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FORMELLO – Lazio, ultimo allenamento romano: tentazione Taty, dubbio Provedel-Mandas. Romagnoli ok

FORMELLO – Ultima seduta di allenamento a Roma. In queste ore il viaggio verso la Norvegia dove domani i biancocelesti svolgeranno la rifinitura in vista dei quarti di finale di Europa League da giocare in casa del Bodo/Glimt.

La ‘novità’ odierna è Castellanos provato con i titolari nei test tattici. Per l’argentino si ipotizzava un ingresso nel finale di patita giovedì. Dia si è regolarmente allenato ma resta il dubbio sul suo impiego dal 1′, considerando che sulla trequarti dovrebbe muoversi Pedro.

Assente questa mattina Gigot, ma dovrebbe partire con la squadra. Buone notizie da Romagnoli che ha smaltito l’influenza e si riprende il posto vicino a Gila. Il maggiore dubbio del tecnico riguarda i pali: ballottagio apertissimo Provedel-Mandas.

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FORMELLO – Baroni senza Romagnoli. Dele e Tchaouna scaldano i motori, Noslin non al meglio

A Formello va in scena la rifinitura pre Atalanta. Baroni senza Romagnoli (stato influenzale, rischio alto di forfait) e con tante novità nelle prove tattiche. Lazzari sembra aver pareggiato le distanze da Hysaj per una maglia da titolare a destra, mentre a sinistra Nuno Tavares viaggia spedito verso il ritorno in campo dal 1′. In virtù dell’assenza dui Romagnoli, oggi Baroni ha schierato Gila e Gigot, con il francese rientrato dopo un giorno di gestione. A centrocampo provato nuovamente Belahyane con Rovella, con Vecino che sembra partire alle spalle dell’ex Verona. La sensazione è che alla fine possa spuntarla l’uruguaiano, mentre Dele-Bashiru è stato confermato trequartista. Noslin oggi è tornato a Formello, ma ha svolto un lavoro differenziato. Tutto l’allenamento in gruppo invece per Castellanos, che domani dovrebbe strappare la convocazione.

Isaksen dovrebbe partire dalla panchina, con Tchaouna pronto a sostituirlo. Zaccagni a sinistra e Dia, anche perché unico disponibile e al 100%, avrà il peso dell’attacco sulle spalle. Pedro verso la titolarità in Norvegia, così come Guendouzi che mancherà a Bergamo per squalifica.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Provedel Lazzari Gigot Gila Tavares; Rovella Vecino; Tchaouna Dele-Bashiru Zaccagni; Dia

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FORMELLO – Baroni prepara l’Atalanta con uno sguardo al Bodo: Noslin fermo, conferma Taty. Occasione per Provstgaard?

A Formello va in scena il penultimo allenamento prima di Atalanta-Lazio. Questa mattina (ore 11) Baroni ha dato continuità alle prove svolte in settimana, con alcune conferme. La prima, negativa, è l’assenza di Noslin. Terzo giorno consecutivo saltato, per via di un infortunio ‘domestico’ che evidentemente gli impedisce di svolgere anche solo sedute atletiche differenziate. La sua assenza, unita al lavoro a parte di oggi di Isaksen, tende a promuovere Dia come centravanti. Questo principalmente perché Tchaouna dovrebbe prendere il posto del danese, a destra. In tutto questo, continuano ad aumentare le quotazioni di Dele-Bashiru trequartista, a maggior ragione viste le probabili defezioni. Zaccagni a sinistra, in una trequarti che dovrebbe essere diversa per due terzi rispetto a Lazio-Torino. Castellanos oggi ha lavorato in gruppo, confermando il recupero clinico, ma ha saltato la partitella. Facile pensare che strappi una convocazione, ma con lo sguardo teso al Bodo.

In mediana, il fatto che Vecino abbia saltato la partitella finale al momento non preoccupa. Dovrà essere lui ad affiancare Rovella, vista la squalifica di Guendouzi e facendo un salto in avanti, ad affiancare il francese giovedì prossimo in Europa League. Tanti, invece, i dubbi in difesa. Si ripartirà da Provedel, ma al momento l’unico che sembra certo di una maglia è Nuno Tavares. Baroni ha provato Gila e Romagnoli quasi sempre ‘scoppiati’, dal Bologna in poi. Lo spagnolo con Provstgaard e l’italiano con Gigot (oggi assente, proprio come successo prima del Torino). Rebus aperto anche a destra, dove Hyaj insidia Marusic, con Lazzari più indietro nelle previsioni di formazione.

La sensazione è che, in virtù del tour de force e delle esplicite richieste societarie sulle rotazioni, Baroni abbia studiato una tabella di marcia precisa. Le rotazioni, a cominciare proprio da Atalanta-Lazio, sembrano abbastanza chiare. L’eventuale opportunità per Provstgaard dall’inizio e un indizio, così come la gestione di un Isaksen non certo al meglio della forma, reduce da un fastidio tendineo.

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FORMELLO – Castellanos in gruppo, salgono le quotazioni di Dele-Bashiru. Noslin ancora fermo…

FORMELLO – Terzultima seduta prima della partenza per Bergamo. Marco Baroni ritrova Castellanos, dopo il secondo stop contro il Viktoria Plzen all’Olimpico. L’attaccante argentino ha completato il recupero clinico, già ieri aveva cominciato a riassaporare la sensazione del campo lavorando sì a parte, ma con il pallone. Oggi, nella seduta scattata alle ore 11, il Taty ha lavorato interamente in gruppo. Clinicamente recuperato, ma non basta. Quello di Castellanos sarà – verosimilmente – un percorso a tappe. La prima, l’Atalanta, dovrebbe saltarla. Al massimo, spuntare una convocazione per stare vicino ai compagni, ma senza correre rischi. La tabella di marcia potrebbe prevedere un ingresso giovedì contro il Bodo Glimt per averlo poi titolare al derby.

Discorso centravanti aperto, dunque, a diverse soluzioni in vista dell’Atalanta: oggi, come ieri, Noslin è rimasto a riposo. L’olandese è alle prese con un fastidio muscolare ed allo stato attuale salgono le possibilità di ri-vedere Dia a guida dell’attacco. Per il ruolo di trequartista, avanza ulteriormente la candidatura di Dele-Bashiru. Anche oggi il nigeriano è stato testato in alternativa a Pedro. Anche in questo caso, ragionamenti e scelti vanno tarata anche sull’impegno di coppa. Lo spagnolo con il Bodo e Dele contro gli orobici resta l’ipotesi più gettonata ad oggi. Nei due di centrocampo invece, le rotazioni appaiono più scontate. Guendouzi non ci sarà a Bergamo per squalifica; stessa sorte per Rovella, ma in Norvegia. Vecino diventa la chiave, a meno di improbabili esperimenti con Belahyane.

In difesa, da segnalare che solo in un’occasione da Bologna-Lazio, Baroni ha provato in tandem Gila e Romagnoli. Lo spagnolo ha spesso lavorato con Provstgaard, mentre l’italiano si è mosso con Gigot (coppia titolare, non a caso, contro il Torino). Occhio anche qui alle rotazioni, soprattutto in base alle caratteristiche degli avversari. Capitolo terzini: con il rientro di Tavares, Marusic resta la soluzione più quotata a destra.

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio non è una resa: da Formello segnali di compattezza

La Lazio si ricompatta. Ha rallentato, non si è arresa, pronta a reagire e rilanciarsi, anche se il pareggio di Gineitis ha provocato delusione, qualche fischio dell’Olimpico e ha cristallizzato il settimo posto in classifica, con l’avvenuto aggancio della Roma. Sarebbero bastati 2 punti in più con il Toro e altri 2 con l’Udinese per restare in quota quarto posto. Un mese fa questa stessa Lazio vinceva a San Siro con il Milan. È ancora tutto aperto, nessuno in estate ci avrebbe scommesso. La ripresa a Formello si è consumata in un clima sereno e motivato. Davanti ci sono le curve decisive: domenica a Bergamo con l’Atalanta (non vince in casa da dicembre), poi la trasferta di Bodø in Norvegia, il derby con la Roma e il ritorno dei quarti di Europa League. Lo sa benissimo la società, Baroni non ha responsabilità, per fronteggiare due competizioni al top servirebbero due squadre come possiede l’Inter. Guardate Atalanta e Fiorentina, non hanno avuto un cammino differente rispetto alla Lazio negli ultimi due mesi. Questo non significa non provarci e non continuare a correre, se possibile recuperando giocatori, perché la grande forza autunnale era stato il turnover e troppe sono state le assenze tra febbraio e marzo. Vecino, Hysaj e Pellegrini recuperati alla causa. Mancherà Patric, occhio ai centrali, ma stanno tornando Tavares e Castellanos. Belahyane e Noslin ieri hanno saltato l’allenamento solo per cautela. Anche Zaccagni si avvia verso il top e il popolo laziale non farà mancare il proprio appoggio. Può essere ancora un finale di stagione divertente per la Lazio. 

La rimonta della Roma e la frenata nel girone di ritorno hanno creato un effetto negativo intorno alla Lazio, ma la scorsa estate nessuno avrebbe immaginato di correre a lungo per il quarto posto e di sognare la finale di Bilbao in Europa League. Ecco perché Baroni ha invitato il gruppo ad abbandonare qualsiasi pensiero negativo. Quel gol di Gineitis non ci voleva, la Lazio stava ripartendo dopo la sosta, ma la flessione di risultati non è figlia di alcun condizionamento e nella partita contro il Torino si sono visti dei progressi. È stato un pareggio diverso rispetto ai precedenti con Udinese e Plzen prima dell’ultima sosta di campionato. Dopo nove mesi di stagione, nessuno a Formello ha intenzione di mollare. La Lazio, nelle prossime quattro partite, si gioca tutto o molto, perché il campionato finirà soltanto a maggio e ci sono ancora 24 punti a disposizione. Atalanta e Roma sono uno snodo decisivo quanto la doppia sfida con il Bodo che potrebbe portare la Lazio alle semifinali di Europa League, mai affrontate nella ventennale gestione di Lotito. Solo questo motivo dovrebbe indurre tutti, fuori e dentro Formello, a sorridere guardando con spirito diverso le prossime settimane. È un godimento assoluto per il gruppo essere arrivati sino a qui, deve essere uno stimolo e un divertimento finire la stagione nel modo in cui era cominciata. Corriere dello Sport

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FORMELLO – Gigot, Belahyane, Tchaouna e Noslin: Baroni cambia la Lazio con il Toro

Deve reagire la Lazio dopo la pesantissima sconfitta per 5-0 di Bologna arrivata prima della sosta e che ha lasciato non pochi strascichi in casa biancoceleste. Marco Baroni deve fare i conti con diverse assenze, a cominciare da Patric che ha chiuso anticipatamente la sua stagione. Out anche Castellanos, mentre Tavares andrà solamente in panchina e dovrebbe tornare dal primo minuto con l’Atalanta. Per l’argentino invece possibile convocazione per Bergamo prima della sfida d’Europa League col Bodø e il derby. Contro il Toro solito 4-2-3-1 con il ritorno di Hysaj dopo quasi due mesi di stop nella linea difensiva che vede la coppia centrale composta da Gigot e Romagnoli, con Marusic a sinistra a completare il quartetto davanti a Provedel. In mediana la sorpresa è la titolarità di Belahyane che farà rifiatare Rovella, protagonista anche la scorsa settimana con la nazionale, mentre non riposerà Guendouzi. Chance per Noslin al centro dell’attacco, con alle sue spalle Pedro da trequartista al posto di Dia. Sugli esterni Isaksen non è al meglio, per questo giocherà Tchaouna con capitan Zaccagni sulla sinistra.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Provedel, Hysaj Gigot Romagnoli Marusic; Guendouzi Belehyane; Tchaouna Pedro Zaccagni; Noslin.

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FORMELLO – Tavares presente, Gigot frena: Baroni tiene aperti i ballottaggi sulla trequarti, occhio a Isaksen…

A Formello Tavares torna a lavorare in gruppo. Il terzino portoghese oggi ha completato il lavoro con i compagni, viaggia verso la convocazione lunedì contro il Torino. Gigot invece, oggi non ha preso parte alla seduta, nonostante abbia lavorato quasi tutta la settimana al fianco di Romagnoli. Provato ancora Belahyane al fianco di Guendouzi, mentre sulla trequarti resta apertissimo il ballottaggio per chi giocherà dietro la punta. Il posto se lo giocano in 3: Dele-Bahiru, Dia e Pedro. Dia che oggi ha lavorato da centravanti, alternandosi con Noslin. Occhio a Isaksen, che si è dovutop fermare per un problema alla caviglia. Da valutare domani, quando andrà in scena la rifinitura e le idee saranno più chiare. Castellanos ha lavorato con le scarpe da ginnastica, a livello atletico.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Torino, Baroni: “Richieste società? Non è cambiato niente. Ora si entra nel vivo, niente paura” (AUDIO)

Lazio-Torino, Marco Baroni in conferenza stampa. Il tecnico biancoceleste presenta il monday night di Serie A dal Centro Sportivo di Formello.

Il confronto con la società

“Il presidente l’ho visto ieri, è stato a pranzo con altre persone, siamo stati 20 minuti insieme. Con il ds e Bianchi c’è un confronto quotidiano, non c’è stato nulla di diverso rispetto alla quotidianità del nostro lavoro. 

La società le ha chiesto di fare più turnover?

La società non mi ha fatto nessuna richiesta. Abbiamo sempre lavorato verso questa soluzione, anche i ragazzi che sono arrivati ora sono più pronti. 

È rimasto dispiaciuto di alcune dichiarazioni del ds? Che il suo lavoro fosse legato ai risultati…

No, noi siamo concentratissimi sulla prossima partita. Lo sono da appena finita la partita di Bologna. Le critiche fanno parte del lavoro, sono utili quando circostanziate. Ho preso questo aspetto come una leva del nostro lavoro. Vanno utilizzate per fare un bel finale.

Cosa serve per farsi trovare pronti ogni 3 giorni?

Stiamo entrando nell’ultimo quinto della stagione, sappiamo che è la parte più importante. Siamo coscienti di questo, ci portiamo dietro quanto di buono, per affrontare il finale al massimo.

Stato fisico

Stiamo bene, non cerco mai alibi ma siamo arrivati alla settima partita con diverse situazioni da valutare. La pausa serve a ricaricare più le energie mentali che fisiche. Abbiamo lavorato con tutta la squadra soli pochi giorni, i nazionali hanno continuato a giocare e viaggiare. Siamo consapevoli che qualcuno farà 60 partite, sono quasi 2 campionati. Non deve essere un alibi, ma qualcosa che ti rafforza e indica il percorso che stiamo facendo. C’è un’opportunità incredibile.

Sugli infortuni?

Il calcio è l’unico sport in cui ci sono tante componenti. I rimpalli, i contatti, i campi, tante situazioni che ti possono portare all’infortunio. Noi stiamo cercando di recuperare tutti. Quello di Taty è stata una condizione… Io ascolto sempre il giocatore e lo staff medico, era programmato part time, lui mi ha detto di voler fare ancora 10 minuti dopo l’intervallo. Ci sono tante situazione che pur prestando massima attenzione escono dal controllo dei medici, dell’allenatore e del giocatore. Oggi Nuno si è allenato con la squadra, sta meglio, è arrivato un po’ “intossicato”, ha giocato di più rispetto al passato. abbiamo ancora domani, valuteremo insieme. Sarà dei nostri in queste partite importanti. 

Cosa non va rispetto all’inizio della stagione?

Noi guardiamo i numeri, si parte da un’analisi positiva. Ho detto alla squadra che entriamo nella fase più importante, sappiamo quello che abbiamo fatto, ma dobbiamo pensare di partita dopo partita. La cosa più importante, ho fiducia nella squadra. Oggi preferisco fare le analisi per guadagnare fiducia, non scetticismo. Non sto qui ora a dire i tanti fattori, perché poi sanno di alibi. Io non li voglio, non li vuole nemmeno la squadra. Pensiamo al Torino, ha perso 1 volta nelle ultime 12, occorrerà la migliore Lazio possibile. 

Il Torino può servire da slancio? Pellegrini?

La vittoria è fondamentale, davanti ai nostri tifosi, lo sappiamo. Una gara difficile, ma siamo determinati per fare una grande partita, partendo dalla prestazione. Su Pellegrini: ve lo dissi subito, ha lavorato con voglia e attenzione, rientra con noi, è una risorsa ancora più importante, insieme abbiamo fatto uno step utile per lui e per la squadra. 

Il lavoro con i giocatori rimasti a Formello

Li abbiamo seguiti in nazionale, per esempio Provstgaard. Oggi sono più pronti, perché hanno fatto un percorso con la squadra. Quando si è così giovani, il periodo estivo serve per fare il ritiro e le amichevoli. Loro sono entrati dentro una squadra che correva, con la palla che scotta. Normale inserimento. Ibra rientrerà la prossima settimana, gli altri stanno bene, sono centrati sempre di più. In questo momento in cui non ci sono stati i nazionali abbiamo lavorato bene con quelli rimasti dal punto di vista fisico e mentale. 

Cosa si aspetta da Noslin? Come sta Dia?

Anche Dia è arrivato un po’ poco lucido alla sosta, ma sta bene. Noslin e Tchaouna sono ragazzi giovani, provo ad alleggerirli, capisco le pressioni quando si sale di livello. Queste situazioni devono imparare a gestirle, io voglio che vadano in campo sereni e liberi, con la voglia di rischiare. Lo faranno. 

Visto che sono tutti finali, sta pensando alle rotazioni per questo periodo? Come sta Isaksen?

Isa è tornato, sta bene, ha un leggero fastidio al tendine, lo abbiamo gestito ma sarà disponibile. Una strategia c’è, ma è troppo importante andare partita per partita. Dobbiamo assolutamente pensare 90 minuti alla volta, la prima gara ti dà la continuità nella fiducia e nella convinzione di affrontare quelle successive.

Come si spiega i gol subiti? Avete analizzato i motivi? 

Ci stiamo lavorando, è fondamentale. Sono convinto che da questo punto di vista non si parla solo di difesa, ma di fase difensiva della squadra, che deve essere solida nelle due fasi. Ci stiamo lavorando ogni giorno. 

Sente un giudizio sempre più esigente nei suoi confronti?

In questo momento la mia attenzione è veramente rivolta solo al Torino. Ho l’esperienza per capire e schermare la squadra, è giusto fare così, dobbiamo lavorare sulla consapevolezza del percorso e le gare da affrontare. Non va mai lasciata la fiducia e la voglia. 

Cosa ha detto ai ragazzi per affrontare al meglio questa fase?

Una cosa che ci siamo detti tra noi. Io non nascondo mai la realtà, va guardata negli occhi, non bisogna avere paura. Per questo parlo di fiducia, così si trova la forza di affrontare questa fase che è la più importante, ma anche la più bella. Serve il massimo del coraggio per affrontare il finale. 

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Vio: “Lazio stanca? Parte psicologica fondamentale, vincere un derby cambia tutto. Sul ritiro a Formello vi dico…” – (AUDIO)

L’ex preparatore atletico della Lazio, Valter Vio, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”, per parlare del momento Lazio e dell’ipotesi ritiro a Formello.

Il professore Vio, in passato con la Lazio e il Bologna di Delio Rossi, al Valencia con Cesare Prandelli, ha spiegato come  sono cambiati i metodi di preparazione negli ultimi 20 anni. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Mi fa piacere parlare di Lazio, la seguo e sta facendo bene. La Lazio è stata una tappa importante, eravamo nei primi anni di Lotito. Allora non c’erano grandi campioni, ma giovani che volevano emergere. Riuscimmo a fare bene, il massimo fu vincere la Coppa Italia. Alzare quel trofeo è stato un orgoglio”.

“Rispetto ad ora la preparazione estiva è cambiata molto. Ricordo che con Delio alla Lazio facemmo prima un mese a Santa Cristina, tornammo a Roma e poi andammo nuovamente in altura altri 10 giorni. Ora si pensa più ai soldi con le tournee. Le vecchie preparazioni erano più improntate su atletica e corsa. Ora con GPS si lavora differentemente”.

“Con la Lazio di Delio Rossi in ritiro facevamo anche 10 volte i 1000 mt in un giorno, ora sarebbe impensabile. Poi facevamo le salite molto rapide con mister Rossi che in cima urlava. Ti consentivano di avere forza  e di avere la base ce la faceva. Fare questo tipo di ritiro ora sarebbe impensabile”.

Vio: “Ritiro e preparazione? Gli infortuni legati alle tante partite”

“Ci sono studi che dimostrano come gli infortuni siano legati più alle partite. L’obiettivo di un preparatore è avere una potenza aerobica elevata, con la rosa dei calciatori all’80% della propria forza. Così si riusciva a proseguire per tutta la stagione. Giocando sempre diventa difficile lavorare sul fisico. Giocare ogni tre giorni è difficile, per un recupero fisiologico servirebbero almeno 72 ore. Sarebbe sbagliato portare il fisico al 100% delle proprie possibilità perché dopo ci sarebbe una discesa nelle prestazioni”.

“Lazio a Formello per il ritiro? La differenza sostanziale è la temperatura serale per riposare bene la notte. Inoltre la temperatura un altura è preferibile a luglio a Roma possono fare anche 35 gradi. Poi la sera si può sopperire con l’aria condizionata. Non c’è un discorso di ossigenazione come può valere per i maratoneti. Ora con due settimane di lavoro si preferisce lavorare nei centri delle squadre”.

“A Roma immagino si farebbero due sedute, una la mattina la presto e una la sera. Troppo distanza tra i due allenamenti? Non sarebbe un problema perché il calciatore potrebbe riposare e recuperare meglio per la seconda seduta.

“Lazio un po’stanca? La parte psicologica è importantissima. Anche in campionati inferiori la vittoria fa lavorare meglio, si sente meglio la fatica. Perdere un derby portava un mese di catastrofe, vincerlo ti dava un entusiasmo incredibile. Sono successi che possono cambiare l’andamento di una stagione. Ricordo sempre con piacere la mia militanza in biancoceleste”.

Vio: “Sarei potuto tornare con Prandelli, poi Lotito…”

“C’è stato un momento in cui sarei potuto tornare alla Lazio. Lotito aveva contattato Cesare Prandelli, poi il presidente cambiò idea e cercò di prendere Bielsa. Diciamo che sono tornato alla Lazio è per colpa di Lotito”, chiude sorridendo Vio.

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Riscatto, Torino e polemiche: domani parola a Baroni in conferenza stampa

Ad un passo dalla ripresa del campionato, a pochi passi dal monday-night con il Torino: anche la Lazio si appresta a ripartire dopo la sosta per le nazionali. Il rilancio in chiave Champions dopo il crollo di Bologna è l’obiettivo dichiarato per Marco Baroni che domani nella sala stampa di Formello alle ore 14,00 prenderà la parola per presentare il match contro la squadra di Vanoli. Sarà l’occasione anche per capire la sua posizione rispetto alle dichiarazioni da parte del club che nella scorsa settimana ha sollevato dei rilievi nei confronti del tecnico stesso sulla gestione della rosa e dei nuovi arrivati, oltre che su gli ultimi casi di infermeria. Il weeke-end è alle porte, tra poco dalle parole si tornerà ai fatti. Gli ultimi, quelli decisivi, i cosiddetti verdetti tra campionato ed Europa.