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Tutti pazzi per Keita, ma Lotito vuole provarci in prima persona

Starebbe prendendo vigore una voce che nei mesi scorsi era poco più di un sussurro. Secondo la Gazzetta dello Sport, tra i tanti profili seguiti dall’ad bianconero, Beppe Marotta, oltre al sampdoriano Patrick Schick, al “gunner” Alexis Sanchez, e, in misura minore, il viola Bernardeschi, ci sarebbe anche Keita Baldé Diao, esterno della Lazio

lcon contratto in scadenza 2018. Il senegalese ha marchiato con una doppietta la stracittadina del 30 aprile, prova la cui eco è arrivata anche in Inghilterra, tanto che il Manchester United avrebbe riacceso i fari sul ragazzo. Proprio il Daily Mail recentemente ha scritto che Keita sarà juventino, una certezza tutta da verificare, visiti anche i rapporti non idilliaci tra i due club. La Rosea che la “Juventus è da tempo che segue il ragazzo di origini senegalesi: gli 007 bianconeri lo hanno visionato più volte, hanno preso informazioni e nelle poche occasioni in cui ha potuto giocare Keita ha certamente – tramite agente – ricevuto sondaggi anche da Milan e Napoli – si legge ancora – Sia chiaro: la Juve non ha ancora parlato col presidente laziale Lotito, a tal punto che il vocabolo trattativa non è utilizzabile”. Molta la concorrenza sul numero 14, anche perché lo stesso ha dimostrato di poter giocare sia esterno, su entrambe le fasce, sia punta centrale, come accaduto nell'ultimo derby. Lotito non si accontenterà, 20 milioni potrebbero non bastare, anche a costo di tenere Keita a Roma fino a scadenza, ipotesi questa che, per ovvi motivi finanziari, sarebbe da scongiurare.

Un derby potrebbe cambiare il destino. Questo sperano i tifosi laziali che non vogliono perdere Keita dopo i colpi mostrati contro la Roma. Il senegalese, uno dei cinque top d’Europa tra gli under 23 è destinato a partire dopo che sul rinnovo del contratto in scadenza nel 2018 tutto tace. Secondo quanto riporta la consueta rassegna stampa diRadiosei il presidente Lotito domenica a qualche amico stretto ha confidato di voler scendere in campo per riaprire la trattativa sul rinnovo e produrre il massimo sforzo. Questa potrebbe essere una svolta e solo il tempo ci rivelerà la sua efficacia. Nel frattempo il classe ’95 viene accostato a tutte le big della Serie A: dall’Inghilterra lo danno vicino alla Juventus, altri invece al Milan.

INVERSIONE DI TENDENZA – Dopo aver più volte ricevuto indicazioni sulla vendita nel mercato estivo, per il momento sembra cambiare qualcosa nelle intenzioni della società. Da settembre ad oggi non c’è mai stata una convocazione ufficiale per Keita e il suo agente Calenda, e spesso il clima è stato teso con tweet al veleno dello stesso procuratore. Da Formello si è preferito non affrontare il tema: o non era il momento giusto, o si faceva riferimento alle tensioni con il calciatore e alla sua voglia di andare via, o si reputavano troppo alte le pretese economiche. Non provare neanche a riaprire la trattativa sarebbe una via di fuga clamorosa per Keita. Per scongiurare lo scenario resta solo di passare dalle parole ai fatti.

ULTIMA CHIAMATA – Un mese al termine della stagione, poi sarà calciomercato. Ora o mai più per chi è in scadenza nel 2018 (con Keita anche Biglia e de Vrij). Il presidente non vuole prendersi tutta la responsabilità della cessione, per questo sembra intenzionato a fare la prima mossa: arrivare al no esplicito di Keita e dell’agente farebbe assumere una piega diversa alla storia, mentre andare a segno significherebbe mettere a segno un colpaccio. Per sperare nel rinnovo si dovranno sfiorare le vette del monte ingaggi, avvicinarsi ai parametri di Immobile, Biglia e Felipe e non ultima, è importante la disponibilità di Keita. La palla è in mano a Lotito, il tempo stringe.

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Domani cinque anni senza Fersini: stasera la Messa a Fiumicino

L'8 marzo scorso Mirko Fersini avrebbe compiuto 22 anni. Domani saranno cinque anni dalla sua scomparsa a causa di un incidente in motorino che che ne determinò la morte a qualche giorno dallo scontro fatale. Come annunciato dalla mamma Katia, questa sera, e non domani, alle 19,30 verrà celebrata la messa in memoria del giovane aquilotto. La funzione avra luogo a Fiumicino (dove il giovane terzino viveva con la sua famiglia) nella chiesa di Santa Maria Madre della Divina Provvidenza.

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Keita-Biglia-de Vrij: dentro o fuori, tutto in extremis come tradizione vuole

All in Lazio sui rinnovi. Tra oggi e domani sono attesi a Roma Biglia e de Vrij. Visite mediche in Paideia e partenza per il ritiro di Auronzo. Lotito li aspetta per gli ultimissimi tentativi di prolungamento dei contratti. I casi legati ai due calciatori e a Keita stanno condizionando l’intero mercato della Lazio. Secondo quanto riportato dalla consueta rassegna stampa di Radiosei il presidente conta di parlare con tutti prima della partenza per il Veneto: serve un accordo sui rinnovi o sulle cessioni. Tutto possibile, l’importante è non far scoppiare le bombe nel bel mezzo della preparazione, con Inzaghi costretto a lavorare in un clima infernale.

KEITA – Lotito vuole incontrare Keita, vuole fissarlo negli occhi. Il senegalese, tramite Calenda, ha rifiutato il Milan e ora il presidente ha pronta l’ultima offerta: circa 2 milioni più bonus e clausola rescissoria da inserire. In caso di rifiuto l’augurio è che accetti una delle offerte arrivate a Formello, con questo numero destinato ad aumentare visto che il Chelsea sta pensando a lui. Keita vuole la Juventus, che però non sembra voler accontentare le richieste della Lazio. Un puzzle difficile da comporre, con il rischio sempre più elevato di fare la stessa fine del caso Pandev, rimasto a scadenza dopo il mercato.

BIGLIA E DE VRIJ – Il capitano è sempre più lontano, ha già comunicato la sua intenzione di lasciare la Lazio. Ha scelto il Milan, ma la distanza tra offerta e richiesta rende difficile la trattativa. L’offerta biancoceleste è di 5 anni a 3 milioni (bonus compresi) e un futuro da dirigente. Da ieri sera è a Roma Montepaone, manager dell’argentino, un incontro sembra imminente. Lotito aspetta anche de Vrij: all’olandese verranno offerti 2 milioni e più di ingaggio e magari una clausola da 20 e non più da 30. Potrebbe essere l’unico modo per cercare di far centro.lalaziosiamonoi.it

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La Juve vince col talento, Allegri indovina la squadra anche senza regista

La Gazzetta dello Sport offre un'interessante analisi tattica della vittoria della Juventus ai danni di una Lazio scesa in campo senza la dovuta concentrazione. La Rosea sottolinea la scelta del tecnico Massimiliano Allegri di puntare le proprie giocate su due assi come Dybala e Dani Alves, opzione nata dalla mancanza di un vero regista, considerata la mancanza delle due menti del centrocampo, Pjanic e Khedira. 
La Joya e l’ex Barcellona assolvono il compito dei geometri da maestri, aiutati dall’altra parte da Alex Sandro, il giocatore più coinvolto tra i bianconeri (76 tocchi). In tre costruiscono 9 occasioni. Rincon fa la comparsa (11 palloni persi), Marchisio svolge ruoli di raccordo (62 passaggi positivi), mentre la vera costruzione di pericolo viaggia sull’asse Dybala-Dani Alves, le trame si sviluppano soprattutto a sinistra, da quella parte arriva l'1-0 ospite, nato da un' incomprensione tra Lulic e Wallace: nessuno dei due segue l’ex Barça che traduce in rete un lungo e leggibile cross di Alex Sandro. Questa marcatura alza ulteriormente la consapevolezza dei Campioni d'Italia, difficile segnare alla BBC. 
La Lazio vorrebbe puntare sui duelli individuali, ma finisce intorpidita nella rete di movimenti sinuosi della Signora. Dybala si agita soprattutto sul centrodestra, dove già Dani Alves imperversa: Marchisio stringe per cercare il pallone, Milinkovic deve chiudere su di lui, il centrale laziale di quel lato resta inchiodato dietro e così Dybala può sempre ricevere senza problemi.
Come accade in queste gare secche, soprattutto per la squadra sfavorita sulla carta, per portare a casa la Coppa fondamentale segnare per primi. E l’occasione l’ha avuta, sull’unica situazione che poteva mettere in difficoltà la Juve: tocco in verticale di Milinkovic dopo raddoppio di marcatura vicino all’area e verticalizzazione immediata per Keita. Il passaggio di prima, con relativo accorciamento dei tempi di gioco, è l’unica situazione che i bianconeri possono soffrire, perché non danno a Bonucci la possibilità di coprire la profondità come fa straordinariamente in situazioni normali. Qualche miglioramento c’è stato, sul piano della pericolosità, quando Inzaghi ha tentato il tutto per tutto, mettendo anche Felipe Anderson. In quel modo non c’era più uno contro uno sulla fascia ma due contro uno, oppure obbligo di uscita per uno dei tre centrali. Troppo poco, troppo tardi.

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Derby, sarà trasferta vera: vendita fiacca, non verrà aperto un distinto

Ormai neanche i maggiori esperti del mondo biancoceleste riescono più a capire il tifoso laziale. Visti i risultati della squadra e l'importanza della partita, ci si aspettava una corsa al biglietto per il derby di domenica, invece la prevendita raramente è stata così fiacca. Poco più di 6000 biglietti acquistati su 20mila disponibili. A questo punto è praticamente impossibile che venga aperto il settore Distinti Nord-Est (sarà fatto solo se andranno esauriti i tagliandi di Curva Nord e Distinti Nord-Ovest), a meno di una clamorosa impennata in questi ultimi giorni.

La società si è infuriata per la decisione della Roma di mettere in vendita senza limitazioni i biglietti di Tribuna Tevere, ed è comprensibile perché all'andata la Lazio non aveva potuto farlo, ma il rischio di contatti tra tifoserie in quel settore dovrebbe essere minimo: se i laziali non riempiono neanche i Distinti, perché dovrebbero andare nella più costosa Tevere? Di sicuro al momento è un Olimpico quasi totalmente giallorosso (la Roma gioca in "casa"): 34mila presenze (tra abbonati e paganti) contro 6000, appunto. La Nord spinge perché il gap venga ridotto, gli appelli dei conduttori radiofonici si moltiplicano ma il risultato finora è sconfortante.

C'è richiesta di biglietti per la finale di Coppa Italia, non per il derby. Simone Inzaghi spera che almeno stamattina, quando alle 11.30 verranno aperti i cancelli di Formello per permettere ai tifosi di assistere all'allenamento delle 12, l'abbraccio dei sostenitori alla squadra sia caloroso: "Abbiamo bisogno della nostra gente", ripete il tecnico. Che per il derby ha a disposizione l'intera rosa, tranne Marchetti. Recuperato in pieno Radu, in ballottaggio con Bastos per un posto in difesa. A proposito di biglietti, poi, stabilite riduzioni (le stesse di Lazio-Palermo) per la sfida con la Samp del 7 maggio. Ma superare l'ormai mitica quota 30mila resta complicatissimo.

Repubblica.it

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Dalle macerie al successo, il capolavoro di Inzaghi: pronto il rinnovo

Per fortuna che Bielsa si è dimesso in tempo. Perchè quel giorno Simone Inzaghi torna in fretta e furia da Milano Marittima per firmare con la Salernitana. Nessun ripensamento, Lotito vuole regalargli la panchina granata, l'ha conquistata passo dopo passo. Il vorticoso cambiamento delle cose lo costringe a rimanere a Formello, dove rimette a posto i cocci di un ambiente moralmente a terra. Allora non chiamatelo più Inzaghino, perchè adesso è il vero leader, fa la voce grossa in campionato e in Coppa Italia.E non a caso, come si legge su Repubblica, la Juve lo starebbe attenzionando per la prossima stagione. Equilibrato, razionale, mai una parola fuori posto: il tanto ricercato stile juventino calza a pennello nel mister piacentino. Difficile sottrarlo a Lotito, che già pensa di farlo diventare il Ferguson laziale. Presto gli proporrà un nuovo contratto, con ben altre cifre, rivedendo molti aspetti. Il vero top player è lui, per fortuna che Bielsa si è dimesso in tempo.lalaziosiamonoi.it

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Luis Alberto vuole tenersi stretta la Lazio: avanti con lo spagnolo, poi se la vedrà con Nani e Felipe

Segna sempre lui, canta felice la Nord laziale. Ciro Immobile è la certezza dell’attacco biancoceleste e pure di quello azzurro. Per lui 11 gol in 10 partite, amichevoli comprese, in questo inizio di stagione da applausi. E nelle 5 gare ufficiali, il centravanti campano ha colpito già 4 volte, tre con la Lazio (doppietta alla Juve in Supercoppa, un gol al Chievo) e una con la Nazionale, l’altra sera contro Israele. L’anno scorso, nelle prime 5 gare, aveva segnato solo un gol, quindi Immobile è partito perfino meglio della sua stagione record, chiusa con 31 reti, 26 con la Lazio e 5 con l’Italia. Tra gli acuti di Ciro, la nota stonata è che se stecca lui, la sua squadra resta a digiuno: è successo alla Biancoceleste contro la Spal e alla Nazionale a Madrid. Impossibile farne a meno, quindi, per Inzaghi e Ventura.
Nel 3-5-2 che il tecnico laziale considera il modulo base, Immobile è il punto fermo e Caicedo il suo vice, mentre per il ruolo di “spalla” di Ciro sono in corsa Luis Alberto, Felipe Anderson e Nani. Tocca a loro non far rimpiangere Keita, che nel segmento finale della scorsa stagione si era rivelato partner ideale del centravanti di Torre Annunziata. Al momento il titolare è Luis Alberto, tra i più convincenti dell’intera rosa in questa prima parte di stagione. Sta sfruttando al meglio, il jolly offensivo spagnolo, l’occasione che gli è capitata, con Felipe Anderson infortunato e Nani ancora alla ricerca della giusta condizione. Il portoghese ha bisogno di tempo per tornare al massimo e sta lavorando sodoa Formello: il debutto è previsto per il 17 settembre, quando la Lazio affronterà a Marassi il Genoa. Ma Luis Alberto è determinato a lottare per tenersi il posto e domenica contro il Milan ha intenzione di sfoderare un’altra prestazione brillante sul modello della Supercoppa: vuole essere decisivo con un gol o un assist per Immobile che, tra l’altro, in estate è stato inutilmente corteggiato proprio dai rossoneri. Ma Ciro è incedibile, almeno lui. Repubblica.it

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Si riparte da tre: de Vrij ancora guida della difesa

La Lazio riparte dalla difesa a tre. Un esperimento della passata stagione che ora diventa un punto fermo su cui costruire il campionato che verrà. Un modulo che ha già dato garanzie e soprattutto più indicato per i giocatori attualmente in rosa. Sarà compito di Massimiliano Farris, vice di Inzaghi, perfezionare i movimenti e trovare la giusta quadra. Bastos, de Vrij e Wallace: questo il trio di partenza. Senza dimenticare Hoedt, prezioso regista arretrato, e Radu, che nel prossimo campionato agirà più come centrale che come terzino. De Vrij alla fine dovrebbe rinnovare (con contratto con una clausola da circa 30 milioni).
Ilmessaggero.it

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Lazio, ora non ripetere gli stessi errori del passato

Bel gioco, finali di Tim Cup e Supercoppa Italia da giocare contro la Juventus, ritorno in Europa dopo una stagione senza competizioni internazionali. È un film già visto dai tifosi laziali, i quali temono il verificarsi di un’altra annata incolore nella prossima stagione, come avvenne nello scorso campionato. Per scongiurare un’eventualità del genere, come si evince dalla rassegna di Radiosei, c’è una lista di errori da non ripetere. Innanzitutto, non si deve ritenere che la squadra sia difficilmente migliorabile: gli acquisti vanno fatti, ma i partenti non vanno rimpiazzati con giocatori di livello inferiore (sarebbero tra l’altro preferibili giocatori che già conoscono il campionato italiano) e soprattutto la società non deve attivarsi solo negli ultimi giorni del mercato estivo. Sul fronte rinnovi non si può attendere oltre, ci sono situazioni in bilico che vanno risolte prima possibile; nel caso in cui non si trovi una soluzione, sarebbe preferibile non perdere più di due big. Non vanno poi alterati gli equilibri dello spogliatoio (come avvenne nell’estate del 2015 per la questione della fascia di capitano) e in questo senso bisognerebbe anche chiarire fin da subito le gerarchie tra i portieri. Non va dimenticato poi che dalla prossima stagione il quarto posto vale la Champions League: vietato accontentarsi dell’Europa League, questa squadra può sognare in grande. C’è poi un altro fattore che è stato ritrovato ultimamente e non va disperso di nuovo: l’entusiasmo dei tifosi biancocelesti, che va supportato anche con prezzi dei biglietti accessibili. Infine, non bisogna rovinare quanto di buono fatto da Inzaghi delegittimando l’allenatore biancoceleste, bensì si deve dare continuità alla fiducia a lui concessa dalla società laziale.lalaziosiamonoi.it

 

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De Vrij cambia agente e muta il mercato: ceduto Wallace?

La Lazio non sembra essere più il fortino impenetrabile che aveva caratterizzato le sue prestazioni fino a marzo. Come ricorda Il Messaggero, nove reti subìte fra Sassuolo, Napoli, Genoa e Roma in Coppa Italia. In quattro match incassati gli stessi gol presi nelle undici recite precedenti. Proprio il leader della retroguardia capitolina, rimarca Via del Tritone, potrebbe decidere di cambiare il proprio agente. Scrive Il Messaggero: “ la Seg a ottobre aveva trovato un preaccordo con lo United, adesso Stefan potrebbe cambiare procura. E la scuderia è infastidita perché fiuta il doppio gioco della Lazio, inizialmente d'accordo sulla cessione. Non a caso l'olandese sarebbe stato avvistato a cena con Triulzi, manager di Dybala. Ma in ballo c'è anche Lucci, agente già vicino a Tare nell'affare Djordjevic (1,8 milioni di commissioni) e da settimane al lavoro col diesse per sistemare il serbo altrove. Se de Vrij dovesse sceglierlo, si riaprirebbe il discorso rinnovo?”. Infine, dalla Spagna si sussurra che il super-procuratore Mendes potrebbe portare a Formello una maxi-offerta del Real (interessato anche a de Vrij) da 35 milioni per Wallace a giugno. Tanti soldi…