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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Non sarà facile per Sarri. Portieri? In ritiro va fatta una scelta. E su Guendouzi e Rovella…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mondiale per club? Perde lo spettacolo perché un calciatore non può disputare 70 partite. Non va avanti la squadra più forte, ma quella che sta meglio; ne risentono soprattutto le compagini europee.

I calciatori sono dei professionisti che giocano di squadra ma ragionano singolarmente. Si dovrebbe lavorare per il bene comune ma il bene singolo ogni tanto prevale. La Lazio ha ottima calciatori ma non profili dal livello mondiale ed è quindi loro interessa giocare.

Sarri? Nel momento in cui ha scelto di tornare immagino sapesse di questa situazione. Ora mi aspetto che sia Sarri a dire queste cose e non la società per lui, sennò succede che davanti a qualche risultato negativo vengono fuori delle incomprensioni. Ci deve essere chiarezza di intenti e vanno esplicitate le idee all’esterno. Fermo restando che non sarà facile per Sarri perché, se non succede niente, figurine alla mano, ci sono 6-7 squadra più attrezzate. Se si fa un miracolo la Lazio arriva quarta.

Guendouzi, vista la dinamicità in fase di inserimento, potrebbe avere qualche gol, Rovella non credo abbia queste caratteristiche nel suo dna. Penso comunque che, lavorandoci, potrebbero migliorare sul tiro da fuori.

Portieri? Avendo solo campionato e Coppa Italia bisogna che ci siano delle gerarchie chiare; se hai due giocatori dello stesso valore in porta non puoi alternarli come succede con gli altri perché si rischierebbe di perderli entrambi. Sarebbe meglio tenerli tutti e due ma per esperienza so che si creerebbero dei problemi; è una scelta che deve fare l’allenatore in ritiro, non a gennaio”.

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‘NMM’ – D. Rossi: “Paragone Sarri-Conte non regge senza parlare di mercato. Lazio da 6-7 posto” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio ritiene che con il cambio di allenatore la rosa possa essere valorizzata maggiormente. Penso che il valore della rosa sia da sesto, settimo posto. Poi se si fa un miracolo si arriva quarti, ottavi se le cose vanno male. A bocce ferme, valutando la qualità della Lazio e delle avversarie, ce ne sono di più forti dei biancocelesti. Vediamo se si confermeranno Bologna e Fiorentina, solo che se la Lazio non farà acquisti, le altre devono ancora partire. Responsabilità su Sarri? Nel momento stesso in cui ha deciso di tornare, con questi mezzi, penso che lui stesso sia convinto di poter far bene. Ciò che mi darebbe fastidio, sarebbe la mancanza di correttezza e magari qui cortocircuiti che sono avvenuti due anni fa. Paragone con la mossa di De Laurentiis con Conte? Non si è menzionato il grande mercato fatto la scorsa estate al tecnico salentino. Quello tende a fare la differenza, come il fatto che la rosa del decimo posto, è la stessa che l’anno prima aveva vinto lo Scudetto”.

“Se prendi un allenatore come Sarri, conoscendolo, sai come lavora, lo devi seguire fino in fondo e senza ritrosie. Tutte le componenti devono dire le cose come stanno. La gente non è stupida, se hai la stessa rosa e vuoi far ricadere le colpe sul Baroni di turno, forse non stai dicendo la assoluta verità”.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, Sarri con la stessa rosa di Baroni? 4-3-3 ok, ma non so se potrà fare meglio. Belahyane esclude Cataldi” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Se la rosa della Lazio restasse la stessa della scorsa stagione, Sarri potrebbe variare l’assetto tattico passando tranquillamente al 4-3-3. Quello che non so è se i risultati possano essere migliori di quelli di Baroni. Non penso che Belahyane possa giocare in una posizione diversa rispetto a quella di vertice basso. Ruolo in cui tornerà anche Cataldi. Non escludo che Rovella possa anche essere utilizzato come interno di centrocampo. Tre registi sono troppi? A meno che non giochi con Rovella mezzala. Certo che, se Sarri crede in Belahyane deve andare via Cataldi. Io ho un’altra sensazione, Sarri sa già come vuole giocare e sfrutterà il ritiro per capire chi è più o meno adatto al suo sistema di gioco ed al suo modo di intendere il calcio. Lui già sa come vuole giocare, prenderà delle decisione sui singoli in base a come li vede in allenamento.

Se la rosa restasse questa, io passerei alla difesa a tre. Devo partire dal discorso delle eccellenze da mettere nelle posizioni ideali. Tavares, se sta bene, è una di queste. Gila e Romagnoli, oltre a Patric, secondo me renderebbero più in quel sistema di gioco. A tutta fascia i vari Lazzari, Marusic e Tavares, per poi schierare due mediani e tre punte. Gli attaccanti per fare questo ce l’hai. Detto questo, Sarri sicuramente non prescinderà dalla sua difesa a quattro. Da questo non deroga, per il resto nella sua carriera ha fatto anche 4-2-3-1 e 4-3-1-2″.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Tavares per Sarri? Ha ragione, ma è più facile inquadrare uno con la sua qualità. E’ un punto di forza…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Al di là di tutto noi facciamo scelte razionali, ma a volte si fanno scelte razionali e si torna dove sei stato bene. Sarri alla fine sarà valutato per quello che farà, anche se adesso si daranno più risalto alle negatività visto che le cose buone già si conoscono.

Tavares per Sarri? La mia idea dall’esterno è che Sarri ha ragione, è forte ma anarchico. La cosa fondamentale è che ha qualità, così è più facile inquadrare un giocatore. E’ un punto di forza della Lazio, non avrei problemi a riconfermarlo. Certo non diventerà mai un terzino difensivo come Hysaj, ma ha qualità importanti. L’unica incertezza è quella fisica. Se sta bene siamo di fronte ad un giocatore che fa la differenza. Poi starà a Sarri trovare un equilibrio difensivo, magari mettendo dalla parte opposta un esterno più difensivo. Tavares è comunque uno di quei giocatori da cui ripartire certamente.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, occasione persa. Mi aspettavo più coraggio, ma forse mancano le energie. E più giocatori di qualità…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi aspettavo una partita diversa, credevo che la Lazio potesse prendersi maggiori rischi, potesse dall’inizio imporre un ritmo diverso. Fino all’espulsione di Kalulu, la squadra di Conte ha gestito bene la gara, era in controllo totale. E’ stata un’occasione persa, non sempre ti capita di giocare contro una Juventus così. Ho la sensazione che la gara fatta dalla Lazio sia dovuta ad una mancanza di energia. Forse sapevano di non averne molte per fare un tipo di gara diverso. Anche la scelta di schierare Dele-Bashiru immagino dipenda da questa valutazione, dal timore di soffrire gli uno contro uno imposti dal modo di giocare dei bianconeri.

La luce la possono accendere in pochi. Pedro, Isaksen e Zaccagni, non vedo altri giocatori che abbiamo queste caratteristiche. C’è la mancanza di altri elementi che abbiano la giocata o che tirino da fuori area. Per questo, Baroni ha poi mandato in campo Vecino per riempire l’area di rigore.

Il pareggio è probabile, in vista della gara di Milano contro l’Inter, favorisca altri. Ma può essere anche un punto utile per andare in Europa League, anche perchè non sono così certo che questa Juventus possa vincere agevolmente le ultime due partite.

Scudetto? L’Inter sta cercando di tenerlo vivo, ma è tutto nelle mani del Napoli. Se batte il Parma, cosa non scontata, poi avrebbe molte possibilità di conservare il vantaggio”.

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‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio artefice del proprio destino. Contro la Juve vanno ritrovati questi due calciatori…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“Per la Lazio, che è artefice del suo destino, se vuole ambire alla Champions, quella di Empoli è stata la madre di tutte le partite.

Come arrivano Lazio e Juve alla sfida di sabato? Se ci fermassimo alla gara di Empoli avremmo qualche dubbio sui biancocelesti ma in settimana si possono ritrovare energie che non pensi di avere più. C’è solo un risultato a disposizione e la Lazio può ottenerlo. I bianconeri sono una squadra che sta facendo un po’ di confusione, poi ha dei valori anche se alcuni calciatori probabilmente non sono da Juve; giocano molto sui nervi più che su un gioco codificato.

Se la Lazio ritrova Isaksen e Zaccagni, i giocatori che possono fare la differenza, può fare bene.

Se dovessi scegliere tra le due squadre, visto il momento, preferirei essere l’allenatore della Lazio piuttosto che della Juventus.

Gap fisico? Non lo vedo. E’ vero che hanno ritorvato morale, hanno più intensità e sono meno orizzontali. Non avendo un gioco codificato giocano tanto sugli avversari, per questo dipenderà molto dalla Lazio. E’ chiaro che gli episodi faranno la differenza: se vai subito in vantaggio dovranno poi farla loro la partita

Nico giocherà dietro ad una punta, secondo me sarà un 3-5-2 quello della Juve. Non penso che Tudor giocherà con le due punte, pensando anche al fatto che hanno lo scontro diretto a favore ed un pareggio potrebbe andargli bene.

In questo momento non puoi fare calcoli: ti devi garantire che la prossima sfida possa darti qualcosa. Quindi la partita fondamentale è questa, devi ragionare come fossero playoff. Se non vinci i discorsi non reggono e non serve pensare alle altre.

Pe rme Baroni andrebbe confermato perché ha fatto un buon lavoro, indipendentemente dal fatto che arrivi quarto o sesto. Anche perché secondo me non ha la rosa per il quarto posto”.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio un po’ in difficoltà, con la Juve la madre di tutte le gare. Dia bene grazie al Taty”

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE….’

La Lazio di Empoli non ha fatto una grandissima partita dal punto di vista atletico. Si vede che è un po’ in difficoltà, non era facile anche per il valore della posta in palio. Nessuno a breve si ricorderà il modo in cui ha vinto, ma solo l’importanza di questi tre punti. Adesso arriva la madre di tutte le gare, quella che vale una stagione, quella contro la Juventus. E la sensazione è che la Lazio abbia tutte le carte in regola per farla propria.

Singoli? Mandas è in una buona condizione, i difensori centrali stanno facendo il loro, i terzini così così onestamente. Castellanos mi sembra stia bene, meno Guendouzi e Rovella. Ho la sensazione è che i giocatori che ora possono determinare siano Isaksen e Pedro.

Dia è cresciuto, ma credo che nel suo rilancio ci sia molto anche della presenza di Castellanos. L’argentino è l’elemento che permette anche a Dia di esprimersi al meglio, è la chiave della parte offensiva della Lazio.

Sarà un finale di stagione in cui tutto cambia rapidamente e deciso da episodi che determinano l’evoluzione delle partite. Non capisco perché stia giocando Marusic alto a destra, si vede che è un pesce fuor d’acqua in quella zona di campo, ma è anche un momento in cui cala l’intensità e servono delle scelte che aiutino la squadra.

I fattori principali di questa volata saranno la condizione fisica e le motivazioni degli avversari. Ci sono squadre che giocano spensierate come Torino ed Udinese, altre che si giocano tutto. Le coppe sicuramente possono fare la differenza, chi è impegnato in gare extra saranno condizionate. Inter-Lazio dipende dalla partita con la Juventus. Se la squadra di Baroni dovesse avere la meglio contro i bianconeri farebbe una grande gara anche a Milano”.

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‘NMM’ – D. Rossi: “Baroni è quello che ha meno colpe. Marusic al posto di Isaksen? Significa che Tchaouna…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“Noi siamo un Paese cattolico, quindi è normale che ci siano stati dei cambi di programmazione; sicuramente la scomparsa del Papa andava gestita meglio ma credo si possa, vista la situazione, fare di necessità virtù.

Quella col Genoa era una gara complicata e rimane tale, la Lazio ha solo un risultato in uno stadio difficile. Marassi ha il campo più bello per giocare a calcio ma senti la pressione e per certi versi è bello anche per questo. Bisogna prendere il lato positivo: magari recuperi qualche giocatore che non stava benissimo; ad ogni modo resta una sfida delicata.

Dal punto di vista della preparazione, a 5 giornate dalla fine, non si incide sul piano atletico, soprattutto visti gli impegni che hanno preceduto questo incontro.

In questo momento della stagione devi pensare una gara alla volta, senza contare sui passi falsi delle altre che comunque, ovviamente, fanno comodo. La sfida più importante è quella di Genova, sennò poi diventa inutile fare i discorsi sul futuro.

La rosa della Lazio sta tra il quarto e l’ottavo posto: se arriva in Champions ha fatto tanto, se arriva in Europa League ha fatto il suo, altrimenti andranno fatti altri discorsi. Bisogna aspettare che finisca il campionato per poi fare valutazioni sulla stagione; se analizziamo i primi mesi diciamo che la Lazio è andata sopra alle aspettative, poi è andata al di sotto.

Ora c’è pressione, prima non ti aspettava nessuno e avevi la testa più libera; adesso devi dare il massimo ad ogni partita, senza passi falsi. Tu, a prescindere da tutto, devi fare il meglio possibile, ecco perché dicevo di non pensare agli altri.

Marusic alto a destra con Zaccagni a sinistra e Taty e Dia insieme? Io non penso che Marusic possa giocare lì con Lazzari dietro, paradossalmente sarebbe meglio il contrario. Ma comunque sarebbe come rinnegare quanto fatto fino ad ora o magari cambi sistema e giochi con il 3-4-3 e metti Marusic dietro a Lazzari. Tuttavia significherebbe che Tchaouna non potrebbe rimanere l’hanno prossimo, che è stato bocciato visto che si potrebbe preferisce a lui uno non di ruolo. O Tchaouna non sta bene o l’hanno bocciato, visto che l’idea è quella di mettere un terzino al suo posto.

L’ atteggiamento? Non è vero che alcuni giocatori non sentono la gara, è solo carattere. Tchaouna se gioca nella Lazio ha delle qualità, ma serve trovare la chiave. Se lo fanno fuori completamente significa che è irrecuperabile, ma Baroni li vede tutti i giorni, sa solo lui come stanno realmente le cose.

Il Genoa, per caratteristiche, potrebbe dare fastidio alla Lazio: gioca sull’avversario, è una squadra speculativa, non lascia spazio, fermo restando che loro non hanno nulla da chiedere al campionato mentre la Lazio deve avere grandi motivazioni.

Non si possono più fare esperimenti, devi mettere in campo quei giocatori sui quali puoi contare da qui alla fine. In tutto ciò, se si vuole dare le colpe a qualcuno, credo che Baroni sia quello che ne ha di meno”.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, ecco il piano B umile e maturo. Tavares? Fermarlo per trovare le cause…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

La gara di ieri della Lazio è stata intelligente, soprattutto in relazione al tipo di avversario. L’Atalanta si esprime meglio giocando fuoricasa ed il piano partita di Baroni è stato logico. Non lasciare spazio ai nerazzurri vuol dire poi trovarne nella lorò metà campo. La coppia di centrocampo Rovella-Belahyane è stata una chiave, bene anche la prestazione di Dele-Bashiru. La prestazione della Lazio è anche sintomo di maturità.

Quello che abbiamo visto ieri vuol dire che ci può essere anche un piano b, ma questo dipende molto anche dalle caratteristiche dei giocatori che scendono in campo. Ci sono gare in cui tu devi giocare in quella maniera, in modo più umile. Il derby potrebbe essere proprio quel tipo di partita, quella di Ranieri è una squadra pericolosa quando ha campo.

Bisogna ragionare partita per partita, certo è vero che ora hai risucchiato anche l’Atalanta. Ora i posti in Champions a disposizione sono due, ma questa alternanza di posizioni ci sarà fino alla fine. Da adesso in poi, conteranno solo le energie, chi ne avrà di più avrà la meglio sulle altre.

Tavares? Ha delle fragilità, ma sono anche convinto che metterlo dentro appena sta meglio non è un bene. Andrei alla radice del problema, più che curare l’effetto devo trovare la causa che porta a questi problemi. La palla dovrebbe passare allo staff medico ed ai preparatori. Piuttosto di fare questo avanti ed indietro, preferirei tenerlo fuori per più tempo per capire il reale problema. Lui è fortissimo, ma se non sta bene fisicamente non rende”.

Provstgaard? Venti minuti sono pochi per giudicare un giocatore, ieri ha fatto quello che doveva fare”.

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‘QUELLI CHE…’ – Delio Rossi ricorda Suor Paola: “Tutto ciò che faceva era a fin di bene. E quel tuffo nella fontana…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Operava sempre a fin di bene. Spesso mi ‘usava’ e al suo gioco ci stavo perché tutto era finalizzato ad aiutare il prossimo. Io mi facevo carico di questo perché sapevo che mi metteva in mezzo per fare del bene.

L’aneddoto della fontana? Tutti i giovedì andavamo nella comunità delle ragazze madri e i bambini orfani; ci siamo andati la prima volta e poi mi diceva di tornarci di nuovo per scaramanzia.  Il giovedì prima del derby, appena finita la cena mi disse nell’orecchio che se avessimo vinto si sarebbe fatta il bagno nella fontana e io sorridendo le risposi che l’avrai seguita. Succede che vinciamo il derby in quella maniera e dei giornalisti a fine gara mi chiesero se era vera la questione del tuffo nella fontana; io sono rimasto basito e anche urtato perché era un fatto mio e suo. Tuttavia, una volta tornato a Formello, sento Manzoni parlare con Suor Paola al telefono e lei diceva che non ero di parola perché lei mi stava aspettando alla fontana. All’una di notte del 16 dicembre alla fine c’ero solo io lì.

Mi usava, lo sapevo, e glielo permettevo perché lo faceva con garbo e a fin di bene. Le volevo, le voglio e le cotto sempre bene!”.