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Dall’Inghilterra un nome per il centrocampo: “Anche la Lazio su Norgaard”

Christian Norgaard, attualmente all’Arsenal in Inghilterra, lascerà con molta probabilità il club inglese e sul centrocampista – come riportato CaughtOffside – ci sarebbe anche la Lazio. In pole, al momento, sembrerebbe esserci l’Ajax, ma le dinamiche di mercato possono cambiare da un momento all’altro. Il mediano, tra le altre cose, è una vecchia conoscenza del calcio italiano visto la sua breve esperienza alla Fiorentina.

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UFFICIALE – Lazio, riscattato Tavares dall’Arsenal: la nota del club

Il primo riscatto dell’estate biancoceleste è cosa fatta da giorni, ora è anche stato ufficializzato dalla società tramite una nota apparsa sul proprio sito internet: “La S.S. Lazio comunica di aver tesserato definitivamente il calciatore Nuno Albertino Varela Tavares, proveniente dall’Arsenal F.C. Il calciatore ha sottoscritto un contratto di lavoro fino al 30 giugno 2029″.

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Lazio, Tavares è stato riscattato dall’Arsenal ma è in vendita: la situazione

Senza dubbio è stato uno dei colpi di mercato estivi più riusciti, nonostante i continui stop: Nuno Tavares ha conquistato tutti ma il suo futuro non è detto che sarà a Roma.

Nove assist per lui tra campionato ed Europa League, un avvio di stagione straordinario e poi sette infortuni che lo hanno costretto a stare ai box: Nuno Tavares contro il Lecce cercherà di raggiungere la doppia cifra.

Nel frattempo la società valuta quale sarà il futuro del portoghese: come riporta Il Messaggero, il terzino è stato già riscattato; c’è stata un’accelerazione dei tempi dovuta al Mondiale per Club, visto che le squadre partecipanti potranno usufruire di una mini finestra di mercato dal 1 al 10 giugno. Poiché Tavares resta in cima alla lista dei calciatori con cui poter cercare una plusvalenza, la Lazio ha versato i 5 milioni del riscatto nella casse dell’Arsenal (che detiene il 40% della futura rivendita) per non ritrovarsi costretta ad attendere il 1 luglio in caso di interessamenti da parte di club impegnati nel nuovo torneo FIFA. Difficilmente Lotito potrà chiedere 35-40 milioni come qualche mese fa, ma le prossime prestazioni tra club e Nazionale potrebbero essere d’aiuto in tal senso.

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Lazio, il riscatto di Tavares in anticipo: ecco perché…

Il futuro di Nuno Tavares era vincolato all’acquisto in prestito con obbligo di riscatto chiuso con l’Arsenal, legato al 50% delle presenze totali stagionali. Ma, come riferisce il Corriere dello Sport, già nelle scorse settimane la Lazio aveva deciso di anticipare l’operazione, prevista per giugno. La prossima settimana sarebbe previsto un contatto con i Gunners, si può arrivare alla definizione del trasferimento. A giugno ci sarà una finestra di mercato extra, dall’1 al 10, utile per le squadre che parteciperanno al Mondiale del Club. Sarà aperta a tutte le società e la Lazio, avendo già riscattato Tavares, sarà nelle condizioni di ascoltare le eventuali offerte anziché dover attendere luglio per decidere il suo futuro e programmare l’eventuale rimpiazzo. L’acquisto era stato concordato a cinque milioni, pagabili in cinque anni. Il prezzo e la rateizzazione restano, si anticipano solo i tempi per motivi di opportunità

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Lazio, dal tutore per migliorare la postura al piano di gestione: i segreti della rinascita di Tavares

Si parte dal retroscena. Il riferimento di Lotito ai «quattro denti estratti» al portoghese è legato ai denti che incidevano sulla postura e impedivano di far lavorare i muscoli in modo fisiologicamente corretto. Problemi occlusali provocavano instabilità a livello posturale e questo contribuiva a causare infortuni. In questi casi alcuni muscoli esercitano un lavoro diverso rispetto a quello naturale. Un tutore gnatologico personalizzato è entrato a far parte del kit da partita di Tavares. Lo usa in allenamento e in partita, anche nelle interviste, si nota quando viene inquadrato in tv. Non se ne separa mai. Il lavoro di riabilitazione è stato svolto con i medici e i preparatori del Lazio Lab e dello staff di Baroni. Tavares ha ripreso tutte le sue capacità muscolari migliorando la postura e seguendo anche protocolli atletici specifici. Il Lab. 

Lotito negli anni scorsi ha voluto far analizzare i giocatori anche dal punto di vista dentale. Nel Lazio Lab è stata inserita la gnatologia, settore della medicina che studia fisiologia e fisiopatologia del complesso cranio-cervico-mandibolare. «In ogni squadra ci sono diverse problematiche di natura fisica, patologie legate alla postura, ai denti, a tante cose. Ho costruito un centro di alta specializzazione con trentasette medici, anche il dentista. Io mi informo quotidianamente sui miei ragazzi», una parte della narrazione del presidente risalente sempre all’incontro svolto alla Luiss. La frase su Tavares ha suscitato curiosità, da qui l’approfondimento. Il tutore gnatologico è uno dei correttivi che sono stati applicati per riportarlo al top e che ha contribuito a ridargli continuità negli allenamenti e nelle prestazioni. Tavares, dopo il primo scatto ad Auronzo, nell’amichevole contro il Trapani era finito ko: flessore sinistro. Non rientrava, era frenato e spaurito. Non si sentiva pronto, temeva di stirarsi di nuovo. Per questo l’esordio è stato ritardato, è avvenuto solo in Lazio-Milan del 31 agosto. Il percorso studiato su misura lo ha rivitalizzato e rinvigorito. Il Tavares di oggi è una macchina da guerra. 

Piano specifico e niente Europa 

I denti, la postura, ma non basta. E’ stato studiato un piano atletico specifico per consentire a Tavares di prevenire gli infortuni, di riposare, di esprimersi il più possibile al top. Baroni sfrutta le soste per concedergli giorni di riposo, vengono programmate sedute di massaggi, piscina o fisioterapia. Lo sta utilizzando solo in campionato, in Europa no. Cinque partite di Serie A giocate, le prime tre da 90 minuti (Milan, Verona e Fiorentina). Le ultime due non completate: 68’ contro il Torino, 86’ contro l’Empoli nonostante l’influenza che lo aveva debilitato nei giorni precedenti. Era stato il tecnico a svelare il suo stato clinico a fine partita spiegando uno dei motivi alla base del primo tempo giocato col freno a mano tirato. Era stata condizionante anche la presenza di Gyasi, un’ala adattata da esterno di centrocampo, per tenerlo più basso. Tavares, alla prima vera discesa della partita, aveva piazzato l’assist del gol di Zaccagni, il quinto della serie delle cinque partite.  

Fortuna in più, per la Lazio, è l’indifferenza insolita che mostra il Portogallo nel chiamarlo in nazionale. Questo consente al giocatore di limitare gli spostamenti e di dedicarsi interamente alla squadra biancoceleste. E’ ancora presto per tracciare un bilancio, ma l’inizio è stato promettentissimo, sorprendente. L’ultima stagione vissuta al Nottingham Forest era stata condizionata da infortuni e da uno stato di forma scadente. Solo 8 presenze in Premier League, l’annata di Tavares si era chiusa in anticipo a febbraio. Da titolare aveva giocato 5 volte. Altre 4 presenze si contavano in FA Cup. A Marsiglia, invece, con Tudor nel 2022-23 aveva giocato 31 volte e aveva segnato 6 gol. Ventritré furono le presenze da titolare. Giocava da cursore sinistro nel 3-4-2-1, giocava a tutto spiano. Era stata la prima vera stagione da protagonista in Europa. Continuità, esplosività. Poi il ritorno all’Arsenal dal prestito, un nuovo prestito al Nottingham e il blackout.  Corriere dello Sport

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UFFICIALE – Tavares è della Lazio: formula e nota del club

La S.S. Lazio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo con obbligo di riscatto al verificarsi di particolari condizioni sportive il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Nuno Albertino Varela Tavares dall’Arsenal FC.

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Lazio, accelerata Tavares: accordo con l’Arsenal. Ora si tratta l’intesa con il terzino…

AGGIORNAMENTO 10,05 – Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Alfredo Pedullà, la Lazio ha raggiunto un accordo con l’Arsenal per il cartellino di Nuno Tavares: prestito oneroso con obbligo di riscatto a circa 7 milioni di euro. Ora l’ultimo passaggio riguarda l’accordo economico con gli agenti del portoghese per l’ingaggio del calciatore.

Ore frenetiche in casa Lazio. Il doloroso ed importante capitolo Immobile da chiudere al più presto, il sogno Greenwood appeso ad un filo, ma anche il terzino sinistro da aggiungere ad un reparto che ha bisogno di un impulso deciso. Questione di cui si sta occupando il Ds Angelo Fabiani. In tal senso Il Messaggero registra l’accelerata con l’Arsenal per Nuno Tavares: il club biancoceleste può chiudere già oggi in una call programmata con gli intermediari del portoghese. L’ipotesi di accordo con i Gunners è di 4-5 milioni più la percentuale sulla futura rivendita. Tutto prima che Hysaj lasci libero il suo posto.

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Guendouzi: “Io come Sarri, nati per vincere. Alla Lazio per essere il migliore e mettere in bacheca trofei”

Un diavolo per capello già in testa. Senza quel cespuglio sarebbe un pescatore sprovvisto della migliore esca, un calciatore senza palla: «Non me li taglierei neanche se vincessi la Coppa del mondo con la Francia», giura Matteo Guendouzi a Formello, con gli occhi spiritati che sorridono, tra una carezza e l’altra alla sua folta chioma. Forse quella specie di medusa è anche una forma di protesta di uno affamato dalla nascita e voglioso di vincere: «Sin da bambino sono uno che vuole vincere a tutti i costi, che sia in partita, in allenamento, a ping pong oppure a carte. Per questo posso avere delle reazioni forti, decise. Io voglio essere sempre il migliore e sono venuto alla Lazio con l’idea di mettere tanti trofei in bacheca». Di fronte a così tanta smania, toglietevi voi la parrucca.

A settembre ha già scapigliato i laziali al suo arrivo a Ciampino dopo una lunga attesa.

«È vero, alla fine ci sono voluti un po’ di giorni per definire tutto fra i club, e fra me e il Marsiglia, ma io nella mia testa avevo solo la Lazio. Ero tranquillo, avevo la certezza che sarei sbarcato da un momento all’altro e nulla me lo avrebbe impedito. Mi volevano pure in Premier, ma io avevo già scelto un progetto serio, un club che ha vinto tanto in passato in Italia e in Europa, e ora con la Champions vuole crescere ancora».

E poi come non farsi trascinare da Roma, dalla grande bellezza.

«Con mia moglie e mia figlia abbiamo fatto già delle lunghe passeggiate, è fantastico il calore dei tifosi e di questa città».

Sarri invece non è un espansivo, ha inciso sulla sua firma?

«Sì, mi voleva e mi ha chiamato per dirmi come mi avrebbe fatto crescere ancora. Era fine luglio e io ero già allettato dall’idea di sbarcare in Serie A. Poi avevo già giocato 4 volte contro il tecnico in Inghilterra. Un’amichevole, due gare di campionato, la finale di Europa League. Mi aveva stregato la sua filosofia offensiva, in cui un centrocampista ha anche una certa libertà. Ora devo assimilare ancora molti schemi nuovi, ma lui ha la mia mentalità, vincente».

A proposito di allenatori: non è andata bene con Landreau e Arteta.

«Ma non è vero, ho giocato anche con loro, ma poi hanno preso altre strade. Il mio carattere mi ha permesso di diventare calciatore, di essere qui e di conquistare la Francia. Ora sono pure un po’ cambiato, ho appreso dagli errori di gioventù. Sono meno istintivo, più uomo, un padre di famiglia».

Il veleno è nel Dna o è stato iniettato dalla vita?

«Ho praticato diversi sport, anche individuali. Come il karate, dove sei solo contro il tuo avversario. Poi parallelamente ho cominciato a giocare a calcio e me lo sono divorato. Pranzo col calcio, dormo col calcio, è tutta la mia vita»

A settembre c’era una folla ad aspettarla, una bolgia.

«Come a Marsiglia, più che all’Arsenal. Restituirò con gli interessi quell’accoglienza».

Un vecchio resoconto in Francia parla di un bambino, a Poissy, il suo paese, che era già un leader.

«Ma no (ride, ndr). È vero però che sin da bambino sono stato sempre il capitano della squadra. È una questione di personalità, mi è sempre piaciuto essere al centro, parlare molto con i compagni, nello spogliatoio. Mi piace dire le cose in faccia, quando si va bene o quando si va male».

Psg, Lorient e poi Arsenal. Ma è noto che Matteo è tifosissimo dei Gunners. Come mai?

«In Francia l’Arsenal è molto popolare, perché vi hanno giocato molti francesi: Pires, Henrym, e Wenger in panchina».

È ancora la sua squadra del cuore?

«Da piccolo sì. E quando c’è stata la possibilità di trasferirmi, non ho avuto dubbi, anche se avevo altre opzioni. Emery ha fatto di tutto per avermi».

Lei è nato nel 1998, nella Francia campione del mondo. E lei ha vestito la maglia della Nazionale.

«Era il mio sogno. Quando sono stato convocato, è stato il massimo, mi ha ripagato di tutti i sacrifici fatti da ragazzo. È bello rendere fiera la tua famiglia che ti vede in Bleus. Sono orgoglioso di questo. Ora sono sei mesi che non vengo convocato, dopo essere stato al Mondiale».

Quindi ora l’obiettivo è di rientrare per l’Europeo in Germania.

«Certo. Andare in Qatar è stato un grande traguardo. So che devo lavorare duro per andare in Germania la prossima estate. So che Deschamps mi segue, è dai 19 anni che faccio parte del giro. Devo giocare e giocare bene, per tornarci».

I tifosi della Lazio l’hanno conosciuta a Napoli: palla all’incrocio, gol pazzesco, poi annullato. Che cosa ha pensato in quegli istanti?

«Veramente non ho ancora capito perché mi sia stato annullato… Per me era rete, poche storie. Ma ora le regole col Var sono diventate più complicate, mi pare, o anche differenti tra paese e paese».

Ma per tutti quello è un gol valido, meraviglioso con la sua esultanza col brivido.

«Mi ha fatto piacere, ho sentito subito un grande sostegno. Per questo ho voglia di rendere fieri i tifosi, di segnare, di vincere, di fare assist, di aiutare la squadra. E ovviamente di vincere dei trofei con la Lazio».

Ha preso la maglia numero 8 di un type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idolo come Gascoigne.

«Sì, lo so. Ma sin da ragazzo ho avuto sempre il 6 o l’8. Se c’è la possibilità prendo sempre uno di questi, mi stanno a cuore».

Come fa a correre e a giocare con tutti quei capelli?

«Io ci vedo molto bene. Sin da ragazzo ho sempre avuto questa chioma… È una parte di me. All’Arsenal ho giocato insieme con David Luiz, era divertente, spesso non ci distinguevano».

Non si ti taglierebbe la chioma nemmeno per scommessa dopo una vittoria al Mondiale?

«Assolutamente no, non se ne parla».

Il Messaggero

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Milinkovic, Arsenal in agguato: ora è la favorita in caso di addio alla Lazio

“Lazio, l’Arsenal segue Milinkovic-Savic da mesi: ora è in pole”, titola oggi il Corriere dello Sport. Un osservatore dei Gunners è stato all’Olimpico l’11 settembre scorso: ha assistito a Lazio-Verona. La missione era doppia: dare uno sguardo a Milinkovic, il cui talento era conosciuto, e sbirciare da vicino la prestazione di Ivan Ilic, gioiello dell’Hellas. L’Arsenal ad oggi è da considerare in pole nella corsa a Sergej, se non si farà vivo a gennaio porebbe farlo a giugno. Milinkovic a giugno aveva scartato l’opzione Gunners, puntava ad un club iscritto alla Champions. In pochi mesi gli scenari sono cambiati. L’Arsenal è balzato in vetta alla Premier, il lavoro del tecnico Arteta ha permesso l’exploit. Il progetto adesso è più convincente, viene riconsiderato dal Sergente e dal suo staff.

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Nuno Tavares di nuovo nel mirino, ma serve una cessione

In attesa di potersi muovere, la Lazio sul mercato sembra giocare a “un, due, tre stella”. Può muoversi solo rispettando determinati parametri (nel suo caso quello dell’indice di liquidità), altrimenti deve stare ferma immobile. Sarri ha detto pubblicamente di avere bisogno di rinforzi, ha spiegato anche che per arrivare alla sua idea di calcio servono tanti interventi (precisando che si dovranno sfruttare diverse finestre di mercato per chiudere il cerchio). Intanto ha chiesto un attaccante che possa dare il cambio a Immobile e un terzino sinistro. Ma la Lazio prima di muoversi deve vendere e risolvere il problema con l’indice di liquidità. Gazzetta.it