Categorie
RASSEGNA STAMPA

Caicedo: “Lazio, i risultati torneranno. Immobile va aiutato”

L’ex attaccante della Lazio Felipe Caicedo ha parlato del momento biancoceleste in un’intervista a Il Messaggero.

La capocciata di Pedro ora può sbloccare la testa della Lazio in quest’inizio difficile di campionato?
“Lo spero, i biancocelesti sono molto più forti di quanto abbiano sinora dimostrato. Il calendario con le big ha però influito parecchio. Io l’anno scorso credevo al secondo posto e adesso credo al ritorno in Champions, nonostante la brutta classifica di quest’avvio. Bisogna ritrovare l’identità e la solidità in difesa, oltre la cattiveria in attacco. I risultati torneranno”.

Cosa sta succedendo a Ciro?
“È un momento negativo e va aiutato. La squadra sta giocando meno per lui, che vive per il gol. Le ali, tutti devono servirlo meglio. Ma Immobile non si discute, è la storia ed è ancora uno da 20 gol a campionato. Il bomber merita rispetto”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Caicedo non molla: “Lazio mi manchi, ora sto bene e vorrei tornare a casa!” (AUDIO)

FELIPE CAICEDO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Qui in Arabia Saudita abbiamo ripreso a giocare, le cose stanno andando bene. Ultimante qui ho segnato un gol molto simile a quello che feci nel derby con Olsen in porta. Imbucata e dribbling sul portiere, quella giocata ce l’ho (ride, ndr). Qui si parla spesso dell’arrivo di Cristiano Ronaldo. Se dovesse arrivare sarebbe tanta roba, darebbe un salto di qualità grande al campionato”.

Messaggio a Lotito

Mi manca tanto la Lazio, è la squadra del mio cuore, è la mia casa. Aspetto di tornare un giorno, mi manca l’ambiente, mi mancano i compagni, mi manca la città. Vorrei tornare, fisicamente sto bene. Mi sto allenando bene, ho ritrovato continuità di allenamenti, cosa che mi era mancata per diversi infortuni. Piano piano sto arrivando al top della condizione, fisica e mentale. I ricordi sono tanti, compreso quella rete alla Roma. Fu un momento unico, ricordo lo stadio pieno, fu tanta roba. Ricordo quando alla cena di Natale feci quella battuta sullo scudetto. Ci credevo davvero, ma non solo io. Eravamo in fiducia, anche se non tutti avevano il coraggio di dirlo pubblicamente. Poi è arrivata la pandemia”.

Mondiali

“Ho seguito tutte le gare, il mio Ecuador ha fatto bene. Sono ragazzi con tanta voglia, mi sono piaciuti. Valencia? Lui è un giocatore importante, ha avuto un paio di gare senza segnare, ma ha esperienza e qualità. Non mi ha sorpreso”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Caicedo, amore e nostalgia: “Spero sempre nel ritorno. Scudetto possibile se il progetto Sarri proseguirà” (AUDIO)

Felipe Caicedo, l’uomo dell’ultimo minuto, in collegamento a Radiosei

Felipe, sei rimasto nel cuore dei laziali. Come stai vivendo la chiusura della carriera?

“In questo momento sono a Valencia, a casa. Le cose vanno bene, adesso in Arabia il campionato si è fermato per la nazionale che deve preparare il mondiale in Qatar. Entro due settimane ricominciamo ad allenarci. Continuo a seguire la Lazio, mi piace molto come gioca. Già dallo scorso anno c’erano stati progressi, è bella da vedere”

Ciro stop e nostalgia

“Mi fa piacere se i tifosi ancora mi vorrebbero con loro, mi scrivono sui social. Purtroppo il bomber si è infortunato, non è male che un po’ si possa riposare. La Lazio ha un organico completo, giusto che ogni tanto tiri il fiato. Ultimamente non l’ho sentito. C’è stima reciproca, sua moglie è in contatto con la mia. La Lazio è la squadra del mio cuore, mi manca molto. Appena potrò torneró a Roma per salutare tutti. Dopo il lockdown non eravamo gli stessi, il calcio è così. Prima eravamo in fiducia, era tutto con noi, poi le cose cambiamo. La Lazio di oggi puó assolutamente provare a restare lassù. Non so se per lo scudetto, ma certamente puó giocarsi la Champions. Poi se il progetto Sarri proseguirà, la prossima stagione puó essere davvero quella buona per lo scudetto. Se poi dovessi tornare a gennaio chissà (ride, ndr). Con Lotito non ci siamo sentiti, gli voglio bene e ovviamente tornerei di corsa. Fino alla fine della mia carriera ci spero”

Zona Caicedo

“Sono state tante le reti segnate a tempo scaduto, erano emozioni grandi, quello di Cagliari è quello che ricordo con più gioia, fu una roba magica. Anche quello con la Juve fu portante, ricordo anche le parole di Bonucci dopo la gara che si giustificò. Poi non dimentico il derby, sono grato al popolo laziale per l’amore che mi dimostrano”.

Dario Cadeddu

27/10/2022

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Piscedda: “Caicedo o Higuain al posto di Ciro? No…” (AUDIO)

Scatta il toto-nome fra i tifosi su chi potrebbe sostituire Ciro Immobile al centro dell’attacco. L’infortunio importante (II° grado) al bomber laziale ha trascinato l’ambiente nell’incertezza e nel bisogno di aggrapparsi a qualche speranza. Un nome o una candidatura, che in qualche modo possa restituire un appiglio da cui ripartire. Le frasi di Caicedo hanno riacceso i battiti: “Tornerei di corsa… Se solo mi chiamassero”. La candidatura dal web di Higuain stuzzica la fantasia: “Magari Sarri lo convincesse…”, il commento generale dei laziali.

PISCEDDA PENSIERO

Non è d’accordo a riguardo Massimo Piscedda che in SVB spiega: “Io sono stanco di vedere trentacinquenni nel nostro campionato. Dico no a Caicedo e soprattutto no a Higuain”. Il pensiero dell’ex difensore laziale è chiaro: “Sono calciatori che hanno dato tutto. Servono soluzioni per l’oggi e per il domani…”

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Nostalgia Caicedo: “Lazio, tornerei di corsa. Pedro cambio naturale di Ciro”

Quanto è attuale oggi quel coro: «Amami o faccio un Caicedo». C’è il derby all’orizzonte, Immobile rischia di essere ai box, non c’è più Felipao. Nessuno ha dimenticato quel gol, un meraviglioso lampo all’improvviso. Due marzo 2019, fischio d’inizio, la Lazio passa in vantaggio con la rete al 12’ del “Panterone” in una stracittadina finita poi 3-0 con l’esonero Di Francesco. Apoteosi di un eroe, quasi per caso: «È stata la notte più bella della mia carriera nel calcio». Caicedo ora risponde dall’Arabia Saudita, gioca all’Abha, ha da poco compiuto 34 anni, ma è sempre nostalgico: «Qui va tutto bene, soprattutto adesso che ho iniziato a vincere (ride, ndr), ma io sarei rimasto a vita alla Lazio. Non so chi ha deciso che dovevo andare via, ho un grande rimpianto, purtroppo le cose non sono andate come volevo. Eppure il mio cuore è rimasto lì, ho tanti bei ricordi, seguo sempre la squadra e tifo. Sarei tornato e tornerei di corsa a gennaio, se mi richiamassero». I laziali oggi lo invocano: «Lo so, lo so, mi scrivono e io ancora mi emoziono per tutto questo affetto. In particolare, in questa settimana mi sono reso conto che si sta parlando tanto di me perché il bomber si è fatto male. Sarà difficile rinunciare a un fenomeno come Ciro, è un leader assoluto, basta guardarlo». Sarebbe stato tutto più semplice se ci fosse stato un Caicedo a dargli il cambio. Quando c’era l’ecuadoregno, tutti ormai si sentivano in una botte di ferro. Adesso, non c’è più nemmeno Muriqi, che aveva preso il suo posto senza però mai entrare nelle grazie della Nord: «Anche il mio primo anno è stato tosto, ma dopo tutto è andato alla grande. Mi sono ambientato e la storia poi la conosciamo tutti. La Lazio e i suoi tifosi sono una piazza difficile da conquistare, perché sono ambiziosi e guardano sempre in alto. Io ero la riserva di uno degli attaccanti più forti d’Italia, ma con il duro lavoro e l’aiuto di staff e compagni mi sono ritagliato il mio spazio prezioso».


«VINCE IL COLLETTIVO»


In estate non è arrivato un vice-Immobile vero. Cancellieri nasce esterno, da centravanti non ha convinto, è già partito da giorni il toto-sostituto. Ecco il consiglio di Caicedo: «Immobile ha una forza mentale che non ha nessun altro e trascina tutto il gruppo. Secondo me il cambio naturale è Pedro, ha fatto la prima punta in passato. Vedo senz’altro più lui che Milinkovic in attacco. È chiaro che è complicato rimpiazzare Ciro, ma adesso tutta la Lazio ha una precisa identità, gioca con l’intero collettivo e sono comunque convinto possa arrivare fra le prime quattro. Complimenti a Sarri e alla società per il lavoro fatto. Non è scontato lottare contro club con capitali enormi e riuscire sempre ad arrivare in alto». La sua Lazio avrebbe potuto addirittura strappare alla Juve del Comandante lo scudetto: «Maledetto Covid, eravamo forti, solidi in campo e nello spirito. Tutto andava perfettamente. La stagione 2019/2020 era stupenda perché noi tutti credevamo al tricolore, io lo urlavo più degli altri, con coraggio. Per questo, oltre alla gioia del derby, forse il gol più importante che ho fatto è stato quello contro il Cagliari. Ero in estasi, ci diede la stoccata per arrivare in vetta, e poi la rete contro la Juve, prima di quel terribile stop». Dopo la pandemia, non possono e non devono essere poche partite senza Ciro a fermare un altro sogno. Il Messaggero

Categorie
DICHIARAZIONI

Caicedo: “Lazio nel cuore. Penso possa arrivare in Champions”

In occasione del suo 34esimo compleanno, Felipe Caicedo è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale della Lazio: “Il mio ricordo in Italia è tutto laziale, il sentimento è sempre quello. Sono arrivato con il piede giusto: pronti, via e abbiamo vinto la Supercoppa italiana. È stato tutto perfetto da lì in poi nonostante un primo anno complicato. Una volta ambientato, tutto è stato più semplice.

La piazza laziale è sempre complicata da conquistare, ero la riserva di uno degli attaccanti più forti d’Italia, non era facile, tutti mi hanno aiutato a integrarmi. Di Immobile ho un ricordo che non riesco a esprimere. Ciro è un grande attaccante, e questo lo vedono tutti, ma è la sua forza mentale che ha dello straordinario. Aiuta sempre i compagni, è un vero leader dentro e fuori dal campo.

Il secondo è stato l’anno dell’impulso ulteriore, è stata la stagione della mia rivelazione, sentivo ancora più fiducia da parte del tecnico. Il gol nel derby non lo dimenticherò mai. Anche l’emozione della finale di Coppa Italia è viva nel mio cuore, eravamo spinti da un Olimpico gremito.

Sui social ancora interagisco con tanti tifosi laziali, mostrano sempre grande affetto nei miei confronti, mi emoziono ogni volta, i tifosi laziali sono nel mio cuore. Il rapporto è reciproco, sarà così sempre.

Quella biancoceleste è la maglia della mia carriera, la sento come tale. Dopo il primo anno mai avrei pensato di giocare così tante partite con la Lazio. Questo dimostra la gestione ottima del Presidente Lotito: non è facile lottare contro squadre che possono contare su numeri più alti. Sono stato qui quattro anni e sarei voluto rimanere altri quattro, però purtroppo le cose sono andate diversamente. 

Saluto tutti i dipendenti: fisioterapisti, magazzinieri, l’ufficio stampa. Tutti mi hanno accolto bene e ancora oggi ho un ottimo rapporto con ciascuno di loro.

Questo maledetto Covid ci ha fermato nella stagione 2019-2020, quell’anno avevamo il pensiero fisso dello Scudetto. Tutti noi ci credevamo, giocatori, staff e tifosi. 

Il mio gol preferito? Per il momento e per quello che significava, ti dico la rete di Cagliari. Quel colpo di testa mi ha mandato in estasi totale: era il 98’ di una partita dura e tosta. Emozionalmente, anche il gol del derby mi ha emozionato tanto, così come l’1-1 siglato nel recupero con la Juventus all’Olimpico.

La Lazio la seguo ancora, sono convinto che possa arrivare tra le prime quattro. Questa è la stagione della conferma, lo scorso anno era di costruzione”.

Alessio Buzzanca

Categorie
APPROFONDIMENTI

Gol all’ultimo respiro: Acerbi regala la prima vittoria stagionale, ma il bottino è magro

I gol negli ultimi minuti danno e tolgono alla Lazio. Nel corso di questa stagione, i biancocelesti hanno segnato 6 gol in ‘zona Cesarini’ o ‘Caicedo’ se preferite. Ironia della sorte, ne hanno incassate altrettante di cui 4 decisive, ai fini del risultato, portando la squadra di Sarri a perdere complessivamente 6 punti. Immobile (Torino, a/r), Milinkovic (Inter, 3-1 ed Empoli, 3-3) e Luis Alberto, per la firma decisiva in laguna contro il Venezia. Quello di Acerbi è dunque il primo gol a regalare effettivamente tre punti alla Lazio, in tutta la stagione. In 35 giornate, è un magro bottino considerando – appunto – i vari precedenti firmati Felipe Caicedo nelle stagioni passate.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Lazio, il bilancio dopo le soste e quella zampata di Caicedo contro il Sassuolo

Il bottino della Lazio dopo le soste per le Nazionali è di 5 vittorie, 3 sconfitte e un pareggio. Un campione di nove partite distribuite nelle ultime tre stagioni e fra queste, c’è anche un precedente proprio contro il Sassuolo. In quel caso era la Lazio a far visita ai neroverdi, al Mapei Stadium. 24 novembre 2019, una Lazio pronta a decollare, a vivere una seconda parte di stagione trionfale quanto tragica, per via della pandemia. La partita vene decisa da Felipe Caicedo, con una zampata all’ultimo respiro (91′). Con quella partita la squadra di Inzaghi raggiunse il quinto successo consecutivo e consolidò il terzo piazzamento in classifica.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Finali in bilico: i risultati della Lazio in ‘zona Cesarini’, come sarebbe la classifica?

Mantenere sempre alta la concentrazione in campo è la prerogativa delle grandi squadre. La Lazio, in questa stagione, ha vissuto almeno 5 finali di partite al cardiopalmo, col risultato in bilico.


PUNTI ACCIUFFATI ALL’ULTIMO RESPIRO


Prendendo in considerazione solo gli ultimi minuti (quelli intorno al novantesimo più eventuale recupero) i biancocelesti non hanno mai trovato il gol vittoria in zona Cesarini (o Caicedo, se preferite). In due occasioni però, i ragazzi di Sarri hanno rimesso in parità partite che stavano perdendo. La prima è il match di andata contro il Torino, in casa dei ‘Granata’. Al vantaggio di Marko Pjaca, rispose Ciro Immobile dal dischetto (rigore procurato da Vedat Muriqi) al 91′. La seconda è decisamente più recente: Lazio-Empoli 3-3. In questo caso Milinkovic mise a segno il gol per inchiodare il punteggio sulla parità, al 93′.


PUNTI PERSI DA SITUAZIONI DI VANTAGGIO

Tre invece sono le partite in cui la Lazio ha gettato via punti. In ordine di tempo, la prima delusione nei secondi finali è arrivata a Bergamo, nella gara d’andata contro l’Atalanta. De Roon al 94′, praticamente nell’ultima palla della partita. Situazione analoga (ancor più cocente però la delusione) nel match interno contro l’Udinese: gol di Arslan al 99′ (su punizione quantomeno dubbia) con la difesa della Lazio clamorosamente disattenta. Arriviamo così a Lazio-Napoli, al gol di Fabian Ruiz al 94′ e quindi, all’unica sconfitta oltre il 90′.


LA CLASSIFICA


Due punti guadagnati, 5 persi. E sono punti pesanti, considerando la classifica. Chiaro, è un esercizio estemporaneo, ma pensare che la Lazio avrebbe potuto esser lì, un punto sopra l’Atalanta e a meno due dalla Juventus a quota 48, rende la delusione per i finali di partita ancor più cocente.