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STATISTICHE

Lazio e Serie A: in trasferta senza pareggi. Se segna Dia non si perde mai

La gara odierna al Penzo di Venezia può avere risvolti importanti per la classifica della Lazio. Come precisa il Messaggero, soprattutto per Mandas e Dia può essere la partita delle nuove e vecchie conferme.

A centrocampo, Dele-Bashiru per la terza volta gioca da titolare accanto a Guendouzi. Tra i pali, salve sorprese dell’ultimo momento, dopo 9 mesi e 28 gare, Mandas rileverà Provedel. Passando al calendario (7 match nei prossimi 23 giorni), per la prima volta dal 2000, Zaccagni&Co giocheranno quattro gare consecutive lontano dalle mura amiche.

In trasferta in campionato la Lazio non ha mai pareggiato, vincendo oggi in laguna calerebbe il tris. Per farlo dovrà superare il Venezia che in casa ha ottenuto 12 dei 16 punti totali.

Come svela Via del Tritone, dopo Ravaglia (Bologna) e Terracciano (Fiorentina), Mandas è il secondo portiere più impiegato dal proprio sodalizio nel lato sinistro di A. Ma delle 8 presenze da titolare nella stagione attuale, 7 sono in Europa e 1 in Coppa Italia. In campionato per l’ellenico sarà la nona gara dal fischio iniziale. In precedenza in serie A solo un gettone   dopo aver debuttato a Frosinone con Martusciello prima del battesimo con Tudor.  L’ex OFI Creta vanta un buono score: 14 vittorie, 2 pareggi e 3 ko.  Il tutto condito da 7 clean sheet.

Un altro numero potrebbe far sorridere Marco Baroni. Boulaye Dia quando segna non fa perdere la propria squadra, legge speciale  che è in vigore da ben 24 gol. Infine, Isaksen, mai a segno in 2 gare di seguito ma già con 2 timbri a danno  di due neopromosse (Frosinone e Salernitana). Torna Patric dopo 11 turni d’assenza. Basic, invece è nella Capitale: ko per un problema muscolare.

GLP

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ESCLUSIVE

Capua a Radiosei: “Meglio evitare il derby. La Lazio può vincere l’Europa League e su Sinner…”

Il professor Pino Capua, presidente della Commissione Anti-Doping della Figc, contattato dalla redazione di Radiosei, si è espresso sul derby mancato e sul potenziale percorso della Lazio in Europa League. L’esperto si è soffermato anche sul patteggiamento di Jannik Sinner con la WADA.

“Derby mancato in Europa League? Meglio così, ma non mi riferisco al timore di incontrare la Roma a livello tecnico. Sono un noto tifoso della Lazio, ma mi riferisco a tutto lo stress che un match del genere comporta. Ricordo inoltre che dopo l’ultimo derby, due settori specifici, uno di Curva Nord e uno Curva Sud, sono stati sanzionati”.

“La Lazio avvantaggiata dal sorteggio di Nyon? Non credo. Ritengo invece giusto che Zaccagni&Co abbiano un percorso meno difficoltoso perché i biancocelesti hanno giocato un girone di assoluto livello in Europa, finendo meritatamente primi. Poi la storia ci insegna che vincere in Europa non è mai facile”.

“Più facile arrivare in Champions arrivando tra le prime quattro o vincendo l’Europa League? Preferirei non rispondere ma penso che la Lazio abbia tutte le potenzialità per arrivare fino in fondo. va detto poi che a differenza del campionato, se sbagli pesantemente un match, in Europa rischi di andare fuori. Quindi, non bisogna sottovalutare il Viktoria Plzen”.

Capua: “Sinner andava assolto”

“Gli avvocati di Jannik Sinner sono stati bravissimi perché davanti al TAS il tennista rischiava un anno di squalifica. Il problema è alla base. Come nel calcio, il regolamento antidoping stabilisce che l’atleta sia responsabile anche per le violazioni fatte dal suo staff. Io non condivido questa tesi. Una sanzione per doping per me dovrebbe avere una natura diversa”.

“Quello che sostengo, vale per Sinner ma varrebbe per ogni giocatore a prescindere dal ranking, è che per punire un atleta serva altro. Sinner non meritava neanche un giorno di squalifica perché la sua condotta è stata corretta. Lo ripeto, andrebbe cambiato il principio alla base di questa norma”.

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NEWS

Scommesse, la nuova vita di Signori: il 23 Febbraio 2021 l’assoluzione definitiva

Giuseppe Signori è stata e resta un’icon assoluta nella storia della Lazio. Domani, per il bomber biancoceleste, ricorreranno quattro anni dall’assoluzione definitiva. L’ex attaccante era accusato di aver truccato la gara tra Piacenza e Padova.

Il 23 febbraio 2021 il Tribunale di Piacenza assolse con formula piena l’ex capitano di Lazio e Bologna. Per l’accusa aveva manipolato il risultato del suddetto match rossoblù dell’ottobre 2010. Un calvario durato 11 anni. Un lasso tempo nel quale Signori non ha potuto svolgere alcuna professione in ambito calcistico.

Giova ricordare che Signori, contrariamente a quanto avviene in questi casi, non si è avvalso della prescrizione, preferendo l’essere giudicato invece di chiudere il processo senza danni certi.

Assistito dall’avvocato Patrizia Brandi, l’ex calciatore all’epoca dei fatti commentò così la pronuncia del Tribunale: «Assolto con piena formula perché il fatto non sussiste, non per insufficienza di prove. Una vittoria nettissima senza se e senza ma”.

Dopo l’assoluzione la grazia della FIGC

In seguito alla conclusione dell’iter di giustizia ordinaria, il 10 giugno 2021 la FIGC, per decisione del presidente Gabriele Gravina, graziò Beppe Signori. Atto “quasi” dovuto dopo la piena assoluzione.

“A conclusione dell’iter processuale della giustizia ordinaria – si legge nella nota di Via Allegri – il presidente della Figc Gabriele Gravina ha concesso la grazia a Giuseppe Signori in relazione alla sanzione della preclusione definitiva irrogata dagli Organi di Giustizia Sportiva.

L’ex calciatore della Nazionale, vice campione del mondo nel 1994, nel 2011 era stato sanzionato con cinque anni di squalifica con preclusione da qualsiasi categoria o rango della Federazione nell’ambito di un’inchiesta legata al Calcio Scommesse”.

GLP

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DICHIARAZIONI

Di Francesco: “Lavorato sulla testa per restare in partita fino al 90′. La Lazio rispecchia le idee di Baroni”

Il tecnico del Venezia, Eusebio Di Francesco, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match odierno contro la Lazio. Di seguito le sue dichiarazioni così come raccolte dal sito ufficiale del club lagunare.


Eusebio Di Francesco
“In questi giorni abbiamo lavorato molto sull’aspetto mentale, concentrandoci in particolare sulla capacità di restare in partita fino all’ultimo secondo. È un aspetto che, in alcuni momenti di questo campionato, ci è mancato. Abbiamo disputato ottime gare, riuscendo a tenere testa agli avversari e mettendoli in difficoltà – come accaduto anche contro il Genoa – ma nei finali di partita abbiamo ceduto alle prime difficoltà. Su questo dobbiamo lavorare e migliorare. Le partite sono sempre meno, quindi mantenere alta l’attenzione e restare focalizzati diventa fondamentale. Dobbiamo compiere subito questo passo di crescita.

La Lazio è in grande forma, vedo una squadra viva, con giocatori dinamici che mettono in campo grande intensità. Marco Baroni sta facendo un ottimo lavoro e la squadra rispecchia perfettamente le sue idee di gioco, basate su intensità, attacco degli spazi, fisicità e qualità tecnica.

I biancocelesti mettono in campo determinazione e aggressività, cercando sempre di imporre il proprio gioco con intensità e forza fisica. Noi dovremo rispondere con le stesse armi, ma aggiungendo qualcosa in più. Per compensare il loro livello tecnico e qualitativo, dovremo mettere intensità, impegno e voglia di lottare. Non possiamo permetterci di non essere combattivi.

È il momento di invertire la rotta e crederci fino in fondo, con la consapevolezza di poterlo fare. Dobbiamo cercare il risultato con convinzione e lavoriamo ogni giorno per questo. Io sto dando tutto me stesso.

Oggi più che mai dobbiamo puntare al risultato e smuovere la classifica. Spesso ci siamo lamentati di alcuni pareggi, ma ci sono partite in cui, se non si riesce a concretizzare gli sforzi offensivi, bisogna saper difendere e portare a casa punti. Ciò che conta è mantenere alta la concentrazione fino all’ultimo minuto”.