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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 2 – Mattina: teoria e tecnica della linea difensiva. Poi corsa e fase di possesso (VD/FT/AD)

AURONZO DI CADORE – Si ragiona sempre per reparti. Partono i difensori. Il lavoro consiste nell’alternanza palla coperta-palla scoperta, con una linea che lancia e l’altra che ha il compito di scappare e non appena riceve palla, ripartire rapidamente appoggiandosi sul regista. La linea a 4 dei celesti è composta da Lazzari, Casale, Romagnoli e Marusic. I rossi: Romano Mussolini, Dutu, Patric e Fares. Da play giostra Ruggeri. Il sole si alterna con una timida pioggia. Sul campo alle spalle della porta si prepara il resto della squadra. Nella seconda parte della seduta, dalla tattica si passa alla fase atletica. Protagonisti sempre i difensori, mentre il resto della squadra (centrocampo ed attacco) inizia la fase didattica sul campo principale.

Rossi: Luis Alberto, Cataldi,Bertini, Pedro, Crespi, Balde (Sana Fernandes).

Azzurri: Basic, Marcos Antonio, Vecino, Zaccagni, Diego Gonzalez, Felipe Anderson.

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“Quale mercato?”: Lotito tra trattative, Senato e diritti, Sarri sta perdendo la pazienza

Sarri ai tifosi: “Quale mercato?”

[…] Maurizio si è dato un ultimatum silenzioso. Si è concesso una settimana di tempo e, se non avrà i primi rinforzi ad Auronzo, perderà la pazienza con Lotito. È rimasto sereno in vacanza in barca e poi a Castelfranco. Ha compreso le esigenze societarie, ha gioito ai rinnovi di Pedro e Luis Alberto, ha deciso di fidarsi delle promesse del presidente e di aspettare in ritiro. Ma ora è il 13 luglio e bisogna fare un mercato da Champions subito: «Quale mercato?», ha risposto il tecnico con ironia a qualche tifoso appena sbarcato sotto le Tre Cime di Lavaredo. Fuori sorride, ha deciso di conservare questo atteggiamento in pubblico per non gettare ulteriore benzina sul fuoco, ma lui brucia dentro. Maurizio è molto preoccupato del ritardo sugli acquisti, ancora di più perché Lotito ieri era ancora impegnato in Senato e nei prossimi giorni lo sarà sui diritti tv a Milano. Già martedì l’allenatore aveva lasciato Formello nervoso, un po’ per problemi personali, un po’ per l’ultimo confronto. Il patron ora può e deve intanto accontentarlo in regia e in attacco. 

SPRINT MARCATO

Accelerata su Torreira perché il Torino chiede 25 milioni per Ricci e oltretutto non vuole privarsi di Sanabria, blindato col rinnovo. Sarri lo voleva già a gennaio, nemmeno davanti vorrebbe scommettere su prospetti, c’è la Champions in ballo. Gli piace Amdouni del Basilea, è in pole per Lotito. E’ stato invece offerto Castellanos, dalla talent room è uscita la candidatura di Georges Mikautadze del Metz (23 reti e 8 assist in 37 partite in Ligue 2), ma non c’è ancora un’offerta ufficiale per il “Mertens” georgiano. L’ultima parola è sempre del patron. Fabiani lo sta assistendo, ma non ha troppi margini di manovra né tanto meno un mandato vero da ds per fare il mercato, questo sta rallentando tutto. Dopo l’addio di Tare serviva una riorganizzazione più precisa dell’organigramma societario, anche la comunicazione (con Nvp in bilico) è stata lasciata un po’ in un limbo. Ora in troppi aspettano Lotito al varco. Soprattutto i tifosi, che confidano nell’intransigenza di Sarri, lo acclamano con cori e applausi alla prima uscita al campo Zandegiacomo, e poi ironizzano sulla nuova partnership tra Bombeer (marca di birra) e la Lazio: «Almeno potevano annunciare un main sponsor – si legge nei commenti sotto il comunicato social – ma a questo punto beviamo per dimenticare il mercato». Il Messaggero

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Lotito su Milinkovic: “Ancora non ho visto i soldi”. Zielinski complicato

Firma e maglia dell’Al-Hilal sono già un colpo al cuore, l’ultimo saluto di Milikovic provoca quasi un lutto: «Oggi è un giorno particolare per me. Sono passati 8 anni dal mio arrivo – scrive in un post su instagram, allegato a un video di ricordi biancocelesti – e non posso mai dimenticare tutto quello che abbiamo vissuto insieme. La Coppa Italia, le due Supercoppe, tutti gli assist, i gol. Mi avete supportato e dato la forza di un vero Sergente, lo porterò sempre nel mio cuore. La Lazio e il nostro popolo, gli allenatori insieme a tutti i compagni, sono stati una famiglia. Qui ho imparato tanto e sono diventato uomo. L’ultima gioia è stata la qualificazione in Champions e vi auguro ancora grandi cose. Questa sarà per sempre la mia seconda casa, forza Lazio». È ufficiale l’addio per l’Al-Hilal, anzi no senza il doppio annuncio: «Io non ho ancora ricevuto i soldi (la prima rata dei 40 milioni netti, ndr) e non concedo il transfer finché non li vedo», risponde a tarda sera Lotito, impegnato in un vertice con Fabiani per lavorare anche sul sostituto

Sarri vuole a tutti i costi Zielinski, ma si è complicato: per rifiutare il triennale da 12 milioni a stagione dall’Al-Ahli, il 29enne del Napoli pretenderebbe comunque un ingaggio altissimo. Più di quanto chiesto da Berardi, nonostante la Fifa abbia bloccato le mire dell’Al Nassr sull’esterno del Sassuolo. Oltretutto Lotito continua a non voler spendere 25 milioni per il loro cartellino. L’investimento va fatto sui giovani, ma costano tanto – forse di più – anche le alternative a Zielinski (Gedson Fernandes e Samirdzic) sul tavolo. Sergi Darder dell’Esplayol è un’occasione a 10 milioni per sostituire Basic, sondato da Salernitana e Celta Vigo: «Ma io ho scelto la maglia 26 di Radu – assicura il croato – e voglio restare alla Lazio».  Il Messaggero

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Zielinski, “sì” all’Al-Ahli: ora l’offerta al Napoli

Giornata cruciale sul fronte Piotr Zielinski-Al-Ahli. Gli arabi hanno offerto al polacco un triennale da 12 milioni di euro netti a stagione più una serie di benefit, nella giornata di oggi il giocatore potrebbe accettare la proposta. Il Napoli per il polacco parte da una valutazione di 25 milioni di euro. De Laurentiis aspetta l’offerta ufficiale per cedere il centrocampista che ha il contratto in scadenza nel 2024.

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Il saluto di Milinkovic: “Lazio per sempre la mia seconda casa. Con voi sono diventato uomo e Sergente vero”

Dopo l’ufficialità del suo addio, Milinkovic saluta la Lazio ed i suoi tifosi: Oggi è un giorno particolare per me, è difficile trovare parole giuste per salutarvi…Sono passati 8 anni da mio arrivo e non posso mai dimenticare tutto quello che abbiamo vissuto insieme. La Coppa Italia, le due Supercoppe, e tutti i gol e assist. Mi avete supportato sempre e dato la forza di un vero SERGENTE. Tutto questo non verrà scordato mai e lo porteró sempre in mio cuore. La Lazio e il nostro popolo insieme a tutti i compagni che ho trovato negli anni, è stata una vera Famiglia. Qui ho imparato tanto e sono diventato uomo che sono oggi. Grazie anche ad allenatori e tutto lo staff che ha lavorato con noi, e tifosi che con loro passione hanno aiutato a farci raggiungere risultati che sembravano impossibili. Ultima gioia con Sergente è stata la qualificazione Champions e vi auguro a tutti voi, di fare ancora tante grandi cose. Forza Lazio! Sarà per sempre la mia seconda casa”

Sergente

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Pellegrini, sondaggi dall’estero: per la Lazio è ancora una priorità

Come riportato da Alfredo PedullàLuca Pellegrini resta una delle priorità del calciomercato Lazio. Non è escluso che in settimana ci sia un incontro o un contatto con la Juventus per cercare di arrivare a dama. Le strade sono due: un nuovo prestito o l’acquisto a titolo definitivo per 8 milioni di euro. Il terzino vuole ritornare a Formello e per questo ha rifiutato due sondaggi di Atletico Madrid e Nizza.

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La certezza è Immobile: inizia la stagione del capitano (FT)

AGGIORNAMENTO 12,30 – Le visite mediche di Immobile e Hysaj che nel corso del pomeriggio raggiungeranno Auronzo di Cadore

Al 13 luglio la Lazio ha perso il suo un suo top player senza ancora nessuna entrata. Per questo la pazienza sta finendo e non solo quella dei tifosi. Sarri, infatti, già pochi giorni fa aveva affermato che ripetere il secondo posto della passata stagione sarebbe stata un’impresa ardua. Quello che è certo è che in casa Lazio, al momento, tutto rimane immobile. La Lazio ha bisogno di 5 rinforzi: un esterno d’attacco e una punta per la fase offensiva, oltre al sostituto di Milinkovic, un vertibe basso e un terzino sinistro e ormai siamo al 13 luglio. E i nomi che continuano uscire in orbita biancoceleste sono molti: l’ultimo di questi è Jesper Karlsson, esterno offensivo dell’Az Alkmaar, “il miglior tiro del mondo” come lo ha definito Kulusevski, ex Juventus e attuale giocatore del Tottenham. Nonostante due infortuni muscolari, la scorsa stagione ha fornito 13 reti e 8 assist. Ha impressionato anche nella doppia sfida contro la Lazio, siglando due passaggi decisivi all’andata all’Olimpico e un altro al ritorno, con tanto di rete del momentaneo 1-1. Un altro nome uscito a sorpresa è quello di Georges Mikautadze, attaccante del Metz per cui sarebbe stata già fatta una prima proposta. Ma tra i molti nomi che circolano ad Auronzo si sta dirigendo una certezza: si tratta di Ciro Immobile. Il capitano, dopo le visite, raggiungerà i suoi compagni sotto le tre come di Lavaredo.

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Klose: “Amo la Lazio, desidero allenarla e Lotito sa tutto. Tare non parla in faccia. Sergej, il deserto no!”

Semplicemente “Mito”. Lo scorso 9 giugno ha compiuto 45 anni, i tifosi biancocelesti lo hanno riabbracciato pochi giorni prima all’Olimpico per festeggiare il derby eterno del 26 maggio 2013, dopo 5 stagioni, 63 gol e 171 presenze – in tutte le competizioni – con la maglia della Lazio. Ha segnato ovunque, fuori dal Raccordo ottenuto il massimo: campione del mondo e capocannoniere della Germania di ogni tempo. Klose, la leggenda, si è ritirato, ora è pronto a tornare in Italia per una nuova avventura da opinionista di Prime Video per le partite di Champions, e ieri lo abbiamo incontrato nella redazione del Messaggero: «Non so ancora come vivrò questa nuova esperienza ma non vedo l’ora di cominciare. Ormai pesco soltanto e gioco a padel. Finalmente rivedrò tante persone che lavorano nel mondo del calcio, riassaporerò l’odore dell’erba del campo, questo mi fa sentire vivo come se il tempo si fermasse di nuovo».
Dunque, si è preso un periodo di pausa in panchina, dopo la parentesi all’Altach in Austria. Tornerà ad allenare?
«Certo, è il mio futuro. Io voglio allenare e sono sempre alla ricerca di una nuova sfida».
Aveva bisbigliato che le sarebbe piaciuto tornare alla Lazio, magari proprio come tecnico. O anche in un altro ruolo?
«Non mi vedo come dirigente, sarebbe fantastico invece rivedere Formello da allenatore. Lotito già sa tutto».
In che senso? È già arrivata una telefonata?
«No, ma ho parlato col presidente in occasione del decennale dalle Coppa Italia e sa bene cosa voglio fare da grande. Io sento dentro di voler guidare i giovani, per permettergli di arrivare in Serie A o in Bundesliga ai massimi livelli. Mi piace tantissimo insegnare quello che ho imparato e farlo a Roma sarebbe un sogno. Io ho casa, la mia famiglia ama la capitale e io la Lazio».
Anche i sostenitori biancocelesti la adorano e lo hanno dimostrato da poco.
«Non riesco a spiegare in una parola il calore che ho sentito dal primo giorno del mio sbarco né l’affetto che mi mostrano ogni volta che torno in città o allo stadio ricordandomi i derby vinti, il mio gol nel 2011 all’ultimo secondo. Comunque andrà, loro saranno nel mio cuore in eterno».
Tare ha detto che dietro il grande campione Miro non c’è però un grande uomo. Cosa è successo davvero nel 2016 al momento del divorzio?
«Non voglio fare polemica, ho solo detto che se un club decide di interrompere un rapporto con un giocatore bisogna dirglielo in anticipo e non aspettare l’ultimo giorno come successo con me, Lulic, Mauri, Bizzarri, l’elenco è lungo. Quando a me non è stato comunicato nulla, ho preso io la decisione di smettere di giocare e di togliere il disturbo. Ma ho raccontato la mia storia affinché queste incomprensioni non si ripetano in futuro, affinché cambi il modus operandi della Lazio».
Non c’è più il ds adesso.
«Ci siamo lasciati male perché non è una persona che dice le cose in faccia, ma io sono obiettivo. Igli ha fatto un grande lavoro, ha portato me e tanti talenti come Felipe Anderson e Milinkovic».
A proposito di Sergej, come giudica la sua scelta di andare all’Al-Hilal?
«Mi ha un po’ sconvolto. Io ho giocato con lui, lo conosco come giocatore e professionista, era perfetto per la Liga o la Premier, campionati veri che gli avrebbero permesso di disputare la Champions. In carriera è un passo che va compiuto, altrimenti ti rimane il rimorso. Rispetto la sua decisione, ma non la condivido. Era meglio andare ovunque piuttosto che finire nel deserto».
Eppure in tanti, non solo quelli al tramonto (vedi l’obiettivo Zielinski), stanno seguendo la sua strada.
«Perché ormai conta solo il denaro. Io non ho mai giocato per soldi. Se tu sei un calciatore, già guadagni tantissimo e dovresti pensare ad altro. Per come concepisco io lo sport, si dovrebbe puntare a vincere trofei con la propria squadra, ed è in Europa il calcio che conta. Io decisi di lasciare la Germania per imparare la lingua, per la mia famiglia e i miei bambini, e la Lazio era la soluzione migliore per competere ad alti livelli in un altro torneo importante come la Serie A».
Ora servono un sostituto del serbo e altri rinforzi alla Lazio per fare il salto?
«Certo, io credo che la Lazio possa fare addirittura meglio del secondo posto e dell’ultima esperienza in Champions, anche se sarà più dura quest’anno. Ora i biancocelesti devono conservare l’ossatura e centrare almeno tre innesti di livello per far crescere l’organico. Non sono però io a dover spiegare alla società come fare il mercato».
Si parla di un colpo in attacco da affiancare a Immobile, che possa prenderne poi l’eredità come fece il bomber partenopeo con lei.
«E perché? Ciro ha trentatré anni, la stessa età in cui io sono arrivato alla Lazio. Ha ancora 5 anni davanti, anzi Lotito dovrà prolungargli il contratto (ride, ndr). Sento parlare di Amdouni, dicono sia un grande prospetto, ma non c’è ancora uno forte come Ciro. Dunque, non esiste oggi un dopo-Immobile».
E pensare che Sarri non ha avuto il capitano per lunghi tratti della scorsa stagione ed è comunque arrivato così in alto.
«E infatti ha parlato di “miracolo”. È uno dei migliori allenatori della Serie A, mi piace la sua filosofia e il suo gioco, fatto di passaggi corti e spettacolo. L’ho studiato, mi piacerebbe seguirlo da vicino».
Il Napoli ha cambiato allenatore (Garcia), è sempre il favorito per lo scudetto?
«I partenopei hanno perso anche Kim oltre Spalletti, e non so cos’altro accadrà. Inter e Milan sono arrivate in fondo in Europa e con merito. Ho seguito tutte, sono stato anche ospite di Pioli, il mio ex mister, che può fare la differenza anche senza Tonali, con Theo e Leao. È presto per fare pronostici. Gli italiani tendono sempre a farli molto prima. A Roma poi quelli dell’altra sponda parlano sempre tanto… ma poi decide sempre il campo. Vedremo, ma la Lazio la vedo ancora ai vertici e spero possa arrivare almeno in semifinale di Champions».

Il Messaggero

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UFFICIALE – Addio Sergente: l’annuncio dell’Al-Hilal

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Punta: Marcos perde quota, stretta su Amdouni. L’agente di Castellanos…

Marcos Leonardo perde quota

Davanti Marcos Leonardo perde quota, Lotito ha intensificato i contatti per Amdouni col Basilea: 12 milioni più bonus, può essere il primo colpo in canna, ma è in arrivo anche l’entourage di Castellanos (New York City) a Roma. Non va mollata la pista Sanabria, la new entry non è André, bensì Fabio Silva, classe 2002 del Wolverhampton e di grande prospettiva. Non arrivano invece conferme da Formello di un inserimento nella corsa a Okafor del Salisburgo insieme a Juve e Roma. Da tempo ormai la Lazio cerca un’altra giovane punta da alternare a Immobile, che a differenza della scorsa estate non è stato consultato sulla scelta. Ciro si aspettava una telefonata, invece è arrivata solo quella dell’Al-Wehda, che offre un biennale da 35 milioni per indirizzarlo verso La Mecca. Il capitano domani tornerà a Formello e potrebbe bussare per un nuovo adeguamento alla società. In realtà però Zaccagni e Felipe Anderson (in scadenza) sono già prima in fila, specie dopo le firme di Pedro e Luis Alberto e dopo aver saputo che Lotito aveva offerto il prolungamento a Milinkovic a quasi sei milioni come un’ultima mossa disperata. Non c’è solo l’effetto domino provocato dall’Arabia, c’è anche quello dei rinnovi in casa.