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Lazio, a Salisburgo ti aspetta uno stadio pieno

A Salisburgo fremono, vogliono accompagnare la squadra fino alla semifinale. Nella fase di vendita riservata esclusivamente agli abbonati gli austriaci hanno già venduto 15000 biglietti, riempiendo di fatto metà impianto. Lo Stadion Salzburg (tecnicamente Red Bull Arena, ma in campo internazionale cambia nome) sarà dunque verosimilmente tutto esaurito per il ritorno dei quarti di finale di Europa League contro la Lazio. Da domani comincerà anche la prelazione riservata ai tifosi biancocelesti, per i quali sono stati messi a disposizione 1300 tagliandi (anche questi dovrebbero esaurirsi rapidamente). Pure fra i sostenitori italiani la precedenza verrà data agli abbonati, che però potranno acquistare un solo biglietto a testa. C’è molta affluenza anche per quel che riguarda la gara d’andata: la vendita al momento sta andando bene e di fronte alle ricevitorie si sono registrate file. Gli austriaci dovrebbero essere circa 2000, in totale al momento le previsioni parlano di oltre 30000 spettatori. A Salisburgo d’altronde fremono, ma a Roma i tifosi non sono certo da meno. Gazzetta dello Sport

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Europa League, 20 milioni per la Lazio

Sorridono le casse della Lazio. Il club biancoceleste, il cui Consiglio di Gestione si riunirà giovedì per analizzare il bilancio societario, può sorridere per le importanti entrate.Non solo le cessioni di Keita, Biglia e Hoedt, i risultati sportivi in Europa League della squadra di Inzaghi hanno portato almeno 20 milioni di euro. Oltre all'incasso dei botteghini, infatti,  conta quanto fatto da Lulic e compagni. La quota di partecipazione alla competizione è di 2,6 milioni a cui si sono aggiunti 1,560 per i risultati nella fase a gironi (4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta). Il primo posto nel girone ha fruttato 600 mila euro e poi sono partiti i ricavi per i passaggi del turno: 500 mila per i sedicesimi con la Steaua Bucarest, 750 per gli ottavi con la Dinamo Kiev e 1 milione di euro per i quarti con il Salisburgo (a prescindere dal risultato). A questi, come riporta la consueta rassegna di Radiosei, vanno aggiunti i 10 milioni di market pool per sponsorizzazioni e diritti televisivi. Più di 17 milioni sono assicurati (che superano i 20 con gli incassi dei match) potrebbero ancora crescere. La semifinale vale 1,6 milioni, la finale 3,6 e la vittoria 6.5 milioni di euro a cui si aggiungerebbero gli introiti dei botteghini e una cifra più alta per il market pool. I 44 milioni del Manchester United, vincitrice della passata edizione, sembrano uin traguardo irraggiungibile, ma le casse del club sicuramente sorrideranno anche perché il successo nella competizione regala un posto nella prossima Champions League e la partecipazione alla massima competizione europea vale circa 50 milioni di euro. lalaziosiamonoi.it

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«Milan, 200 milioni in odore di riciclaggio»

Mentre Berlusconi era impegnato con i risultati delle Politiche, il suo avvocato Ghedini era alle prese con un lavoro altrettanto delicato: visionare la relazione redatta dall'ufficio legale di Fininvest che spiegava la trattativa che ha portato il Milan nelle mani dell'imprenditore cinese Yonghong Li. La Gazzetta dello Sport rivela i retroscena di un affare sul quale la Procura di Milano e il procuratore De Pasquale vogliono far luce. Il magistrato ha chiesto di visionare il documento, nel quale potrebbero esserci spunti interessanti per il fascicolo aperto sulla cessione del club rossonero, un modello 45 senza ipotesi di reato e senza indagati. C'è l'ipotesi di riciclaggio nel documento inviato in Procura a fine dicembre dalla Guardia di Finanza, che a sua volta aveva ricevuto tre segnalazioni di "operazioni sospette" da parte dell'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia. 

I 200 MILIONI – I sospetti, in particolare, sono rivolti a quella doppia caparra di 200 milioni di euro a fondo perduto con cui Li e la Sino-Europe – a fine luglio 2016 – ha di fatto tagliato dalla trattativa Galatioto e Gancikoff. Soldi provenienti da fondi personali, senza bisogno di banche, sbaragliando così la concorrenza ed evitando due diligence, il controllo accurato dei conti previsti dalle legge quando nella trattativa sono coinvolti soggetti politicamente esposti come Berlusconi.corrieredellosport

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Un poker Mondiale per la Champions

Trascinare la Lazio in Champions League e strappare un biglietto per il Mondiale in Russia. La presenza nella prestigiosa manifestazione internazionale passa inevitabilmente dalle prestazioni con il club d’appartenenza, ad augurarselo sono almeno quattro giocatori biancocelesti: Luis Alberto, Nani, Leiva e Caceres, tutti più o meno nel giro delle loro rispettive selezioni, questa settimana però a Formello in attesa della ripresa del campionato. Inzaghi li ha valorizzati e resi dei calciatori importanti, continuerà ad utilizzarli per il bene della squadra, insieme dovranno portare a casa la missione quarto posto (senza dimenticare l’Europa League).

Partiamo con ordine: Luis Alberto per le prossime due amichevoli della Spagna, non è rientrato tra le scelte principali di Lopetegui. La Russia rimane comunque un sogno concreto, il 18 laziale ha impressionato per rendimento e qualità espressa in campo: “L’idea è quella di non essere chiamato solo una volta – aveva spiegato di recente – voglio consolidare la mia posizione e giocare con la il più possibile». La concorrenza è agguerrita, ma l’ex Deportivo la Coruna non ha intenzione di mollare, lotterà fino alla fine per prenotare una chiamata.

Discorso simile per Lucas Leiva, protagonista di una stagione straordinaria con la Lazio, assente però dalla rosa del Brasile dal 2013. Il centrocampista non ha smesso di crederci, spera di convincere al più presto il C.T. Tite: «Il Mondiale è sempre nella mia testa – ha spiegato giovedì scorso – ma so che non sarà facile. Abbiamo meno di tre mesi e ancora non ho avuto una chance. Devo lavorare e aspettare. Se avrò una possibilità sarò molto contento, altrimenti non potrò far altro che guardare da casa».

Vorrebbe un’altra possibilità anche Nani, poco impiegato quest’anno da Inzaghi, ma sempre nei pensieri dall’allenatore del Portogallo Fernando Santos. L’ex Valencia è certo della sua presenza al Mondiale: «La mia non è una questione di speranza, conosco il mio valore e quello che posso dare al Portogallo. L’allenatore sa quanto valgo, il sacrificio che metti in campo a beneficio del gruppo e la qualità che posso offrire alla squadra».

Andrà in Russia pure Caceres, punto di riferimento nell’Uruguay di Tabarez, sicuramente tra i calciatori più esperti del gruppo. Da un paio di giorni è tornato a Roma per un fastidio al polpaccio, non dovrebbe esserci lesione, si è messo a disposizione di Inzaghi per aiutare la Lazio a raggiungere tutti gli obiettivi: «Non volevo andare in Nazionale per recuperare bene per le ultime partite con la Lazio. Dobbiamo arrivare più in alto possibile per la Champions e vogliamo andare avanti in Europa».

Il Tempo

 

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La Champions si fa all’Olimpico: serve il cambio di rotta casalingo…

Che la Lazio non stia rendendo come nella prima parte di campionato è evidente, però da qui alla fine gli errori dovranno essere limitati sensibilmente. C’è una lotta Champions da conquistare, le avversarie sono agguerrite e i biancocelesti non possono permettersi più di sbagliare. Ora la sosta ha portato una ventata di riposo per la squadra di Inzaghi, stressata da un calendario davvero fitto. Sabato prossimo si riparte col Benevento, una delle cinque partite da affrontare e vincere in casa sulle nove totali che rimangino da disputare. Come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, proprio le sfide all’Olimpico dovranno essere sfruttate al massimo dalla Lazio. Dopo il match coi sanniti, saranno decisive i duelli con Roma (15 aprile) ed Inter (20 maggio), scontri diretti che diranno molto sull’esito dei piazzamenti europei. Quella contro i nerazzurri sarà l’ultima in serie, di mezzo la Lazio se la vedrà anche con Sampdoria ed Atalanta. Il massimo sarebbe compiere un cammino netto da qui al termine, senza inciampi. Fondamentale, in ogni caso, non perdere in casa.

Una volata fino a maggio. La Lazio, dopo la sosta, vuole ripartire forte e carica. Deve migliorare però nel suo rendimento interno. I punti parlano chiaro: se la banda di Inzaghi giocasse sempre lontano dall’Olimpico sarebbe in Champions League senza problemi: 30 punti in 15 trasferte, 2 di media a partita, quarta posizione per rendimento esterno. In casa la situazione è da rivedere: 24 punti in 14 match, pochi. Non basterebbero nemmeno per andare in Europa League. Certo, i dati sono viziati dagli errori arbitrali. Il mister biancoceleste vuole avere una Lazio ad una sola faccia, possibilmente quella vincente, a prescindere dal fattore campo. Non vede l’ora di ripartire.lalaziosiamonoi.it

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Vincere nove partite per la Champions: la Lazio lo ha già fatto

I biancocelesti agli studenti romani: «Vinciamo tutte le partite e arriviamo tra le prime quattro».

Non è facile, ma la Lazio lo ha già fatto. Mancano nove partite alla fine del campionato e i biancocelesti le vogliono vincere tutte. Un filotto del genere è già riuscito dal 24 settembre (3-0 al Verona) al 2 novembre (1-0 al Nizza), anche se di mezzo c’era l’Europa League. Ora l’obiettivo è arrivare in Champions League. Giocatori, tecnico e società sono sicuri di meritarlo e il campo ha dimostrato che la Lazio può arrivarci. Anche per questo ultimamente il d.s. Tare ha ribadito più volte come il campionato abbia la priorità su tutto. Ieri, durante l’iniziativa «La Lazio nelle scuole», lo hanno ribadito anche Lucas Leiva, Martin Caceres e Luiz Felipe. L’occasione è stata appunto la visita dei tre giocatori all’Istituto Comprensivo Viale Venezia Giulia di Via di Torre Annunziata. «Possiamo vincere tutte e 9 le partite che mancano al termine del campionato — ha detto Leiva —. Non sarà facile, ma è fattibile. Dobbiamo crederci perché possiamo arrivare fra le prime quattro. Guardiamo avanti e pensiamo positivo». Pur essendo una star a livello mondiale il brasiliano ha colpito tutti per la sua umiltà: «Qui, come al Liverpool, ci sono tanti giocatori di nazionalità diversa — ha spiegato —, è importante capire le diverse culture e stare bene con tutti i compagni».

La Lazio non sta vivendo un buon periodo, proprio per questo la sosta è arrivata al momento giusto. I giocatori possono staccare la spina e rifiatare. «Penso che la flessione sia dovuta sia alla stanchezza che a qualche episodio arbitrale — ha aggiunto Leiva —. Sono sicuro che dopo la sosta giocheremo meglio». Per Leiva la visita ai bambini della scuola è stata un’esperienza intensa: «In Italia, come in Brasile, il calcio si vive sempre, non solo durante la partita. Vedere i ragazzi che sognano di fare i calciatori è emozionante». Anche Luiz Felipe, che ieri ha compiuto 21 anni (e che sui social è stato invitato da Luis Alberto a pagare una cena a tutta la squadra per festeggiare anche il rinnovo del contratto) si è aperto con i bambini: «Dopo il rigore sbagliato con il Milan ero triste, specie per i tifosi, ma ero anche desideroso di riscattarmi in fretta. All’inizio giocavo meno, ma ho imparato molto da De Vrij, Radu, Wallace, Bastos e Caceres». Importantissimi, per la sua crescita, anche Inzaghi e Leiva: «Il mister mi diceva che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento e quando è arrivato mi sono fatto trovare pronto. Lucas è un leader, non si sta dieci anni al Liverpool per caso, è un esempio per tutti. Per me è come un papà». Anche Luiz Felipe è fiducioso in ottica Champions League: «Vogliamo sfruttare la sosta e affrontare le prossime partite come fossero finali. Siamo concentrati sull’obiettivo, che è il quarto posto. La Lazio per me è tutto, mi ha permesso di mostrare il mio valore. Voglio restare ancora a lungo qui». Toccante la testimonianza di Caceres: «Quando è morto Astori è stato un grande dolore. Ho vissuto lo stesso dramma con mio fratello». Poi sulla Lazio: «Dobbiamo arrivare il più in alto possibile per raggiungere la Champions. Sono fiducioso perché il gruppo è unito». Vincere nove partite non sarà facile, ma la Lazio lo ha già fatto. E potrebbe anche bastare qualcosa in meno. La Gazzetta dello Sport Roma/Elmar Bergonzini

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Badstuber: “Klose mi ha parlato molto bene della Lazio, mi piacerebbe giocare all’estero”

Per il dopo de Vrij avanza anche l’ipotesi Holger Badstuber, ex difensore del Bayern Monaco, attualmente perno della retroguardia dello Stoccarda, accostato ai biancocelesti già in passato. Il centrale tedesco ha un contratto in scadenza il prossimo giugno e il rinnovo con il club biancorosso non è previsto. Badstuber ha parlato dell’ipotesi tutta laziale, in esclusiva alla Gazzetta Dello Sport: “L'estero mi affascina. Squadre di tradizione che giocano in campo internazionale sono stimolanti. Alla Lazio ha giocato il mio amico Klose quindi conosco la realtà. Lui si è trovato bene nella città, nel club e si è legato ai tifosi. Ho sentito grandi cose sulla Lazio”. C’è trattativa?: “Per rispetto dello Stoccarda, con cui devono ancora raggiungere obiettivi, non parlo di nessuna trattativa”. Sul campionato italiano: “Ho esperienza e ho vinto, ma si può sempre migliorare. La Serie A tatticamente è avanti, i difensori imparano. Lazio, Roma e Juve in Europa stanno facendo bene”. E fisicamente: “Sto bene e da tanto. Ho vissuto un periodo drammatico ma sono andato avanti. In  carriera ho imparato molto da Van Bommel, Schweinsteiger e Klose: una responsabilità che sento è indottrinare i giovani, che vivono troppo sui social e poco nella vita reale, come fecero loro con me”. lalaziosiamonoi.it

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Lazio, tanti infortuni: la sosta arriva al momento giusto

Inzaghi deve recuperare Milinkovic, Radu e Lulic In Belgio si ferma anche Lukaku: ansia per il ginocchio. Problemi Caceres ancora fuori per un infortunio al polpaccio.

Benedetta sosta, servirà alla Lazio per recuperare energie fisiche e mentali. Inzaghi ritroverà i nazionali tra martedì e mercoledì della prossima settimana, intanto però dovrà fare i conti con l’infermeria. Nelle ultime ore si sono fermati diversi giocatori, alcuni avevano saltato in extremis la sfida con il Bologna, lo staff medico valuterà soprattutto le condizioni di Radu e Milinkovic Savic. Il romeno si è fermato sabato pomeriggio per un risentimento al ginocchio, nulla di particolarmente grave, con il Benevento dovrebbe tornare a disposizione. Senza dimenticare lo stiramento riportato da capitan Lulic (retto femorale), che lo terrà lontano dai campi per altri quindici giorni. In più da non sottovalutare il rientro anticipato di Lukaku e Caceres, rispettivamente dal ritiro di Belgio e Uruguay. L’ex Juventus ha alzato bandiera bianca dopo la ricaduta al polpaccio sinistro accusata nel pre-gara di Lazio-Bologna. Per il terzino si prospetta un programma di recupero, salterà dunque gli impegni con la selezione di Tabarez. Discorso simile per Lukaku, fermo per un problema al tendine rotuleo del ginocchio, potrebbe tornare a Formello prima del previsto. E poi c’è Milinkovic Savic, out in Ucraina con la Dinamo Kiev e domenica all’Olimpico nella sfida al Bologna per un forte affaticamento muscolare. L’obiettivo di Inzaghi è di recuperarlo per la ripresa del campionato, la presenza del serbo è fondamentale per centrare la zona Champions e accedere alla semifinale di Europa League.

Preparazione II tecnico studia un lavoro specifico per ripartire forte nel rush finale. Da oggi ripartiranno gli allenamenti a Formello, le prove tattiche anti Benevento scatteranno più avanti, in questi giorni lo staff tecnico farà lavorare il gruppo dal punto di vista atletico. C’è bisogno infatti di ricaricare le pile al più presto, il rush finale è dietro l’angolo, da qui a maggio per la Lazio saranno tutte gare decisive. Molto dipenderà anche dagli scontri diretti, nel derby di aprile con la Roma i biancocelesti avranno il vantaggio di giocare in «casa». Nelle successive quattro la Lazio se la dovrà vedere con le pretendenti per l’Europa League. Dalla settima alla decima: Fiorentina (turno infrasettimanale), poi Sampdoria, Torino e Atalanta. Alla penultima giornata Felipe Anderson e compagni affronteranno la trasferta di Crotone, con la squadra di Zenga in piena corsa per la salvezza. Lo scontro finale sarà contro l’Inter: all’andata le due formazioni si sono annullate, ma quella del 20 maggio sarà la resa dei conti per accedere alla fase a gironi di Champions nella prossima stagione. Settimane e mesi decisivi, aspettando il ritorno dei nazionali e cercando di ritrovare lo sprint migliore. Il Tempo/Gianluca Cherubini

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Ex arbitri in coro: “Lazio la più penalizzata dal Var, ma non si può tornare indietro”

Una dura verità, difficile da mandare giù. Non esiste partita della Lazio in cui non ci sia un episodio contestato. Fa male pensare a dove potevano essere in classifica i ragazzi di Inzaghi, invece la realtà al momento parla di quinto posto a una lunghezza dal quarto. La società si è più volte lamentata e anche dagli addetti ai lavori sono arrivate parole nette e decise: la Lazio è la squadra più penalizzata. La consueta rassegna stampa di Radiosei riporta le parole di quattro ex arbitri, oggi commentatori televisivi, Graziano CesariTiziano PieriAndrea De Marco e Luca Marelli.

CESARI – “Incontestabile che ci siano stati tanti errori a discapito della Lazio. Per il futuro darei al Var il potere di chiamare più spesso l’arbitro e introdurrei una richiesta a tempo per gli allenatori. Infine le immagini sugli schermi dello stadio”.

PIERI – “La Lazio è stata penalizzata, anche domenica mancava un rigore. Gli arbitri non sono più sereni quando arbitrano i biancocelesti. In assoluto sono favorevole alla Var, la situazione della Lazio stride con il resto. Fabbricini deve lavorare per riavvicinare gli arbitri alla società capitolina”.

DE MARCO – “Tanti episodi hanno sfavorito la Lazio: non credo alla malafede, ma alla casualità. La Var deve essere usata soltanto di fronte a errori evidenti. In Lazio-Fiorentina non si sarebbe dovuto ricorrere alla tecnologia”.

MARELLI – “Qualche scelta sbagliata c’è stata, ma ho apprezzato il silenzio di Inzaghi dopo Lazio-Bologna. Sono favorevole al Var e quando gli arbitri sbagliano sono i primi ad essere rammaricati”. lalaziosiamonoi.it

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Nani-Lazio: una storia già scritta che volge al termine..

Tempo (quasi) scaduto. Per Luis Nani l’avventura nella Lazio rischia concretamente di chiudersi tra un paio di mesi in maniera opposta al modo in cui era cominciata. Il campione portoghese, la scorsa estate, fu accolto dai fan laziali con un entusiasmo pari alla sua fama di calciatore plurititolato. Un acquisto, il suo, che aveva avuto il potere di cancellare la delusione per la partenza dell’astro nascente Keita. Adesso, invece, Nani rischia di andar via da Roma tra l’indifferenza generale.

AMORE MAI NATO Sì perché, a meno di ribaltoni l’ex United non sarà riscattato dalla Lazio. Il club di Lotito lo ha preso dal Valencia in prestito secco, senza obbligo di riscatto (fissato a 8 milioni). L’opzione non sarà esercitata, a meno – appunto – di colpi di scena. Sempre più difficili, però. Domenica, contro il Bologna, Nani ha fallito la nuova occasione concessagli da Inzaghi dopo aver fallito anche quelle precedenti. Eppure c’è stato un momento, lo scorso gennaio, in cui era parso probabile il decollo definitivo della storia laziale di Nani, all’inizio condizionata dai malanni fisici del giocatore. Subito dopo la sosta invernale il portoghese era stato finalmente protagonista nelle due sfide (consecutive) giocate dalla Lazio all’Olimpico con Chievo e Udinese. Segnò un gol in entrambe le gare, disputando la seconda da titolare. «Sono in debito con lui per avergli dato meno spazio di quanto meriti», disse Inzaghi dopo il match con l’Udinese. Sembrava una vera investitura, invece nella successiva partita di campionato col Milan, nonostante l’assenza di Immobile, Nani tornò in panchina. Lì probabilmente si è rotto qualcosa, perché il Nani (quasi) ai suoi migliori livelli ammirato in quelle due partite non si è rivisto più. Successivamente sono arrivate solo prestazioni insufficienti ogni volta che è stato impiegato (sia da titolare sia da subentrato) e si è incrinato il rapporto con l’ambiente. Situazione, quest’ultima, sancita pure dal acceso diverbio avuto con un tifoso sull’aereo che riportava la squadra da Cagliari.

E IL MONDIALE? Il dramma (sportivo, s’intende) per Nani è che la stagione deludente vissuta con la Lazio può fargli perdere il Mondiale. Il c.t. del Portogallo Fernando Santos lo ha nuovamente ignorato nel momento di stilare la lista dei convocati per le amichevoli da affrontare contro Egitto e Olanda. Nani non gioca in nazionale dalla Confederation della scorsa estate, nella quale fu protagonista, un anno dopo il trionfo all’Europeo, da capitano del Portogallo. Ora ha solo due mesi per scongiurare il pericolo di vedere davanti alla tv Russia 2018. E questo è anche l’unico motivo che può cambiare il finale (già scritto) della sua storia con la Lazio. La Gazzetta dello Sport/Stefano Cieri