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Lazio, addio ad Auronzo possibile: fissata la riunione decisiva

Dopo ben 17 anni ad Auronzo di Cadore, la Lazio potrebbe cambiare luogo per il ritiro estivo. Come riportato da Il Messaggero, il presidente Claudio Lotito ha confermato la voglia di restare a Formello, con la possibilità di fare qualche tournée all’estero.

La decisione, però, non è ancora stata presa e, secondo il quotidiano, in settimana è prevista una riunione importante per decidere le sorti del ritiro estivo che servirà a preparare al meglio la prossima Serie A.

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RASSEGNA STAMPA RITIRO ESTIVO

Lazio, Auronzo in bilico: Lotito valuta l’interruzione dell’accordo

Ogni anno, d’estate, per un minimo di almeno due settimane, la squadra biancoceleste si reca sulle Tre Cime di Lavaredo, precisamente nella località Auronzo di Cadore, per svolgere il consueto ritiro estivo, occasione di incontro anche con i tifosi che da Roma e altre zone dell’Italia giungono numerosi per accogliere i nuovi arrivati e caricare la squadra all’inizio della stagione. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del quotidiano de Il Messaggero, tra i tanti cambiamenti futuri potrebbe anche esserci la sede del prossimo ritiro estivo.

Auronzo di Cadore non è più una certezza, il Comune veneto e la Media Sport Event entro il 31 marzo aspettano una risposta dalla società biancoceleste per l’estate 2025 che, secondo il contratto, dovrebbe essere l’ultima nella località montana. La volontà di Lotito è ancora incerta: si starebbe pensando di rimanere a Formello e interrompere anzi tempo l’accordo ormai pluridecennale, rinunciando a 250.000 € e optando, al massimo, per una tournée all’estero. Per i tifosi, forse, non sarebbe una bella notizia quella di non poter più unire l’amore per la Lazio con una piacevole vacanza in montagna, rinunciando al viaggio ad Auronzo, per molte famiglie diventato oramai un rito decennale, ma non mancheranno, sicuramente, in ogni caso, le occasioni per supportare la squadra durante l’estate.

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RITIRO ESTIVO

Auronzo al capolinea? Lacchè: “Parole Sindaco una scusa, non vogliono più la Lazio”

Dopo il duro botta e risposta con Dario Vecellio Galeno, Sindaco di Auronzo di Cadore, torna a parlare Gianni Lacché, presidente della Media Sport Event, società incaricata di organizzare il ritiro della Lazio sotto le Tre Cime di Lavaredo. Queste le sue parole al Corriere dello Sport.

Posso immaginare il perché di questo contrasto. Ho la documentazione, a marzo 2023 abbiamo stipulato l’accordo per proseguire fino al 2025. Le sue parole sono una scusa, non vuole continuare con la Lazio. Ha parlato di un rapporto stantio dopo 17 anni, ha detto che hanno bisogno di nuove esperienze. Ma nessuno l’ha obbligato a firmare fino al 2025.

Il Comune doveva provvedere all’acqua e alla frutta, alla lavanderia e alle pulizie degli spogliatoi. Stop. Ha citato la sistemazione del campo per 80mila euro, è una cosa che non ha senso. Non lo usano solo per la Lazio, lì ci vanno anche l’Auronzo e i bambini del Cadore. Per la prima volta ho sostenuto di persona le spese per le tribune, i bagni chimici, gli steward e altri piccoli-medi aspetti. Ho ottemperato al mandato al 100%. Cosa ho fatto di male per ricevere questa cattiveria? Se il problema sono io, mi tiro fuori e possono accordarsi direttamente con la Lazio. Ma non lo faranno mai e sapete perché? Il sindaco non è interessato: è tutto un pretesto, non vogliono più la Lazio ad Auronzo.

Penali per la rottura del vincolo? I miei avvocati stanno verificando come procedere. Ci sono i documenti e le mail scambiate con l’amministrazione comunale, io ho il compito di riportare la Lazio ad AuronzoOra purtroppo non sembrano esserci i presupposti. Eppure i tifosi sono contenti, mi scuso lo stesso con loro per la situazione. Il ritiro è stato più corto, la settimana dal 14 al 21 luglio è stata comunque sold out. Tra le 10 e le 15mila persone.

La Lazio entro il 30 marzo si riserverà di dire se continuerà o meno ad AuronzoSe non vuole Lotito è una cosa, se non vuole il sindaco è un’altra e se la vedrà con i miei legali. Nell’eventualità, tra dicembre e gennaio, proporrò altre soluzioni di livello alla Lazio per il prossimo ritiro”.

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ESCLUSIVE RITIRO ESTIVO

ESCLUSIVA – Provedel: “Ho provato a convincere Sarri, ora compatti con Baroni. A Mandas consiglio di giocare. Champions, ci sono squadre più attrezzate”. Sul rapporto Lotito-tifosi… (VIDEO)

AURONZO DI CADORE – Come spiegava lui il suo primo giorno a Formello, “non c’è un’età o un momento giusto o sbagliato per arrivare”. A volte ci vuole una carriera intera. Poi bastano poche settimane per diventare beniamino, un istante per entrare nella storia (chiedere all’Atletico Madrid),  un paio di anni per essere considerato un riferimento dello spogliatoio, un baluardo da cui ricominciare. I tifosi della Lazio ci avevano visto lungo. Dapprima per slancio di fede, sfoderando il tormentone di fine estate sulle note del ‘Capello’ di Edoardo Vianello: “Che finimondo per quel portiere biondo, si chiama Provedel”. Oggi a ragion veduta, dopo l’uscita di scena di senatori che hanno segnato un’epoca. È da qui che inizia l’incontro esclusivo di Radiosei con il portierone biancoceleste dal gazebo del campo ‘Zandegiacomo’: “Io quando sono arrivato due anni fa ero felicissimo di essere alla Lazio e volevo cercare di essere un aiuto, una parte che potesse dare un contributo al bene della Lazio e penso di averlo fatto. Volevo dare fin da subito un contributo alla squadra al di là delle considerazioni iniziali. Ho sempre dato il mio meglio, al di là di quelle che erano le considerazioni iniziali di secondo e quant’altro. Secondo me tutto questo interessa poco. A me interessa solo fare bene sul campo ogni giorno e come ho detto dare il mio contributo poi se posso darlo in maniera attiva ancora meglio altrimenti io comunque cerco sempre anche di farlo appunto nello spogliatoio e nel quotidiano perché penso che alla fine poi i risultati arrivino con tutto e non solo con i 90 minuti.”

Sei rimasto fuori praticamente da marzo e con un miracolo stavi addirittura volando all’Europeo. Ci sei rimasto male di non esserci andato?

“Ma guarda al di là di quelle che sono delle scelte del commissario tecnico, che è lì perché deve fare delle scelte, queste vanno rispettate. È chiaro che come bimbo che sogna di arrivare in determinati palcoscenici ci resti male, però fa parte del gioco. Comunque sono stato anche fuori per diverso tempo, ho dimostrato comunque di essere rientrato con una discreta condizione. Ripeto, fa parte del gioco.”

Tanti sono partiti, tanti big sicuramente. Appunto, dopo due anni sei diventato uno dei leader di questa, una giovane Lazio. Ti sentiresti pronto a esserlo, a mettere tra le braccia la fascia di capitano?,

Voglio intanto ringraziare i ragazzi che sono andati via perché hanno dato tanto alla Lazio in tutti gli anni in cui sono stati qua e hanno dato tanto anche a me in questi due anni in cui ho condiviso con loro lo spogliatoio. Sono felice perché mi hanno anche fatto capire cosa vuol dire stare nella Lazio. Per quanto riguarda il discorso capitano, per come la vedo io, per come ho vissuto lo spogliatoio in questo momento, il capitano è Danilo Cataldi. Mi dispiace che se ne parli, Danilo è una persona che è qui da tanto tempo che è una di quelle che forse più di tutte mi ha fatto capire cosa vuol dire stare nella Lazio e al netto di quelle che poi sono le considerazioni della società o non lo so chi decide queste cose. Questa è la mia idea. Questo non cambia quello che è il mio approccio, quello che è il mio lavoro, il mio modo di fare. Penso che soprattutto con i giovani che sono arrivati la cosa che bisogna fare è dare l’esempio e dare l’esempio”.

Senti questo inverno già anche quando stavi facendo grandi prestazioni si parlava tanto di corteggiamenti della premier cosa c’è stato di vero?

Dovreste chiamare il mio agente chiederlo a lui. Lui mi dice le cose quando sono concrete. Di concreto, effettivamente non c’è mai stato nulla da quello che so io. Per cui ecco questo è. Si, ho letto anch’io poi, perché è uscito da tutte le parti: qualche cosa c’è stata però che io sappia niente di concreto e poi io qua sto molto bene per cui non ho neanche avuto farfalle particolari in testa Ecco, quello no“.

Io lo chiedo a un portiere che è esperto. Mandas ha fatto benissimo. Ora ovviamente sei tornato tu, tu sei il primo. Se fossi nella società, tu un giovane talentuoso come Mandas, lo manderesti a giocare in prestito perché ha bisogno di giocare per crescere? Oppure lo lo terresti e in genere, ma non riguarda solo lui, ma anche in genere i giovani portieri?

Io non parlo di lui, penso che il discorso sia a prescindere, dipende dal percorso che si vuole fare con un ragazzo. Lui è un bravo ragazzo, un grandissimo ragazzo, un grande lavoratore e per me, per quanto mi riguarda come portiere, il portiere deve giocare. Quindi se dobbiamo parlare della crescita di un ragazzo, un ragazzo deve giocare, deve fare più esperienza possibile anche per poi valutarlo e per cui io se devo consigliare un ragazzo che fa il mio stesso ruolo dico sempre che deve giocare al di là di tutto. Dopo di che rientriamo in quelli che sono i nostri ruoli e la società sicuramente saprà fare le proprie considerazioni per il bene della squadra e del ragazzo. Questo è il mio pensiero.”

Sarri ti ha voluto e con lui sei esploso definitivamente. Alla Lazio tu sei uno di quelli che è andato a casa per convincerlo a restare quando aveva dato le dimissioni. Sei leader carismatico nello spogliatoio però ci sei stato poco con Tudor. Cosa non ha funzionato?

Beh, intanto tengo a ringraziare particolarmente il mister Sarri, perché comunque se sono qui tanto è dovuto a lui. E e al di là del fatto che sono qui mi ha comunque dato la possibilità di poter giocare per la Lazio e di poter dimostrare e questo mi ha fatto crescere tanto. Ho cercato non lo nego di convincere o comunque di fargli capire insomma quello che era il punto di vista mio e anche di altri. Il mister comunque è stato irremovibile perché è una persona coerente con quello che dice quello che fa aveva preso una decisione e così è stato. E con Tudor penso che io purtroppo non ho vissuto molto lo spogliatoio perché ho dovuto curarmi parecchio tempo. Ho cercato di stare con la squadra il più possibile, anche quantomeno per le gare, casalinghe e non. Comunque è cambiato tanto nella metodologia del lavoro, nell’approccio, quindi il momento era anche un po’ particolare, i risultati facevano fatica ad arrivare e magari ha fatto un po più fatica ad entrare in sintonia con quello che era la squadra. E sai, poi è stata anche un’annata molto particolare, quindi c’era un po’ tutto. Poi sembrava anche molto più difficile di quello che in realtà era. Si creava sempre anche un caso dietro ogni cosa ed è stato tutto molto più difficile. E prima per Sarri, poi per tutto, quindi tutto andava un po’ storto. Ecco.

Adesso si riparte da Baroni, è rimasto Viotti che era il vice di Massimo Lenci. Baroni cosa vuole quest’anno? Vuole, come Sarri, che si riparta cioè che vengono coinvolti nel nella manovra dal basso?


Allora il mister intanto ha iniziato ad avere un approccio molto morbido, nel senso che non è arrivato subito in modo integralista, non ha stravolto niente anzi. Ha saputo prendere la squadra perché ha visto che in noi ci sono delle qualità. Ci sono anche tante cose invece che bisogna migliorare; sta cercando di farlo con molto tatto e infatti vedo che i ragazzi stanno lavorando con grande entusiasmo non sono stravolti da questo. Sicuramente il mister vuole giocare, vuole che ci sia un inizio di manovra, non è una cosa esasperata. Dobbiamo fare le cose con testa e con equilibrio e adesso stiamo iniziando a trovare delle soluzioni che possono essere sia utili in fase di possesso nell’attrarre anche l’avversario sia poi per verticalizzare, perché il mister vuole verticalizzare.


Per il discorso della partenza dei big c’è un po di scetticismo ancora intorno a questa giovane Lazio, eh? Secondo te dove può arrivare? E se dovessi giocare d’azzardo punteresti 100€ su questa Lazio che può tornare in Champions?

“Come ho detto prima sono partiti dei ragazzi che hanno fatto veramente tanto erano di livello altissimo e sicuramente sono una perdita importante ed è normale che chi ci segue possa avere una sorta di scetticismo, di scoramento. Però anche loro, prima di diventare quello che sono diventati comunque sono partiti diciamo non dal basso però dovevano farsi conoscere come tutti noi dobbiamo farci conoscere; e io vedo che i ragazzi giovani che sono arrivati sono di qualità, gente di qualità di grande voglia e che si vede che vuole dimostrare di poter meritare questa maglia. Per cui io penso solo che ci vuole del tempo e ci vuole fiducia. Capisco. Come ho detto, capisco il sentimento del tifoso e non lo biasimo nel senso normale. I ragazzi che sono arrivati, che stanno arrivando meritano fiducia e anche noi poi dobbiamo fare del nostro per coinvolgere l’ambiente per meritare la carica. Secondo me dobbiamo cercare di caricarci a vicenda perché facendo così anche chi è nuovo entra bene, con lo spirito giusto. Facendo così si possono fare grandi cose per la Champions ti dico ci sono squadre sulla carta più attrezzate di noi. Il calcio però non è una scienza esatta; noi vogliamo innanzitutto diventare una squadra forte perché comunque abbiamo cambiato tanto, vogliamo diventare una squadra forte, vogliamo diventare compatti e questo non ci vieta di assolutamente di fare bene. Anzi ci aiuterà a migliorare quello che è stato un piazzamento che ci ha portato in Europa League e noi volevamo puntare più in alto.”


Senti, ti faccio un’ultima domanda perché ieri Lotito ha compiuto venti anni di presidenza? E il padrone più longevo della Lazio? Tu sei arrivato da due anni. Lui dice spesso che che è intervenuto nello spogliatoio, qual è il rapporto con voi giocatori e perché ancora i tifosi nonostante abbia vinto sei trofei, secondo te, visto che sei qui da due anni non non sboccia mai il feeling o insomma c’è questo clima in questo momento?

Guarda, è complicato perché io sono qua da due anni ed è una cosa che non è mai sbocciata nell’arco di vent’anni. Il Presidente con noi ha un rapporto molto diretto, ultimamente non lo stiamo vedendo molto. Quando viene comunque cerca di farci arrivare quello che è il suo tenerci ai risultati di tenerci e quello che dobbiamo fare. Secondo me c’è qualche mancanza; un po’ come quando c’è un rapporto che non va di coppia. Magari basta un qualcuno che fa da intermediario. Ecco, è un peccato perché io sto capendo veramente il tifoso laziale cosa sente dentro, l’amore che prova per questi colori. Sento che anche al nostro interno c’è tutto questo e manca magari un po’ questa connessione: sicuramente i risultati aiutano. Però non devono nemmeno essere, l’unico anello che tiene la catena collegata. Ecco però, come ho detto prima, noi adesso ce la stiamo mettendo tutta per contattarci per per far vedere comunque che noi ci siamo che siamo tosti e che vogliamo arrivare in alto. Noi facciamo la nostra parte cerchiamo di andare oltre i nostri limiti augurandoci che il tifoso veda questo che lo apprezzi e penso che poi insieme possiamo fare veramente grandi cose. Grazie grazie a voi.

……

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AURONZO, DAY 12 – Ultima seduta, defezioni (possibile lesione per Tavares) e partenza: la Lazio saluta il Cadore

AURONZO La Lazio saluta il Cadore (forse definitivamente, visti gli attriti con l’amministrazione comunale) dopo l’ultima sessione di lavoro andata in scena questa mattina. Prima del rientro nella Capitale, dove svolgerà il resto della preparazione, intervallata da amichevoli internazionali (la prossima contro l’Hansa Rostok sabato 27), la squadra di Baroni si è allenata per l’ultima volta al campo ‘Zandegiacomo’. Il saluto da parte dei calciatori ai tifosi ancora presenti sugli spalti ed una sessione di lavoro soprattutto atletica con diverse defezioni.

Out Gila (frattura all’alluce, si è rivisto in campo senza scarpini), Dele-Bashiru, Romagnoli (indurimento muscolare nell’amichevole con la Triestina), Cataldi (adduttore) e Nuno Tavares, alle prese con un problema muscolare che sarà definitivamente verificato con degli accertamenti muscolari che verranno effettuati nella Capitale. Il portoghese rischia la lesione muscolare (leggi l’intervento a Radiosei del Dott. Ivo Pulcini). A questi si è aggiunto anche Pedro (ieri non in campo) che ha corso in via differenziato lungo il campo. Lavoro di scarico per chi è sceso in campo nel test con la Triestina.

Con il gruppo e con un surplus di lavoro, invece, Castrovilli che – concluso l’allenamento insieme ai compagni – ha effettuato una fase personalizzata per recuperare il tempo perso di preparazione.

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AURONZO – Baroni: “Voglio una Lazio con mobilità offensiva. Contento dei nuovi e di Isaksen. Affetto dai tifosi. Mercato? C’è tempo” (AUDIO)

MARCO BARONI IN CONFERENZA STAMPA DA AURONZO DI CADORE:

Che bilancio fa del ritiro?

“Prima di tutto, ringrazio tutta la squadra: ho trovato una partecipazione e una disponibilità non scontata. È un gruppo di ragazzi unito, con grande cultura del lavoro che per noi è fondamentale. Abbiamo lavorato duro. Per andare forte bisogna allenarsi forte. Anche alcune problematiche che abbiamo avuto sono stati in linea con i carichi di lavoro duri. L’obiettivo di questa partita era quello di non avere infortuni”. 

Si aspetta altro dal mercato? Guendouzi trequartista è solo un’esperimento? 

“Ci saranno da fare delle uscite. La società sa benissimo cosa dobbiamo fare, ma questo gruppo sta lavorando bene. Stiamo cercando di partire da una mobilità offensiva, anche dei centrocampisti. Queste rotazioni che stiamo ricercando sono congeniali per i nostri interpreti. Guendouzi può fare il trequartista, come Castrovilli e Dele-Bashiru. Andremo a lavorare nell’impianto con una difesa a quattro e con doppi esterni. I vertici daranno beneficio alla costruzione offensiva”. 

Noslin e Castellanos sono centravanti del prossimo anno? Chi sarà il capitano?“Qui ci sono tanti capitani, questo è un aspetto importante. Questa scelta la comunicherò prima alla squadra nelle prossime settimane. Noslin e Castellanos dobbiamo servirli meglio, anche e soprattutto nella profondità. Ci arriveremo a farlo. Sono due giocatori che mi piacciono perché si muovono e hanno capacità di tiro. Dobbiamo lavorare tanto sull’attacco della porta”. 

Manca un calciatore di qualità in attacco? 

“Queste gare fanno poco testo. Sono stati due test impegnativi, hanno giocato un calcio solido e duro. La qualità serve sempre alla squadra, ma dobbiamo trovarla anche noi. Dopo lo sviluppo c’è la zona di rifinitura dove possiamo migliorare tanto, abbiamo la qualità per farlo. Noslin, per esempio, si muove molto. Credo molto nella mobilità offensiva, anche fuori posizione. Questo ci può essere d’aiuto soprattutto contro difese chiuse”. 

Che bilancio  fa dei nuovi acquisti? Cosa ha chiesto alla società sul mercato?

“Abbiamo preso dei giocatori che ci servivano, ragazzi giovani e interessanti. Dobbiamo essere più veloci a farli integrare. Con la società sono costantemente in contatto. Abbiamo fatto la prima fase, ora si alzerà anche il livello delle partite e poi andremo a vedere. C’è ancora tanto tempo in questa sessione di mercato. Ora ho un organico su cui lavorare, se ci sarà la possibilità e le occasioni staremo attenti. Sui nuovi sono contento. Hanno trovato un gruppo di lavoro veramente di altissimo livello, ed è positivo. Quando hai e vedi dei compagni che sono inquadrati, che hanno la cultura del lavoro, anche loro trovano un terreno diverso. Sono fiducioso della loro integrazione. Sono contento anche molto di Isaksen: non capisco da dove sia uscita questa cosa che sarebbe in vendita. Per me è importante e credo che quest’anno potrà essere la sua stagione. Serve sempre del tempo per capire il calcio e integrarsi, per entrare nella nostra cultura di lavoro. Mette tanta attenzione e ha grandi margini di miglioramento”.

Castrovilli? 

“Noi stiamo cercando di lavorare sulla mobilità da parte dei centrocampisti. Gaetano ha corsa, qualità e tiro. Ci può dare una grande mano”.

Mandas e Zaccagni?

“Si parte dal fatto che dovremo giocare 47 gare, anche se noi ne vogliamo fare molte di più. Servirà l’aiuto di tutti, tutti avranno le loro occasioni. Zaccagni non è sicuramente un problema, anzi. È straordinario, tutti lo vorrebbero avere. Il terreno pesante oggi non ci ha aiutato, però metteremo tutti i giocatori nelle condizioni di dare il massimo. Metto sempre il calciatore e la squadra al centro del progetto”.

Manca qualcosa in difesa?

No, non manca niente. È una difesa forte. Guardo sempre avanti e non torno indietro. Oggi il gol è stato casuale, ma ci dovremmo lavorare. C’è sempre molto da lavorare”. Tifosi? 

“Abbiamo ricevuto una bella accoglienza. Devo ringraziare i tifosi. Ho sentito tanto affetto da questo punto di vista. Hanno visto gente che lavora: partiamo da lì, dall’attaccamento alla maglia che noi vogliamo. I primi a muovere questo dobbiamo essere noi nel loro lavoro”.

Rovella? 

“E’ un giocatore al centro del progetto. Ho parlato con lui, ma erano impressioni anche dal punto d vista fisico. Il calciatore non è solo nelle gambe, è anche nella testa e nel petto. Il lavoro nostro è questo”. 

Modulo? 

“Il centrocampo avrà delle variabili. Dipende da come devi attaccare l’avversario. Bisogna rompere la staticità: penso che ci sia grande possibilità nella mobilità. È chiaro che dobbiamo mantenere la compattezza, le distanze. Abbiamo le idee chiare. Lavoreremo su questo”. 

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AURONZO, DAY 11 – Romagnoli dopo la Triestina: “Infortunio? Solo un indurimento. Baroni preparato, noi ambiziosi ed umili”

Intervenuto ai canali ufficiali del club, Alessio Romagnoli ha condiviso le sue impressioni sul ritiro e ha rassicurato i tifosi riguardo al suo infortunio durante la partita contro la Triestina, terzo e ultimo test amichevole del ritiro in Cadore. Queste le sue parole: “Sento l’adduttore molto duro pma penso che sia solamente un indurimento. È normale dopo questi carichi, l’importante però era fare un buon precampionato, tre buone partite quindi lavoriamo e continuiamo. Abbiamo fatto comunque buoni test per allenarci, abbiamo spinto tanto e caricato tanto. Oggi abbiamo trovato una squadra molto preparata che punta a salire in Serie B, siamo contenti però dobbiamo lavorare perché dobbiamo farci trovare pronti per il campionato”. Su Baroni: “Una persona molto preparata ma non servo io per dirlo. Lui ha fatto tantissimi risultati buoni in carriera quindi siamo contenti che sia con noi. Oltre ad essere preparato è una brava persona e siamo curiosi di scoprirlo ancora”. Poi sugli obiettivi stagionali: “Noi dobbiamo essere ambiziosi come sempre. Ma dobbiamo essere anche umili e lavorare in silenzio per poi sfruttare il nostro momento”

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AURONZO – Lazio-Triestina 1-1: apre Guendouzi (rigore), chiude Lazzari (nella sua porta). Il ritiro si chiude con poca qualità. Stop Romagnoli

LAZIO-TRIESTINA 1-1
Marcatore: 8Guendouzi (rig.) (L), 81 aut. Lazzari (L)

LAZIO: Provedel (46Mandas), Patric (60 Ruggeri), Vecino (46Basic), Rovella (86 Sana Fernandes), Guendouzi (46Akpa Akpro), Romagnoli (39 Casale), Noslin (65Castellanos), Isaksen (46 Cancellieri), Tchaouna (46Zaccagni), Hysaj (46 Pellegrini), Marusic (46` Lazzari). A disp.: Furlanetto, Renzetti, Dele-Bashiru, Castrovilli, Nuno Tavares, Cataldi, Milani, Pedro.
All.: Marco Baroni

TRIESTINA: Ross, Germano, Struna, Rizzo, Bijleveld, Voca, Vicario, Correia, Lescano, Vallocchia, El Azrak.

A disp.: Diakite, Borriello, Moretti, Malomo, Pavlev, Tonetto, Jonnsson, Guenduz, Celeghin, Attys, Fofana, Vertainen. All.: Michele Santoni
Arbitro: Roberto Lovison (sez. Padova)
Assistenti: Marco Roncari – Davide Fenzi

La Lazio ha concluso il suo trittico di amichevoli dal ritiro di Auronzo di Cadore contro la Triestinapareggiando per 1-1. Gol che arriva nel primo tempo e porta la firma di Guendouzi su calcio di rigore. Nel finale arriva il pareggio della squadra friulana con l’autogol fortuito di Lazzari sul tiro del finlandese Vertainen.

Ritmi bassi, si va a fiammate con una chiara difficoltà a fare gioco, a costruire in modo pulito occasioni da gol. Manovra poco ispirata, coerente con le caratteristiche dei trequartisti (Guendouzi primo tempo, Basic secondo) e con un palleggio non sempre pulito da parte dei mediani (Castrovilli ai box). Da segnalare due pali di un vivace Noslin e le prove ad intermittenza degli esterni offensivi (Isaksen, Tchaouna e Cancellieri), a parte Zaccagni (maglia numero dieci) che nella ripresa ha esordito e provato a dare maggiore qualità.

In casa biancoceleste da monitorare anche le condizioni di Romagnoli, che nel finale del primo tempo ha accusato alcuni dolori fisici e per non rischiare ha chiesto il cambio per Casale.

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AURONZO, DAY 10 – Castrovilli: “La Lazio come rinascita. Sento una scintilla, spero nasca il fuoco…” (AUDIO)

AURONZO “Sento una scintilla dentro di me, spero che nasca il fuoco, per me la Lazio è rinascita“: presenta così tutta la sua motivazione per la nuova avventura appena iniziata, Gaetano Castrovilli. Sono le sue prima parole laziali, arrivano dopo l’allenamento di questa mattina a Lazio Style: “Questo trasferimento per me significa rinascita – spiega – , dopo due anni veramente di buio sento delle sensazioni molto positive. Ho voluto fortemente la Lazio, l’ho detto più volte al mio procuratore, sono felice. Sento di avere una scintilla dentro di me, spero che nasca il fuoco, ho voglia di rifarmi, tanti obiettivi che voglio aggiungere, il primo è far contenti i tifosi della Lazio. Prima di tutto far bene col club, poi riconquistarmi la Nazionale”.

Poi continua sul nuovo progetto tecnico: “Il mister gioca molto sulle pressioni, fa un ottimo gioco che a me piace tanto, vuole che la squadra giochi, abbia un’identità. Mi reputo un giocatore tecnico, può esaltare le mie caratteristiche. Sono un ragazzo timido, ho tenuto tanto le emozioni in questo periodo, Quando è arrivata la firma mi sono liberato, ho incontrato Zaccagni in aeroporto, siamo saliti insieme. Ho trovato un gruppo fantastico. Non solo i miei compagni, ma anche chi c’è dietro le quinte”.

Poi aggiunge: “Un giocatore della Lazio che ti piace? Rocchi, anche se non rispecchia il mio ruolo. Lo vedevo come il simbolo della Lazio. Il 22? Per Kakà, ma soprattutto l’ho scelto per mio figlio, è nato il 4 febbraio. 2+2=4. Sono innamorato dei bambini, essere genitore è un’emozione incredibile. Lo devo a mia moglie, lei e mio figlio mi hanno dato una grande forza dopo il secondo infortunio, è stato molto difficile. Grazie a loro sono riuscito a superare questo ostacolo che era gigantesco”.

“Facevo danza classica – conclude – mi dicono che in campo quando mi muovo sembro un ballerino. La danza mi ha aiutato nella coordinazione. Una promessa? Impegnarmi sempre, sudare questa maglia, sono pronto a dare tutto, per di far un grande campionato”.

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AURONZO, DAY 10 – Mattina: partitelle a campo ridotto poi il 4-2-3-1 con Guendouzi ancora trequartista. Differenziato per Castrovilli

AURONZO Lazio in campo stamattina alle 10.30 per la prima delle due sedute odierne. I biancocelesti, come noto, domani alle 18 affronteranno la Triestina per l’ultima test di questa fase della preparazione, prima di tornare a Roma lunedì.

Dopo il break di riposo concesso ieri da Marco Baroni, giorno nel quale comunque i portieri e gli ultimi arrivati si sono allenati, stamattina la seduta è iniziata con due partitelle sei contro sei, con la composizione delle squadre mutate dall’allenatore fiorentino.

A conferma del buono stato di forma, Zaccagni si è subito allenato in gruppo, Castrovilli ha svolto lavoro differenziato. Palestra per Cataldi, Tavares e Deele Bashiru invece si sono limitati a lavoro fisioterapico. Assente Gila ovviamente.

Dopo le sfide a campo ridotto, Baroni ha schierato due formazioni da 11. Alla partita, inizialmente, non hanno preso parte Milani, Sana Fernandes, Ruggeri e Castrovilli. A sfidarsi le seguenti due compagini:

Celesti (4-2-3-1): Lazzari, Casale, Romagnoli, Hysaj; Rovella, Vecino; Isaksen, Guendouzi, Tchaouna; Castellanos;

Rossi (4-1-2-1): Marusic, Patric, Basic, Pellegrini Akpa Akpro; Cancellieri Pedro, Zaccagni; Noslin.

Tra i celesti, stante anche l’indisponibilità momentanea di Dele Bashiru e Castrovilli, nel 4-2-3-1 da trequartista si è mosso Guendouzi. L’ex Marsiglia aveva ricoperto quel ruolo contro il Trapani nell’ultimo test amichevole.

Mediana a due con Vecino e Rovella, Lazzari e Hysaj sulle fasce. Dietro a Taty unica punta, il tridente formato dall’ex Marsiglia appunto, con Tchaouna e Isaksen.

Lazio in campo oggi pomeriggio alle 17.30.