A fine allenamento si comporta alla Klose. L’ha fatto a Formello, lo sta facendo ad Auronzo. Raccoglie i palloni e il materiale sparso per il campo, li rimette a posto. Continua a farlo anche se gli hanno detto di non preoccuparsi. Valon Berisha, forse, vuol farsi perdonare il gol di Lazio-Salisburgo (su rigore) e l’eliminazione dall’Europa League, capitalizzata nel match di ritorno (si giocavano i quarti) con quella rimonta pazzesca (4-1). «Se l’avessi saputo…», Berisha se l’è cavata con questa battuta e con un sorriso. I compagni, da quando è arrivato, non hanno fatto altro che rinfacciargli simpaticamente il gol e l’eliminazione. Berisha vuole ripagare tutti, subito. Corre a perdifiato: ieri mattina, nei sentieri di montagna, ha fatto parte del primo gruppo assieme ai corridori Immobile, Parolo e Acerbi. Davanti a loro c’era Inzaghi, sprintava a bordo di una bicicletta.
Il talento. Berisha è un centrocampista completo. E’ un giocatore multilingue: parla svedese (è nato in Norvegia, è cresciuto in Svezia), albanese (origini kosovare) e un po’ di lingua slava, in più tedesco (ha giocato in Austria) e inglese, si allena con l’italiano. E’ un giocatore bipartisan: può fare la mezzala sinistra e la mezzala destra, può sostituire Milinkovic e Parolo. Sarà utile doppiamente. Lo descrivono così dopo le prime impressioni: carattere forte, grande lavoratore, uno al top. Appare sempre sorridente, determinatissimo, concentratissimo. S’è visto all’opera nel doppio confronto col Salisburgo. Berisha è un trascinatore, gioca con gli occhi fiammanti. Inzaghi ha bisogno di giocatori forti caratterialmente, che non si sciolgano alla prima difficoltà, che non vadano in tilt. Servono combattenti. Berisha è uno di questi. Abbina qualità e quantità. Sta dividendo la camera con Durmisi, danese con origini macedoni, in campo si fa capire in spagnolo, è un altro poliglotta. Inzaghi utilizza Berisha da mezzala (nel 3-5-2) in ogni partitella. E’ successo anche ieri pomeriggio, ha giocato accanto a Leiva, ha fatto parte di questa squadra: Guerrieri in porta, Basta, Luiz Felipe e Bastos in difesa. A centrocampo Lombardi, Parolo, Leiva, Berisha e Lulic. In avanti Pedro Neto e Immobile. L’altro undici era composto così: Strakosha; Wallace, Acerbi, Radu; Marusic, Murgia, Di Gennaro, Cataldi, Durmisi; Sprocati, Caicedo. Poi, le formazioni sono state modificate. Nei boschi, in mattinata, ha corso anche Luis Alberto. Lo spagnolo sta accelerando (si era stirato a maggio), ma nel pomeriggio non ha forzato. Si è allenato regolarmente Silvio Proto. Sempre assenti Patric (bloccato a Formello dalla febbre) e Lukaku (solita tendinopatia, si sta curando all’estero). Domani prima amichevole contro i locali dell’Auronzo.
Daniele Rindone / Corriere dello Sport