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LE PAGELLE DEI QUOTIDIANI – Milinkovic il migliore, che prestazione per Caicedo!

Altra prova di forza della Lazio a Nizza. I biancocelesti, dopo Vitesse e Zulte, regolano anche i francesi e vedono la qualificazione matematica lontano soltanto 2 punti. Il successo all’Allianz Riviera inoltre permette di avvicinarsi al primo posto, utile per un sorteggio migliore in vista dei sedicesimi. Eppure la partita non era iniziata bene e dopo 4 minuti Balotelli regala il vantaggio agli avversari. Appena un minuto eCaicedo mette le cose a posto. Dopo l’ingresso di Luis Alberto e Immobile, la doppietta di Milinkovicvale i 3 punti per un cammino perfetto in Europa League. Dopo le nostre pagelle, ecco quelle dei principali quotidiani:

CORRIERE DELLO SPORT – Strakosha 6, Bastos 6, Luiz Felipe 6, Radu 6,5, Patric 7, Murgia 7, Di Gennaro 6 (59' Luis Alberto 6,5), Milinkovic 8, Lulic 6, Nani 5,5 (59' Immobile 6,5), Caicedo 7,5 (75' Leiva 6,5). All. Simone Inzaghi 8.

GAZZETTA DELLO SPORT – Strakosha 6, Bastos 6, Luiz Felipe 5,5, Radu 6,5, Patric 6,5, Murgia 6, Di Gennaro 5,5 (59' Luis Alberto 6,5), Milinkovic 7, Lulic 6, Nani 5,5 (59' Immobile 6), Caicedo 7 (75' Leiva sv). All. Simone Inzaghi 7.

 

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Lazio d’attacco, all’Allianz Riviera per raggiungere quota 200 gol in Europa

L’ambizione regna nel cuore dei grandi. Il battito accelera e le pulsazioni spingono la mente verso un unico obiettivo. Sul fondale del mare di Nizza c’è il prossimo tesoro che i biancocelesti vogliono conquistare e sulla costa già aspettano affamati di vittoria. Basta prendere fiato e immergersi nella partita di stasera, di ossigeno ce n’è in abbondanza: saranno in più di 1700 a immagazzinarlo nei polmoni. Nel forziere francese sono conservati due gol che porterebbero la squadra di Inzaghi verso un risultato d’oro: 200 reti nelle competizioni europee. Come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, nelle 179 partite disputate finora in Europa la Lazio ha totalizzato ben 198 gol. La cifra tonda è a due bracciate di distanza. Il mare francese è profondo, ma mai come in questa occasione i biancocelesti hanno la possibilità di vincere l’apnea. Ci sono dei nuotatori d’eccezione. In primis mister Inzaghi, che in quelle acque conquistò un tesoretto personale di 4 gol nel match Marsiglia – Lazio (1-5). Sarà lui a mostrare la mappa ai suoi ragazzi. Poi c’è Caicedo, una pantera feroce tanto sulla terra quanto sul bagnato, che tra Coppa Uefa e Europa League ha già segnato 7 volte. Ma in squadra tutti sono pronti all'arrembaggio. Stasera c’è bisogno di una Lazio corsara.

 

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Trasferta a Nizza, Lotito con la squadra dopo tre anni

L’uomo che non ti aspetti, di ritorno in trasferta dopo tre anni. Riecco il presidente al seguito della squadra, Claudio Lotito questa sera farà il suo ritorno in trasferta. L’importanza della gara in un palcoscenico così prestigioso ha rotto la tradizione, cancellato ogni impegno e così, Lotito, sarà in tribuna per osservare da vicino la squadra, riporta la rassegna stampa in onda su Radiosei. Non si vedeva lontano dall’Olimpico dal secondo anno di Pioli, febbraio 2015, quando la Lazio passò sull’Udinese 1-0 col gol di Candreva. Riecco Lotito, l’uomo che non ti aspetti.

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Nani Re d’Europa, Inzaghi goi concede la prima chance

Potere a Nani. Finalmente è arrivato il turno del portoghese dal primo minuto. Inzaghi fa di necessità virtù e così lo show del mago Luis Alberto passa ai piedi dell’altro Luis. Lo spagnolo è uno dei pochi ad essere sceso sempre in campo: 900 minuti. Ha bisogno di un po’ di riposo. E allora ecco Nani, tirato a lucido e scalpitante per la sua prima da titolare. Ha voglia d’immergersi nella lazialità che lo ha già conquistato. Ha voglia di segnare e trascinare i biancocelesti contro il Nizza , volare a quota nove punti e in testa al girone di Europa League. Il portoghese ha un palmares internazionale invidiabile: una Champions e un Mondiale per club, 4 Premier, 5 Supercoppe inglesi, 2 Fa Cup, con il Manchester United ma anche da 2 coppe del Portogallo con lo Sporting Lisbona e soprattutto il titolo di campione d’ Europa 2016, con la fascia da capitano del Portogallo. Finora il numero sette biancoceleste ha collezionato appena due presenze da subentrato contro Sassuolo e Juventus, per un totale di 36 minuti giocati. Qualche giocata, un paio di scatti giusto per cominciare ad ambientarsi. E pensare che contro gli emiliani la squadra ha fatto di tutto per cercare di farlo segnare. Sarebbe stata la rete numero 7. Già, sette Nani. Come sulla maglia che nella capitale è andata a ruba.

LA PERSONALITÀ Inzaghi lo sta dosando. Nani è la stella del mercato estivo. E’ arrivato infortunato e in ritardo di condizione, ora scalpita per galoppare. Simone però lo sta inserendo pian piano in un meccanismo già rodato. Avrebbe potuto farlo giocare già con lo Zulte. Gara a porte chiuse, ecco che allora il tecnico ha preferito lasciarlo in panchina e farlo esordire con il Sassuolo. Boato del pubblico. Inzaghi allenatore e psicologo. Non sbaglia un colpo. Nani adesso è pronto al decollo. Quella di domani sarà una sfida non proibitiva ma delicata. Un successo darebbe la quasi certezza del passaggio del turno e soprattutto un vantaggio importante per la testa del girone. Ecco che allora entra in gioco la psicologia di Inzaghi che nel suo progetto vuole includere tutti. Una gara affascinante ma alla portata dei biancocelesti. Servirà concentrazione e calma per conquistare l’Allianz. Da quello di Torino a quello di Nizza. L’esperienza di Nani per guidare la squadra alla conquista dell’Europa.

LE SCELTE Inzaghi non cambierà modulo, si andrà avanti con il 3-5-1-1. Patric esterno destro, Lulic dalla parte opposta. Difficile che al posto dello spagnolo possa giocare Crecco. In mezzo turno di riposo anche per Leiva che sarà sostituito da Di Gennaro. Ai lati del regista Murgia e Milinkovic. Il serbo verrà preferito a Parolo, spremuto dalle gare di campionato e dalla Nazionale di Ventura. In difesa, davanti a Strakosha, linea a tre con Bastos, Luiz Felipe e Radu. De Vrij verrà risparmiato per il Cagliari, la scelta rientra di quella gestione concordata ad inizio stagione con l’olandese. Probabile panchina anche per Immobile sostituito da Caicedo. Wallace, Basta, Lukaku, Palombi e Felipe Anderson sono ancora fermi. Il brasiliano sta provando ad accelerare i tempi. Potrebbe rientrare prima della sosta.lmessaggero

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Una difesa soloda e la seconda giovinezza di Radu

Ma quale difesa colabrodo. La realtà è diversa. Quasi fuorviante. I numeri qualche volta ingannano e nel caso specifico della Lazio sono poco veritieri e a tratti ingiusti. Il riferimento è alla difesa biancoceleste, un reparto tutt’altro che in difficoltà. Già perché notando le statistiche di queste prime otto giornate di campionato, salta agli occhi il dato dei gol subiti della formazione laziale, al momento, l’unica tra le prime sei ad essere in doppia cifra. Dieci reti incassate. Una media poco superiore di un gol a partita. Numeri che farebbero pensare a chissà quale problema difensivo, con un reparto che sembra fare acqua da tutte le parti. In realtà le cose stanno in modo completamente diverso.

LA SOLIDITA’ Anzi, secondo i dati tattici e statistici di ogni gara è una delle difese che meglio interpreta la fase d’attesa e di ripartenza, quando attaccata, solo Napoli e Inter hanno numeri leggermente migliori. Basti pensare che la squadra di Inzaghi è una di quelle che manda più volte i giocatori avversari in fuorigioco, per non parlare delle interruzioni e dei contrasti vincenti, con de Vrij e Radu che sono addirittura tra i primi sei centrali del nostro campionato. La sorpresa più grande sono le prestazioni del romeno, il migliore, non solo per continuità, ma per intensità nelle giocate e negli interventi. L’unico ad averle giocate tutte. E con incredibile qualità. Una seconda giovinezza, si direbbe. A trarre in inganno sulla reale forza e solidità della difesa laziale sono quei quattro gol rimediati contro la corazzata Napoli. In quella partita è successo di tutto, con tre difensori infortunati in appena venticinque minuti, E e non c’era nemmeno Wallace.

FIRMA VICINA Senza quelle reti coi partenopei i numeri sarebbero stati in linea con le altre. Adesso manca solo la ciliegina sulla torta. La firma di Stefan de Vrij sul nuovo contratto. Le parti stanno ancora trattando, non si è trovata ancora un’intesa finale sulla clausola rescissoria. Qualche passo in avanti c’è stato, ma davvero minimo. La Lazio vuole chiudere entro ottobre. La Seg, l’agenzia che cura gli interessi dell’olandese, vorrebbe qualcosa di più, ma è pronta ad assecondare la volontà del giocatore. Pare, infatti, che il forte centrale olandese abbia chiesto di chiudere la vicenda a breve. La Lazio, che con pazienza ha ripreso e portato avanti la trattativa dalla fine della passata stagione, è in pressing e adesso è più fiduciosa.ilmessaggero

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Ora sono tutti pazzi di Inzaghi

«Ave Simone, Roma è tua» scrivevano ieri sui social. Pazzi di Inzaghi, ma non è più solo un fenomeno da circoscrivere al Grande raccordo anulare per essere entrato nella storia della Lazio. Gioca bene, diverte, entusiasma: Simone, nuovo interprete della scuola italiana nel senso più moderno e sofisticato della tattica, sta stupendo e conquistando tuttI.

La platea degli appassionati, i suoi colleghi, la critica, ma anche le mamme e qualsiasi famiglia, perché sul campo e nel lavoro è accompagnato da un tratto distintivo: gli insegnamenti di Marina e Giancarlo, i suoi genitori, l’affetto del fratello Pippo che quando torna a San Nicolò di Piacenza per vedere le partite della Lazio si piazza in mansarda e scende di corsa le scale ad ogni gol per raggiungere suo padre, chiuso davanti alla tv nella sua camera oscura, serrande tirate giù, sigaretta accesa e bicchierino di bargnolino fatto in casa (con le bacche raccolte dall’amico Gianni), e festeggiare con un urlo prima di risalire: «E andiamo!». Nessuna gelosia tra i due fratelli, si vogliono un bene dell’anima, tra qualche anno forse coroneranno il sogno di allenare in coppia. Sono i fratelli Inzaghi, quelli che una volta segnavano gol a grappoli ed entravano nelle case di tutti gli italiani con gli spot televisivi.

COMPLETEZZA – Va la Lazio, non si ferma più, sembra una favola. Simone è stato paragonato a Maestrelli, l’eroe del primo scudetto, perché all’Olimpico porta per la mano in campo suo figlio Lorenzo, 4 anni, dopo ogni partita. E riempie gli occhi e le pagine dei giornali di abbracci. Come al sudatissimo Bastos in fondo alla partita con la Juve perché il suo recupero era stato fondamentale per la difesa, come a Milinkovic per quel gol al Chievo che aveva segnato la prima svolta del campionato.  Instaura un sentimento fraterno con i suoi giocatori, è uno di loro, si fa dare del tu ma chiede rispetto, cinico nelle scelte, capace di animare le serate con il gruppo. Piace Simone per la semplicità, la naturalezza, tutto gli viene facile, le mosse tattiche e i rapporti più complicati.

Corrieredellosport.it

 

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Immobile mette in rete i desideri dei tifosi laziali: superato anche Messi

Dove osano le aquile, ci pensi ancora tu. Cirù, con te non c'è più nessun tabù. Più lo mandi giù, più ti tira su. Immobile è il ritratto della salute della Lazio. Non conta più quanti palloni tocca, almeno un paio li catapulta sempre in porta. Addirittura quattro quest'anno alla Juve, è il primo a riuscirci in una sola stagione negli ultimi sei scudetti bianconeri a questa parte. E ancora manca il ritorno per calare altre carte. Asso pigliatutto, questo napoletano d'oro, in una sola serata canta Vola Lazio vola e decolla pure in cima alla classifica cannonieri della Serie A. In una manciata di minuti capovolge lo Stadium, prima con un piattone millimetrico, poi con un rigore punitivo a Buffon. Gliel'aveva promesso in Nazionale, è solenne come un giuramento la parola di questo scugnizzo rinato laziale. Dybala perde la sfida nella sfida e sul dischetto anche il primato fra i marcatori. Adesso Ciro è re dopo otto giornate, ma la sua fama supera le Alpi e raggiunge cifre inaspettate. Undici reti in campionato, quindici con le coppe in undici gare, sedici aggiungendoci pure la Nazionale. Come poter dimenticare quella perla contro Israele e l'assist per Chiellini con la Macedonia che valgono uno spareggio mondiale. Immobile da ieri si gode il meritato riposo, nel saturday night ha dimostrato ancora a tutti che non è solo riesploso. Boom, boom, a ogni Ciro al bersaglio è sempre più ambizioso.
TOP
Primo Ciro d'Europa in poco più di sessanta giorni, oggi non è più blasfemo alcun paragone. Se Messi è il dio del pallone, coi suoi numeri Immobile al momento sembra il clone. Addirittura scavalcata sotto porta la pulce argentina, solo Falcao al Monaco può vantare un centro in più (12) nei primi cinque campionati. Soltanto che ai gol Ciro aggiunge pure un'altra propensione. Se nel pallottoliere sommate anche i 3 assist in questo campionato (Milan, Napoli e Verona), persino il Tigre Ramadel si fa da parte insieme ai mostri sacri Messi (13) Aubameyang e Neymar (11), Cavani e Dybala (10), Aguero, Lewandowski e Mertens (9). Quest'ultimo sorpassato con Dzeko nella classifica cannonieri di quest'anno solare. Nel 2017 solo Immobile ha segnato 25 gol e non sembra volersi fermare. E' già a metà dell'opera di quando si laureò capocannoniere e della prima stagione biancoceleste, mancano ancora 30 gare per superarsi abbondantemente con questa media da extraterrestre.
STORIA
Evviva San Ciro, c'è il suo zampino in ogni record. Suo il 52% delle 21 reti realizzate in queste prime otto giornate, mai raccolte dalla Lazio in tutta la sua storia, nemmeno col tricolore. Per questo bomber Immobile fa sognare e riempie il cuore. Perché è la guida in campo e fuori, la voce dello spogliatoio e la calamita dei cori. Ogni suo gesto, urlo o sguardo sembra trascinare un popolo intero verso un inimmaginabile destino. Intanto ai posteri quest'altro doppio Ciro fatato. Ecco come si narra l'ennesima meravigliosa impresa.ilmessaggero.it

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Nedved contro Peruzzi: a Torino è un incrocio tra ex

Dal campo alla tribuna. Uno da una parte, uno dall’altra. Quanti incroci tra Lazio e Juventus. A Torino Angelo Peruzzi e Pavel Nedved si ritroveranno ancora di fronte. Da calciatori fecero il percorso inverso. Ma alla prima insieme in biancoceleste, l’8 settembre del 2000, festeggiarono una Supercoppa Italiana. Il ceco portava con orgoglio la maglia scudettata, l’uomo di Blera a Roma era arrivato dopo aver vinto tutto. Compresa una Champions da protagonista contro l’Ajax. L’estate successiva le loro strade si separarono. Cragnotti, che cinque anni prima era rimasto stregato da quel biondo 23enne contro l’Italia di Sacchi (segnò proprio a Peruzzi), è costretto a cederlo tra le proteste dei tifosi biancocelesti. Ironia della sorte ai bianconeri, cui la Lazio aveva appena sfilato il tricolore. “Avevo già l’accordo con Cragnotti, però Pavel non lo sapeva. Mi disse di voler restare alla Lazio. Gli organizzai un viaggio segreto a Torino, ma poi sparsi la voce tra i giornalisti. All’aeroporto c’erano fotografi e telecamere, a Roma si venne a sapere del blitz e alla fine fu più facile ottenere il sì", il retroscena svelato dall’ex dg Luciano Moggi e riportato dalla rassegna stampa diRadiosei. “Senza offesa per la Lazio con cui ho vissuto anni indimenticabili mi sento più juventino”, racconterà poi la Furia nella sua biografia. Oggi per entrambi, dopo il campo, una nuova carriera da dirigente. Per Peruzzi sarebbe anche cominciata prima se non fosse stato per quella frattura con Lotito, ricomposta solo nell’estate del 2016. Ora nella squadra di Inzaghi c’è anche il suo marchio silenzioso e autorevole. Protagonisti in campo e fuori: Juventus-Lazio è ormai alle porte.lalaziosiamonoi.it

 

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Tifosi a 2000, pronto l’esodo a Torino

Un esodo d’altri tempi. Un’invasione così massiccia, compatta e convinta a Torino che non si registrava dallo scudetto del 2000, quando ci fu il gol di Simeone, oppure dalla cosiddetta “Banda Mancini”, che questa Lazio, a tratti, la ricorda molta. E non è proprio un caso che in entrambe, da protagonista, ci fosse l’attuale tecnicoSimone Inzaghi. Qualcosa, evidentemente, ha trasmesso ai suoi giocatori, ma anche all’intero ambiente. Saranno duemila i tifosi biancocelesti che tra due giorni si accomoderanno sulle tribune dello Juventus Stadium per una sfida difficile e complicata, ma che fa sognare. Ed è proprio per questo che tanti sostenitori di fede laziale hanno deciso di acquistare il biglietto e di farsi chi in treno, aereo, pullman o auto, quasi settecento chilometri senza alcun problema. Sono stati praticamente polverizzati in appena due giorni i tagliandi messi a disposizione dalla società bianconera per il settore ospiti dello stadio di Torino. Qualche biglietto disponibile c’è ancora, ma si tratta davvero di poche centinaia.

GIORNATA STORICA In altre situazioni, soprattutto negli ultimi anni, con la Juventus “tritatutto” di mezzo, non erano così tanti i tifosi al seguito, ma la Lazio di Inzaghi fa sperare. I colpi di Luis Alberto e i gol di Immobile hanno convinto i tifosi che vale la pena esserci in una serata che potrebbe diventare storica. E se non lo sarà pazienza, si sente dire nelle varie radio. “L’importante è esserci e far sentire il nostro supporto”, dicono i tifosi. E’ l’effetto che fa questa squadra alla sua gente, pronta a spingerla e supportarla come mai in queste ultime stagioni. D’altronde si era intuito che c’era un entusiasmo fuori dal comune e un’attesa spasmodica negli oltre duemila che si sono spinti a Formello nell’amichevole di sabato scorso. Una gara contro una formazione di dilettanti ma che ha suscitato interesse e grande attenzione, tanto da sorprendere ancora i vari de Vrij e Luis Alberto per così tanto attaccamento. Non è escluso che qualcuno andrà perfino a Formello il giorno della partenza per Torino per caricare ancora di più la squadra.

SPINTA PER ABBONAMENTI Se c’è tanto entusiasmo per la trasferta torinese non si può dire altrettanto per gli abbonamenti. La Lazio ha riaperto la campagna, ma ad oggi i dati non sono proprio esaltanti. Di sicuro un risultato prestigioso allo Juventus Stadium potrebbe pungolare i titubanti e i più pigri ad andare a legarsi ancora di più a questa squadra. Oggi poi, anche da questo punto di vista, è una giornata importante perché in Federcalcio si discuterà il ricorso che avanzato dalla Lazio per cercare di ridurre o addirittura cancellare la squalifica della Curva Nord peri cori razzisti durante la sfida col Sassuolo. Un’impresa ardua e quasi impossibile, considerate le precedenti sanzioni, ma i legali della società proveranno a far valere le proprie ragioni. E chissà che non succeda qualcosa di imprevisto. Tanti lo sperano sia oggi, ma soprattutto sabato sera allo Juventus Stadium.ilmessaggero

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Milinkovic, l’ag. :”Via dalla Lazio? E’ felice a Roma e ha rinnovato da poco…”

Il Sergente Milinkovic che vale già 80 milioni. O anche di più. Questo lo stabiliranno un giorno solo la Lazio e Mateja Kezman, agente del fenomeno serbo, che ha elogiato così il suo campione: "Mi bastò vedere Sergej dieci minuti in campo durante un allenamento delle giovanili della Vojvodina per capire le sue enormi potenzialità. Sergej è speciale: abbina forza, corsa e tecnica. E’ difficile fare paragoni. E’ un talento top e quello di cui aveva bisogno era un club come la Lazio e un allenatore come Inzaghi, che sta facendo il meglio e il massimo per lui. Sergej è molto contento di averlo come tecnico. Futuro? Sergej è molto felice alla Lazio e ha rinnovato da poco il contratto…", si apprende dalla rassegna stampa in onda su Radiosei.

 

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