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‘SVB’ – Delio Rossi: “I big fanno fatica. I giocatori seguono troppo le regole: quando le cose vanno male, serve anche un calcione. E sui terzini…” (AUDIO)

Delio Rossi, ex allenatore della Lazio, in collegamento a Radiosei

Mister, la sua opinione su questo segmento di stagione

“Vedo una squadra che sta cercando di fare. Non vedo supponenza, non vedo sufficienza. Vedo una squadra che sta facendo fatica, soprattutto con i suoi uomini più importanti come Immobile e Luis Alberto. La Lazio non è intensa per tutta la gara e non sovrappone mai sugli esterni con i terzini che rimangono bloccati. Se le ali non ce la fanno a saltare l’uomo perché magari non è un gran momento di forma, non sei mai pericoloso”.

Tatticamente, le scelte di Sarri

“Sarri preferisce che si inserisca il centrocampista e non il terzino, ma queste sono scelte di gioco. Io ad esempio quando facevo il 4-3-3 bloccavo il centrocampista centrale e sovrapponevo con i terzini, ma non c’è giusto o sbagliato. Ognuno fa le sue scelte.La Lazio tra l’altro non ha caratteristiche temperamentali per cambiare la partita. Non vedo un calcione, un’entrata fuori tempo, una scelta strampalata. Se non arriva l’episodio favorevole, la partita si incanala in un modo ed è difficile ribaltarla. Si fidano troppo dei loro mezzi per uscire fuori dalle regole”.

La soluzione

“Io penso che una squadra debba avere uno spartito in fase di possesso e di non possesso. Poi se ho il grande giocatore, lo lascio libero ogni tanto di andare fuori. Tu puoi anche mettere una variante, ma senza spartito non si va da nessuna parte. La Lazio ha uno spartito, ma non ha varianti come ad esempio Milinkovic sulla palla lunga. Ma mi sembra un po’ riduttivo dire questo. Penso che la Lazio e Sarri non debbano cercare dentro lo spogliatoio il capro espiatorio, il motivo o il colpevole delle prestazioni altalenanti. Ma devono prendersi le responsabilità cercando eventuali nemici fuori da Formello e provando a farli ricredere con le prestazioni e col veleno”.

Dario Cadeddu

06/11/2023

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‘QUELLI CHE…’ – Rossi: “Luis Alberto, Lazzari, Sergej e Immobile sono eccellenze e devono giocare sempre” (AUDIO)

Delio Rossi a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio è stata consapevole dei propri mezzi e ha messo la partita in modo di far prevalere la sua superiorità. Giocando ogni tre giorni, ho l’impressione che ci dovremo abituare a rendimenti altalenanti: ora si vince e ora si perde. Senza particolari motivi se non dei fisiologici alti e bassi.

Quando sentivo dire che era meglio giocare senza Immobile, non ero ovviamente d’accordo. Ciro è il più forte attaccante italiano e nessuna squadra potrebbe rinunciarci, meno che mai la Lazio.

Vecino, Milinkovic e Luis Alberto? Bisogna chiedersi cosa si vuole dal proprio centrocampo. Io ad esempio preferisco sganciare i terzini e avere più filtro a centrocampo. C’è chi invece vuole almeno due centrocampisti offensivi. Se devo partire da zero, faccio giocare sempre le mie eccellenze e adatto il modulo ad esse, non il contrario. Per me le eccellenze della Lazio sono Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e Lazzari e il modulo si deve adeguare a loro e non lasciarli in panca per far quadrare il modulo. Detto questo giocando ogni tre giorni è fisiologico fare turnover facendo giocare le alternative. A questo servono gli allenatori: per capire il momento dei giocatori e mettere in campo chi sta meglio. E da fuori è difficile valutare”.

Alessio Buzzanca

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‘NMM’ – Delio Rossi: “Lazio, per andare in Champions serve equilibrio e ambiente sereno” (AUDIO)

“Cosa penso della Conference? Il calcio a certi livelli deve essere un evento di eccellenza e molto gratificante anche dal punto di vista estetico. Ho la sensazione che si stia andando dalla parte opposta: per migliorare le entrate si cerca di giocare più partite possibili, ma questo va a discapito della qualità complessiva. Anche dal punto di vista della vendibilità, più faccio vedere un evento e più lo squalifico. Inoltre se gioco 70 partite in una stagione, ovviamente la qualità diminuisce. Bisognerebbe fare un passo indietro. Invece vedo che si sta andando nella direzione sbagliata come nel caso della Conference League. Sono favorevole a 18 squadre in serie A e a due gironi da 20 squadre in B. Poi solo calcio non professionistico.

La lotta per la Champions si risolverà solo alla fine, lottando punto su punto. Un posto è per il Napoli, uno sembra essere dell’Inter che è un livello sopra le altre, poi vengono Milan, Lazio, Roma e Atalanta per i due posti. Andrà in Champions chi curerà meglio i dettagli e un ambiente più sereno. Tutto l’esterno potrà contribuire a centrare l’obiettivo o a non centrarlo. Servirà equilibrio: non puoi vivere di alti e bassi e non perdere la barra dritta”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Delio Rossi: “Sarri ha un gioco codificato, se è in serata no, la Lazio non ha tante soluzioni offensive” (AUDIO)

“A me non manca la partita della domenica, mi manca la quotidianità: allenare, programmare… giusto o sbagliato che sia è quello che so fare.

Il gioco di Sarri è un gioco codificato. Ogni reparto è legato e se si tengono distanze e brillantezza, si fa il bel gioco. Se manca uno di questi elementi ti devi affidare ai singoli, E nella Lazio non ce ne sono così tanti di giocatori in grado di fare la differenza nell’uno contro uno. Secondo me si affidano un po’ troppo allo spartito.

La Lazio ha migliorato la fase difensiva perché la si cura di più e sono migliorati i giocatori. Forse in attacco non c’è stato lo stesso miglioramento. Se l’avversario si abbassa, sei in una serata meno brillante e non funzionano quelli bravi nell’uno contro uno, ecco che la Lazio fa fatica. E ieri è stata una serata così…

Alla Lazio servirebbe a centrocampo un giocatore con le caratteristiche di gamba e aggressività, ma dipende da ciò che vuole Sarri.

Ripeto, in partite così, bisogna qualche volta andare fuori dagli schemi.

La cilindrata mentale è allenabile? Dipende: ci sono giocatori che hanno bisogno di motivazioni estrinseche che sono il 98% del totale – e quelli non li puoi migliorare – e poi c’è il 2% che gioca sempre al massimo fregandosene di qualsiasi fattore esterno. Ma sono davvero pochi. I calciatori sono strani animali…”

Alessio Buzzanca

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‘QDL’ – Rossi: “Ad Acerbi non ha giovato il cambio di gioco di Sarri. A Patric sì” (AUDIO)

“Dopo Firenze la Lazio ha trovato il suo cammino, anche dal punto di vista estetico. Peccato per il derby, ma può succedere. Speriamo continuino. Per il gioco di Sarri per la difesa è più adatto Patric di Luis Felipe. Fermo restando che le valutazioni le fa l’allenatore e metterà in campo chi gli dà più garanzie, senza pensare ai contratti in scadenza o ad altro. Per l’anno prossimo Patric può essere uno dei quattro centrali, ma non lo immagino titolare.

Se prendi Romagnoli, cedi Acerbi. Non sono giocatori complementari. Se prendo Romagnoli ne serve uno veloce accanto. Un Tomori ad esempio.

Ad Acerbi non ha giovato il cambio di sistema di gioco di Sarri che invece ha giovato a Patric. Avere 40 metri di campo da gestire non è facile per lui e poi è stato forse messo troppo in discussione anche dall’ambiente. Magari queste cose non le ha tollerate troppo. Nel calcio si cerca sempre un capro espiatorio e forse lui ha fatto un po’ questa fine anche se le sue responsabilità non sono diverse da quelle dei compagni di reparto.

Immobile vive la Nazionale come se fosse un esame e mi sembra che giochi preoccupato. Cosa che nella Lazio non gli accade perché la Lazio è casa sua. Secondo me è un fatto suo personale, la vive male.

In attacco non vedo giocatori italiani che abbiano uno spessore minimamente paragonabile a quello di Ciro Immobile. Alla fine credo che Mancini e Immobile continueranno il cammino insieme.

Se dovessi puntare su un giocatore per il futuro, dico Zaccagni. Per me ha ancora margini di miglioramento. Felipe Anderson è bravo, ma non può dare più di quello che ha dato. Pedro è fortissimo, ma deve fare i conti con la carta di identità. Là davanti ne servirebbe un altro sulle ali”.

Alessio Buzzanca

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‘QDL’ – Delio Rossi: “La Lazio è tecnicamente superiore alla Roma, ma il derby è una partita a sé” (AUDIO)

“Il derby è una partita particolare. La Lazio è più solida e intepreta meglio il gioco che vuole il suo allenatore. La Roma invece si poggia sui singoli, sui duelli e sulle deficienze degli avversari.

Penso che all’inizio sarà una partita tattica e poi gli episodi faranno la partita. All’andata la Lazio è stata brava a interpretarla.

Penso che la Roma non darà tanta profondità alla Lazio, cosa che è successa all’andata. La Lazio cercherà di impedire le ripartenze della Roma.

Abraham è un buon attaccante, ma non ha i tempi di Immobile: è istintivo e deve ancora crescere per essere un attaccante completo.

La Lazio ora prende meno gol perché hanno capito meglio come stare in campo: si muovono meglio e tengono meglio le distanze. Era solo questione di assimilazione di un nuovo sistema di gioco.

La Lazio infatti tende a peggiorare un po’ verso la fine della partita perché ci si allunga e saltano le distanze corrette.

Dal punto di vista tecnico e di gioco, la Lazio è superiore alla Roma e quindi è favorita nel derby. Ma anche l’Atalanta è superiore alla Roma, eppure ne ha perse due su due”.

Alessio Buzzanca