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Juve su Milinkovic? Allegri lo ha chiesto alla società

Il calciomercato non è ancora iniziato ufficialmente, ma già si inizia a parlare del futuro di Sergej Milinkovic-Savic. Come riporta il Corriere dello Sport, Max Allegri avrebbe chiesto il gigante serbo della Lazio per rinforzare il centrocampo. Difficile accontentare il presidente Lotito. La richiesta potrebbe essere tra gli 80 e i 100 milioni, ma la mancata qualificazione in Champions potrebbe far abbassare il prezzo. La Juve, per centrare un colpo del genere, dovrà concretizzare una cessione eccellente. L'indiziato numero uno sembra essere Alex Sandro.

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Rinforzi in ogni reparto: scatta il piano di Tare sul mercato

«Andare in Champions significherebbe riconoscere il lavoro fatto da questa squadra, anche a livello economico sarebbe importante. Trattenere Milinkovic? Con i se e con i ma non si può sapere. Ha un contratto lungo, sarà una lunga estate, piena di sorprese». Questa la promessa di Tare nel pre-partita di Lazio-Inter. Il lavoro della squadra non è stato ripagato. Il calcio non è giusto. Adesso la Lazio ha bisogno di quelle sorprese. Non sarà Champions, purtroppo. Il salto di qualità andrà fatto senza la qualificazione in tasca. I conti sono in attivo. Un'eventuale partenza di Milinkovic, porterebbe nelle casse della Lazio il capitale per fare un grande mercato. Quasi impossibile trattenerlo senza Champions. Tre i nomi per il centrocampo seguiti da Tare, il tanto chiacchierato Cristante, Fabian Ruiz del Betis e Walace dell'Amburgo. Come riporta il Corriere dello Sport, sul mercato si cercherà un vice Leiva (scontata la partenza di Di Gennaro). In difesa, con la partenza di De Vrij verrà acquistato un giocatore che si alternerà con Luiz Felipe. Romagnoli, romano e laziale, rimane il sogno. Badstuber un'altra pista da seguire. Potrebbe arrivare anche un vice Radu. Tosca, terzino sinistro o centrale, può essere un'ipotesi. Si punta anche ad un esterno sinistro che possa alternarsi con Lukaku. Nani tornerà al Valencia, in attacco qualcosa cambierà. L'obiettivo è un attaccante giovane in grado di fare l'esterno e la seconda punta. 

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Ciro dà tutto, ma non basta, la classifica marcatori una magra consolazione

Avrebbe volentieri barattato quel successo con la qualificazione in Champions. E così alla fine il titolo di capocannoniere della A, ex aequo con Icardi, più che una consolazione suona quasi come una beffa. Ma poi, a mente fredda, Immobile ne gioirà, perché si tratta comunque di un’impresa: pochi giocatori sono riusciti a salire per due volte sul trono dei bomber di Serie A. Nella stessa stagione in cui, peraltro, il centravanti della Lazio ha vinto pure la classifica cannonieri di Europa League. Davvero un bel ruolino di marcia.

LE LACRIME Ci penserà con calma, Ciro. A caldo ci sono solo le lacrime che le immagini tv immortalano senza pietà a fine partita. Immobile in panca, di nome e di fatto. Incredulo che sia finita così, dopo una gara combattuta, a tratti dominata. Una partita in cui lui ha fatto di tutto pur di esserci, salvo doversi arrendere a metà della ripresa. «Più di cosa non poteva fare – dice, amaro, Inzaghi -. L’ho dovuto togliere perché non ne aveva più. Se non fosse stata l’ultima partita non l’avrei mai fatto giocare». Peccato. Perché nonostante una condizione di poco superiore al 50%, Immobile aveva dato un contributo tangibile. Uscito lui, la squadra è sprofondata, subendo l’uno-due decisivo dell’lnter. Una beffa atroce, dalla quale sarà dura riprendersi. Immobile cercherà di farlo in maglia azzurra. Mancini lo ha convocato per le prime gare del nuovo ciclo della Nazionale. Anche questa è una consolazione, anche se per ora c’è spazio solo per le lacrime. 

La Gazzetta dello Sport / Stefano Cieri

 

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De Vrij, l’ultima notte da laziale e un futuro nerazzurro

Non si era fatto da parte: non poteva e non voleva. Sino all’ultimo con la Lazio. Stefan de Vrij aveva deciso di andare incontro al suo futuro seguendo tutto il suo orgoglio di professionista. Un contratto in scadenza con la Lazio che non è stato rinnovato perché il 26enne difensore voleva guardare altrove per avere nuove ambizioni, e così ha scelto l’Inter per i prossimi cinque anni. Salvo poi trovarsi in un’ultima giornata di campionato all’Olimpico con uno spareggio con vista Champions proprio tra le due squadre. Una trama incredibile quanto suggestiva. De Vrij con la maglia della Lazio all’ultimo giro per vivere il giorno più lungo della sua carriera. Col cuore che in campo transita pure dalla soddisfazione di lasciare la sua vecchia squadra a godersi quel traguardo, che è anche il suo. Ma poi il bottino passa all’Inter che vince e fa festa. Nella prossima stagione il centrale olandese giocherà in Champions, però da perfezionista nel suo lavoro si sente mancare la gioia di non averla conquistata lui sul campo. Vivrà la Champions per cercare vittorie, però nel dopopartita dell’Olimpico sente solo il vuoto del presente che sta per concludersi da sconfitto con la Lazio.

COL CUORE IN GOLA Alle 20.05 De Vrij è tra i primi della Lazio a sbucare dal sottopassaggio per il riscaldamento sul prato dell’Olimpico. Guarda verso la curva laziale: quella interista è alle spalle. Il futuro può attendere. Palleggia con Radu. Negli allunghi laterali l’olandese ha le movenze di un pugile. La partita è un ring nel suo cuore. Le telecamere cercano zoomate sul suo viso, una maschera di nervi pronti a spremere la massima concentrazione. All’ingresso delle squadre in capo, l’olandese è in fila dopo capitan Lulic e Strakosha. È il primo tra i compagni a fare i salti del prepartita. Parla con Luiz Felipe: arriva Radu che li avvolge nel suo abbraccio. Al primo angolo De Vrij scatta verso l’area: a caccia del gol per arrivare a quota sette nel suo campionato vissuto pure da goleador. Poi, quando rientra, va a sgomitare con Icardi in area. Al vantaggio corre a far festa col suo volto fanciullesco. È bello l’applauso in più che la Curva Nord gli riserva al 16′ su un disimpegno a metà campo: c’è affetto e stima. E sul pareggio dell’Inter è lì a interrogarsi con gli altri difensori su quel pallone che non doveva passare. E quando Felipe Anderson scatta per segnare un gol sgusciato dalle sue perle, De Vrij si fa mezzo campo per abbracciarlo. Le mani al collo del brasiliano: come tante volte in quei primi mesi del 2015 quando la Lazio di Pioli correva verso la Champions per agganciare un playoff che contro il Bayer Leverkusen chiuse la porta a quel sogno.

L’ULTIMA SCENA Nella ripresa, De Vrij vigila sul fortino laziale, ma il destino spinge proprio lui su quell’intervento su Icardi che porta al rigore del 2-2. L’amarezza gli copre il volto. E tre minuti dopo al gol di Vecino l’orizzonte si capovolge. La qualificazione Champions passa di mano. De Vrij a testa bassa si dirige verso il centrocampo. Al 39′ si concludono i suoi quattro anni alla Lazio. Inzaghi fa uscire Stefan per giocarsi la carta Nani in attacco. Nel frastuono dell’Olimpico ci sono pure dei fischi per l’olandese che si siede in panchina dopo aver percorso i venti metri più difficili con la maglia della Lazio. E non sa pensare ad altro se non a quella Champions che lui sul campo non è riuscito conquistare, ma che giocherà lo stesso. 

La Gazzetta dello Sport / Nicola Berardino

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Lucas Perez aspetta la chiamata della Lazio: l’Arsenal deve fissare il prezzo

Lucas Perez è nuovamente in orbita Lazio. L'attaccante spagnolo, conclusa la seconda esperienza con il Deportivo, tornerà alla base. Nelle prossime settimane parlerà del suo futuro con l'Arsenal. Non c'è un opzione di riscatto da parte del Deportivo. Come riporta il Corriere dello Sport, i Gunners dovranno fissare il prezzo del cartellino. Lo hanno pagato venti milioni, ma non riusciranno a rivenderlo a tale cifra. Perez è in cerca di una nuova sistemazione. La Lazio sarebbe un'opzione gradita, ritroverebbe l'amico Luis Alberto. Nella stagione 2015-16, grazie ai suoi assist mise a segno ben 19 gol in Liga. Centravanti, seconda punta o esterno. Perez potrebbe fare al caso di Inzaghi, un attaccante duttile in grado di ricoprire tutti i ruoli in attacco.

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Lazio-Inter, spettacolo sugli spalti: Olimpico sold out e coreografia in Tevere

Finalmente un grande pubblico. In occasione di Lazio-Inter sono più di 64 mila i tifosi previsti all'Olimpico. Più di 10 mila saranno interisti. I biglietti sono andati a ruba. Ieri sono stati venduti gli ultimi rimasti per la Tribuna Monte Mario. Lo stadio è sold out. La Curva Nord offrirà il solito spettacolo, ma c'è chi non vuole essere da meno. Come riporta il Corriere dello Sport, la Tribuna Tevere ha organizzato una coreografia che coprirà gran parte del settore. Da troppo tempo mancavano i tifosi della Tevere. Per troppo tempo è apparsa semi vuota.  Nella sfida delle sfide il popolo laziale ha risposto presente. Lo stadio domenica sarà colorato di bianco e celeste.

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Da Nesta ad Armini: “Lazionale” nel cuore

La fascia al braccio legata bella stretta, gliel’ha lasciata l’amico romanista Riccardi che oggi sarà squalificato per la semifinale dell’Europeo Under 17 contro il Belgio (ore 14, diretta streaming sul canale youtube dell’Uefa), a Rotherham nel cuore dell’Inghilterra. Nicolò Armini è l’altra colonna dell’Italia del duo Nunziata-Corradi. Nessuna paura perché i gradi da condottiero li ha sempre indossati, un po’ come succede ai predestinati. La maglia azzurra della Nazionale un orgoglio (ha risposto a 30 convocazioni su 31), quella biancoceleste della Lazio una seconda pelle. E’ stato nonno Giulio a trasmettergli la lazialità. Difensore centrale ma all’occorrenza sa fare anche il terzino. E’ forte fisicamente e ha grande senso dell’anticipo. Uno dei migliori in prospettiva tanto che la Lazio lo ha blindato con un contratto da professionista fino al 2020 e uno come Mino Raiola lo ha preso sotto la sua procura. Alessandro Nesta come idolo, tanto che lo scorso Natale ricevere la maglia del capitano del secondo scudetto lo ha definito il regalo più bello. Nicolò è nato nel 2001 e lui quel tricolore non lo ha mai visto ma i racconti del nonno e di tutta la famiglia (anche mamma Marzia è laziale) sono scolpiti nella sua testa. Di Nesta ha vissuto solo gli ultimi anni al Milan ma i video li ha guardati fino alla noia. Sempre con la fascia di capitano al braccio ha fatto tutta la trafila nella Lazio (da Natale è in pianta stabile nella Primavera). Di record ne ha già parecchi: è stato convocato in prima squadra per la sfida del girone di Europa League contro lo Zulte Waregem direttamente dall’Under 17 e senza passare dalla Primavera. Curiosità: aveva la maglia numero 31, giorno della morte del nonno e se letto al contrario è il 13 di Nesta. L’obiettivo è vincere l’Europeo, il sogno l’esordio con la Lazio all’Olimpico.

Emiliano Bernardini / Il Messaggero

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De Vrij quasi fuori? Oggi il colloquio con Inzaghi

Sta per calare il sipario sul campionato che, se ha decretato già come Campione d’Italia la Juventus per la settima volta consecutiva, in chiave Champions è ancora tutto da scrivere. Lazio ed Inter si daranno battaglia infatti nell’ultima giornata di Serie A in una gara che vale l’Europa. Inzaghi potrà contare sul ritorno di bomber Ciro Immobile, ma con tutta probabilità rinuncerà a de Vrij. Il difensore olandese, infatti, si prepara a lasciare la Capitale destinazione Milano: diventerà un nuovo giocatore nerazzurro, percepirà uno stipendio di 4,2 milioni più bonus a stagione fino al 2022. 

Oggi, secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, è previsto un colloquio tra il calciatore ed Inzaghi: i due si guarderanno negli occhi, si parleranno con sincerità per capire se il centrale è pronto a salutare la Lazio onorandola fino all’ultimo, o se invece rischierebbe di non reggere l’urto e la pressione psicologica: esclusione dolorosa, certo, ma a quel punto inevitabile. Wallace o Caceres scaldano i motori: potrebbe essere uno dei due il sostituto per la gara più importante dell’anno.

Lazionews.eu

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Pandev, Cruz, Crespo e Sosa: i doppi ex giocano Lazio-Inter

Giocandolo a maglie miste viene fuori un 3-2 per l’Inter grazie alle abilità da attaccanti di Goran Pandev, Julio Cruz, Hernan Crespo e Ruben Sosa. Ci piace pensare per questo motivo che il gol decisivo lo metta Francesco Colonnese, ex difensore, uno che interrompeva i sogni dei centravanti avversari.

CENTROCAMPO «La favorita è l’Inter — esordisce Pandev, alfiere duttile dell’Inter di Josè Mourinho, quella capace di ricamare il Triplete —. Lo dice il mio cuore, ma lo sostengo anche per una questione tecnica. In più non ha altro da perdere: dopo la sconfitta con il Sassuolo sembrava che fosse finito tutto, invece è ancora li in grado di raggiungere la Champions». Sotto l’aspetto tattico come si svolgerà la partita? «Sarà determinante prendere in mano il centrocampo dove la Lazio ha giocatori in grado di far male soprattutto con le ripartenze — prosegue Pandev—. L’Inter invece dovrà aspettare il momento giusto per colpire, non dovrà avere fretta di arrivare al gol». Al macedone risponde Hernan Crespo. «La Lazio è favorita. Ha due risultati utili su tre e gioca in casa. Inoltre fisicamente mi sembra stia abbastanza bene». Il fattore fisico, ebbene sì, anche quello conterà. E con una stagione più logorante per i laziali che per i nerazzurri — privi di coppe europee — sarà inevitabile calcolare anche quello. «Per certi versi la Lazio è favorita — ricorda Colonnese — , ma alla fine credo che vincerà l’Inter. Anche perché il mio cuore è rimasto nerazzurro». Lo stesso pensiero di Julio Cruz: «Ho vissuto emozioni bellissime sia alla Lazio sia all’Inter ma il mio cuore è interista, quindi voto per i nerazzurri» — ha dichiarato l’argentino a RMC Sport. Per Colonnese «sarà una grande battaglia a centrocampo, sarà fondamentale il contributo tra le linee di Rafinha per creare superiorità». Ruben Sosa infine: «Per me è favorita la Lazio. Per tasso tecnico, perché ha due risultati su tre e perché gioca in casa. Sarà una partita molto combattuta. Per questo è decisivo essere stabili e solidi in difesa. Bisogna fare attenzione dietro e provare a ripartire in velocità. Perché entrambe le squadre proveranno ad attaccare».


L’UOMO PARTITA – DECISIVI ICARDI E MILINKOVIC-SAVIC PERISIC L’OUTSIDER

Bisognerebbe creare una figura mitologica: la testa di un giocatore con le gambe di un altro. Perché di decisivo potrà esserci solo uno, o più d’uno ma con una maglia sola. E allora ci si divide tra i «sondaggisti» chiamati a esprimersi sulla sfida di domenica sera all’Olimpico. «Per l’Inter indico Icardi, se lo merita — commenta Pandev —, per la Lazio invece Milinkovic-Savic. A centrocampo, e non solo, fa la differenza, mi ha sorpreso per quanto è cresciuto in questa stagione».

EROE Ruben Sosa invece è parte in causa e sposa quella dei suoi colleghi: «In queste partite devono essere decisivi gli attaccanti — ha detto —. Sono partite che si sogna sempre di decidere perché si può diventare l’eroe stagionale. Sono convinto che Immobile recupererà e che segnerà. Nell’Inter per lo stesso motivo dico Icardi». Colonnese invece sposta il mirino, lo porta verso la periferia: «Dico Perisic perché contro la difesa a tre della Lazio, partendo largo, può trovare gli spazi giusti e spaccare la partita».

SPACCA-PARTITA Pandev trova in Crespo chi la pensa come lui su chi potrà indirizzare la partita in un certo modo. «L’uomo che può spaccare la partita è Milinkovic-Savic — spiega Valdanito —. Ha grandi qualità tecniche, è abile nell’inserirsi in zona offensiva e anche quando bisogna difendere si fa sentire».

SENZA CHAMPIONS – LAZIO PIU’ SERENA DANNO MAGGIORE PER I NERAZZURRI

«Pecunia non olet», i soldi non puzzano, però c’è una netta differenza tra quelli che provengono dalla Champions e quelli dall’Europa League. Domenica sera sarà presto, ma da lunedì mattina chi resta fuori dalla Champions dovrà pensare a una rapida ripartenza. Secondo Ruben Sosa «le conseguenze peggiori sarebbero per l’Inter. Mi sembra che economicamente sia messa peggio rispetto alla Lazio, inoltre per i nerazzurri comincia a essere troppo il tempo senza Champions. I risultati degli ultimi anni non rispettano lo status del club». Pandev sostiene che «senza la Champions i nerazzurri dovrebbero provare a costruire una squadra che punti allo scudetto, e alla Champions ovviamente, anche per l’affetto che i tifosi dimostrano ogni anno. La Lazio, invece, dovrebbe ripartire da Simone Inzaghi che ha ottenuto risultati offrendo un bel gioco».

MERCATO Per Colonnese la ricaduta «per la Lazio penso sia relativa, per l’Inter invece sarebbe un grave danno che influenzerebbe il mercato. Sarebbe difficile rinforzare il centrocampo e credo che scoppierebbe il problema Icardi». Crespo si focalizza sul mercato: «Chi non va in Champions League deve rassegnarsi a un mercato più “leggero”, ma non è detto che questo sia un limite. Mettiamola così: ci sono meno possibilità di sbagliare acquisti». Ogni medaglia ha il suo lato e Cruz guarda anche quello positivo per Icardi: «E’ giovane, ha tanta strada da fare e spero che inizi fin da quest’estate con l’Argentina al Mondiale».

IL CASO – DE VRIJ IN CAMPO? IN TRE PER IL SI, E CRUZ DICE NO

Non è dato sapere se alla partita (un vero preliminare di Champions) ci sarà o no Stefan de Vrij visto che l’anno prossimo giocherà con l’Inter. Pandev parte da un presupposto: «Lui è un professionista serio e una persona perbene. Io non so come stia vivendo questi giorni, ma io lo farei giocare. Ha dimostrato in queste settimane di tenere alla causa della Lazio». La penso così anche Ruben Sosa: «Per me deve giocare. Siamo nel 2018, non si può non essere professionisti seri. Sicuramente darebbe il massimo. E se non dovesse giocare e poi la Lazio non vincesse a tecnico e tifosi resterebbe per sempre il dubbio di come sarebbe finita con lui in campo». Si aggiunge anche Colonnese: «Io lo farei giocare, anche perché ai miei tempi ho conosciuto bene Stam e conosco la serietà degli olandesi. L’assenza di De Vrij sarebbe pesante. Detto questo, Inzaghi gli parlerà e farà le sue valutazioni».

FORSE, NO Crespo è più moderato sulla vicenda: « La situazione di De Vrji è complicata. Bisogna vedere come sta dal punto di vista psicologico, e questo soltanto Inzaghi può dirlo». Netto e schietto Cruz: «Quando sono andato alla Lazio mi sono trovato in una situazione simile: ho incontrato l’Inter nella finale della Supercoppa italiana ed è stato brutto — ha ricordato a RMC Sport —. Secondo me De Vrij si merita di non giocare, sarà con la testa da un’altra parte, non al 100% sulla partita». La Gazzetta dello Sport

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De Vrij, Inzaghi riflette e prepara l’alternativa: Luiz Felipe si scalda

Domenica si metterà un punto alla stagione, finalmente si saprà chi tra Lazio Interraggiungerà il quarto posto e quindi la qualificazione in Champions League. Eppure il nodo più grande da sciogliere in casa biancoceleste è quello che riguarda la presenza di de Vrij. Il difensore olandese ha sempre dimostrato massima professionalità ed è stato uno dei migliori anche nell’ultimo match di campionato contro il Crotone, eppure mister Inzaghi valuterà per tutta la settimana se schierare il numero 3 vista l’importanza del match di domenica. Come riporta il Corriere dello Sport il sostituto nel caso in cui il difensore non dovesse scendere in campo sarà Luiz Felipe, il brasiliano dopo un periodo di stabilizzazione è stato protagonista di un ottimo campionato ed è stato proprio lui il sostituto di de Vrij nelle rare occasioni in cui l’olandese non ha giocato. Con Luiz Felipe la Lazio ha subito una sola rete, in quattro match in cui è partito da titolare, e questo fa ben sperare in vista di domenica.lazionews24