Categorie
CALCIOMERCATO

Mertens-Napoli, è rottura: il belga chiede 4 milioni a stagione

Dries Mertens ha chiesto un biennale da 4 milioni netti a stagione senza resettare le commissioni da elargire alla società belga che gestisce la sua procura. Una provocazione più che una richiesta che il Napoli ha già definito irricevibile. A queste condizioni, come scrive Ciro Venerato, giornalista Rai, sarà addio.

De Laurentiis era pronto ad offrire un rinnovo di un anno sfruttando l’opzione unilaterale stilata ai tempi dell’ultimo rinnovo e valida fino al 15 giugno. A cifre contenute (1.8 con bonus; più o meno questa la base); quasi la metà di quanto percepito nell’ultima stagione. Titoli di coda tristi per una storia calcistica meritevole di ben altro epilogo.

Categorie
INFERMERIA

Italia-Lazio, Lazzari in Paideia per accertamenti strumentali

Nel primo pomeriggio @manulazza29 svolgerà accertamenti strumentali in @clinicapaideia per approfondire le problematiche che lo hanno costretto a lasciare il ritiro della Nazionale!

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Carnesecchi, Romagnoli, Marcos Antonio ed indice di liquidità… E’ una settimana importante” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il piano di rafforzamento della Lazio promesso a Sarri è abbastanza chiaro. La Lazio ora sta andando avanti come se Milinkovic restasse. Per lui offerte vere non ci sono ancora, credo che sarà una settimana molto importante per Carnesecchi e per la questione Acerbi-Romagnoli. Marcos Antonio è praticamente preso, poi mancherà un difensore centrale per completare il pacchetto delle priorità

Cessioni ed indice di liquidità

La Lazio vuole realizzare almeno 10 milioni dall’uscite dell’attaccante kosovaro, mentre il Maiorca non ha intenzione di spendere tanto. L’ideale sarebbe trovare un altro club interessato in modo da poter aggirare la volontà del club spagnolo di risparmiare sul suo cartellino. Situazione simile è quella di Vavro ed Escalante, in questa settimana Lotito e Tare si concentreranno molto anche su queste situazioni visto che entro il 22 giugno va risolta anche la questione dell’indice di liquidità. Servirà versare una cifra di circa 5 milioni per archiviare il discorso”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma: “Fuori ogni logica le parole di Lotito sullo scudetto. Aumenta il rischio di perdere Romagnoli” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Pensavo fosse stato necessario spingere per il tesseramento di Romagnoli, poi abbiamo capito che bisogna avere pazienza perché molto passa dalla cessione di Acerbi. Il rischio di perdere quest’opportunità di mercato è alto, tra l’altro ora credo che tutti gli sforzi saranno concentrati sulla soluzione della situazione indice di liquidità. Dire come ha fatto Lotito che la Lazio stia lavorando per lo scudetto sembra fuori da ogni logica. Mi auguro, piuttosto, che torni ad esserci un metodo di mercato basato sulle idee

Ipotesi Flaminio

“Verificheremo se ci sono delle novità dell’ultima ora visto che Lotito è tornato a parlare di Flaminio. Da quanto ne sappiamo e da quanto detto spesso dall’Assessore Onorato reali possibilità non ce ne sono”

LEGGI ANCHE Lotito: “Contestato perché ho eliminato privilegi. Sarei dovuto essere più conciliante. Flaminio? Favorevole, ma…”

Categorie
CALCIOMERCATO

Stallo Acerbi, Romagnoli quanto aspetterà la Lazio?

Lo avevamo scritto più volte che non sarebbe stato facile trovare una squadra ad Acerbi, che – in accordo con la Lazio – da gennaio ha programmato il suo addio da Roma. E così si sta rivelando, perché a due settimane dalla fine del campionato ancora non si muove nulla di concreto sul suo futuro. Due i motivi, sicuramente non tecnico-tattici: la decisione di Lotito – anche legittima – di non regalare il suo cartellino (valutato 3-5 milioni) e l’ingaggio pesante di Acerbi, che da poco ha rinnovato il suo contratto fino al 2025 a 2,5 milioni di euro più bonus. Non una cifra irrisoria, considerando l’età non più giovanissima (34 anni). Logico che le squadre si facciano due conti prima di metterlo sotto contratto. Su di lui a fari spenti c’è la Juventus, che deve sostituire Chiellini, e può inserirsi l’Inter, se dovesse vendere Bastoni al Tottenham: Acerbi è un fedelissimo di Inzaghi, che nel 2018 si mosse in prima persona per portarlo dal Sassuolo a Roma.

Lo stallo su Acerbi è il motivo per cui la Lazio non accelera su Romagnoli: nei piani del club, l’ormai ex Milan prenderebbe il suo posto nella rosa di Sarri. La distanza economica (ballano circa 500 mila euro) con Romagnoli ancora c’è, ma a Formello sono convinti di chiudere una volta che si sblocca la cessione di Acerbi. Per questo hanno chiesto all’ex Milan, che nei giorni scorsi è tornato a casa sua a un’ora da Roma, di temporeggiare. Ma fino a quando aspetterà, il nuovo campione d’Italia? È una ghiotta occasione, Lotito non può farsela scappare. Tuttomercatoweb.com

Categorie
CALCIOMERCATO

Cabral, c’è l’ok di Sarri: ora la Lazio può trattarlo per 4-5 milioni

Mosse e strategie di mercato, la Lazio pronta a valutare la conferma di Jovane Cabral. Il capoverdiano sembra destinato ad essere ancora il vice Immobile. Arrivato in prestito a gennaio, ha giocato pochissimo negli ultimi sei mesi. I termini per il riscatto sono scaduti lo scorso 31 maggio, eppure a Formello c’è l’intenzione di confermarlo. L’affare si può chiudere intorno ai 4-5 milioni di euro, non di più. Cabral ha passato il periodo di apprendistato con Sarri. Prendere un altro attaccante vorrebbe dire iniziare un percorso con una nuova punta. Il tecnico ha dato il suo ok all’eventuale riscatto. Entro due settimane si conoscerà il suo futuro. Da apprezzare sicuramente il suo impegno: Jovane aveva esordito a febbraio in Europa League nella trasferta con il Porto. Poi era sparito dai radar. Rilanciato solo nell’ultima di campionato in cui ha pure segnato il suo primo gol. Sogna la conferma, la Lazio valuta. Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Contestato perché ho eliminato privilegi. Sarei dovuto essere più conciliante. Flaminio? Favorevole, ma…”

Claudio Lotito chiediamo come spiega l’astio contro di lui, nonostante sia, per numero di trofei, il presidente più vincente della storia della Lazio. “Nella vita si fanno delle scelte. Io ho scelto sin dal primo giorno di dire la verità. All’inizio delle mia avventura, ho detto che bisognava fare dei sacrifici, perché avevamo 550 milioni di debiti, che aumentavano di anno in anno. A molti le mie parole non sono piaciute. Si pensa sempre che il patron è quello che mette i soldi alla cieca e, invece, in una società per azioni, bisogna badare non solo al risultato sportivo, ma prima di tutto alla sopravvivenza e, quindi, a una gestione sana e vincente. Io non sono solo il proprietario della Lazio, ma il custode di una di passione secolare, che ho il dovere di preservare per tramandarla alle future generazioni. Devo essere, e mi sento, un presidente tifoso e non un tifoso presidente”.

Il clamore dilagante contro la Lazio è a pelle o è promosso da chi gravitava nel mondo Lazio e si è visto, con il suo avvento, chiudere i rubinetti?

“La Lazio ha il centro sportivo più grande e più moderno d’Italia, una invidiabile situazione economico-patrimoniale ed è la squadra che in questi anni ha vinto il maggior numero di trofei, dopo la Juventus. Per certi versi, la contestazione è un mistero. La verità è che una gestione trasparente elimina privilegi consolidati. Sarebbe stato facile per me continuare con le elargizioni pubblicitarie a pioggia alle radio e ai giornali. E’ per questo che molti, invece di mettere in luce quello che facciamo, cercano di demolirlo”.

Maurizio Sarri ha detto che per lui è molto più bello essere l’allenatore di una squadra, di proprietà di una famiglia e non di un fondo di investimento. Come pensa che il calcio sostenibile di una famiglia possa essere competitivo in un mondo, dove l’insostenibile sembra essere diventato la regola universale?

“Io sono convinto che si possano coniugare i risultati sportivi con quelli economici. Io voglio spendere, non sperperare. Per anni la Lazio era stata una mucca da mungere. Tutti pretendevano una collaborazione, un contratto, un’elargizione. Nel momento in cui chiudi i rubinetti, tu diventi un nemico da abbattere. Vede, nel mondo del calcio non mancano né i giocatori, né i direttori sportivi, né gli allenatori. Quel che manca sono le idee. Con le idee, prima che con il denaro, abbiamo ottenuto risultati importanti. Con le idee abbiamo, fra tanti altri trofei, conquistato la Supercoppa italiana, battendo la corazzatissima Inter di Mourinho. I soldi aiutano, ma non sono tutto”.

A proposito di sostenibilità, come è riuscito a trattenere i giocatori, che nella Lazio sono diventati top player e forse potevano ambire a ingaggi superiori?

“L’attaccamento alla maglia non è retorica, ma qualcosa che si può coltivare. A Formello il biancoceleste è un brand a vista d’occhio e il colore dell’appartenenza. Sono i colori della prima Olimpiade, che aveva come motto la vittoria per merito e senza scorciatoie. Noi siamo, prima ancora che una società sportiva, un ente morale. Noi siamo presenti sul campo e fuori dal campo, nella nostra città e nel paese, per abbattere con le nostre iniziative sociali, barriere e steccati a livello economico, culturale e razziale. Siamo diversi. E’ normale che qualche campione lo capisca e voglia restare”.

I suoi rapporti con la Curva Nord sono storicamente complicati. Un punto di incontro è nella sua agenda dei desideri?

“Io ho cercato senza tentennamenti di far rispettare le regole a tutti i tifosi. Continuerò a mettere in campo ogni azione volta a prevenire e a reprimere comportamenti illegittimi. Poi, è chiaro che le notizie artatamente false o a senso unico, messe in giro un giorno sì e l’altro pure, non aiutano. Guardi il contratto a Sarri. Tutti a metterlo in dubbio e a remare contro. E, invece, il contratto è firmato”.

Il Flaminio, come nuovo stadio della Lazio, potrebbe favorire il miglioramento dei rapporti?

“Lo stadio Flaminio appartiene alla storia della Lazio. E’ il luogo di una passione senza tempo. Io sono favorevole e disponibilissimo, ma non dipende solo da me. Ci sono da superare tutta una serie di ostacoli burocratici e concreti per renderlo lo stadio che vogliamo”.

C’è qualcosa che non rifarebbe?

“Smusserei gli angoli più aspri del mio carattere e sarei, in tante situazioni, più conciliante. Io, purtroppo o per fortuna, sono fatto così ed è difficile cambiare in corsa”.

Il suo sogno nel cassetto è lo scudetto?

“Abbiamo vinto tutto il resto. Manca solo quello. Non è solo un sogno, ma l’obiettivo. Ci stiamo lavorando”. Il Foglio

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, nulla si muove: Sarri spera nella sua permanenza

Nulla si muove. Può essere descritta così la situazione Milinkovic. Infatti, non sarebbe ancora arrivata nessuna offerta per il serbo. Il suo agente Kezman starebbe perlustrando l’Europa, ma di concreto ora ci sarebbe poco. I top club, quantomeno al momento, sottolinea il Corriere dello Sport, avrebbero altri obiettivi. Sergej resterebbe fuori dalla giostra, anche se United e Psg sarebbero sempre interessate. Un problema potrebbe essere la valutazione, con Lotito che sparerebbe alto e lo staff convinto che 65-70 milioni siano la cifra. Non resta che attendere cosa accadrà a giugno, ma, se le cose non dovessero cambiare, il Sergente si presenterà regolarmente in ritiro. E a quel punto, come spera Sarri, la permanenza sarebbe un’ipotesi sempre più probabile.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Tutta la gloria per Ciro: Lotito gli ha giá offerta un futuro da dirigente

Tutta la gloria per Ciro, re indiscusso della Lazio. Persino Lotito s’inchina di fronte al suo trono. Non lo ha mai fatto con nessuno, solo per Immobile ogni anno c’è un adeguamento e un rinnovo. E infatti, due settimane fa, il patron ha offerto in gran segreto al bomber un futuro da dirigente con quattro anni di anticipo rispetto alla scadenza del contratto (2026), prolungato e adeguato a 4 milioni più bonus soltanto ad agosto scorso. Allora Ciro avrà 36 anni, potrebbe decidere di appendere gli scarpini al chiodo, e Lotito vuole avere subito la certezza di trovarlo ancora al suo fianco. Ciro non ha prezzo, c’è la stretta di mano, un patto. Alla faccia di chi dice che il numero uno abbia paura delle figure che possano offuscarlo. Immobile è il suo orgoglio. Dal suo sbarco nel 2016 ha trascinato il club, conquistato trofei e la scarpa d’oro, macinato un record dietro l’altro. Peccato che solo sulla sponda biancoceleste del Tevere glielo riconoscano. Anzi, a Formello tutti sospettano che Ciro abbia pagato a livello nazionale sulla sua pelle l’ostilità nei confronti di Lotito, anche se in Federazione smentiscono. Eppure lo stesso patron ne è certo, lo ha consolato in privato quando tutti puntavano il dito contro il centravanti per l’uscita dal mondiale con la Macedonia del Nord. Immobile ha sofferto, poi ha saltato la finalissima dell’Italia contro l’Argentina per l’infortunio al malleolo. Eppure ci ha riflettuto tanto, e ora sembra davvero convinto di dire definitivamente addio all’azzurro e al nuovo ciclo del Mancio. Lo ha confidato a Lotito, l’unico a tributargli un premio (anche economico) per l’ennesimo titolo di capocannoniere vinto. Immobile vuole dimostrargli tutta la sua riconoscenza, confermarsi il figlio perfetto, concentrarsi solo sulla Lazio.


LA LEGGENDA


Eccolo il suo regno eterno, tramanderà di persona le gesta del suo mito. Già nessun italiano è come Ciro. Meglio di lui soltanto Nordahl al momento: negli anni cinquanta, lo svedese, vinse ben cinque titoli, Immobile è a quattro. La penultima volta era finito davanti a Ronaldo e Lukaku, quest’anno con 27 gol ha messo la freccia su Vlahovic e Lautaro. Nella classifica generale dei cannonieri ha staccato nomi illustri della storia del calcio sia recente che passato: Platini, Meazza, Riva, Boffi, Pruzzo. Tre titoli da capocannoniere solo alla Lazio come Beppe Signori, un idolo vivente dalle parti della Curva Nord. Nonostante il cambio di guida tecnica e il nuovo modulo, Immobile continua la sua media incredibile di reti a stagione, anzi ormai supera addirittura se stesso. Con Inzaghi si fermò a 150 gol in cinque stagioni, per una media perfetta di 30 centri all’anno. Al termine della prima annata di Sarri ha fatto meglio, segnando 32 timbri tra tutte le competizioni in ballo. Ciro è quota 182 gol in Serie A e 182 con la Lazio, Piola è da tempo dribblato. Numeri ancora più importanti se si considera che Immobile, in questa stagione, è stato costretto a saltare – fra Covid e infortuni – molte gare, comprese le ultime due di campionato.


IL VICE


L’età avanza, per questo la Lazio dovrebbe comunque cercare un erede, ma è ancora presto. Immobile vuole giocare sempre, aveva indicato come vice Caputo, ma Tare non si è convinto. L’altro Ciro, Mertens, al momento pretende 4 milioni l’anno, per i giovani Pinamonti e Hudson-Odoi Inter e Chelsea chiedono troppo. Lotito aveva sondato Kevin Lasagna con l’amico Setti, ma Sarri piuttosto preferisce riprendersi Jovane Cabral, su cui ha già lavorato sei mesi da gennaio. Occhio però alle nuovi pretendenti da Francia e Germania per il capoverdiano. Muriqi ha già un accordo da 2,5 milioni con il Maiorca, che prova a questo punto a giocare al ribasso sui 10 milioni di riscatto.

Il Messaggero

Categorie
CALCIOMERCATO

Indice di liquidità, servono almeno 5 milioni: il piano cessioni

Le cessioni in casa Lazio rimangono la priorità per sbloccare l’indice di liquidità. In uscita ci sono Muriqi, Vavro e Escalante. Tutti e tre sono andati in prestito a gennaio e possono garantire un tesoretto utile per le casse biancocelesti. Lotito vorrebbe sistemare tutti e tre entro il 22 giugno, data ultima per coprire il deficit dell’indicatore di liquidità, senza mettere mani al portafogli (come accaduto nell’estate scorsa con un esborso di 3,9 milioni di euro). Stavolta servono 5 milioni, di cui 4 potrebbero entrare grazie alla cessione a titolo definitivo di Vavro al Copenaghen. Altri 2 milioni dal Cadice per Escalante. Nel caso sarebbero sufficienti per colmare quel gap e sbloccare l’indice di liquidità. Corriere dello Sport