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Anderson non è incedibile: rinnovo o partenza?

Felipe Anderson si trova davanti un bivio. Può rinnovare e rimanere alla Lazio o può decidere di salutare. A gennaio sembrava scontata una sua partenza in estate. E' un talento cristallino, ma è difficile da gestire. La società riflette. Inzaghi dovrebbe continuare con il 3-5-2. Dal punto di vista tattico Felipe potrebbe essere sacrificabile. Il tecnico piacentino preferirebbe una sua cessione rispetto a quella di Milinkovic. A breve le parti si incontreranno. Come riporta il Corriere dello Sport, l'incontro presentato come vertice per il rinnovo potrebbe nascondere una sua futura cessione. 

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Asta europea per Milinkovic: Lotito fissa il prezzo e a meno non si vende

La Juve neppure è entrata in corsa per Milinkovic. Si sapeva, è arrivata la conferma. «Costa troppo, non è una nostra pista» ha ammesso Marotta. Lotito chiede 150 milioni di euro per il gioiello serbo. Lo venderà solo all’estero e se arriveranno offerte choc, ma gli interessi intorno al centrocampista della Lazio sono enormi come ha spiegato Mateja Kezman, ex attaccante e oggi suo agente, lo stesso di Marusic, altro acquisto recente di Tare. C’è un solido legame tra il procuratore di Milinkovic e la società biancoceleste. Decideranno insieme destinazione e trasferimento, i patti sono chiari, difficile prevedere strappi o rotture, anche se i tempi non sono maturi, forse bisognerà attendere luglio e la conclusione del Mondiale in Russia, a cui Sergej parteciperà con la Serbia, per scrivere la parola fine sull’operazione. C’è un altro motivo: la Lazio acquisterà due o tre giocatori prima di vendere Milinkovic, questa sembra la strategia. 

IN FRANCIA. Da almeno sei mesi Lotito medita il colpo e sul tavolo sono arrivate (non da ieri) manifestazioni concrete d’interesse per il suo gioiello. La Champions avrebbe ampliato le possibilità di permanenza del serbo a Formello per un’altra stagione, il quinto posto e la partecipazione all’Europa League potrebbero accelerare il divorzio, a patto che si verifichino le condizioni richieste da Lotito. L’inverno ha consentito anche di avvicinare Kezman e Jorge Mendes, potente agente portoghese, in grado di muovere il mercato europeo e di entrare nel trasferimento come intermediario. Balleranno commissioni pesanti e intrecci milionari. Per questo motivo il Paris Saint Germain resta in prima fila. Lo avevamo segnalato nello scorso dicembre, da allora c’è un fax in giacenza sul tavolo di Villa San Sebastiano. I parigini vogliono Milinkovic. Nei giorni scorsi lo ha scritto «L’Equipe». Ovviamente il club francese entrerà in azione quando avrà la certezza che l’Uefa non ponga paletti o limiti alle manovre di mercato. Le indiscrezioni raccontavano di una proposta da 170 milioni per Milinkovic compresi due giovani da pescare nel ricco patrimonio (fatto anche di talenti in prestito) del PSG: Sergej si metterebbe nella scia di Neymar e Mbappè. Tutto da verificare al momento opportuno, ma la traccia esiste. 

CONCORRENZA. Marotta si è sfilato, non ci può arrivare anche se Allegri aveva indicato il serbo come possibile obiettivo per il centrocampo. La Juve si sarebbe mossa per strappare un accordo a Milinkovic prima di parlare con la Lazio e avrebbe trovato il muro alzato da Kezman. Il club bianconero, secondo alcune indiscrezioni, poteva offrire 90 milioni aggiungendo una o due contropartite tecniche a scelta (sono usciti i nomi di Sturaro, Rugani, Mandragora e Cerri) ma la trattativa non è mai decollata. Non ci sono le basi per parlarne, costa troppo per la Juve. Dietro il Paris Saint Germain ci sono altri due top club europei. Il Real Madrid era e rappresenta il sogno da bambino di Sergej, che possiede il passaporto spagnolo. Le Merengues, secondo alcune indiscrezioni, inserirebbero l’ex interista Kovacic in un’eventuale operazione. Talento di complicata collocazione tattica nel centrocampo della Lazio. Occhio al Manchester United. Mourinho è stato l’allenatore di Kezman per un anno al Chelsea, i due si conoscono bene e il tecnico portoghese (legato a Mendes) sarebbe interessato per sostituire Pogba, di cui non è contento. Vedremo gli sviluppi, ma su questo triangolo (Parigi-Madrid-Manchester) si svilupperà il mercato di Milinkovic senza escludere l’ipotesi di una conferma alla Lazio. Inzaghi ci spera, ma un’offerta superiore ai 100 milioni costringerebbe Lotito a pensarci bene e poi a venderlo per finanziare un piano di crescita biennale. Nelle ultime ore si sarebbe informato il fratello di Pep Guardiola, stava sondando il terreno per conto del Manchester City, disposto a mettere cento milioni. «No, grazie» avrebbero risposto a Formello. Lotito parte da 150. Può scendere? Forse sì, mica tanto. Fidatevi. A 80-90 non lo vende e se lo tiene.

Fabrizio Patania / Corriere dello Sport

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Lazio, calciomercato nel segno dei super manager

Sarà un'estate lunga per la Lazio. Il mercato estivo sarà nel segno dei super procuratori. Jorge Mendes negli ultim due anni si è dimostrato alleato della Lazio. Opera sua il trasferimento di Keita al Monaco. In precedenza aveva portato i baby Bruno Jordao e Pedro Neto nella capitale. Prima ancora il brasiliano Wallace. Come riporta il Corriere dello Sport, anche l'eventuale cessione di Milinkovic avrà la sua regia. Il portoghese è specializzato nel fare da intermediario in mega trasferimenti. Mendes, però, non è l'unico riferimento della Lazio. Lotito e Tare sono in ottimi rapporti anche con Kia Joorabchian e Giuliano Bertolucci, manager di Felipe Anderson e Leiva, specialisti del mercato brasiliano. Non è un caso che i nomi che si rincorrono in questi giorni arrivino dalla Francia (terra di Mendes) e dal paese sudamericano. Tare potrà sfruttare i buoni rapporti con questi agenti, ma non prenderà giocatori solo perché sponsorizzati. L'ultima parola è sempre la sua. Se non è convinto del calciatore, non si fa influenzare. 

GF

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Tutti vogliono Milinkovic, il Real offre Kovacic

Comunque vada Sergej Milinkovic-Savic farà le fortune della Lazio. Il presidente Lotito ha trovato la gallina dalle uova d’oro, il giocatore che comunque vada sarà la svolta per la società biancoceleste: qualora fosse ceduto farebbe ricco il club che reinvestirebbe parte dei soldi sul mercato, in caso di permanenza contribuirà in maniera determinare a mantenere alto il livello della rosa. E’ bastata una stagione da protagonsita al serbo per farlo diventare l’uomo mercato, il centrocampista più ambito d’Europa. Il suo addio però è tutt’altro che scontato e non è detto che il mancato approdo in Champions faccia rima con cessione: «Giocarla è il sogno di tutti – ha precisato il suo agente Kezman – ma ha ancora 23 anni e quindi ha tutto il tempo per disputarla». Insomma, quello di Milinkovic si preannuncia come uno dei tormentoni più appassionanti del mercato estivo. Lotito gongola e, forte di un bilancio che non solo non lo costringe a vendere ma gli consente anche di poter investire sul mercato, si godrà la scena da spettatore interessato. Un bel vantaggio nei confronti dei tanti club che speravano di abbassare la super valutazione da 120 milioni di euro fatta dal club: «L’interesse verso di lui è enorme e nel calcio gli scenari cambiano dal giorno alla notte — ha spiegato ancora l’agente — ma ha ancora un contratto lungo con la Lazio». In pole c’è la Juventus che, forte del settimo scudetto di fila, punta a vincere la Champions ed il serbo è considerato da Allegri il rinforzo ideale. L’amministratore delegato bianconero Marotta, però, sa bene che trattare con Lotito non è facile e che soprattutto dovrà presentarsi con un’offerta allettante e se possibile in gran parte in cash se vorrà riuscire nell’impresa. Non staranno a guardare il Manchester United, pronto a dare indietro Pogba alla Juve per arrivare a Milinkovic, e il Real Madrid che sul piatto avrebbe messo l’ex Inter, Mateo Kovacic.

Leggo / Enrico Sarzanini

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Lucas Perez, l’agente: “Lazio grande club, tornare a giocare con Luis Alberto sarebbe un sogno per lui”

Parole del diesse Tare datate ottobre 2017: «Ero andato a seguire il Deportivo La Coruña per vedere da vicino Lucas Perez. Ero interessato a comprarlo, sono rimasto impressionato da Luis Alberto». Stagione 2015-16, il diesse della Lazio piomba in Spagna, è sulle tracce di Lucas Perez, attaccante-jolly del Depor. Scopre Luis Alberto e lo acquista qualche mese dopo dal Liverpool (il trequartista era in prestito a La Coruña). Ma non perde di vista Perez. Prova a portarlo a Roma due volte, l’ultima risale ad agosto, prima dell’acquisto di Nani. Lucas Perez è rimasto nei radar, è un nome ancora valido per la Lazio. E’ una punta, sa fare l’esterno, copre due ruoli, segna e fa segnare. Nel 2015-16 il tandem Lucas Perez-Luis Alberto ha prodotto 30 gol e 14 assist (19 reti e 11 passaggi vincenti per Perez, il resto sul sconto di Luis). Perez domenica ha salutato il Deportivo, ha chiuso la sua seconda esperienza. E’ andata male. Il Depor (guidato da Seedorf) è retrocesso. Perez ha segnato 9 gol totali e ha servito 8 assist, non sono bastati. Il prestito è terminato, il futuro dell’attaccante spagnolo lo deciderà di nuovo l’Arsenal, proprietario del cartellino (lo pagò 20 milioni). 

Il procuratore.

Dalla Spagna ha fatto il punto Rodrigo Fernandez Lovelle, è il manager di Perez: «Lucas compirà 30 anni a settembre, è in un’età ancora giovane per il calcio, è il confine ideale tra giovinezza e maturità. Sogna di continuare a crescere come giocatore, di trovare nuove motivazioni, di lottare per grandi obiettivi, diversi dalla salvezza. Vuole cercare di vivere al massimo gli anni che gli restano nel calcio professionistico. Rigiocare nelle competizioni europee è uno dei traguardi che vuole raggiungere. In primis vuole godersi ciò che ama, è il calcio. Lucas si gode ogni secondo la sua professione». Perez attende di parlare con l’Arsenal, con il tecnico Emery (fresco di annuncio). E’ spagnolo come Lucas. L’agente dell’attaccante non ha risposte sul futuro: «Cosa accadrà? Lucas ha un contratto di altri due anni con l’Arsenal, per ora si può rispondere solo questo. Il club non lo ha mai messo sul mercato, è stato il giocatore a decidere di trasferirsi al termine dell’ultimo mercato estivo. Era dispiaciuto di stare in panchina, di non essere chiamato in causa».

Luis Alberto.

Perez ha sfiorato la Lazio più volte. Il 31 agosto 2017, sul filo della sirena, i biancocelesti hanno chiuso con Nani, c’era in ballo anche lo spagnolo. Tra i sogni di Perez ce n’è uno speciale: «Roma è una grande città – ha aggiunto l’agente di Perez – la Lazio è un grande club e chiunque sarebbe contento di difendere i suoi colori. La Lazio lotta sempre per entrare in Europa, ha terminato una grande stagione. Luis Alberto è un grande amico di Lucas, nel Deportivo si intendevano a meraviglia. Uno dei suoi sogni è tornare a giocare con Luis, si comprendono perfettamente». La Lazio ripartirà da Immobile, deve sciogliere il rebus Felipe (dopo cinque anni può partire), ha salutato Nani (è rientrato a Valencia) e ha rimesso in bilico Caicedo (dopo la conferma delle scorse settimane), ha pagato il finale di stagione deludente, il flop di Crotone che è costato mezza Champions. Sono in cantiere due rinforzi. Perez aspetta un segnale dalla Lazio, spera che arrivi:«Prima conosceremo i piani dell’Arsenal, è ancora presto per sapere cosa accadrà», ha chiuso così Rodrigo Fernandez Lovelle. Il suo telefono è sempre acceso, è sempre lo stesso.

Daniele Rindone / Corriere dello Sport

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Nodi da sciogliere: confronto con Anderson, poi i dubbi su Caicedo, Lukaku e Caceres

Anderson Caicedo & co: quanti nodi da sciogliere in ottica futuro. Partiamo dal brasiliano, che ha vissuto una stagione davvero particolare. Partito in ritardo per i guai fisici, all’inizio ha avuto notevoli difficoltà. Vicino alla rottura dopo la sconfitta casalinga contro il Genoa, è stato escluso per la successiva trasferta di Napoli. Le voci di una sua cessione a fine anno iniziavano a rincorrersi, arrivando addirittura a ipotizzare una partenza immediata in prestito (al suo vecchio Santos). Per fortuna Felipe è riuscito a rialzarsi, a suon anche di gol pesanti tra Europa League e campionato. Il sereno è tornato, ma qualche nubicella persiste ancora: come da lui stesso confermato a Globoesporte, “a fine stagione ci sarà un confronto con la società per vedere cosa è buono per il club e cosa è buono per me”. La Lazio, dal canto suo, non esclude la cessione, ma soltanto davanti a un’offerta importante, degna del suo valore.

In bilico sono anche le posizioni di Caicedo, Caceres e Lukaku. Sull’ecuadoriano, la società non è contenta del suo rendimento come vice Immobile (solo 6 gol realizzati in 33 presenze tra campionato e coppe) e potrebbe affidare il ruolo ad un nuovo attaccante. Per l’uruguaiano è invece scattato il rinnovo, il che non esclude però la cessione. Il belga infine vuole giocare titolare e pare difficile possa accettare di buon grado un’altra stagione partendo sistematicamente dalla panchina. Come Anderson però, anche lui dirà addio solo per un’offerta importante.laziochannel.it

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Inzaghi resta, vuole crescere con la Lazio

L'ingresso in Champions non è stato centrato, ma Inzaghi non può essere messo in discussione. Nelle prossime settimane è previsto un incontro con la società per pianificare le mosse future. Inzaghi ritiene scontata la conferma. E' allenatore e tifoso della Lazio. Vuole costruire qualcosa di importante con la società biancoceleste. La sua crescita personale è legata a quella della squadra. Negli ultimi giorni si era parlato di un colloquio con De Laurentiis. Il tecnico piacentino era uno dei tanti nomi sondati dal presidente del Napoli, già due mesi fa. Come riporta il Corriere dello Sport, Simone, però, avrebbe rifiutato, convinto di poter portare avanti un progetto ambizioso con la Lazio. Verrano richiesti acquisti importanti a Lotito e Tare. La palla passa a loro.

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Tare verso il rinnovo: in settimana l’incontro con Lotito

Il primo colpo della Lazio sembra essere pronto. Come riporta il Corriere dello Sport, il diesse Tare è vicino al rinnovo del contratto. E' in scadenza a giugno. In settimana è previsto l'incontro con Lotito. L'accordo dovrebbe essere trovato sulla base di un triennale. I termini economici non dovrebbero essere un problema. Lotito vuole blindare il direttore sportivo che ha portato, tra i tanti, Milinkovic alla Lazio. Un giocatore che permetterà di incassare almeno cento milioni. Una cifra record per la società biancoceleste. Superata la crisi del secondo anno, la Lazio ora punta in alto. Serve continuità. La firma di Tare è essenziale per continuare il percorso di crescita.

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Immobile è incedibile: la Lazio riparte da lui

Tante le voci che iniziano a rincorrersi in ottica calciomercato. La Lazio dovrà fare i conti con le offerte per Milinkovic-Savic. Può sedersi ad un tavolo per discutere di Felipe Anderson. Ciro immobile, però, è incedibile. Il bomber partenopeo rappresenta la continuità. Lui e Inzaghi sono le fondamenta di un percorso di crescita iniziato ormai due anni fa. Come riporta il Corriere dello Sport, Lotito non vuole saperne. Immobile ha un contratto fino al 2022. Ha rinnovato appena sei mesi fa, per un ingaggio di 2,2 milioni di euro l'anno. Una cifra bassa alla luce dei 67 gol segnati in due anni, ma soprattutto in relazione al rendimento di quest'anno. Un giocatore da 41 gol stagionali può reclamare cifre superiori. Ciro è legato alla Lazio, ai suoi tifosi e ad una società che ha creduto in lui nel momento meno felice della carriera. Se si vuole continuare a competere con le prime della classe, però, un passo in avanti sul monte ingaggi andrà fatto.

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Lazio, ora riparti dalle tue certezze

Ripartire dalle certezze, rimpiazzare chi andrà via, rinforzare la rosa. La delusione per la Champions sfumata al fotofinish non cancella quanto di buono fatto in stagione, ma impone riflessioni per capire con chi riprendere il cammino. A partire da Simone Inzaghi, tecnico e condottiero da più di due anni di una Lazio che piace a tanti così come l’allenatore stesso. Non è una novità, ha appena 42 anni e ha fatto benissimo. La Juventus gli aveva messo gli occhi addosso prima che Allegri facesse capire di voler restare sulla panchina bianconera, il Napoli ci pensa seriamente in caso di addio di Sarri. La prima scelta rimane Ancelotti ma il presidente De Laurentiis, che ha già speso parole al miele per Inzaghi un paio di settimane fa, sarebbe pronto a mettergli sul piatto un contratto da 3 milioni di euro a stagione. Le tentazioni sono diverse, l’ambizione di Inzaghi è nota ma il legame che ha con l’ambiente può fare la differenza. La Lazio lo ha blindato fino al 2020 e ha intenzione di ripartire proprio dal piacentino che raccoglie gli applausi del calcio italiano: «Ha fatto giocare un calcio bellissimo, in questa stagione i biancocelesti hanno fatto divertire», lo ha elogiato il commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini, che prima della nomina di Mancini aveva espresso il proprio gradimento per Inzaghi ct dell’Italia. I complimenti arrivano anche da Di Francesco: «Fossi stato nella giuria del Premio Bearzot lo avrei votato. – ha detto ritirando ieri il premio al Coni – E’ stato bravo nella gestione del gruppo, ha fatto un grandissimo lavoro». Una certezza è senz’altro il capocannoniere della Serie A Immobile, diventato l’obiettivo di mercato numero uno del Milan: la Lazio non prende neanche in considerazione l’ipotesi. Riprendere il cammino, anche senza due pilastri della squadra: De Vrij e Milinkovic-Savic. La società biancoceleste deve rimpiazzare l’olandese con un centrale di livello. Intanto pensa a rinfoltire la difesa con l’arrivo di Eder Militao, difensore classe ’98 in scadenza di contratto con il San Paolo a dicembre 2018: non rinnoverà e da luglio sarà libero di firmare. La Lazio lo ha bloccato grazie alla collaborazione dell’intermediario Bertolucci, il brasiliano potrebbe arrivare già in estate se la società verdeoro decidesse di venderlo a basso costo per monetizzare la cessione. Non sarà il sostituto di De Vrij ma lo hanno seguito Inter, Porto e il Manchester City ad aprile è arrivato a offrire 20 milioni di sterline. Dirà addio anche Milinkovic-Savic che senza la qualificazione in Champions lascerà Roma, visto l’enorme interesse dei più grandi club europei: il Psg sarebbe disposto a offrire 150 milioni di euro pur di convincere il presidente Lotito. Una cifra monstre che consentirebbe al ds Tare di tentare l’affondo per Cristante, primo obiettivo per sostituire il serbo: l’Atalanta è bottega cara, serviranno 25-30 milioni per portarlo a Roma. Una rifondazione sarà necessaria nelle seconde linee: dovrebbero salutare Vargic, Patric (resta in piedi l’ipotesi di un ritorno di Lichsteiner in scadenza, più difficile senza Champions), Wallace, Di Gennaro mentre Nani non verrà riscattato.

 Il Tempo / Giorgia Baldinacci