Una storia già vista, ma che in città Lazio e Roma leggono in senso opposto. All’ultima giornata di campionato le due squadre arrivano divise da tre punti (con i giallorossi che hanno però il vantaggio dello scontro diretto e hanno la certezza di finire davanti). A incidere sulla classifica sono gli ultimi cinque minuti più recupero delle partite. Con i due punti persi a Milano per il gol di Dumfries all’87’, i biancocelesti, dall’85’ in poi, hanno peggiorato il passivo. Alla prima giornata la Lazio era infatti stata ribaltata dal Lecce perdendone tre, ai quali vanno aggiunti non solo i due di domenica ma anche i due di Monza: totale di -7. Con le reti allo scadere con Fiorentina e Juventus (in entrambi i casi si è passati dallo 0-0 all’1-0) Immobile e compagni ne hanno però recuperati 4. In tutto sono quindi 3 i punti persi dall’85’ in poi. La Roma, al contrario, nei minuti finali in questo campionato si è spesso esaltata: i giallorossi ne hanno infatti persi solo due con il Torino (a settembre), guadagnandone però ben 9 contro Monza (2), Lecce (3), Fiorentina (1), Udinese (2) e Napoli (1). In tutto quindi sono in attivo di sette. E così sui 3 punti che dividono Lazio e Roma incidono, in maniera sensibile, gli ultimi 5 minuti. Possono sembrare un dettaglio, potrebbero invece valere decine di milioni. La squadra di Tudor però deve migliorare anche in un altro particolare: il tecnico croato ha oggettivamente risistemato la fase difensiva. Sono infatti solo cinque i gol incassati nelle otto partite di campionato affrontate con lui in panchina (prima di lui erano 33 in 29 giornate). Ben quattro delle cinque reti subite sono però arrivate di testa. Prima Mancini nel derby, poi Tchaouna (Salernitana), Djuric (la rete del 2-2 a Monza) e appunto Dumfries nella gara pareggiata con l’Inter domenica scorsa. Anche il quinto gol, quello con il quale Djuric aveva realizzato l’1-1 in Monza-Lazio, nasce da un colpo di testa concesso ma parato da Mandas. Sulla respinta si è fiondato l’attaccante bosniaco battendo il portiere greco. Con Tudor insomma i biancocelesti le palle alte nella propria area di rigore le stanno soffrendo terribilmente. Senza riuscire a trovare un rimedio.