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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il futuro di Romagnoli è sempre più lontano da Roma: ipotesi rescissione del contratto

Il centrale laziale potrebbe percorrere la via della rescissione unilaterale del contratto.

La difesa continua a essere la forza della Lazio e, con Gila ormai condizionato da una perenne infiammazione al tendine rotuleo, Romagnoli è l’unico pilastro. Incredibile ma vero, proprio Alessio che aveva già salutato tutti a Lecce, prima dell’incredibile colpo di scena nell’ultimo giorno del mercato d’inverno. Era tutto fatto con l’Al-Sadd, affare saltato sul gong solo per la mancata rinuncia a tre mensilità da parte del centrale di Anzio. Non si è mai ricomposta quella frattura con Lotito, riporta Il Messaggero, con il presidente che al momento non ha alcuna intenzione di rimettere sul piatto il rinnovo, nonostante la scadenza fra un anno.

Romagnoli si sta dimostrando un laziale vero, sta dando tutto per la maglia in campo, ma prima della fine della stagione, si legge, potrebbe percorrere la via (tramite l’art.17 della Fifa) della rescissione unilaterale del contratto. Lo scoppio della guerra in Medio Oriente ha infatti ridotto al minimo le sue chance di andare in Qatar a giugno. È presto comunque per parlarne, perché anche i movimenti in panchina potrebbero cambiare ogni scenario.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, filotto Tavares: meno devastante ma più affidabile. Il suo valore torna a crescere, il futuro…

Nelle ultime settimane è lui il terzino titolare a sinistra e ora guarda avanti con ambizioni diverse.

Lunedì, a Firenze, se confermato dal primo minuto, giocherà la quinta partita consecutiva da titolare in campionato: una striscia, evidenzia il Corriere dello Sport, che non raggiungeva dal filotto tra fine 2024 e inizio 2025 (contro Napoli, Inter, Lecce, Atalanta e Roma). Oggi il lusitano è dentro le rotazioni, con un ruolo sempre più definito. Certo, il ricordo più vivido resta quello dell’impatto iniziale. Tra la terza e la decima giornata della scorsa stagione aveva messo insieme otto presenze consecutive, accompagnate da otto assist. Numeri da esterno offensivo più che da terzino, in una versione esplosiva e difficile da contenere (così come da ripetere).

Oggi Tavares è diverso. Meno devastante nell’uno contro uno, ma più dentro il sistema, più attento, più continuo. È qui che si misura concretamente la sua crescita. Sarri lo ha lavorato, lo ha reso più disciplinato, meno anarchico. Un terzino moderno, capace di scegliere quando spingere e quando restare, quando accelerare e quando gestire. Un cambiamento che ne ha ridotto l’imprevedibilità pura, ma che ne ha aumentato l’affidabilità.

Anche per questo, si legge, il suo futuro non è più così scontato. Se fino a qualche mese fa si parlava di cessione in estate (anche a gennaio c’erano state delle possibilità), oggi la Lazio ragiona in modo diverso. L’idea è valorizzarlo, far crescere il suo rendimento e, di conseguenza, il suo valore. Un percorso che passa dalle prestazioni e, soprattutto, dalla continuità, proprio quella che Tavares sta iniziando a garantire.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gigot spera nella prima chiamata: il futuro è comunque lontano da Roma

Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile.

Fermo dall’estate per un problema ad una caviglia, operato a settembre: è stata lunga la riabilitazione di Gigot e, riporta il Corriere dello Sport, questa pausa potrebbe rilanciarlo. Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile. Finora non è mai stato chiamato da Sarri, non è escluso che la convocazione arrivi nelle prossime partite. Sarebbe un centrale in più.

Gigot è in scadenza nel giugno 2027, partirà in estate. Almeno ci spera. La società, si legge, spera che trovi un po’ di spazio per poterlo piazzare nella prossima finestra. Gigot era arrivato in prestito oneroso da 500 mila euro, più riscatto obbligatorio per altri 500 mila euro e premi per un totale di 3,2 milioni. In tutto 4,2 milioni. Una parte di questi soldi si proverà a recuperarla.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Diogo Leite più lontano. C’è Comert del Valencia

Valutazioni in corsa anche sul futuro: la situazione in casa Lazio.

Acquisti a zero, si è aggiunto un profilo in più: Eray Comert. E’ in scadenza con il Valencia, ha 28 anni, è svizzero, ha origini turche, gioca con la nazionale elvetica. Classe 1998, è alto 1,83, è destro. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, sarebbe stato offerto alla Lazio. Non è di primissima qualità. Può essere un rincalzo, non un titolare. Basilea, Lugano, Sion, poi Valencia, Nantes, ancora Valencia, Valladolid, di nuovo Valencia: questa è la sua carriera.

Ha iniziato, si legge, la stagione in panchina, le ultime sette partite le ha vissute da titolare. Ha segnato due gol, è in ballo per alcuni club spagnoli e tedeschi. La Lazio sta valutando il mercato a zero, anche in Spagna. Ha fatto firmare Pedraza, terzino sinistro del Villarreal. In Germania invece aveva trattato Diogo Leite dell’Union Berlino. L’accordo sembrava vicino, poi lo stop. Il manager del portoghese, conclude il quotidiano, ha reagito male all’invito del diesse Fabiani fatto nella conferenza di fine mercato. L’operazione sembra sfumata. La Lazio ha necessità di rintracciare centrali. Romagnoli, Gila e Patric sono in scadenza nel 2027. Solo Provstgaard è blindato.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Rayan lontano, Bournemouth anche su Fabbian. Mendoza? È ciò che servirebbe…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Rayan lontano, è chiaro che quando incontri club che propongono di monetizzare subito, la formula della Lazio parte indietro. Il Bournemouth è anche su Fabbian, chiaro che non sia una coincidenza.

Mendoza è una mezzala destra, ciò che servirebbe, come Toth e Timber. Centrocampista difensivo che non sta giocando molto, dovrebbe aver discusso con l’allenatore. Il viaggio in Spagna di Fabiani per far formare il pre-contratto a Pedraza non è stato casuale, visto che Pedraza e Mendoza hanno lo stesso agente.

Lunedì con il Como sarà una bella partita, ieri meritavano di più. All’Olimpico ci sarà il confronto tra due tecnici con la stessa filosofia”.