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Lazio, si lavora sui recuperi in vista dell’Inter

Servono rinforzi, urgono. Immobile ha promesso ai compagni di giocare contro l’Inter. Lo ha detto venerdì, appena ha rimesso piede in campo. Ciro ha ricominciato a correre da tre giorni, ha lavorato anche nel weekend, aumentando l’intensità, svolgendo esercizi di rinforzo muscolare. Mercoledì era al 50 per cento, due giorni dopo si è allenato, conta di esserci nella notte della Champions, di guardare in faccia Icardi, lo tampina nella classifica cannonieri (29 i gol di Ciro, 28 quelli dell’argentino). Immobile potrebbe tornare in gruppo tra mercoledì e giovedì. C’è scetticismo sul recupero di Parolo: «E’ una corsa contro il tempo», ha detto ieri Inzaghi. E’ difficilissimo, se non quasi impossibile, il rientro di Luis Alberto. Lo spagnolo si sta curando a Siviglia da alcuni giorni, al termine di Crotone-Lazio ha postato questa frase su Instagram: «Si continua a lavorare, sempre più vicini all’obiettivo». Luis Alberto non si arrende. Sabato pomeriggio ha lavorato in piscina, ha iniziato a svolgere esercizi in acqua. E’ alle prese con uno stiramento di primo grado, gli occorrerebbero poco meno di 15 giorni per recuperare al meglio. E’ da valutare anche Lukaku, sempre alle prese con problemi alle ginocchia, non è stato convocato per il match di Crotone. Un conto sono i recuperi clinici, un conto le condizioni fisiche. Le scelte spetteranno a Inzaghi. E’ consigliabile puntare su giocatori convalescenti? Quanto potrebbero reggere in campo? Sono due degli interrogativi di questa settimana enigmatica. Ai rebus s’è aggiunto anche il caso De Vrij.

La ripresa.

La Lazio è rientrata a Roma in charter, è partita dall’aeroporto Sant’Anna di Crotone dopo la gara dello Scida. Oggi la squadra sarà libera, la ripresa dei lavori è fissata per domani pomeriggio a Formello. Contro l’Inter ci sarà Lucas Leiva, ha evitato la squalifica, era in diffida, è stato bravo, si è saputo gestire. Ma la sua partita è stata condizionata, il rischio di beccare un giallo l’ha frenato in alcune circostanze, in alcuni contrasti. La formazione anti-Inter sarà un rebus fino all’ultimo, fino a domenica. Fisioterapisti e medici lavoreranno giorno dopo giorno per rimettere in sesto la maggior parte degli infortunati. Ci sono grossi dubbi in difesa, legati principalmente alla presenza di De Vrij, non più certa. Radu giocherà a sinistra, Luiz Felipe può rientrare, Wallace è stato rilanciato ieri, Caceres è a disposizione, Bastos è staccato. Siamo al toto-formazione. La disposizione del centrocampo dipende anche dalla posizione di Felipe Anderson. Se partirà dalla panchina si potrebbe puntare su un centrocampo folto: Marusic, Murgia o Parolo, Leiva, Lulic e Lukaku (se arruolabile), con Milinkovic dietro Immobile.

Daniele Rindone / Corriere dello Sport

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De Vrij miglior difensore a Crotone, ma Inzaghi lo esclude dalla finale per la Champions

Match point fallito e tutto di nuovo in discussione. Quella Champions che sembrava ormai solo da prendere e impacchettare sfuma a Crotone. La Lazio dovrà ora guadagnarsela nello scontro diretto con l’Inter di domenica all’Olimpico. Con due risultati su tre a disposizione, è vero, ma anche con il morale sotto i tacchi dopo l’occasione sprecata ieri, con una situazione infortunati che non promette nulla di buono e, soprattutto, senza De Vrij.

OLANDESE NON VOLANTE Sarebbe stato il tormentone della settimana. Forse anche per questo Simone Inzaghi ha preferito stopparlo prima ancora che partisse. Lo spareggio Champions non vedrà in campo colui che sarebbe stato il protagonista più atteso, l’uomo combattuto tra il presente che dice Lazio e un futuro già scritto (nel senso di contratto firmato) che recita Inter. «Non so se giocherà — la dichiarazione-bomba di Inzaghi negli spogliatoi di Crotone —. Valuterò durante la settimana. Per domenica recupero Luiz Felipe che per noi è molto importante, poi ho altri ottimi difensori come quelli utilizzati oggi. De Vrij, tra l’altro, non è neppure in ottime condizioni e già a Crotone ha rischiato di non esserci». Insomma, pur non dicendolo apertamente, Inzaghi più chiaro di così non poteva essere. De Vrij non ci sarà domenica sera, probabile che tra il difensore e l’allenatore la decisione sia stata presa già prima della partita di ieri. Troppo delicata la posizione dell’olandese, troppo forte il rischio di scendere in campo con la testa e le gambe pesanti. Per la Lazio, in ogni caso, un’assenza (se confermata) pesantissima. Perché la retroguardia peggiore tra le squadre di alta classifica perderà pure il suo ministro della difesa, l’uomo che spesso è stato l’unico baluardo affidabile. Anche ieri, tra l’altro, De Vrij è stato autore di una prova maiuscola, con un salvataggio incredibile sul tiro di Rohden quando i calabresi erano in vantaggio per 2-1. Ma, evidentemente, contro l’Inter, sarebbe diverso. E poi, ammesso che ci fosse ancora qualche dubbio, la notizia del deposito del contratto da parte del club nerazzurro ha chiuso ogni discorso. Una vicenda che alla Lazio non è piaciuta. «Qualcuno ha giocato sporco – ha detto il d.s. Igli Tare prima della partita -. La notizia del deposito del contratto a pochi giorni dallo scontro diretto si poteva evitare. Lo si poteva dire un mese fa oppure aspettare fine campionato. Io mi sarei comportato in maniera diversa. II ragazzo meritava un altro trattamento».

ASPETTANDO CIRO Per un De Vrij che non ci sarà, tuttavia, Inzaghi può recuperare il suo totem in attacco. E non solo lui. «La speranza è di riavere contro l’Inter tutti gli infortunati: Immobile, Parolo, Lukaku e Luis Alberto. Anche Parolo che sembrava quello messo meglio non è sicuro che rientri, perché il suo malanno si è rivelato più grave del previsto. Al momento non abbiamo certezze su nessuno, ma neppure possiamo escludere che ce la facciano tutti». Certo, se la Lazio avesse fatto il suo dovere a Crotone ora tutti questi discorsi sarebbero pura accademia. «Sapevamo che non sarebbe stata semplice, ma avremmo dovuto vincere. Abbiamo preso due gol evitabili, fallito almeno tre-quattro nitide palle gol. Peccato soprattutto per quelle di Milinkovic e Caicedo nel finale. Era destino che ci giocassimo tutto all’ultima con l’Inter. Abbiamo fatto tanti punti, ma non sono bastati. Servirà ancora un piccolo sforzo per conquistare una Champions che sarebbe ampiamente meritata da parte nostra». 

La Gazzetta dello Sport / Stefano Cieri

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Futuro Lazio in attesa della Champions: sponsor, ritiro ed il rinnovo di Peruzzi e Tare

La Champions è l’obiettivo, il sogno che Inzaghi e i suoi ragazzi stanno rincorrendo da settembre sul campo. Meritano applausi per quanto fatto, qualsiasi sia l’esito finale di questo spareggio con l’Inter. Arrivare quarti vorrebbe dire 15 milioni sicuri come premio d’ingresso, una decina derivanti dal market pool a cui si aggiungeranno i premi per ogni pareggio (900 mila euro) e per ogni vittoria (2,7 milioni) nelle sei partite garantite del girone. Altri soldi arriveranno poi dal botteghino. In attesa di sapere se quegli introiti li avrà o no, il presidente Lotito si sta muovendo fuori dal campo per provare a far crescere ancor di più la Lazio anche dal punto di vista del fatturato.

MAGGIORI INTROITI
È questo il momento giusto in cui battere il ferro. I biancocelesti, grazie alla meravigliosa cavalcata, hanno guadagnato visibilità e soprattutto appeal. I calciatori strizzano l’occhio. Così come le aziende interessate a comparire sulla maglia. Il contratto firmato un anno fa con la Seleco ha un valore economico garantito di 4 milioni di euro fino al 30/06/2018, in caso di proroga, di ulteriori 4 milioni di euro per ciascuna stagione. E prevede, in caso di partecipazione al competizioni europee e al conseguimento di risultati sportivi, il riconoscimento di ulteriori bonus. Il numero uno laziale avrebbe alzato l’asticella chiedendo 7 milioni (la Roma da Qatar ne percepisce circa 12). E ci sarebbe già un’altra azienda pronta ad arrivare a cifre simili a quelle chieste da Lotito. Chiaro che tutto verrà definito a fine campionato quando si saprà con certezza se la Lazio giocherà a meno in Champions il prossimo anno. Seleco non scomparirà del tutto ma resterà nel retro della maglia (già ora è presente) con il brand extension Easy Life.

ANGELO CUSTODE
Ma le novità in cantiere non finiscono qui perché sarebbero già state approvate le casacche del prossimo anno: ce ne sarà una nera. Con ogni probabilità sarà la terza. Per quanto riguarda il ritiro, vista la stagione lunga e il mondiali in Russia, sarà slittato di una settimana. Salvo variazioni dell’ultimo minuto la partenza è prevista per il 15 (raduno e visite dal 7) e rientro il 29. In settimana la riunione definitiva per le date balla ancora il periodo dal 7 al 21. Già definita una seconda parte del ritiro ad inizio agosto tra l’Austria e la Germania. Praticamente fatta per il rinnovo del contratto (annuale) di Angelo Peruzzi. Figura positiva e sempre più importante nello spogliatoio. Il manager sta crescendo così come tutta la squadra e per questo che ci si è affrettati a farlo firmare. Rapporto solido con Lotito tanto che il numero uno vorrebbe un suo parere sull’eventuale scelta di un nuovo tecnico. L’addio di Simone Inzaghi non è scontato ma non si può lasciare nulla al caso. Il profilo, se mai dovesse essere, è sempre quello di un tecnico giovane e con voglia di arrivare. Discorsi precoci perché Inzaghi è amato dalla piazza e soprattutto è stato uno dei pochissimi a trasmettere quella lazialità che da tempo chiedevano i tifosi. Non dovrebbero esserci problemi neanche per il rinnovo del ds Igli Tare. Pronto a rinforzare la squadra per la prossima stagione. Un dovere nei confronti di una tifoseria che mai come in questo momento sta facendo quadrato. Il futuro è adesso ma per diventare grandi bisogna restare uniti. Sempre.

Ilmessaggero


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Felipe Anderson per la Champions: i numeri sono dalla sua parte

Con Immobile e Luis Alberto fuori dai giochi, tutti gli occhi sono puntati su di lui. Felipe Anderson è chiamato a portare la Lazio in Champions. Inzaghi ha bisogno delle sue prodezze. In questo rush finale Felipe dovrà caricarsi la Lazio sulle spalle. Un po' come fece nel 2015, quando con una stagione esaltante, condita da 10 gol e 8 assist in campionato, fece sognare i tifosi contribuendo al raggiungimento del preliminare di Champions. I numeri di quest'anno sono dalla sua parte: 7 gol e 10 assist in 30 presenze. Ciò che sorprende però è il suo rendimento quando parte titolare. Come riporta il Corriere dello Sport, quando Felipe gioca dall'inizio la Lazio non perde, 9 vittorie e 4 pareggi lo score del brasiliano. Contro Crotone ed Inter Inzaghi si affiderà a lui dal 1' minuto sperando di ripetere l'impresa della Lazio di Pioli di tre anni fa.

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De Vrij con l’Inter? Inzaghi ha deciso

E adesso come la mettiamo? Ciò che nella Roma laziale tutti sapevano (De Vrij andrà all’Inter la prossima stagione), ora non è più coperto neppure dalla foglia di fico della «non ufficialità». Del condizionale d’obbligo, dei fino a prova contraria. E così ciò che, sempre nella Roma laziale, tutti già temevano, adesso temono molto di più. Con quale stato d’animo giocherà Stefan de Vrij il 20 maggio lo spareggio-Champions tra Lazio e Inter? La sfida che L’olandese ha deciso da mesi dando continue dimostrazioni di grande professionalità stabilirà quale tra la squadra del suo presente e quella del suo futuro approderà nell’Europa che conta.

LA SCELTA. Il deposito da parte dell’Inter del contratto che legherà per i prossimi cinque anni il difensore olandese al club nerazzurro è un fatto puramente tecnico. Peraltro doveroso, perché una volta siglato un accordo con un calciatore va appunto inoltrato in Lega. L’Inter, insomma, ha agito correttamente, così come il giocatore, libero di firmare per un’altra squadra una volta giunto agli ultimi sei mesi di contratto con quella per cui gioca. A febbraio giustificò ufficialmente la sua scelta come desiderio di affrontare nuove sfide. Agli amici confido che, oltre a quello, c’era pure un ingaggio doppio rispetto a quello della Lazio (ed in effetti i 4,2 milioni più bonus dell’Inter doppiano i 2,2 più bonus offerti da Lotito). La Lazio stessa, seppur a malincuore, aveva preso atto della scelta del calciatore lo scorso febbraio. Nessuno poteva prevedere che il diavolo (sotto forma di calendario) ci mettesse la coda. Che imponesse al giocatore già nerazzurro di andare contro l’interesse del suo nuovo club (e quindi anche suo) all’ultima giornata.

IL DILEMMA. Perché è proprio questo il grande dilemma di De Vrij. Quello del 20 maggio per l’olandese non è un «semplice» incrocio con la sua prossima squadra. Di questi è piena la storia del calcio. Qui la questione è diversa. Se giocherà, De Vrij sarà chiamato a dare il massimo affinché sia la Lazio ad andare in Champions. Ma in questo modo la negherebbe a se stesso, prima ancora che all’Inter. Il che significherebbe precludersi il palcoscenico tecnico che insegue da anni (in Champions ha giocato solo i preliminari con la Lazio nel 2015) e pure economico. Una situazione paradossale che agita l’ambiente laziale. Con i tifosi biancocelesti sostanzialmente spaccati tra quanti vorrebbero vederlo subito fuori squadra, già per la trasferta di Crotone, e chi invece ritiene che sia giusto e conveniente che giochi fino alla fine, spareggio compreso.

PROFESSIONISTA. Quest’ultima è anche la linea della società e del tecnico Inzaghi. A Formello la notizia del deposito del contratto da parte dell’Inter non ha suscitato momenti di gioia, ma neppure un’ondata di panico. La situazione, vista dall’ottica del club, non è cambiata di una virgola da quando, lo scorso febbraio, il d.s Tare annunciò che le strade della Lazio e di De Vrij si sarebbero separate a fine stagione dopo che non era stato raggiunto l’accordo per il rinnovo. Da allora De Vrij ha sempre giocato, disputando 16 delle 17 gare affrontate dai biancocelesti. E le ha giocate tutte alla grande, fino a quella di domenica con l’Atalanta, nella quale allo scadere ha fatto un salvataggio pazzesco su Hateboer (a Strakosha battuto), regalando alla sua squadra un punto che alla fine potrebbe rivelarsi decisivo. Sulla sua professionalità, insomma, nessuno può avere dubbi (basti pensare anche ai gol realizzati, ben 6, secondo miglior difensore-goleador d’Europa dopo Naldo). Per questo Inzaghi a lui non rinuncerà (come invece ha fatto Allegri con Asamoah in Inter-Juve). Lo farà solo se dovesse essere De Vrij a chiamarsi fuori. Ma questo al momento sembra uno scenario improbabile.

La Gazzetta dello Sport/Stefano Cieri

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Lazio, gruppo unito: gli infortunati stimolano i compagni

Radu e Parolo stanno facendo da spronatori. Gli infortunati caricano i compagni, stimolano chi giocherà a Crotone e potrebbe giocare contro l’Inter. E’ la riprova: lo spirito di gruppo è la forza del gruppo laziale. L’unione è sincera, vale il motto “tutti per uno, uno per tutti”. Ma parliamo di infermeria: Radu spera sempre di farcela per domenica. Parolo, Immobile e Luis Alberto sperano di farcela per l’Inter. Il programma dei recuperi non è cambiato.

Il campo.

In dieci giorni, in due partite, la Lazio si giocherà la Champions, un domani diverso. Inzaghi ha dovuto incassare infortuni eccellenti, spera che la sequela si sia interrotta. Per limitare al massimo i rischi è stato impostato un programma di allenamenti preciso: carichi bassi, lavori di brillantezza e forza esplosiva. La squadra si è ritrovata ieri mattina dopo le 24 ore di riposo decise dal tecnico lunedì. In campo non c’erano Radu, Parolo, Luis Alberto e Immobile. Entro oggi, a meno di cambi di programma, lo staff medico laziale diramerà un comunicato, è il cosiddetto bollettino. Si potrà tracciare un quadro più preciso dei singoli casi. A questo punto della stagione, più di tutto, contano gli aspetti fisici. Inzaghi e il suo staff non appesantiranno la squadra, lavoreranno di precisione. Gli allenamenti tattici scatteranno tra oggi e domani. Nei primi giorni della settimana si è preferito gestire ogni giocatore. Lukaku, ad esempio, sofferente da mesi alle ginocchia, ieri si è allenato in palestra. Hanno lavorato a parte De Vrij, Marusic e Leiva. L’olandese e il regista brasiliano hanno accusato affaticamenti dopo il match con l’Atalanta, da Formello non sono scattati allarmi, al contrario sono stati spenti. De Vrij, Marusic e Leiva hanno effettuato allunghi sulla fascia, indossavano le scarpe da ginnastica.

I piani.

Inzaghi progetta due Lazio. La prima per Crotone: Strakosha in porta, Caceres, De Vrij e Radu (Bastos se il romeno non recupererà) in difesa. Marusic, Murgia, Leiva, Milinkovic e Lulic a centrocampo. Felipe e Caicedo in attacco. La Lazio anti-Inter sarà stabilita in extremis, valutando le condizioni di Parolo, Luis Alberto e Immobile. Non s’è arreso nessuno, tutti e tre vogliono esserci. Parolo sembra avere più chance, è più avanti. Luis Alberto l’ha detto in prima persona: «Non finisce qui…». Si attendono comunicazioni sull’entità dell’infortunio dello spagnolo, avrebbe accusato una lesione di poco inferiore al primo grado. Ciro lavora in piscina da giorni. Il bollettino medico è fondamentale per capire a che punto sono gli infortunati, i convalescenti, gli spronatori.

 

Daniele Rindone / Corriere dello Sport

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Murgia versione Parolo: con l’Atalanta suo il record di corsa

Marco Parolo è il giocatore che corre di più nella Lazio, difficile sostituirlo. Murgia però sta tentando l'impresa. La sua stagione era iniziata alla grande, con il gol in Supercoppa e qualche buona prestazione tra campionato ed Europa League. Negli ultimi mesi ha avuto, però, poche occasioni per mettersi in mostra. L'infortunio di Parolo gli ha spianato la strada. Inzaghi gli chiede il lavoro sporco che garantisce il centrocampista di Gallarate. Murgia sta ripagando la fiducia. Come riporta il Corriere dello Sport, a Torino ha corso ben 12 km contornati da una buona prestazione. Quindi il bis con l'Atalanta. Con 11,7 km percorsi è il giocatore biancoceleste che ha corso di più. Sopra di lui solamente Cristante con 11,9 km. Ora Murgia sogna di centrare la Champions e chissà che non riesca a concludere la stagione come l'ha iniziata, con un gol che vale la vittoria. 

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Lazio, Milinkovic è il talismano per la Champions

Un rimedio contro la sfortuna, Inzaghi confida nel gol dell’ultimo portafortuna: quando Milinkovic segna, la Lazio vince o pareggia. Entrambi i risultati a Crotone sarebbero utili per la causa. E allora, per gli oltre duemila tifosi in aiuto in trasferta, c’è il talismano Sergej sotto porta. Pronto di nuovo a salire in cielo per regalare la Champions. Anche perché potrebbe essere l’ultimo dono. E allora è questo il momento di lasciare nella storia biancoceleste il segno dopo Torino. Sotto la Mole era volato sulla luna per infilare lo 0-1. Poi, dopo il rigore procurato e sbagliato da Luis Alberto, aveva sfiorato in altre due occasioni la rete. Niente da fare, ma senza lo spagnolo e Immobile, domenica non potrà più sbagliare.

IL RECORD. In palio d’altronde c’è pure un altro record personale, che nessun altro purtroppo gli potrà eventualmente strappare. Stagione finita per Luis Alberto come lui a quota 11 centri, con un altro Sergej raggiungerebbe Candreva nel 2014. Altri due in campionato e diventerebbe il centrocampista più prolifico di sempre. L’anno scorso a Crotone fece tremare Cordaz con un tocco di punta, poi l’espulsione di Bastos spianò ai calabresi la salvezza. Stavolta Milinkovic dovrà mettersi dall’inizio sulle spalle la Lazio, è rimasto solo lui con Felipe a poter inventare una magia li davanti. Contro l’Atalanta fallito l’esperimento da centravanti, da dietro Sergej vede meglio la porta, gli riescono invenzioni strabilianti.

TALISMANO. Milinkovic farà anche arrabbiare per qualche leziosità di troppo, ma poi è quello che risolve le gare con un colpo. Due consecutivi con Samp e Torino per il 13esimo centro in stagione (2 in Europa League e 4 doppiette), senza considerare i 9 assist totali. E’ il centrocampista con più minuti nelle gambe in tutte le competizioni perché Inzaghi non ci rinuncia mai persino per i suoi poteri sovrannaturali: ogni volta che segna, la Lazio è imbattuta. Così sono arrivate sette vittorie (Nizza in Europa League, Chievo Verona sia all’andata che al ritorno così come la Sampdoria, Bologna e Sassuolo) e un pareggio con l’Atalanta all’andata. Basterebbe un suo gol e un’altra X nella prossima imboscata.

ADDIO. L’Europa che conta potrebbe essere decisiva pure per la sua sorte. Anche se in patria ormai ne sono certi: «Milinkovic andrà allo United per 90 milioni. Sarà il sostituto di Carrick». Battuta dunque, secondo i media serbi, la concorrenza di Bayer, Psg, City, Liverpool e Real, grazie all’intermediazione di Mendes, vicino alla Lazio e procuratore di Mourinho. In realtà, ex allenatore pure di Kezman, l’agente di Sergej che però non si sbilancia: «E’ normale che un grande club come lo United sia interessato, ma al momento non c’è ancora alcun accordo». Anche perché Lotito parte da una base di 150 milioni e vorrebbe pure aspettare il prossimo mondiale in Russia. Secondo la stampa balcanica, invece, l’annuncio verrà formalizzato ben prima. In ogni caso appuntamento dopo il 20 maggio, sino a quel momento Sergej dovrà avere in mente la Lazio e la Champions. Sarà l’amuleto di questa volata finale, domenica a Crotone dovrà tornare illegale.

Il Messaggero / Alberto Abbate

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Post Atalanta, Peruzzi e Tare alla squadra: “Osiamo per andare in Champions”

La Lazio non va oltre il pari contro l’Atalanta e vede diminuire i punti che la distanziano dall’Inter quinta in classifica. I prossimi due impegni diventano dunque fondamentali per le aspirazioni europee dell’armata di Inzaghi, che domenica dovrà vedersela con il Crotone di mister Zenga. Al termine del’ultimo match – riporta il Corriere dello Sport – al rientro negli spogliatoi i biancocelesti avrebbero trovato ad accoglierli il direttore sportivo Tare ed il club manager Peruzzi. I due avrebbero fattto un discorso al gruppo, suonando la carica: «Andiamo avanti, bisogna osare. Andiamo a Crotone per vincere e mantenere il vantaggio sull’Inter». L’imperativo è quello di metter da parte la gara contro la banda di Gasperini ed andare avanti, reagendo subito per conquistare con determinazione l’obiettivo che – nonostante le pesanti assenze ed i torti arbitrali subiti – è ancora a portata di mano.lazionews24

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Lazio, il salto di qualità passa dalla Champions

Un sogno rincorso per anni è diventato finalmente ipotesi concreta. Il pareggio con l'Atalanta ha complicato le cose, ma la Lazio ha le carte in regola per centrare la qualificazione in Champions. Mancano due partite, potrebbero bastare anche due pareggi. Lo scontro diretto con l'Inter potrebbe instradare la Lazio verso il tanto discusso salto di qualità o condannarla all'ennesima stagione alla rincorsa della Champions. Il mercato estivo della Lazio e la qualificazione nella massima competizione europea sono legate da un filo indissolubile. Ai 45 milioni di utile realizzati nell'esercizio di bilancio chiuso il 31 dicembre 2017 si aggiungerebbero circa 40 milioni. In questo momento i progetti di mercato della Lazio sono stati congelati. Si aspetterà il verdetto del campo. Come riporta il Corriere dello Sport, sono previsti sei-sette acquisti, ma soprattutto verrà innalzato il tetto ingaggi dei big dagli attuali 2-2,5 milioni a 3 milioni. La Lazio ci crede. Crotone e Inter la separano dai suoi sogni di gloria.