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LUTTO

‘9 GENNAIO’ – Nel ricordo di Garlini, Calisti: “Ragazzo d’oro, bomber vero e coraggioso” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’ ricorda OLIVIERO GARLINI:

“La sua scomparsa fa male, una brutta notizia ed un grande abbraccio alla famiglia di questo ragazzo d’oro. Era un giocatore forte, non aveva paura di nulla, bravissimo in acrobazia. Un attaccante forte in aria di rigore, cattivo sotto porta e coraggioso. Vi assicuro che sarebbe stato utile anche alla Lazio di oggi. Era un bomber completo.

Quelli erano anni difficile in serie B. Serviva tutto quello che non c’è più oggi, carattere e senso di appartenenza. Quello che ti faceva restare nella squadra del cuore anche perdendo dei soldi, cosa che accadde anche a me. Erano anni di sofferenza e passione per uomini veri e attaccati alla maglia. Lui segnava tanto, andava in doppia cifra contro difensori forti, non come quelli di oggi. Chi vinceva la classifica dei cannonieri in serie B poi naturalmente andavano poi in serie A. Quello che lui si meritò dopo la Lazio. Lui era uno tosto dentro l’area di rigore, era uno Schillaci per caratteristiche ma ancora più strutturato e cattivo. Grande attaccante e bella persona, sempre disponibile con i giovani per dare sempre un consiglio, un sostegno”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Garlini ottimo giocatore, bella persona. E su Lazio-Juventus…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Garlini? È venuto a mancare un amico, ha giocato con me a Cesena e poi ho insistito per farlo venire alla Lazio. Ottimo giocatore, bella persona. 

Era un po’ sottovalutato perché c’erano nomi importanti. Io, che ci ho giocato anche insieme, dico che era un ottimo attaccante, non aveva paura di nessuno. Era molto forte nel gioco aereo.  Se non fosse stato valido non avrei spinto per farlo venire alla Lazio.

Lazio-Juve? Mi auguro che i nostri capiscano che è la partita più importante della stagione. 

I giocatori devono saper giocare a calcio, i numeri poi contano poco. Certo, poi vanno collocati nelle posizioni giuste.

Gila è il titolare. Gigot potrebbe esserlo, ma dipende anche dagli avversari e da ciò che serve in una determinata gara. Spesso chi subentra è anche più importante dei titolari, perché può dare un cambio di passo. In questo caso Gila è più veloce e mi sembra più adeguato per sfidare le caratteristiche degli attaccanti della Juventus.

Difensori? Quelli che abbiamo mi piacciono. Romagnoli è quello che deve comandare la difesa. Bene Gila e Gigot e anche Patric che ora è infortunato. Provstgaard è ancora giovane. I giocatori li abbiamo, al centro siamo messi bene anche se quest’anno abbiamo preso troppi gol. E il campionato lo vince chi prende meno gol”.

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LUTTO

Addio a Oliviero Garlini, bomber della Lazio di Gigi Simoni

È morto oggi Oliviero Garlini, 68 anni, apprezzato ex attaccante degli anni ’80, che ha lasciato un bel ricordo in tante delle squadre in cui ha militato, tra Serie A e B soprattutto. Punta della Lazio tra il 1984 e il 1986, vinse il titolo di capocannoniere della Serie B, in maglia biancoceleste, realizzando 18 reti nel 1985-86, con Gigi Simoni allenatore, e meritandosi il soprannome di “Boom Boom” Garlini, eternamente ricordato dai tifosi laziali nella migliore stagione della sua carriera. “Oliviero bomber vero” era l’altro soprannome di questo attaccante generoso, non particolarmente alto, ma combattivo ed efficace in area di rigore.

Nato nel bergamasco nel 1957, era stato lanciato dal Como, debuttando in Serie A all’Olimpico, contro la Roma del primo Liedholm, in un match perso 2-1 dai lariani il 29 febbraio 1976. Fatta la dovuta esperienza tra Serie C e B con Empoli, Nocerina e Fano, ha ritrovato il massimo campionato da titolare con il Cesena, vestendo la maglia dei romagnoli dal 1980 al 1984. Poi il biennio alla Lazio, tra A e B, quindi una stagione all’Inter (con cui ha segnato un indimenticabile gol in rovesciata), una e qualche mese nell’Atalanta, con cui ha raggiunto la semifinale di Coppa delle Coppe pur militando in Serie B nel 1987-88. Poi ha vissuto un graduale declino tra Ancona, Ascoli e Ravenna, chiudendo la carriera nel 1992 con il Corbetta, squadra lombarda del campionato Interregionale. Successivamente ha fatto il dirigente e l’allenatore dei giovani. Malato da tempo, è deceduto oggi nella residenza socio sanitaria della Fondazione Caccia di Gandino (Bergamo).