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GIUSTIZIA SPORTIVA

Caso Manolo Portanova: la Procura dello Sport vuole la radiazione

Una nuova pagina nella vicenda processuale-sportiva che riguarda Manolo Portanova, giocatore oggi in forza alla Reggina ma con un passato nelle giovanili della Lazio e della Juventus. Come racconta calcioefinnza.it, venerdì 24 novembre la Procura Generale dello Sport ha presentato istanza al Collegio di Garanzia del Coni.

Il calciatore, ad esito del primo grado, con la formula del rito abbreviato è stato condannato a sei anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo dopo la denuncia di una ragazza. La Procura Generale nel suo ricorso propone una squalifica di cinque anni con possibile radiazione per il figlio di Daniele Portanova, ex calciatore di Siena e Bologna.

Il ricorso al Collegio per la radiazione

Come si legge nella nota del Collegio di Garanzia, il ricorso, “presentato dalla Procura Generale dello Sport in persona del Procuratore Generale dello Sport, Pref. Ugo Taucer, e del Procuratore Nazionale dello Sport, avv. Marco Ieradi, nei confronti del Manolo Portanova avverso la decisione n. 0039/CFA 2023/24 della Corte Federale di Appello della Federazione Italiana Giuoco Calcio del 15 settembre 2023, RG. 0026/CFA/2023-2024. notificata via PEC in data 21 settembre 2023, con la quale, nell’ambito del procedimento disciplinare iscritto dalla Procura Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio al n. 369 pf 22-23 – FIGC/2022/0880 nei confronti del suddetto sig. Portanova, è stato respinto il reclamo proposto dal Procuratore Nazionale dello Sport applicato, con funzione di Procuratore Federale, avverso la decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare n. 0040/TFNSD dell’11 agosto 2023, con cui il suddetto Giudice di prime cure ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione”. L’udienza, che si svolgerà a Sezioni Unite, avrà luogo il 19 gennaio 2024, a partite dalle ore 11.00.

Il calciatore ovviamente si difenderà anche nel processo d’appello da un’accusa pesante come quella di stupro. I tempi della giustizia ordinaria, come noto, sono molto più lunghi di quella ordinaria.

Foto: profilo instagram @iamportanova

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RASSEGNA STAMPA

Kamada vuole convincere anche se stesso: l’Arechi il primo banco di prova

La Lazio e Maurizio Sarri aspettano Daichi Kamada. Il centrocampista giapponese, dopo un inizio tribolato, oggi deve prendersi la scena all’Arechi di Salerno. Come ricorda Il Messaggero, l’interno dopo cinque match da titolare, nelle successive 11 solo due volte è partito dall’inizio: con Celtic e Feyenoord al ritorno.

L’ex Eintracht Francoforte ha giocato 568’, tolto Basic, solo Cataldi, con 546’ ha giocato meno di tutti gli altri colleghi di reparto. Proprio con il centrocampista cresciuto a Formello e con Guendouzi, Kamada comporrà la mediana biancoceleste contro la Salernitana. Trav i convocati di Sarri ci sono sia Vecino sia Rovella, entrambi non al massimo, in tal senso anche l’”esubero” Toma Basic potrebbe giocare uno spezzone di gara.

Kamada deve convincere soprattutto sé stesso che la Lazio possa restare la sua casa anche l’anno prossimo. Il nipponico ha detto di voler giocare con più continuità. “Il mio futuro è una questione da definire”, ha spiegato la mezzala, ricordando il contratto in scadenza 2024, con opzione per altri tre anni da ambo le parti per rinnovarlo. Ovvio che se club o giocatore la penseranno diversamente, le strade si divideranno. Sul calciatore si registra l’interesse di Valencia e Marsiglia.      

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APPROFONDIMENTI

‘SVB’ – L’avversario: “Stagione fallimentare: la Salernitana appare spenta” (AUDIO)

Roberto Guerriero, corrispondente da Salerno della Gazzetta dello Sport, è intervenuto nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno” per presentare il match odierno tra la squadra di Pippo Inzaghi e la Lazio. “Che stagione sta vivendo la Salernitana? Fallimentare è l’aggettivo migliore per illustrare il cammino. Nessuno immaginava un inizio così lento, 13 gare senza vittorie se considerate l’ultima sfida dello scorso campionato. La squadra si è subito smarrita dopo il 2-2 all’Olimpico con la Roma. La squadra vive una situazione complessa perché da qui alla fine del girone d’andata ci saranno solo avversari importanti, oltre al confronto diretto col Verona”, spiega la firma della Rosea.

Il giornalista spiega così l’approdo in panchina di Pippo Inzaghi. “Semplicemente perché era l’unica alternativa dopo i rapporto con Paolo Sousa che si era già deteriorato dalla scorsa estate dopo l’incontro del tecnico portoghese con De Laurentiis. Serviva un allenatore motivatore per dare la scossa. Diciamo che la svolta non c’è stata: due pareggi in 4 gare, la vittoria in Coppa Italia con la Sampdoria e poco altro”, spiega il cronista.

Secondo Guerriero, la squadra granata soffre ancora a livello atletico. “L’aspetto fisico va considerato, la squadra era apparsa spenta. In più, dopo la sosta delle nazionali la Salernitana è in piena emergenza.

“Dia non gira perché voleva andare va? Sì, questa è una delle chiavi della stagione. Dopo averlo riscattato per 12 milioni dal Villareal, offerte vere non ne sono arrivare. Fino al 15 luglio c’era una clausola da 25 milioni. Al massimo sono arrivati i 18 proposti dalla Fiorentina, compreso il cartellino di un calciatore – ricorda Guerriero – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’atteggiamento del del Wolverhampton, offerta che faceva felici giocatore e agente per ingaggi e commissioni. Alla Salernitana solo prestito con diritto di riscatto, offerta rispedita al mittente”.

Foto: salernitana.it

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