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LE PAGELLE DEI QUOTIDIANI – Finalmente Nani, Immobile assist-man. Parolo e Luis Alberto due certezze

La Lazio vince ancora in trasferta, stavolta contro il Benevento, fanalino di coda della Serie A, a cui rifila ben cinque gol. Una partita che sembrava già finita nel primo tempo, dato che le marcature di Bastos, Immobile e Marusic avevano portato i biancocelesti sul punteggio di 0-3 ancora prima che fossero passati 25 minuti dal calcio d'inizio. L'ottima prestazione del pacchetto arretrato viene sporcata solo dal gol di Lazaar arrivato nel secondo tempo, quando l'orgoglio dei campani li spinge a farsi vedere dalle parti di Strakosha per la prima volta. La chiave della seconda frazione è senz'altro l'ingresso in campo di Nani, che nei venti minuti trascorsi sul terreno di gioco prima confeziona un assist per Parolo e poi trova la sua prima esultanza con la maglia della Lazio. Anche nel gol del portoghese c'è lo zampino di Ciro Immobile, che in versione altruista serve ben tre assist nelle cinque marcature della Lazio. Ecco i voti assegnati ai biancocelesti dai principali quotidiani sportivi.

CORRIERE DELLO SPORT – Strakosha 6, Bastos 7, de Vrij 7, Radu 7, Marusic 6,5, Parolo 7, Leiva 7 (81' Caicedo s.v.), Milinkovic-Savic 7 (58' Lukaku 6), Lulic 6 (71' Nani 7), Luis Alberto 7,5, Immobile 8, Inzaghi 7,5.

GAZZETTA DELLO SPORT – Strakosha 6,5, Bastos 7, de Vrij 6,5, Radu 6,5, Marusic 6,5, Parolo 7, Leiva 6,5 (81' Caicedo s.v.), Milinkovic-Savic 6,5 (58' Lukaku 6), Lulic 6 (71' Nani 7), Luis Alberto 7, Immobile 7,5, Inzaghi 7.

 

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Diaconale: “A spaventare è la determinazione con cui si è sentenziata la colpa collettiva dell’intero popolo laziale”

Per una regola che mi sono imposto evito accuratamente di occuparmi su “L’Opinione” delle attività che svolgo in aggiunta a quella di Direttore responsabile della mia testata. Solo in casi particolarissimi tratto sul giornale delle vicende della Rai, di cui sono un componente del Consiglio di Amministrazione, e della Società Sportiva Lazio, dove svolgo il ruolo di Direttore della comunicazione e Portavoce del Presidente Claudio Lotito.

Ora uno di questi casi, per quanto riguarda la Lazio, si è verificato. Si tratta del comportamento sconsiderato di alcuni tifosi che hanno lasciato nella curva Sud dello Stadio Olimpico, settore tradizionalmente occupato dai tifosi romanisti, una serie di adesivi con l’immagine di Anna Frank in divisa giallorossa. Comportamento che ha scatenato una reazione addirittura planetaria di condanna e di esecrazione nei confronti di un episodio immediatamente trasformato in un simbolo dell’inguaribile tasso di antisemitismo e razzismo presente nella tifoseria della squadra biancoceleste.

La Lazio ha subito condannato la vicenda. E con il Presidente Claudio Lotito ha manifestato solidarietà nei confronti della Comunità ebraica ed ha annunciato una serie di iniziative concrete tese ad isolare i tifosi estremisti. Ma questa reazione non è riuscita a modificare la convinzione di alcuni secondo cui l’episodio non è ascrivibile all’ignoranza storica di pochi irresponsabili, ma all’intera tifoseria laziale bollata nel suo insieme come antisemita, razzista e violenta.

A colpirmi è stata la follia degli autori della riprovevole goliardata. Ma a spaventarmi è stata la determinazione e l’intransigenza con cui si è sentenziato senza possibilità di appello non la responsabilità dei singoli scellerati, ma la colpa collettiva dell’intero popolo laziale. Come se quest’ultimo fosse portatore di una sorta di peccato originale da mondare non con qualche acqua battesimale ma con il fuoco di una riprovazione politica e sociale destinata a ghettizzarlo per l’eternità nel recinto dei reprobi. Non si è trattato di una legittima e sacrosanta condanna di un episodio di antisemitismo e di razzismo. È stata una vera e propria ventata di maccartismo politicamente corretto che ha teorizzato la colpa collettiva dell’intera comunità dei tifosi della Lazio, senza distinzioni e differenze di alcun genere.

Come si può chiamare un fenomeno del genere fondato su un evidente pregiudizio se non razzismo alla rovescia? Una forma di razzismo aggravata da una retorica politicamente corretta definita giustamente grottesca da Alessandro Piperno, scrittore che, come tantissimi altri esponenti della Comunità ebraica romana, è anche un tifoso laziale.

Questo razzismo alla rovescia aggravato dalla retorica grottesca del politicamente corretto inocula dosi di tensione e di intolleranza estremamente pericolosi nella società italiana. Perché dà un ruolo ai pochi irresponsabili delle curve e mortifica chi vuole manifestare la propria passione sportiva per la squadra del cuore senza farsi coinvolgere in una colpa collettiva di cui non è assolutamente responsabile. 

Può sembrare ridicolo trarre conclusioni così generali da un episodio nato da pochi sciagurati adesivi demenziali lasciati da alcuni ragazzini in una curva dell’Olimpico. Ma tornare al senso della misura e delle proporzioni è l’unico modo per uscire da una vicenda divenuta forzatamente clamorosa. In cui una battuta in vernacolo viene trasformata in un reato ed ogni tifoso laziale bollato come razzista. Chi ha responsabilità si carichi di questa responsabilità! sslazio.it

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La Lazio si difende, è forte il sospetto: la ‘sceneggiata’ è per far fuori Lotito?

Dopo il polverone di parole e opinioni personali, il caso Anna Frank in maglia romanista inizia ad assumere contorni più pratici. Secondo la Procura della Figc il presidente della Lazio Lotito avrebbe infatti violato l’ articolo 1 bis del codice della giustizia sulla leatà sportiva e l’ articolo 11 su comportamenti discriminatori. Ad avviare le indagini è stato il procuratore federale Giuseppe Pecoraro che ha comunicato gli addebiti al club romano. Nel mirino anche l’ escamotage che avrebbe permesso ai tifosi della Curva Nord (chiusa per squalifica) di spostarsi nella Sud, “casa” del tifo romanista, per la partita con il Cagliari, con i biglietti stampati con l’ inizio posticipato di un minuto, 20.46, ma a quanto pare in regola per aggirare ogni divieto. Il presidente Figc, Tavecchio, ha fatto sapere che la valutazione di questa iniziativa «non spetta a noi, non ci compete né il controllo della tifoseria né la location. I provvedimenti di ordine pubblico competono all’ Osservatorio, in casi di estrema gravità può anche decidere di non far giocare la partita. Alla procura Figc competono provvedimenti ideologici o di altra natura».
Ora Lotito rischia un’ inibizione (fino a 4 mesi), la sanzione potrebbe prevedere la squalifica del campo per un paio di turni oltre a un’ ammenda fino a 30mila euro, mentre sono stati indagati per istigazione all’ odio razziale i 12 tifosi della Lazio (mentre un 13enne segnalato non è imputabile) identificati come responsabili dell’ affissione degli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma.
Intanto, Il Tempo svela come la frase di Lotito «annamo a fa ‘sta sceneggiata», sia stata estrapolata da un colloquio più ampio e mistificata, tanto che da ambienti vicini al club si bolla il tutto come un nuovo tentativo per destabilizzare la sua posizione di consigliere federale Figc. Lotito era al telefono con Vittorio Pavoncello, riferimento dello Sport per la comunità ebraica, il quale gli stava riferendo che alla sinagoga, dove Lotito voleva portare i suoi giocatori, non avrebbero potuto esserci il rabbino e gli esponenti di punta. E Lotito sbotte: ma se non c’ è nessuno che vado a fare, una sceneggiata? E ieri, il piddino Dario Ginefra, presente alla telefonata, ha ammeso che «quella frase non l’ ho mai sentita».
riproduzione riservata Claudio Lotito (60 anni) | Libero/laziopress

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Lulic-Inzaghi: chiarimento e multa

Eccesso di generosità: può essere questa l’unica attenuante da riservare alla reazione di Senad Lulic al momento del cambio di ieri a Bologna. Un gol e un autogol, che riapre i giochi al Dall’Ara, Inzaghi rileva il bosniaco per dar posto a Lukaku. Una bottiglietta lanciata, qualche parola fuori posto rivolta al tecnico, che da lì in poi fissa con lo sguardo un Lulic completamente furioso. Non se l’aspettava Inzaghi, che ha poi promesso un chiarimento. Fino a ieri i due non sono tornati sull’argomento, lo faranno certamente oggi blindati a Formello. Il regolamento interno prevede una sanzione per Lulic: vietato contestare le scelte, con l’aggravante però di portare una fascia al braccia, riporta la rassegna stampa di Radiosei. Tutto deve rientrare nel giro di poche ore, Inzaghi è già al lavorolalaziosiamonoi.it

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Rischio squalifica per Leiva, il brasiliano prossimo alla diffida

Impensabile vederlo giocare con il freno a mano tirato, ma il potenziale rischio squalifica in vista del derby potrebbe in qualche modo condizionarlo. Sono già tre infatti i cartellini gialli rimediati da Lucas Levia, al prossimo scatterà la diffida. Il primo in Supercoppa, gli altri in occasione delle sfide contro Napoli e Cagliari. Prima del derby del 18 novembre la Lazio affronterà in ordine Bologna, Benevento e Udinese: gare alla portata ma comunque ricche di insidie sotto il profilo della verve agonistica. Il rischio c’è, ma il brasiliano è un giocatore esperto che sa come gestire situazioni di questo tipo. Come si evidenzia nella consueta rassegna stampa di Radiosei, tuttavia, il trend di sanzioni subite dal centrocampista fin qui potrebbe rivelarsi maggiore a fine stagione rispetto al suo passato: l’ex Liverpool, infatti, in 10 anni di Premier League ha totalizzato in tutto soltanto 65 ammonizioni e due espulsioni (entrambe per doppio giallo), una in campionato e l’altra in FA Cup. Questione di adattamento e di caratteristiche differenti dei due campionati. Quel che è certo è il contributo fin qui offerto da Leiva è già determinante al gioco di Inzaghi, rivelandosi un filtro puntuale e prezioso per la difesa e un ottimo organizzatore della manovra nelle transizioni offensive.

 

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Inzaghi ha fame: Maestrelli e Reja nel mirino

Il Bologna nel mirino. Dopo aver eguagliato il record personale di vittorie consecutive, Simone Inzaghiadesso non vuole più fermarsi. Verona, Sassuolo, Juventus e Cagliari liquidate in campionato, Zulte Waregem e Nizza in Europa League: la caccia al record questa sera passa per il Dall’Ara. Come ricorda la consueta rassegna stampa di Radiosei, un risultato positivo contro i felsinei permetterebbe al tecnico piacentino di superare Maestrelli e Reja nella classifica dei migliori allenatori dopo 10 turni. Al momento l’allenatore ex Primavera ha una media di 1,93 punti a gara: soltanto Allegri ha fatto meglio. Una crescita esponenziale, sua e di tutta la squadra, sempre più a immagine e somiglianza del proprio allenatore. Oltretutto, la Lazio alla decima giornata non ha mai avuto più di 22 punti. Numeri importanti che esaltano i biancocelesti come una delle realtà più importanti e in crescita del nostro campionato. Bologna sarà allora un ostacolo in più nel lungo percorso di una Lazio da record.

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Ballardini presenta Bologna-Lazio: “Ottime squadre e grandi tecnici, ma Inzaghi è davvero bravo. Murgia mi piace molto”

Davide Ballardini parla di Bologna – Lazio. Ex tecnico di entrambe le squadre, i complimenti maggiori sono tutti per la banda di Simone Inzaghi:“Il mister è bravo davvero, la Lazio è sua”, riporta la rassegna di Radiosei. “Il segreto è stato costruire un rapporto forte con i giocatori. Somiglia molto a Donadoni: entrambi sono seri e preparati. E poi complimenti a Tare nella scelta dei giocatori. Chi mi piace dei biancocelesti? Dico Murgia, centrocampista completo di qualità e personalità. Raramente sbaglia la scelta delle giocate”.

 

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Immobile, cuore partenopeo adottato dal quartiere Fleming

Ciro Immobile si è calato perfettamente nell’ambiente Lazio. Segna e abbatte record in campo: parliamo di un fenomeno del calcio e di un uomo felice fuori. Roma l’ha subito adottato. 9 traslochi in 9 anni, un girovagare per l’Italia e per l’Europa. Ora nella Capitale fino al 2022. Vive alla Collina Fleming, quartiere lazialissimo. E pensare: abita nello stesso stabile che ha ospitato Maurizio Turone, il difensore romanista passato alla storia per quel gol-non gol di Juve-Roma del 1981. La rassegna di Radiosei racconta ancora: Ciro passa all’edicola, la moglie in panetteria. In zona capita di incontrare anche mister Inzaghi e la sua compagna Gaia. I due vivono ai Parioli, due passi dal Fleming. Una quotidianità che descrive quanto Immobile sia una persona semplice. Lo è anche in campo: un pallone, un gol. Semplice, appunto.

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Tare: “Esaltarci sarebbe un grande errore”

In vista della sfida tra Bologna e Lazio di domani sera, il Corriere di Bologna riporta un'intervista a Igli Tare. Il ds biancoceleste, come riporta il titolo del giornale, ha detto: “Così ho costruito la Lazio bella e vincente. Il Bologna? Squadra vera che avrà futuro”. Il dirigente capitolino ha poi aggiunto: “Tutti stiamo facendo bene, ma dobbiamo essere giudicati nel lungo periodo, conta solo dove arriveremo. Ecco perché sarebbe un errore esaltarci. Si sta facendo una fotografia parziale della Lazio”.

 

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Lotito cambia rotta: ora i top player prova a blindarli in anticipo

Lotito cambia strategia e blinda i suoi gioielli. O almeno ci prova, rinnovando i contratti molto prima della loro scadenza. Succede regolarmente nei top club, lui invece preferiva aspettare, trattare/litigare con gli agenti sui dettagli, rinviare e così andava incontro a casi come quello di Keita, Biglia e de Vrij: la Lazio ha rischiato di perdere i primi due a parametro zero, poi è stato abile Lotito a ottenere cifre comunque importanti dalle due cessioni; rischio tuttora concreto per l'olandese, che al momento non ha accettato la proposta del club. Per evitare altre situazioni del genere, rinnovati fino al 2022 i contratti di Immobile e Strakosha, due pilastri della Lazio terza in classifica e che stasera affronta il Cagliari all'Olimpico. Il centravanti diventa il più pagato della rosa: 2,5 milioni a stagione più bonus per arrivare a 3. Maxi aumento per il portiere: da 96mila euro a 800mila. È una svolta, per Lotito – si legge su La Repubblica – ma non una novità assoluta, visto che aveva giocato d'anticipo già con Felipe Anderson (aveva il contratto fino al 2018 e nel marzo 2015 gli è stato rinnovato fino al 2020) e soprattutto con Milinkovic: nell'estate 2015 il serbo aveva firmato fino al 2020 e già nell'aprile 2017 è stato formalizzato l'accordo fino al 2022. In corso trattative anche per blindare Luis Alberto, legato alla Lazio fino al 2021. Così Lotito vuole dare continuità al progetto, con Simone Inzaghi in panchina, e nello stesso tempo decidere lui il prezzo quando gli chiedono i giocatori migliori. Certo (anche) l'ultima estate ha dimostrato che i contratti valgono poco di fronte a certe offerte stratosferiche: se ne arriverà una da 100 milioni per Milinkovic, e arriverà, come riuscirà la Lazio a trattenerlo? Ma giusto provarci (per la società) e bellissimo goderseli (per i tifosi), finché lui e gli altri gioielli vestiranno il biancoceleste.lalaziosiamonoi.it