La S.S. Lazio comunica che il ruolo di Direttore Sportivo della prima squadra è stato affidato al sig. Mariano Fabiani, attuale responsabile del Settore Giovanile.
UFFICIALE – Fabiani nuovo DS della Lazio
La S.S. Lazio comunica che il ruolo di Direttore Sportivo della prima squadra è stato affidato al sig. Mariano Fabiani, attuale responsabile del Settore Giovanile.
Pietro Leonardi a Radiosei: “C’è stata, un paio di volte, l’opportunità di venire alla Lazio. Dopo il caos di Parma sono stato ‘messo fuori’ e adesso vedo il calcio diversamente. Non ho mai nascosto che venire alla Lazio era un mio desiderio. Quando c’è stata la possibilità qualcosa è andato storto. E’ stato un qualcosa che è rimasto un desiderio, ma sono contento di ciò he ho fatto in tanti anni di carriera. Mi spiace anche per mio padre che non c’è più, era un tifoso della Lazio accanito. La Lazio è qualcosa che ti senti, peccato che il desiderio non si è tramutato in realtà. Fino all’inizio della mia carriera, ero un ragazzo di curva. Forse era meglio che non lo dicevo (ride, ndr). La passione per il calcio e per la Lazio, nasce da mio padre”.
“E’ un periodo in cui ci sono problemi per tanti club, a livello economico. Il fattore cessioni è determinante per tutti e questo fa sì che ci siano difficoltà ad effettuare alcuni investimenti. In questa fase la maggior parte delle squadre stanno creando gli spazi per migliorare le rose. Penso che non debba essere un momento di preoccupazione per i tifosi, l’importante è essere pronti per la prima gara ufficiale. Partire per il ritiro con la squadra già formata, certo, è un enorme vantaggio, soprattutto se il tuo allenatore si chiama Sarri”.
“La riservatezza della notizia porta ad un risultato migliore per il club. Ognuno fa il suo lavoro, fa parte del gioco. Situazione Torreira? E’ la conferma che – quando esce una notizia – c’è tanto caos. Ognuno fa i suoi interessi, anche il procuratore ovviamente. Rendere pubblici i numeri di una trattativa non la facilita. Giusto – prosegue Leonardi – che il club si innervosisca per la situazione. Penso che la dichiarazione ufficiale su un giocatore che non è della Lazio non sia arrivata al momento giusto. Mi successe una cosa una cosa simile con Inler”.
“Mi ha sorpreso positivamente la stagione di Cataldi. E’ stato un protagonista e penso che per lui sia stato fondamentale l’arrivo di Sarri. Questo gioco gli permette di esprimersi al meglio ed è anche più protetto. Nel 3-5-2 i due intermedi devono buttarsi dentro e lasciano scoperto quel ruolo. Torreira è simile, mentre Paredes ha un passo diverso. Torreira meglio, per quel ruolo e in questo sistema. Boloca? Buon giocatore. Marcos Antonio invece non mi ha fatto impazzire, ma avrebbe bisogno di più tempo. Cataldi ha dato più certezze. Penso che la Lazio abbia bisogno di sistemare l’attacco. C’è bisogno di un attaccante forte e pronto”.
Servirà decidere nel minor tempo possibile per iniziare a progettare la squadra per la Champions. Chi al posto di Tare, si chiede il Corriere dello Sport, nel momento in cui sarà certificata la separazione: c’è un profilo dentro Formello e porta il nome di Angelo Fabiani, ex ds della Salernitana e oggi responsabile della Primavera e della Lazio Women.
Nel panorama italiano piace Pietro Accardi, ds dell’Empoli. Sulle sue tracce ci sono diversi club italiani. In Toscana ha fatto benissimo, è giovane, ma già con esperienza di mercato. Un ruolo importante nella scelta del nuovo direttore sportivo ce l’avrà anche Maurizio Sarri. Il tecnico sogna quattro acquisti base: due a centrocampo e due in attacco. Non gli dispiacerebbero un paio di rinforzi anche in difesa, magari un centrale e un terzino (se non verrà riscattato Pellegrini).
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Lunedì sera dopo la cena di Lega è andato in scena il confronto tra Tare e Lotito davanti all’hotel Hilton. Un faccia a faccia durato fino alle tre di notte. Il presidente biancoceleste ha preso una decisione ma non ha intenzione di rivelarla fino a fine campionato per non destabilizzare l’ambiente; intanto, il Ds della Lazio – che si sta guardando intorno – ha studiato una doppia exit strategy: resterebbe in caso di clamoroso addio di Sarri oppure farebbe un passo indietro pur di non lasciare Formello. Il giorno dopo Lotito conferma il vis a vis, ma non entra nel merito: “Alla cena di Lega abbiamo chiarito tante cose, ma non abbiamo parlato di altro. Ora tutti insieme dobbiamo remare per vincere le prossime due partite e tenerci stretto il secondo posto, che vale ulteriori introiti, oltre la Supercoppa e la Champions”.
Eppur si muove, Lotito si sta muovendo. Per lo meno finalmente inizia davvero a guardarsi intorno e ad alzare il telefono. E partita ieri la caccia a un eventuale nuovo DS per la Lazio. Guarda caso, subito dopo il confronto fra il pa-tron e Sarri, martedi a pranzo a Formello, Ufficialmente Maurizio non ha mai posto un aut aut fra lui e Tare, ma ha fatto più volte intendere al presidente che il rapporto col diesse è ormai compromesso e deteriorato in modo definitivo. Al di la delle divergenze caratteriali, il tecnico è convinto che leli non capisca proprio il suo calcio e quindi non riesca a sostenerlo e ad assecondarlo sul mercato, Lo ave va già intuito l’anno scorso, per questo aveva suggerito invano a Lotito il nome di Giuntoli per far decollare il suo progetto. Forse ora, strabiliato dall’epopea sotto il Vesuvio (com un monte ingaggi ridotto come quello della Lazio), il presidente ci sta ripensando, sia pure in ritardo: ieri si è fatto dare i numeri di Cristiano e del suo brac cio destro Pompilio. In realtà entrambi sono già d’accordo con la Juve, ma De Laurentiis non ha intenzione di liberarli. Giuntoli gli ha detto di non avere più motivazioni per restare il azzurro, ma Aurelio non ha intenzione di lasciarlo andare dall’acerrimo nemico bianconero. Chissà se invece per la Lazio farebbe uno sgarro. È difficile, al momento, sarebbe un colpo di teatro, Lotito non ha mai preso un ds più legato all’allenatore che a lui stesso. Fra i candidati rimbomba l’emergente Aronica dell’Empoli da diverso tempo. Il ritorno da dirigente dell’ex Foggia sarebbe invece un’operazione alla Tare, magari con Fabiani DG a supervisionarlo. Fabiani lavora nell’ombra, ha feeling con Sarri, ha vinto ovunque ed è uomo di fiducia assoluto del pa-tron. Di certo i movimenti di Lotito spingono Tare sempre più verso l’uscio e la scadenza di giugno. Tare ora accetterebbe anche un contratto in ritardo o al ribasso rispetto agli 1,2 milioni percepiti (a Napoli Giuntoli ne guadagna uno) pur di restare alla Lazio. Lotito ora sembra dirigersi sempre più verso Sarri. Non a caso, ha già fissato ufficiosamente con il suo staff il ritiro di Auronzo dall’11 al 28 luglio.Il Messaggero