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Berisha: “A Roma ho imparato tanto e sono stato bene, ma avevo bisogno di giocare”

Da subito protagonista con l'Atalanta dei miracoli, finalmente con i prismi del titolare soltanto sognati alla Lazio. Etrit Berisha sta vivendo la stagione che voleva: confermando attese e premesse al secondo campionato con l'Atalanta. L'albanese non dimentica gli anni in biancoceleste, e, a proposito della sfida di sabato contro la Juventus, parla così: "A Torino è dura per tutti ma la Lazio ha dimostrato anche in questi primi tre mesi di essere una squadra da vertice che può mettere in difficoltà chiunque. Degli anni a Roma conservo uno splendido ricordo perchè ho imparato tantissimo e sono stato bene. Me ne sono andato solo perchè volevo più possibilità di giocare e qui a Bergamo sono felicissimo. Immobile? Con Ciro siamo stati poco perchè quando lui è arrivato a Roma io stavo per cambiare squadra. É un grande attaccante, uno dei migliori in Serie A", riporta la rassegna stampa di Radiosei. 

 

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Inzaghi in casa di chi lo corteggia: ma la Lazio è più di una casa

Nel weekend è emigrato a Londra per relax, ma l’Italia può farsi sfuggire il “vecchio” Allegri al Max. Non Inzaghi, il nuovo in panchina che avanza, ma che – a parole – non sembra voler volare più in alto di così: «Io sono già in una grande squadra ed è la Lazio». Prima una seconda casa, poi una famiglia, adesso il suo orgoglio. Dopo oltre 17 anni per lui non è pronto ancora nessun altro bagaglio. Eppure la Juve lo corteggia, eccome. Chissà se, a giugno, la sua volontà e Lotito riusciranno davvero a strappare dalle grinfie bianconere il suo cognome. Perché non si tratta più solo di rumors, la Vecchia Signora cerca davvero il dopo Allegri e Simone a Torino ora ha stregato tutti sul campo. Figuriamoci se sabato dovesse strappare un altro miracolo allo Stadium, dopo non aver lasciato in Supercoppa alcuno scampo.ilmessaggero.it

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È la Lazio dei jolly: 8 tuttofare a disposizione di Inzaghi. Luis Alberto la sua perla

La duttilità, una caratteristica importante per colpire Igli Tare. Il ds della Lazio infatti quando studia i suoi colpi tiene molto in considerazione l’attitudine a saper giocare in più ruoli, che salvo casi specifici (la sostituzione di Klose con Immobile) può risultare decisiva. Come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, sono ben otto i jolly attualmente nella rosa di Inzaghi e che mai come quest’anno con il doppio impegno, si stanno rivelando fondamentali: da Basta a Radu, passando per Leiva, Luis Alberto, Felipe Anderson, Lulic, Marusic e Patric. Nel 2011 Reja chiedeva un sostituto di Radu come terzino sinistro e arrivò Lulic: il bosniaco può ricoprire quella posizione, ma ha trovato la definitiva consacrazione più avanzato, nel tridente offensivo, come mezzala o come esterno di centrocampo con difesa a tre alle spalle. Tare lo spiega spesso che la capacità di cambiare può svoltare una carriera, essendo sempre preparati ai nuovi moduli scelti dall'allenatore. È quello che ha ribadito anche a Felipe Anderson quando lo scorso anno non era contento di giocare esterno nel 3-5-2.

LUIS ALBERTO – Per Tare quindi più che il ruolo specifico contano le caratteristiche tecniche che mancano alla Lazio. Ai suoi acquisti serve tempo per inserirsi, perché magari molto diversi da chi è andato via, ma alla fine si trasformano in pedine fondamentali per gli allenatori. Un capolavoro è stato l’acquisto di Luis Alberto, che oggi per i biancocelesti è trequartista e regista avanzato allo stesso tempo. Poco più di un anno fa era andato via Candreva e Inzaghi cercava un esterno. Il ds scelse Luis Alberto, consapevole che in rosa ci fossero già due esterni come Felipe Anderson e Keita, ma non un trequartista con l’ultimo passaggio (come per anni era stato Mauri). Il tempo ha dato ragione a quella scelta, che come ammesso dallo stesso Tare è nata quasi per caso guardando Lucas Perez del Deportivo.  

 

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Nani mette nel mirino il suo passato, nel 2015 ad un passo dalla Juve

Inzaghi in avanti ha un asso nella manica. Nani è pronto, dopo l’esordio in Serie A con il Sassuolo, allo Stadium può essere il valore aggiunto da inserire a partita in corso. Dietro a Immobile ci saranno ancora Milinkovic e Luis Alberto, ma il portoghese ci tiene alla sfida contro la Juventus, come ha fatto capire con le sue parole al Lazio Style di Valmontone. Con il Real Rocca di Papa ha dimostrato di essersi calato nel mondo Lazio, eppure Inzaghi lo inserirà in modo graduale per non stravolgere una squadra che sta funzionando alla perfezione. Un retroscena aiuta a capire quanto per Nani i bianconeri non siano un avversario come un altro: come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, nel gennaio del 2015 il portoghese era da un passo dall’approdare a Torino. Il suo procuratore Federico Pastorello in un’intervista ha confermato la cosa: “Nani è stato vicinissimo alla Juventus, fino agli ultimi minuti del mercato invernale 2014-15 l’operazione era praticamente fatta. Il ragazzo si era impuntato, aveva accettato di abbassare le pretese economiche, ma poi certe promesse fatte anche ai dirigenti bianconeri non vennero mantenute e non se ne fece più nulla. Spiace perché in quell’anno Nani disputò una super annata segnando 4 gol in Champions”. A quel tempo era ancora di proprietà del Manchester United che lo aveva mandato in prestito allo Sporting Lisbona. Oggi invece ha accettato la Lazio per arrivare nel migliore dei modi al Mondiale in Russia che il Portogallo giocherà da protagonista: a 31 anni (il prossimo 17 novembre, ndr) il sospetto è che sia un colpo stile Klose.  

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La favola di Luiz Felipe: in pole se non recuperasse Bastos

Che storia quella di Luiz Felipe. Dalla Serie D brasiliana alla Serie A per un’intuizione del ds della Lazio Igli Tare. E ora, il ventenne brasiliano con passaporto italiano, è pronto a scendere in campo sabato contro la Juventus. Secondo la rassegna di Radiosei, Inzaghi lo mette in vantaggio per una maglia da titolare su Mauricio e Patric. L’anno scorso in B con la maglia della Salernitana ha giocato 7 volte segnando un gol. L’esperienza è bastata. È costato appena 850mila euro, il club Ituano nel 2016 ha detto sì alla sua cessione. Era un pupillo di Juninho, ex mediano di Atletico Madrid e Middlesbrough e campione del mondo 2002. Oggi ne è presidente. Da lontano si gusta le prestazioni del difensore che ha svezzato. Sabato potrebbe giocare contro Higuain, avversario difficile. Ma Luiz Felipe è in ascesa e non ha nessuna intenzione di fermarsi.Lalaziosiamonoi.it

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Scudetto 1915: Lazio, aria di svolta

Qualcosa si muove, sotto traccia e con estrema lentezza. E’ ancora presto per cantare vittoria e ottenere l’assegnazione del titolo ex aequo con il Genoa come la storia e i documenti raccolti dimostrano, ma possibili novità sono in arrivo a breve per lo scudetto 1915, reclamato dai tifosi della Lazio. Il caso, come risaputo, giace sulle scrivanie di via Allegri da più di un anno: nel luglio 2016 la Commissione dei Saggi istituita dal presidente Tavecchio aveva dato parere favorevole, dopo lo studio del dossier, all’istanza presentata dall’avvocato Mignogna. La questione era stata sollevata passando attraverso una petizione popolare capace di raccogliere quasi 35 mila firme sulle 30 mila richieste per porla all’attenzione dei vertici federali. Esistevano ed esistono ancora i requisiti perché quel tricolore sia assegnato ex aequo alla società biancoceleste. La Federazione nel 1915 lo assegnò d’ufficio al Genoa senza che fosse disputata la finale con la Lazio. 

SIT IN. L’aria di svolta e alcuni segnali si sono percepiti attraverso il pressing discreto di Lotito su Tavecchio. Il presidente della Lazio, per evitare conflitti d’interesse, sinora non si è esposto sul caso e continuerà a non esporsi ma attende notizie e sviluppi positivi nella direzione scudetto 1915. Così come i tifosi fremono e da tempo spingono per organizzare un sit-in pacifico sotto la sede della Federcalcioper chiedere quanto i documenti riconoscono. La guerra impedì di giocare quella finale, il titolo ex aequo andrebbe riconosciuto.corrieredellosport.it

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Verso la Juve: Bastos ci crede, prima per Neto

Confortanti anche le prestazioni di Patric: sembrava destinato a lasciare la Lazio e invece è stato utilissimo come stopper di destra nelle ultime tre gare.

Possibile che con la Juve tocchi di nuovo a lui, visto che Wallace non è ancora totalmente guarito dalla lesione al polpaccio: Patric è in ballottaggio con Bastos, che invece corre verso il rientro. Tra oggi e domani l'ecografia decisiva per l'angolano: Inzaghi spera di portarlo almeno in panchina, ma non è escluso che possa giocare dall'inizio. Lui non vede l'ora, si sente bene e avrebbe voluto scendere in campo anche con il Sassuolo. La difesa verrà completata dai titolarissimi Stefan, cioè de Vrij, che oggi tornerà ad allenarsi, e Radu. Ma il giovane Luiz Felipe nelle ultime prove ha riscattato il negativo esordio contro il Vitesse. In panchina dovrebbe andare anche un'altra riserva preziosissima, il belga Lukaku. Arrivato il transfer per Pedro Neto, possibile prima convocazione per il 17enne talento portoghese.repubblica

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Ora le seconde linee fanno meno paura

La qualità delle riserve  ha sorpreso lo stesso Inzaghi. Sapeva bene, il tecnico della Lazio, di avere a disposizione una rosa competitiva (il ds Tare la considera la più forte e completa della propria gestione), ma lo spessore e il rendimento delle cosiddette seconde linee sono andate oltre le sue aspettative. Inzaghi ora ha qualche certezza in più anche in panchina: poche 7 giornate di campionato e 10 partite ufficiali per emettere sentenze, saranno necessarie altre verifiche, ma finora è stata perentoria la risposta a chi ha sempre sostenuto che la Lazio avesse solo 12-13 giocatori di valore e affidabili. Teoria ormai smentita dai fatti.

Contro la Juve, sabato allo Stadium, Inzaghi dovrà schierare di nuovo qualche riserva, visto che diversi titolari sono ancora in infermeria. Tra i più convincenti, il giovane Marusic, che verrà utilizzato sulla fascia destra nel 3-5-2: dopo le prime prove non positive, il montenegrino ha via via acquisito sicurezza e si sta rivelando un promettente vice- Basta. Confortanti anche le prestazioni di Patric: sembrava destinato a lasciare la Lazio e invece è stato utilissimo come stopper di destra nelle ultime tre gare.repubblica

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Strakosha, il gigante bambino sempre decisivo

Il leggero affaticamento muscolare che lo ha costretto a lasciare la sua Albania è durato lo spazio di uno spavento. Le visite avevano scongiurato da subito lesioni. Strakosha sta bene. Un notizia importantissima per la Lazio e per Inzaghi in vista della super sfida di sabato 14 contro la Juventus. Il portiere biancoceleste si è arrampicato fino al cielo e ora è un giocatore fondamentale. «L'ho trattenuto con tutte le mie forze», ha confidato Inzaghi poche settimane fa. Eh già perché Simone ha capito che ha un bomber tra i pali. Possibile? Certo. «Le sue parate sono come gol», spiega il tecnico. Ha istinto, reattività e grandi doti. Ha ampi margini di crescita, lo sa e per questo lavora ogni giorno fino allo sfinimento. Due anni fa arrivava ad Auronzo di Cadore dopo un'annataccia con la Salernitana. Un approccio difficile con la Lazio e con il preparatore Adalberto Grigioni. Ha dovuto ricostruire la sua autostima e poi lavorare sui fondamentali. «Io non ho mai visto un portiere che si mette così in porta», gli urlava Grigioni. Thomas è un ragazzo intelligente e ascolta i consigli di Adalberto, ormai come un secondo padre per lui. Il primo, quello naturale, è Fotaq che da giovane ha fatto anche lui il portiere. L'esordio a San Siro contro il Milan. La Lazio perde 2-0, ma la sua prestazione non passa inosservata. Questa estate si è presentato in ritiro con la consapevolezza di essere il numero uno e di doversi confermare in una stagione non certo semplicissima. Ha continuato a sudare tuffandosi a destra e sinistra. Ha sviluppato il piglio del leader ed è lui a dare ora indicazioni ai compagni. Dopo 10 giornate giocate, tra coppe e campionato, possiamo tranquillamente affermare che Strakosha ha già fatto molto di più. Basta riavvolgere il nastro per rendersene subito conto.
SEMPRE DECISIVO
Pronti via e in Supercoppa è decisivo su un tiro ravvicinato di Cuadrado. Poteva essere il vantaggio juventino. Alla prima giornata è attento e non deve compiere particolari parate contro la Spal. A Verona contro il Chievo vola a sventare un bel colpo di testa di Castro su punizione di Birsa, con il risultato fisso sull'1-1. La Lazio vince nel finale. Lavoro ridotto al minimo contro il Milan. In Europa League, in casa del Vitesse, torna decisivo. Parata strepitosa su Matavz, che sventa il 3-1 per gli olandesi. I biancocelesti rimontano e vincono per 3-2. A Marassi contro il Genoa, sul risultato di 2-2, fa un miracolo su un colpo di testa di Zukanovic da calcio d'angolo. Finisce con un successo della Lazio per 3-2. Non può certo parare la sfortuna che assale i ragazzi d'Inzaghi contro il Napoli. Sconfitta figlia di tre infortuni contemporaneamente. Poi ancora Verona e altro intervento super. Sul 2-0 per i biancocelesti vola a togliere dall'incrocio una bellissima punizione di Fossati. «Con quella parata è come se avesse segnato, un gol avrebbe riaperto la partita», dice Inzaghi a fine partita. Contro lo Zulte Waregem fa addirittura gli straordinari. Al 72' il portiere albanese devia un tiro potente di Leya Iseka e all'80' si oppone alla grande al colpo di testa di Olayinka. Evita così il pari e Immobile chiude i conti firmando il 2-0. Contro il Sassuolo, prima della goleada laziale, impedisce il 2-0 di Duncan, dando il via alla straordinaria rimonta. Decisivo più che mai Thomas. Inzaghi spera nei suoi super poteri per fermare il capocannoniere Dybala. Dietro alle spalle del portierone albanese c'è un grosso punto interrogativo. Gli altri guantoni sono efficaci allo stesso modo? La Lazio non si è mossa sul mercato. Marchetti è fuori rosa. Vargic, promosso a secondo lo scorso anno, non aveva dato grandi garanzie. Il terzo è il giovane Guerrieri, viene da una brutta annata a Trapani. Inzaghi si fida, ma intanto tocca ferro affinché a Strakosha non venga neanche un raffreddore.

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Rinnovo de Vrij, clausola ancora da definire

Stefan de Vrij vuole essere in campo domenica contro la Juventus. Il fastidio all'inguine accusato contro il Sassuolo gli ha impedito di raggiungere la sua Olanda, con la nazionale orange a un passo dalla non partecipazione al prossimo Mondiale in Russia. Il difensore si concentrerà sulla sua Lazio. Ha dimostrato di essere determinante per il club biancoceleste che vorrebbe blindarlo. Il contratto dell'ex Feyenoord scadrà il prossimo giugno e i capitolini sono al lavoro per prolungare il loro rapporto. Come riporta l'edizione odierna de Il Tempo, la Lazio e il giocatore hanno già raggiunto l’accordo per la durata e l’ingaggio. Due milioni di euro fino al 2020, ma la fumata bianca non è ancora arrivata per la distanza sulla clausola di rescissione. Lotito vorrebbe 40/45 milioni, mentre la Seg (società che gestisce gli interessi del numero 3 biancoceleste, ndr) un prezzo da circa 20-25 milioni. La distanza è netta, ma le parti sono al lavoro per cercare l'intesa. Tare la scorsa settimana parlava di situazione a buon punto ma, dopo il precedente Biglia, vuole prima mettere tutto nero su bianco. Sullo sfondo restano Atletico Madrid e Juventus che potrebbero tornare all'assalto già a gennaio se il rinnovo di de Vrij non dovesse arrivare. Il tempo stringe.

 

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