La prima volta non si scorda mai…
La prima volta non si scorda mai, figuriamoci quando rischia di coincidere con una delle ultime, se non l’ultima. Era il 15 aprile 2017 quando Luis Alberto si accese sotto la Lanterna e illuminò la Lazio con la sua prima magia in Serie A: Inzaghi lo fece subentrare a 10′ dalla fine e lo spagnolo recuperò il risultato (2-2) con un gran tiro dalla distanza. Lì iniziò la storia biancoceleste del Mago con 51 reti e 76 assist in 302 presenze in tutte le competizioni, e 8 stagioni con questa maglia. Quella di oggi (ore 18.30) a Marassi, dunque, non potrà essere una partita come un’altra. Luis Alberto è sempre stato croce e delizia, ma stavolta la situazione è diversa. Dal punto di vista tecnico, Tudor ha avuto carta bianca, ha deciso di non rinunciare alla sua qualità contro il Genoa (ultima spiaggia per l’Europa), nello stesso undici che ha battuto la Salernitana. Ma le dichiarazioni d’addio di venerdì scorso nel post-gara rimangono un terremoto sotto l’erba. «Io dico sempre quello che penso e ho risposto a una domanda», ha chiarito il Mago nel confronto con Fabiani, che ha deciso di usare la diplomazia («Uscita estemporanea») e firmare una tregua sino a fine annata.
L’ATTESA ROVENTE
In realtà, la Lazio è irritata e pronta a chiedere i danni in caso di braccio di ferro finale per l’uscita a gamba tesa del Mago, che ha chiesto pubblicamente la risoluzione del contratto, favorendo le speculazioni di eventuali pretendenti (in Qatar o altrove) al suo cartellino, su cui rimane anche il 20% da riconoscere al Liverpool, da cui venne acquistato ad agosto 2016 per circa 5 milioni di euro. L’agenzia You First ha assicurato a Fabiani che non c’era nessuna strategia di mercato dietro le parole del proprio assistito. Eppure da Siviglia tornano forti i rumors: il nuovo ds Victor Orta avrebbe messo lo spagnolo ai primi posti della lista degli acquisti, vorrebbe riportare a casa il Mago. Bisognerà fare i conti con Lotito, non più disposto a perdonarlo. Nell’estate del 2021 Luis Alberto si presentò in ritardo ad Auronzo perché voleva tornare lì e il patron lo giustificò: «Lo hanno illuso». Poco più di un anno fa ha fatto da paciere con Sarri, che lo ha rilanciato, consacrato vice-capitano e ne ha favorito l’ultimo rinnovo estivo (da oltre 4 milioni sino al 2027), che tanto ha pesato nei turbamenti dello spogliatoio. Non solo, alla fine Mau si è sentito pure deluso dallo spagnolo, con tanto di “like” pubblico alle sue dimissioni di marzo. Forse proprio le accuse di tradimento dei tifosi, avallate dal silenzio di una società che non lo considera più al centro del progetto, ha spinto il numero Diez a quello sfogo intriso di vittimismo: «Non voglio più un euro dalla Lazio». Il Messaggero