cominciamo a chiarire.
Te stai sempre a lamenta’, di tutto. C’hai una squadra che vale dieci volte
quella che valgono le altre». Differenti visioni. Su tutto o quasi. E poi il
caso legato allo staff medico, tra la fine della stagione passata e il ritiro
di Marenfield in cinque non ci sono più tra dimissioni e allontanamenti
(Razzano, Meli, Scalzi, Contigliani e Berini). Anche in questo caso Lotito
vomita la realtà in faccia al suo tecnico: «Io voglio avere la certezza che chi
sta male, sta male. Non che qualcuno dice: dimme che questo sta male».
MERCATO, MEDICI E OBIETTIVI
Mercato? Obiettivi stagionali? Spogliatoio? Questione medica? Di tutto un po’.
I mal di pancia certo non mancano. L’inizio di campionato in salita poi non ha
aiutato. Le lamentele di Inzaghi risalgono alla fine della stagione scorsa. Dei
nomi sulla sua lista sono arrivati solo Acerbi e Badelj («Lo avevo chiesto come
sostituto di Biglia»). Voleva altri giocatori d’esperienza. In attacco aveva
chiesto il Papu Gomez (due gol e due assist alla prima) e invece sono rimasti
Caicedo e Rossi. In questo senso è sospetto il loro mancato ingresso contro il
Napoli con la Lazio che doveva recuperare lo svantaggio. Al posto di Laxalt c’è
Durmisi, bocciato subito in ritiro. E poi in difesa avrebbe voluto un giocatore
in più. C’è da dire che è stato però il tecnico a dare il via libera alla cessione di Felipe Anderson, forse però non si aspettava Correa, doppione di
Luis Alberto, come sostituto. E qui va detto che la colpa non è certo di Lotito
visto che come ha ribadito più volte lui stesso il mercato è responsabilità di
Tare. Il patron come lo stesso ds qualche fastidio lo avevano accusato anche
ascoltando le varie conferenze stampa di Inzaghi che non ha mai nominato la
Champions come obiettivo e che, anzi, avrebbe invece fatto notare il divario
con le altre squadre. Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani. La goccia
che fa traboccare il vaso è poi il caso dei sospetti infortuni. Qui si fa
fatica a capire nel video a chi si riferisca Lotito: staff medico o giocatori?
Sicuro che qualche furbetto c’è stato o c’è ancora. Il patron biancoceleste è
intervenuto in modo duro ma giusto perché di certo se qualcuno non ha fatto il
suo lavoro va redarguito. Normale che venga subito alla mente Lukaku, un vero e
proprio mistero, o Berisha che doveva tornare in dieci giorni ma ancora non si
è visto. Questione di ricadute quelle che lo scorso anno hanno falcidiato la
squadra. Basti pensare a Felipe Anderson, a Parolo o a Immobile. Diagnosi
sbagliate o pressioni per accorciare i tempi? Di sicuro fa pensare che più di
un calciatore sia andato all’estero per farsi curare (Lukaku e Luis Alberto).
LA REPLICA
Normale che frizioni possano esserci, sarebbe stato meglio lavare i panni
sporchi lontani da occhi e orecchie indiscrete. Il club si è mosso diramando
una nota: «Errata interpretazione del colloquio fraudolentemente carpito, è
stato dato incarico ai legali di identificare l’autore e chi l’ha diffusa e
procedere in tutte le sedi civili e penali nei confronti di chiunque sia
responsabile del fatto e della sua diffusione». A ribadire il concetto ci ha
pensato poi il portavoce biancoceleste Arturo Diaconale: «Normale dialettica
tra presidente e allenatore. Qualsiasi tecnico spera di avere 11 Ronaldo e
staff medici all’altezza dei massimi luminari, allo stesso tempo un presidente
ha il diritto di poter rispondere che ciò non è possibile. Non c’è alcun
contrasto tra Lotito e Inzaghi».
Emiliano Bernardini / Il Messaggero

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Sabato c’è la Juventus: Strakosha studia i colpi di Ronaldo

Voleva volare e volò. Fu un tuffo nell’immensità. In quel momento, al novantaseiesimo di Juve-Lazio del 14 ottobre 2017, oltre la zona Cesarini, è nata la favola di Thomas Strakosha. Era ancora un ragazzo di 22 anni che doveva realizzarsi, parò il primo rigore da professionista. Quel tuffo fu un colpo di vento. Si lanciò alla sua destra, bloccò il rigore di Dybala, sarebbe stato il 2-2. Aspettò fino all’ultimo, scelse l’angolo giusto, salvò la Lazio, cambiò la storia. Quindici anni dopo l’ultima vittoria in casa Juve, i biancocelesti dissero grazie a Strakosha. Finalmente, la Real casa, non si rivelò “maledetta”. Oggi, Strakosha, prepara un’altra Juve-Lazio, studiando Ronaldo. I numeri di CR7 vanno oltre la scienza, i suoi tiri sono missili, nel 2014 ne ha scagliato uno a 132 km/h. Punizioni con l’effetto a scendere, rigori. Tutti sanno chi è Ronaldo, di cosa è capace, quando tira il più delle volte bisogna chiudere gli occhi e sperare… Non si sa invece quanto possa ancora inventare. Sabato, alla prima a Torino, dopo il digiuno di Verona, il gol lo cercherà ossessivamente. Strakosha studia a Formello e si porta i compiti a casa per arrivare preparato, il più possibile. Il suo cuore già trilla.

IL RACCONTO – Strakosha, a Torino, s’è fatto conoscere. Dybala l’aveva battuto nella finale di Supercoppa, due mesi prima della prodezza. Il 13 agosto 2017, all’Olimpico, il numero uno della Lazio si tuffò a sinistra, fu spiazzato. A Torino, il 14 ottobre, Strakosha si tuffò a destra, immaginando (ma non solo) le intenzioni dell’argentino. La contromossa di Strakosha era nata durante la preparazione della partita. «Avevo preparato i rigori con l’analista e il preparatore Grigioni», raccontò il portiere albanese. corriere dello sport

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Inzaghi scuote la Lazio: “Serve più personalità”. Si riparte dalla grinta di Acerbi e dalla voglia di riscatto dei big

Tiene tutti a rapporto, compreso se stesso. Inzaghi deve subito fare i conti col primo ko all’esordio. Non fa drammi, già aveva maledetto il calendario e l’urna perché ad Auronzo aveva studiato una preparazione per trovare più in là la forma. Dunque, la sconfitta col Napoli era pure preventivabile, ma nel discorso fermo alla squadra dice che non tollererà un altro crollo così dopo il gol d’Immobile: «Non dobbiamo mai più fermarci al primo vantaggio, sopratutto con le grandi». La Lazio gioca mezz’ora e poi, forse pesante di gambe e pure di testa, dimentica i dettami impartiti in difesa a Marienfeld. Insomma sembra non esserci nulla di nuovo sotto il tetto, eppure cancellare i black out dell’anno scorso era il primo obiettivo nel cassetto. Il tecnico c’aveva lavorato tutto agosto sui tagli di Callejon e Insigne, nell’ultima settimana aveva pure deciso di non bruciare la new entry Durmisi e di schierare Caceres sulla fascia sinistra – al posto dello squalificato Lulic – per contenere lo spagnolo: mossa in parte riuscita sino alla beffa. E a destra che dire di Marusic, Luiz Felipe e poi Bastos (comunque il migliore), irrisi dallo scugnizzo Insigne non solo in occasione delle due reti. Alla fine travolto nel disastro pure Acerbi al centro (si perde Milik) dopo una prova pazzesca. Applausi comunque per lui, Olimpico in piedi per un paio d’interventi e il lancio per Immobile alla Bonucci. Addirittura la Lazio poteva pareggiare (incrocio pieno nel recupero) perché lui non voleva proprio mollare.

I NUOVI

Si è allenato da solo pure a giugno e luglio, Acerbi è al top e al debutto mostra persino più grinta e dedizione del predecessore de Vrij. Questo è lo spirito e la cattiveria che Inzaghi ha invocato per la Juve ieri a Formello: «Siamo forti e dobbiamo credere in noi stessi perché possiamo fare bene contro chiunque, ma dobbiamo farlo senza paura e con la fame che ci ha sempre contraddistinto». Già, perché non gli è proprio andato giù che siano stati i nuovi, oltre Immobile, a dare l’esempio. Il centrale e Badelj – sin quando ha retto – hanno guidato i compagni e sono stati i migliori in campo. Irriconoscibili Milinkovic e Luis Alberto, risentito perché convinto che la sua brutta prestazione dipenda solo dall’infortunio e dalla forma, non certo dal suo mancato trasferimento a Siviglia. Se lo augura tutto lo staff tecnico che né lui né Sergej – spesso all’inizio per la struttura fisica in ritardo di condizione – si siano montati la testa. Perché questa squadra non può prescindere dalle loro gesta.Cittaceleste.it

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Berisha morde il freno, ma serve altro tempo

Per vedere Berisha in campo, servirà ancora tempo. I tifosi non vedono l’ora di ammirare l’ex Salisburgo, ma la loro curiosità dovrà aspettare ancora un altro po’. Il giocatore è alle prese con un infortunio che lo ha tenuto fuori per una buona parte del ritiro, solo pazienza e lavoro serviranno per fargli recuperare la forma fisica ottimale. I tempi non sono ancora stabiliti, ma quel che è certo – come sostiene il Corriere dello Sport – è che non prenderà parte alla trasferta di Torino. A rischio anche la convocazione per la partita contro il Frosinone. Probabilmente il kosovaro tornerà nella lista dei disponibili dopo la sosta del campionato, quando avrà ritrovato la giusta condizione per essere a servizio di Inzaghi.

lazionews24.com

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Black-out e rimonte, la Lazio è ancora piccole con le big

Niente allarmismi in casa Lazio. La sconfitta con il Napoli non è stata così netta da far perdere il sonno ad Inzaghi, ma ha fatto sicuramente riflettere il mister biancoceleste ed il suo staff. Anche nella scorsa stagione abbiamo assistito ad una squadra protagonista di una stagione ben oltre le aspettative, ma che pur ha deluso quando si è trattato di scontri diretti contro le big del campionato. Solo ko e qualche pareggio, dopo la vittoria della Supercoppa contro la Juventus e l’impresa dello scorso ottobre sempre contro i bianconeri all’Allianz Stadium. Inzaghi dovrà lavorare sulla mentalità dei suoi, per cercare di far restare stabilmente la Lazio nel pantheon del calcio italiano, sperando che la tendenza si inverta già sabato contro la Juventus di Cr7. cittaceleste.it